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Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore.


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  #1 (permalink)  
Vecchio 30-June-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Sardegna
Messaggi: 11
Predefinito Archeologia e Imprenditoria

Salve a tutti, vorrei avere delle informazioni per quanto riguarda la possibilità di fare Archeologia dal punto di vista imprenditoriale; in Italia esistono molte società archeologiche private, tuttavia non mi sembra che siano diffuse alla stessa maniera in tutto il territorio italiano, a differenza di quello che accade in altri paesi, nei quali l'imprenditoria privata archeologica ha ben altro peso e importanza. A cosa è dovuto tutto ciò? Perchè le leggi italiane sulla tutela dei Beni Culturali e sulla ricerca in questo campo sono così chiuse nei confronti del privato? In oltre mi farebbe piacere sapere quali sono le procedure e i presupposti per poter creare una ditta archeologica privata che possa collaborare con Soprintendenze (che dovrebbero "soprintendere" e tutelare lasciando invece la ricerca e al valorizzazione ad altri), enti locali ecc... Grazie
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  #2 (permalink)  
Vecchio 01-July-2006
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,540
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Ciao e benvenuto/a .
Cosa intendi esattamente per imprenditoria archeologica? ti riferisci, ad esempio, solamente alla conduzione di scavi o anche ad altro, come lavori più umili, ma fondanti come le raccolte di superfecuie o il lavoro di gestione e integrazione/fruibilità dei beni archeologici ?

Ditta archeologica privata vuol dire una sorta di cooperativa?
Ciao
milena
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  #3 (permalink)  
Vecchio 01-July-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Sardegna
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Mi riferisco a tutte le attività inerenti l'Archeologia, dallo scavo alle ricognizioni, alle prospezioni, comprendendo anche la gestione, la promozione e la valorizzazione dei siti singoli o di interi comprensori territoriali; giustamente tu mi chiedi se con questo intendo una sorta di cooperativa, ebbene si, visto che in Italia le ditte di cui parlo sono prevalentemente cooperative ( ciò è dovuto al fatto che nel nostro paese le coop hanno sgravi ed agevolazioni fiscali, oltre a ricevere contributi dallo stato). A mio avviso in Italia sono poche le ditte di questo tipo, penso soprattutto a causa delle enormi difficoltà burocratiche. Nella mia regione ad esempio, esistono solo cooperative che si occupano di fruizione a valorizzazione e non ne esiste alcuna che sia in grado di prendere un sito mai scavato, indagarlo scientificamente e renderlo fruibile magari con contributi economici privati (non statali) a livelli di produrre cultura e reddito.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
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Data Registrazione: Jun 2006
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Ditte archeologiche private? Beh se consideriamo che intere cooperative archelogiche non hanno fondi per attività di ricognizione e/o scavo, mi pare sia chiaro che in Italia siamo ben lungi da imprenditoria di questo tipo. Ora nn mi riferisco a tutte realtà imprenditoriali esistenti, ne conosco solo 3 -4. pertanto nn so come procedono le altre attività.
Aò siamo in Italia qui le Sovrintendenze rompono le ossa a relatà private di questo tipo. Purtroppo la triste realtà è che ogni scavo debbe essere condotto sotto l' egida di una svrintendenza che è necessaria per la protezione dal punto di vista legislativo del bene culturale ma per quanto riguarda i lavori in corso nn fa altro che mettere i bastoni tra le ruote. Quanto citato l' ho vissuto in prima persona.
__________________
Delenda Carthago
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  #5 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Sardegna
Messaggi: 11
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Ecco è proprio questo il punto: non pensate che le Soprintendenze si debbano occupare della tutela e della protezione lasciando invece la ricerca propriamente detta ad altri? (Università, privati ecc...);il guaio è che invece oramai fanno tutto loro trasformando l'Archeologia italiana in una Archeologia di Stato! A mio avviso è proprio questo uno dei mali peggiori dell'Archeologia italiana e una delle cause principali di disoccupazione nel settore dei beni culturali, non pensate che magari aprendo ai privati ci sarebbe un maggior apporto di fondi, di opportunità e un maggiore sviluppo di idee per la valorizzazione e la fruizione, che spesso risultano alquanto imbarazzanti e deficitarie quando a occuparsene sono le soprintendenze?
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  #6 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
L'avatar di  cristina
AI senatus
 
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Messaggi: 181
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caro barbaricino, evidentemente non hai mai lavorato in soprintendenza, quello che manca è il personale e i fondi e allora si potrebbero operare al meglio. Non so se accade così in tutta italia, magari ci sono casi felici, ma di solito mancano i fondi anche per le spese più banali..tipo la carta igienica nei bagni...
Quanto all'appaltare a imprese private..beh ormai gli scavi son tutti fatti da collaboratori esterni o cooperative...ma sempre sotto il controllo più o meno diretto dell'ispettore di zona...e penso sia giusto così...anzi sarebbe anche ora di smettere di scavare e cominciare a sistemare quanto c'è in magazzino....perché il problema di fondo è questo..scavi su scavi e poi nessuno che si accolla lo studio e la pubblicazione di quanto scavato

Sinceramente mi spaventa un po' uno scavo in mano a privati...penso sempre che il motore di tali imprese sia il lucro e non la ricerca scientifica....
__________________

Cristina
www.passeggiandoperroma.com
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  #7 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,540
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Ecco Cristina, l'hai detto, scavare meno e sistemare e utilizzare meglio i dati, peccato che ci si guadagni di più a scavare che a studiare lo scavato!
D ' accordo che vi sia una sovrintendenza e che sovrintenda, ma non mi sembra un buon motivo per diffidare del privato. Del resto anche lo statale dove non vede guadagno non agisce. Inoltre credo che barbaricino col termine privati si riferisse anche ad enti come fondazioni o simili che effettivamente fuori italia conducono ricerche certamente non deprecabili.

Milena
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  #8 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
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Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Sikelia
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Predefinito ...riflessioni

beh...che cosa triste...MALA TEMPORA CURRUNT e per noi che siamo o dovremmo rappresentare il futuro dell' archeologia italiana e per le belle idee di imprenditoria che la nuova archeologia partorisce in seno ad una serie di meditazioni alquanto ovvie.
Sistemare, catalogare e registrare lo scavato...vabò poi si fa è questo quello che dice la sovintendenza
Scavare, ricercare...la sovrintendenza risponde che nn ci sono i fonti.
DITEMI VOI ora in mano di ki siamo. Oggi funziona almeno in Sicilia, terra del padrino, che o sei forte politicamente o sei tagliato fuori dalla scena; o sei amico del sovrintendente ma basta esserlo anche del semplice impiegato regionale e allora son Allori.
Quello che a mio avviso manca sono le vere iniziative, siam tutti bravi a dire: ah si le Cooperative, Le Società di Scavo e ricerca archeologica...non verba sed facta.
Solo cos' le sovrintendenze capiranno che ne usciranno con le gambe rotte ...
Ulteriore cosa che mi lascia perplesso è la capacità di esse a salvaguardare il bene da un punto almeno di vista legislativo...beh mi duole il cuore vedere l' immensa mole di reperti che attende ancora di essere catalogata in mano a bagordi che fanno bene a portarsi dietro l' abecedario.
scusate i toni.
saluti
__________________
Delenda Carthago
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  #9 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
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Anche a me pare che manchino iniziative "private". D'accordo sul fatto che la sovrintendenza faccia il suo lavoro, cioè sovrintenda, protegga, controlli (per esempio l'operato dei privati), ecc. Il rischio è semmai che si passi dall'iniziativa privata alla privatizzazione totale, con beni non più di proprietà pubblica ma privata, fruizione o inesistente o solo per chi se lo può permettere, e degenerazioni varie che conosciamo e abbiamo già visto in tutti quei campi in cui si bada solo e unicamente al puro profitto passando sopra tutto il resto (e non per esempio cercando di conciliare le cose, quando possibile). Ma in questo dovrebbe svolgere il suo ruolo la legislazione. Questo è ovviamente un estremo, non impossibile ma un estremo. La realtà è che appunto io non vedo molta iniziativa da parte di privati, del resto anche nel finanziare scavi e ricerche non è che i privati in Italia siano così abituati. Non so bene da cosa dipenda questa situazione, se più da un fatto di "sistema" o di "cultura", o da entrambe le cose e da altre ancora, e non voglio qui neanche andare a cercare colpe in giro (dello stato, dei privati e del tipico capitalismo all'italiana, degli studiosi non abituati a sbattersi per farsi finanziare, ecc.), però noto questa mancanza di iniziativa.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 02-July-2006
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Quote:
cristina
caro barbaricino, evidentemente non hai mai lavorato in soprintendenza, quello che manca è il personale e i fondi e allora si potrebbero operare al meglio. Non so se accade così in tutta italia, magari ci sono casi felici, ma di solito mancano i fondi anche per le spese più banali..tipo la carta igienica nei bagni...
Quanto all'appaltare a imprese private..beh ormai gli scavi son tutti fatti da collaboratori esterni o cooperative...ma sempre sotto il controllo più o meno diretto dell'ispettore di zona...e penso sia giusto così...anzi sarebbe anche ora di smettere di scavare e cominciare a sistemare quanto c'è in magazzino....perché il problema di fondo è questo..scavi su scavi e poi nessuno che si accolla lo studio e la pubblicazione di quanto scavato

Sinceramente mi spaventa un po' uno scavo in mano a privati...penso sempre che il motore di tali imprese sia il lucro e non la ricerca scientifica....
Cara Cristina, ho lavorato con le Soprintenedenze sia in cantiere di scavo sia in laboratorio di restauro e c'è veramente da piangere per quanto riguarda la mancanza totale di mezzi per poter operare almeno decentemente... i fondi mancano, lo stato non può e non vuole destinare una quantità maggiore di risorse per questo settore e allora che dobbiamo fare? Dobbiamo smettere di scavare? Dobbiamo lasciare perdere la ricerca? Dobbiamo lasciare che i siti vengano distrutti dai tombaroli? Dobbiamo restare disoccupati? Io non penso assolutamente ad una Archeologia totalmente privata ma penso che un'apertura a fondi e ad iniziative private sia, oltre che auspicabile, opportuna, viste le condizioni di estremo disagio in cui versa la ricerca in questo momento...
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Vecchio 03-August-2006
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Data Registrazione: Aug 2006
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ciao a tutti!
il problema della mancanza di fondi, purtroppo, è antico..lo Stato continua a chiaccherare a vanvera (e non ne faccio una questione politica, visto che finora nessuno ha fatto nulla) ma sappiamo tutti che sulla cultura non si investe!
l'iniziativa privata funziona anche in Soprintendenza, visto che esistono le gare d'appalto, ma poi com'è come non è..lavora sempre la stessa gente, mah..
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