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Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore.

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  #46 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  ivan
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Il problema di cominciare a punire quei ragazzi che accettano di lavorare a cinque o sei euro per le Università o per le imprese più straccione, cancellandoli definitivamente dai nostri potenziali collaboratori lo stiamo ponendo noi, non chi si riempie la bocca di infondati riconoscimenti professionali.
Prima di punire i ragazzi io penserei a punire le imprese comunque.
Quanti neolaureati o giovani archeologi ci sono? Vuoi che su 1000-10000 possibili collaboratori non ci sia qualcuno che accetti certe condizioni? e che fai allora ne punisci 1000 di giovani archeologi mettendoli in una sorta di libro nero e non punisci l'impresa?
Ci saranno anche dei giovani sprovveduti che non si rendono conto esattamente della situazione e che accettano, magari dietro la lusinga di un'assunzione o di un trattamento adeguato di lavorare per pochi euro.
E chi ci guadagna? il lavoratore che prende 600-700 euro o l'impresa?
Credo che tu capisca bene che questo modo di fare non è solo del settore dell'archeologia, ma di tantissimi ambiti, e non credo che i lavoratori (un giovane laureato, magari con master in economia aziendale) accettino di lavorare con un rimborso spese per ambizione o per fini malefici.
Il settore della grafica pubblicitaria ad esempio è uno di questi, ultimamente si assume quasi esclusivamente tramite contratto a progetto e spesso si è pagati molto molto poco, che cosa dovrebbero fare i ragazzi? non lavorare? ma guarda che fanno quasi tutti così.
Quindi per me bisogna intervenire sulle imprese innanzitutto, o meglio sul sistema lavoro (dando un giro di vite alle collaborazioni o rivedendo la legislazione sui contratti di lavoro) e non sui lavoratori che non hanno mai il coltello dalla parte del manico.
Comunque la crisi economica che oggi intravediamo solo, renderà inutili tanti discorsi; se non si reintroduranno principi di etica nel mondo del lavoro e dell'amministrazione della cosa pubblica, non ci saranno vie d'uscita.
__________________

Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #47 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  p.virgulto
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Ivan concordo pienamente!
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  #48 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
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Prima di punire i ragazzi io penserei a punire le imprese comunque.
Io che mi danno l'anima per retribuire i regola i miei, ti assicuro che coloro che considero le peggiori carogne in assoluto, coloro con i quali non ho la minima intenzione di avere a che fare amichevolmente, sono quelli che hanno ribassato all'esagerazione e senza motivo il proprio compenso avvelenando il mercato.

Puoi immaginarti cosa me ne faccia del loro curriculum (e si riconosce, ti assicuro che si riconosce).

La colpa è principalmente di coloro che accettano il lavoro irregolare, e secondariamente di coloro che ci provano a proporlo.

I secondi li punisce la Legge, quanto ai primi il nodo al fazzoletto me lo faccio io.
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  #49 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Aquamarina
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Al contrario: questa è la prova provata che l'Archeologo non è e non può essere un professionista, ma è un lavoratore che deve necessiariamente operare in forma stabilmente associata e strutturata retribuito con contratti da dipendente non con parcelle da prestazioni strane.
Un ingegnere può lavorare come libero professionista( che non è una parolaccia!!!!) o come dipendente. In uno studio ,in un'impresa, può essere il titolare di un impresa, o essere impiegato presso un ufficio dello stato, ma non è costretto a nessuna di queste opzioni, perchè un ingegnere è un ingegnere e il suo ruolo all'interno della società è ben ampiamente riconosciuto ,al di là dell'effettiva utilità diretta per la popolazione(ne conosco alcuni che lavorano in imprese a progetti di componenti elettronici che poi non sanno neanche a cosa sono destinati, magari ad attrezzatura bellica!!!!) Perchè un archeologo dovrebbe necessariamente costituire o lavorare dentro un impresa????? Questo tipo di ragionamenti mi puzzano tremendamente di chiuso.
E poi cosa c'entra ,ad esempio, l'archeologia preistorica, lo scavo in grotta con l'edilizia????

Sull'autonomia operativa.... trattengo a stento il riso.... anche un impresa senza l' ordine e il benestare e i lcostante controllo della sovrintendenza non può fare nulla. Se di punizioni si dovrebbe parlare magari sono le sovrintendenze che dovrebbero punire le imprese disoneste e tagliarle fuori... (e si noti bene che la legge italiana affida assolutamente la ricerca archeologica allo stato che può eventualmente decidere di dare concessioni a privati ,ma ,si noti bene, non sarebbe in contrasto con i principi costituzionali una disciplina che precludesse qualsiasi iniziativa privata....) Ugualmente io in quanto singolo archeologo non vado ad elemosinare niente a nessuna impresa edile. L'impresa edile che esegua lavori per cui è obbligatoria l'assistenza archeologica lo comunica in sovrintendenza, la sovrintendenza chiama un archeologo o una ditta e nel caso chiami un singolo archeologo fornisce i mezzi o si accorda direttamente con l'impresa edile sulla fornitura di essi..... Se lo scavo invece è della sovrintendenza se la vede lei e l'archeologo non elemosina niente a nessuno, se è dell'università idem.....

Magari ci vorrebbe una totale riorganizzane degli organi statali preposti alla ricerca archeologica e alla tutela del patrimonio culturale forse cominciando da una maggiore regolarizzazione de cosiddetti esterni, e l'idea fondante che sia comunque lo stato a porsi come una unica grande impresa archeologica .... anche perchè credo che il rapporto impresa archeologica -sovrintendenza sia particolare e non si basi sempre e solo sulle qualità di merito del titolare dell' impresa ..... si ripetono insomma anche qui baronismi simili a quelli universitari e/o da essi direttamente derivati col risultato l'indipendenza di qualsiasi impresa è un'utopia e che la maggior parte delle volte si sfruttano le persone sia se si tratti di università o sovrintendenze sia se si tratti di imprese, e se la tua impresa è l'eccezione Mdd, ne sono veramente contenta e me ne compiaccio, ma sarà l'eccezione che conferma la regola....

Il mio diciamo NO generale dunque è verso qualsiasi forma di sfruttamento a partire da quello universitario.....


Per quanto riguarda la questione sollevata da Stefano, che dire? Non è di solo pane che vive l'uomo e se stai studiando per qualcosa che anche tu ritieni inutile, forse faresti meglio a ponderare bene le tue scelte. L'economia è un bel gioco ed è ovvio che quella capitalistica segue certe regole cercando di ridurre tutto al capitale appunto..... per mantenere ed aumentare il quale è sottintesa e necessaria una politica di sfruttamento, un forte ridimensionamento delle attività culturali ed un appiattimento delle coscienze ,in modo che si possa sentire costretto ma utilie chi viene sfruttato facendo lavori di base per la società e si possa poi sfruttare chi fa lavori meno direttamente utili facendo leva su una sorta di senso di colpa..... potrei continuare ancora per molto , ma intaserei il forum, per cui la finisco qua.

Buon week end a tutti, sfruttatori e sfruttati
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Aquamarina
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P.S. ricordo infine che la parola edificare deriva da Aedes, che significa cas,e non vedo dunque la connessione con l'archeologia, che magari ha bisogno di mezzi simili a quelli usati in edilizia per fare le proprie ricerche , ma non ha a che vedere proprio nulla con l'edilizia in quanto a scopi e metodi( e meno male!!!!!!) .....
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  #51 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
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'I secondi li punisce la Legge'

Se fosse davvero così non ci troveremmo in questo schifo...almeno in parte.
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  #52 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
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'I secondi li punisce la Legge'

Se fosse davvero così non ci troveremmo in questo schifo...almeno in parte.
Dalle mie parti funziona così: i lavoratori si rivolgono ai Sindacati, le Imprese che subiscono una concorrenza sleale denunciano quelle irregolari, l'INPS e l'INAIL controllano i cantieri archeologici e qualche volta fanno verbali, qualche rara volta li chiudono proprio se le irregolarità siono troppe, in ogni caso costringono tutti a mettersi in regola.

Non dico che sia una pacchia: dico che con tutte le difficoltà il modo che vivo io mi sembra un modo normale di gestire una attività lavorativa che in definitiva è come tutte le altre.

L'unica anomalia sono quei b******i che lavorano sottopagati e praticamente in nero per certe Università o per certe ditte (le quali millantano la possibilità di far partecipare a pubblicazioni scientifiche), con la idea in testa di fare curriculum e di passare davanti a chissà chi in chissà quale graduatoria (mentre le cose nella realtà NON funzionano così).
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  #53 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
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[quote=Aquamarina;31980]
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Un ingegnere può lavorare come libero professionista( che non è una parolaccia!!!!) o come dipendente. In uno studio ,in un'impresa, può essere il titolare di un impresa, o essere impiegato presso un ufficio dello stato, ma non è costretto a nessuna di queste opzioni, . . .
Ti sbagli: l'esercizio della libera professione ed il lavoro da dipendente o da imprenditore sono cose ben diverse nella normativa italiana (e tendenzialmente poco compatibili).

Comunque rimane il fatto che l'Archeologo non compie una attività intellettuale, ma una attività materiale per quanto altamente qualificata (dove l'opera e la capacità di organizzare le risorse umane e strumentali è prevalente sulla pura consulenza) e questo non solo quando fa scavi, ma anche quando allestisce mostre o gestisce magazzini, per esempio.

Quello che attiene alla sfera intellettuale (decisionale e di direzione scientifica, oltre che di "politica della tutela") è oggi come oggi di esclusiva competenza dello Stato attraverso le sue Soprintendenze, e io sono convinto che esternalizzare questo potere tipicamente statale sarebbe fonte di ingiustizie infinite e della progressiva distruzione della tutela archeologica.
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  #54 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Aquamarina
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Non ho detto che un ingegnere può fare sia il libero profssionista che il dipendnente, ma solo che può scegliere tra vaire opzioni, e sempre un ingegnere rimane.

Un archeologo presiede allo svolgimento di attività materiale, o le esegue lui stesso ma ha bisogno di una laurea per far questo, altrimenti qualsiasi operaio specializzato potrebbe aprire un'impresa e mettersi a fare scavi se ottenesse la concessione.... anche un medico inoltre svolge attività materiale,ma questo non cambia la sostanza che un medico è un medico e l'archeologo, professinista, dipendente o imprenditore, definitevi come vi pare (a me basta la definizione prima ,quella appunto di archeologo)non ha nulla a che fare con l'ediliza ed anzi credo che questa cosa di aver voluto far passare imprese archeologiche come imprese edili, abbia contribuito non poco alla mancata definizione legale di quello che è il nostro lavoro, che è diverso da qualsiasi mansione possa essere legata al campo edile.

Non solo la tutela o ciò che attiene alla sfera intellettuale è competenza dello Stato ma anche la ricerca(art. 88 codice bc:" Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate all'articolo 10 in qualuque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero" che ex art 89: " può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e delle opere indicate nell'articolo 88.........ecc) .La legge è del 2004, e mi pare che la volontà del legislatore sia chiara. Personalmente mi auguro che si metta presto ordine nella confusione tra archeologia ed edilizia creata dalla passata generazione che ha contribuito fortemente a farci arrivare al punto in cui siamo.
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  #55 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Pablita
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Leggendo i precedenti interventi ho visto che ad un certo punto si è detto che il problema non rigurdava solo gli archeologi, ma anche altre categorie di lavoratori. Verissimo. Vogliamo parlare dei bibliotecari catalogatori? Il discorso è simile al vostro ed anche qui c'è un certo sfruttamento.
E' inutile dire che il problema a monte, come anche per voi archeologi, è il blocco delle assunzioni nello stato. Ne consegue che nelle varie istituzioni c'è carenza di organico per cui, per portare avanti un certo lavoro, come la catalogazione di libri e audiovisivi si fa ricorso a personale esterno. Purtroppo nello stato non è possibile ottenere contratti personali, ed ecco che si fa ricorso a cooperative. Ma è interssante capire anche quali sono quei parametri che vengono analizzati per far vincere una gara ad una cooperativa: in primis è il fatturato, cioè a volte sono ammesse alla gara solo quelle cooperative che hanno un alto fatturato. Ed ecco quindi presentarsi società magari che non sono specializzate solo in quel settore di lavoro. Altro parametro considerato è il curriculum; altri ancora, fondamentali per i giudici della gara, il tempo e il costo. In ultimo, forse, il curriculum dei catalogatori. Si comprende quindi che vincerà l'appalto quella cooperativa che svolgerà in lavoro, cioè eseguirà il progetto, in minor tempo possibile ed a un costo inferiore. E, ve lo dico per esperienza non proprio diretta, che a giocare ci si fa proprio male! Anche io ho conosciuto cooperative che hanno rinunciato a gare perchè, per vincere, avrebbero dovuto ribassare di molto il prezzo, naturalemente poi a discapito dei suoi collaboratori. Ed ecco che tramite questo sistemi le biblioteche italiane sono gremite di catalogatori specializzati, costretti a lavorare per pochi euro a record. Anche loro dovrebbero dire NO! anche io sono stata una catalogatrice in una coopertiva (per fortuna onesta) in cui ero pagata 7 euro a recod bibliografico. Non male... Avrei guadagnato una bella sommetta se mi avessero pagato subito, non tanti mesi dopo. E questo per colpa dei ritardi di pagamente delle amministrazione degli enti che affidano le gare... Ragazzi, il discorso è lungo.. siamo tutti nella stessa barca
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Gli uomini distruggono più della terra

Ultima Modifica di Pablita : 05-July-2008 16:45.
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Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Stefano
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Per quanto riguarda la questione sollevata da Stefano, che dire? Non è di solo pane che vive l'uomo e se stai studiando per qualcosa che anche tu ritieni inutile, forse faresti meglio a ponderare bene le tue scelte. L'economia è un bel gioco ed è ovvio che quella capitalistica segue certe regole cercando di ridurre tutto al capitale appunto..... ecc. ecc.
Mi sento di rassicurarti sulla ponderatezza delle mie scelte, quanto alla questione in se vorrei farti notare che nel mio post si parlava di priorità non di inutilità. Che poi l'archeologia non sia una priorità non vedo proprio come possa impedirmi dall'intraprenderla come percoso lavorativo, il nesso è inesistente, ognuno ha un suo posto nel mondo, certo esistono mestieri di prima necessità.
Il "gioco" dell'economia lo stai tirando in ballo tu adesso, il capitalismo poi lo lascerei a maggior ragione a casa. Non si tratta né di giochi né di complotti ma semplicemente di riconoscere il fatto che l'archeologia non ha alcun ruolo ultraterreno, il nostro stato fortunatamente tutela il patrimonio culturale anche contro la volontà della maggioranza della collettività (ed è una grandissima fortuna) ciò non toglie che possa esistere tantissima gente che non nutra alcun interesse per la stessa archeologia come non lo nutre per altre cose più e meno importanti.
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Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  p.virgulto
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La maggior parte degli Italiani non nutre alcun interesse per l'Archelogia,così come per qualsiasi altra cosa che riguardi la Cultura poichè l'istruzione è andata allo sbando da decenni ormai ,creando generazioni di ignoranti!
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Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Aquamarina
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Beh Stefano, che viviamo in una società capitalistica lo dicono gli economisti, e non centra niente il comunismo.
La scala delle necessità e dei mestieri la fa la cultura di una data società o assembramento di uomini e neanche la produzione alimentare massificata è in verità necessaria.....
All'economia hai fatto riferimento tu, con la storia dei lussi e dei meno male che alcune società finanziano ricerche ecc ecc ...... quella che non ci sono fondi per la cultura la ritengo una grossa balla, prima di tutto ci vuole la volontà e il riconoscimento. E anche questo parlare di ruoli ultraterreni e missioni, mi pare stia partendo solo da te. Quello che dico io è che se ho scelto questo mestiere è perchè oltre alla gratificazione personale che mi può venire dalla conoscenza che mi procura e dallo svolgimento di determinate attività, gli riconosco una forte utilità sociale e non lo ritengo il lusso di pochi ricchi che si vogliono "arredare la casa "( si tratti di privati o di stati che andando a far ricerca all'estero compiono spesso solo immani depredazioni....) Quello che dico è semplicemente che se non siamo noi a promuovere il valore di ciò che facciamo nessuno può farlo e se tutti quanti non capiscono che il nostro è un lavoro e va pagato e che i soldi spesi per l'archeologia non sono buttati non c'è molto da fare.

Infine concordo col succo di quanto dice Pablita, va riorganizzata l'intera gestione del patrimonio culturale e bisogna lottare perchè esso venga reso costantemente fruibile al maggior numero possibile di persone, in modo che acquisti il suo vero senso,senza essere mero pretesto per l'autoglorificazione di pochi.
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Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  ivan
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