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Discussioni generiche su Archeologia-Lavoro Discussioni generiche sulle opportunità di lavoro offerte dall'archeologia e prospettive di imprenditorialità nel settore.


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  #16 (permalink)  
Vecchio 10-October-2006
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Data Registrazione: Oct 2006
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salve colleghi e appassionati di archeologia,
sono checco ,un nuovo inquilino di questo fantastico forum.Spero mi vogliate accogliere tra di voi.Sentite raga mi iacerebbe avere delle O informazioni sui settori e sulle competenze oggi più richieste in archeologia.In sostanza in quali ambiti ci si può meglio specializzare o studiare per poter arrivare ad un'occupazione permanente.Lo so che è una domanda da 10 milioni di dollari....ma mi piacerebbe discuterne;-) ;-) ;-)
__________________
;) messapo
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  #17 (permalink)  
Vecchio 10-October-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2006
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Post Mi unisco volentieri!!!

Ciao a tutti!!
Sono nuova del forum e mi sto per laureare in Archeologia all'Università di Firenze nel Cdl in Storia e tutela dei beni archeologici....non vedo l'ora!!
Volevo segnalare anch'io la situazione degli aspiranti archeologi a Firenze che, come un po' dappertutto noto, non sono tutelati a dovere. Ho avuto varie esperienze di scavo sia per conto dell'Università che in vari cantieri e la situazione è a dir poco pietosa....Oltre alla paga modesta (che cmq non disprezzo visto che sono ancora studente!! ) sono i tempi infinitamente lunghi che uno deve attendere per vederli questi soldini!!! Qui l'attesa è anche di un anno!!!!!!![-X

Spero con tutto il cuore che grazie alla nostra unione e al mitico Beppe la situazione possa cambiare al più presto!!!

Un saluto a tutti/e!!!
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  #18 (permalink)  
Vecchio 10-October-2006
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Data Registrazione: Oct 2006
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ciao a tutti, è la prima volta che scrivo
mi sembrate tutti convinti che si possa davvero fare qualcosa! è bello sapere che non sei da solo...:razz:
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  #19 (permalink)  
Vecchio 10-October-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2006
Messaggi: 8
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ahh... nel frattempo sto girando in internet cercando offerte di lavoro, penso che tutti voi l'abbiate fatto no? non mi aspetto nessun risultato ma qualcuno di voi è stato contattato tramite mail?
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  #20 (permalink)  
Vecchio 12-October-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: May 2006
Messaggi: 26
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Ciao a tutti!
Ci tenevo ad informarvi che l'ANA, l'associazione degli archeologi in Italia,( il cui sito è www.archeologi.org e a cui gli studenti si possono iscrivere spendendo 5 euro) è stata ricevuta dal governo italiano, o governo che dovrebbe essere degli italiani, ma che in realtà visti anche gli ultimi servizi delle IENE, sento sempre più lontano dagli italiani. Salvo polemiche questo è ciò che è stato discusso:

Inserito il 10 ottobre 2006 alle 21:52:00 da redazione-ct. IT - Tutte le notizie

L’Associazione è stata in questi giorni invitata ed è intervenuta ad un Convegno sui “giovani e le professioni” organizzato nella Sala del Cenacolo dal Gruppo Parlamentare dei Verdi a Montecitorio.

È la prima volta che l’Associazione è invitata in una sede così prestigiosa, segno tangibile del suo progressivo riconoscimento da parte del mondo politico ed istituzionale.

Al convengo insieme al Presidente dell’ANA hanno partecipato:
il Ministro dell’Ambiente, on. Alfonso Pecoraro Scanio, l’on. Tommaso Pellegrino, l’on. Grazia Francescato, l’on. Paola Balducci.

Ed inoltre: dott. Giorgio Berloffi, Presidente di Assoprofessioni, arch.tto Alessia Guarnaccia, Associazione Nazionale Giovani Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, avv. Gennaro Tortora, Associazione Giovanio Penalisti, dott. Luigi Ricciardelli, Associazione Giovani Chirurghi, dott. Marco De Giorgi, Associazione Giovani Dirigenti, Dott. Filippo Trotta, Associazione Giovani Farmacisti, Arch.tto Raffaele Sirica, Presidente Comitato Unitario delle Professioni.

Molti hanno parlato di “professioni vecchie di cui cambiare le regole” o di “professioni nuove non ancora regolamentata”.

Il Presidente ANA ha sollevato le problematiche relative alla professione di archeologo, facendo notare il paradosso che in Italia, il paese che secondo l’UNESCO possiede il maggior patrimonio archeologico e culturale al mondo, quella di archeologo è una “professione vecchia non ancora regolamentata”.

Riprendendo una idea dei parlamentari presenti, il Presidente Tsao Cevoli ha proposto di istituire la figura di “Archeologo/Conservatore Comunale”, cioè di stabilire che ogni amministrazione locale d’italia – Regione, Provincia, Comune – si doti di almeno un archeologo/conservatore dei Beni Culturali che si occupi di tutte le attività legate alla gestione e valorizzazione dei Beni Culturali di competenza di quella amministrazione.

Ha fatto notare che una iniziativa del genere produrrebbe un grande ritorno occupazionale per i laureati in archeologia e beni culturali e che la spesa per l’istituzione di questa figura sarebbe compensata dal ritorno positivo in termini culturali ed economici, grazie allo sviluppo del turismo culturale e al relativo indotto.
__________________
Francesca Bartoli
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  #21 (permalink)  
Vecchio 12-October-2006
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
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. . . Riprendendo una idea dei parlamentari presenti, il Presidente Tsao Cevoli ha proposto di istituire la figura di “Archeologo/Conservatore Comunale”, cioè di stabilire che ogni amministrazione locale d’italia – Regione, Provincia, Comune – si doti di almeno un archeologo/conservatore dei Beni Culturali che si occupi di tutte le attività legate alla gestione e valorizzazione dei Beni Culturali di competenza di quella amministrazione.
Ha fatto notare che una iniziativa del genere produrrebbe un grande ritorno occupazionale per i laureati in archeologia e beni culturali e che la spesa per l’istituzione di questa figura sarebbe compensata dal ritorno positivo in termini culturali ed economici, grazie allo sviluppo del turismo culturale e al relativo indotto.
Mah.
A parte che l'idea di "finalizzare" l'attività dell'Archeologo ad uno sviluppo turistico mi pare deprimente, osservo anche la inevitabile squalificazione professionale che deriverebbe dalla cristallizzazione di un rapporto lavorativo legato agli interessi dell'Ente Locale.
Voglio vedere quale indipendenza di giudizio l'Archeologo riuscirà a mantenere quando gli sarà chiesto, per esempio, di formulare una valutazione preventiva sul progetto di realizzazione di un'area commerciale o di un impianto di teleriscaldamento.
Poi l'idea di "legare" un Archeologo (magari molto giovane) ad una realtà territoriale comunale non farebbe altro che peggiorare ulteriormente la spaventosa arretratezza tecnico-scientifica della nostra categoria (perchè oggi la cultura tecnica archeologica è così lenta a circolare da diffondersi pressoché unicamente grazie allo spostamento interregionale di singole persone).

Infine tutto ciò che si propone esaltandone la prospettiva di "ritorno occupazionale" a me suona negativissimo.

Il lavoro di tutti deve essere finalizzato ad un progresso e deve rispondere ad una esigenza reale. Se si crea una esigenza artificiosamente per soddisfare un problema occupazionale, si sta determinando un danno sociale, non un progresso.

In Italia in questo momento c'è una carenza impressionante di Archeologi sia nei ruoli delle Soprintendenze che nel mondo delle imprese commerciali private: c'è concreto bisogno della loro attività e ci sarebbero risorse economiche sufficienti per retribuirli, ma allo stato attuale le risorse disponibili prendono strade perverse. Con la ipotesi prospettata si lascerebbe marcire il problema sostanziale e si creerebbero ulteriori figure a carico delle tartassatissime Amministrazioni Comunali.

La soluzione vera, non quella populistica, sarebbe di rivitalizzare gli organici delle Soprintendenze e stimolare la correttezza delle imprese private del settore, disincentivando la loro tendenza attuale a fare utile sotto forma di "cresta" sul costo orario del collaboratore più o meno precario.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 13-October-2006
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2006
Luogo: milano
Messaggi: 1
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Mi sono appena iscritta a questo forum proprio per trovare la voglia di proseguire nella strada che ho scelto,che sapevo essere in salita...ma a tutto c'è un limite.Condivido quello che hai scritto,non credo che Grillo sia la soluzione,ma se è un modo per far vedere che ci siamo ,ben venga!
P.S.:sono calabrese,ma vivo a Milano dove frequento la Scuola di Specializzazione in Archeologia,un saluto a tutti.Ad augusta per angusta!
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  #23 (permalink)  
Vecchio 13-October-2006
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,077
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Ah, è dura.
Ma se vogliamo essere riconosciuti come una categoria professionale, dobbiamo innanzi tutti essere una categoria professionale.
Dobbiamo sviluppare un'etica condivisa, una comune ispirazione anche tecnico-scientifica (che tristemente manca nella maniera più assoluta), un comune disprezzo per chi fa il furbo o chi apporfitta di una posizione privilegiata a danno degli altri.
Poi dobbiamo focalizzare delle istanze comuni che non possano essere percepite come un privilegio (o una elemosina) da rendere a noi, ma come una normatizzazione che aiuti a svolgere meglio la nostra professione a vantaggio di tutta la Società.

Capisco benissimo, credetemi, le speranze di chi cerca un impiego, ma sono assolutamente convinto che la creazione improvvisa sulle spalle delle esauste casse degli Enti Locali di una categoria di lavoratori socialmente inutili (mentre come dicevo di nuove leve di Archeologi c'è drammatico bisogno sia nelle Soprintendenze che nelle ditte private) avrebbe un effetto devastante.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 13-October-2006
L'avatar di  lu
lu lu Non in Linea
AI magister
 
Data Registrazione: Aug 2005
Messaggi: 259
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Trovo le parole di Mdd molto sagge e le condivido appieno. Purtroppo, sembra retorica ma non lo è, ci sono molti furbi in ambito archeologico. Io ci sto sbattendo il muso ogni giorno da quando mi sono laureata e per questo bisogna creare delle norme che, come dice Mdd, ci tutelino come categoria professionale utile! Molti vedono gli archeologi solo come ostacoli oppure come sfaccendati interessati a cose che non servono nella vita quotidiana...non dovrebbe essere così invece...
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  #25 (permalink)  
Vecchio 14-October-2006
AI gens
 
Data Registrazione: Jul 2006
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Anche se non c'entro nulla sono d'accordo con voi, con chi è dell'idea di muoversi per farsi sentire ed ottenere qualcosa.
Quello dell'archeologo e del conservatore in generale è un mestiere fondamentale in un paese come il nostro, credo.

Scusate l'ignoranza, non ce l'avete un sindacato?
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  #26 (permalink)  
Vecchio 14-October-2006
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
Data Registrazione: May 2005
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Da quel che so no, anche perchè di fatto, la professione "archeologo" non esiste (nonostante le scuole di specializzazione servano proprio anche a questo) . Sei co.co.co., precario, "operaio", ricercatore, docente, e solo dio sa cosa. Per cui, se rientri in una categoria tra quelle sopra o altre ancora che già ha le sue organizzazioni sindacali bene, altrimenti...

Per il resto io son d'accordo sostanzialmente con Mdd, anche sulla critica alla piega "commerciale" e "merceologica" che han preso i beni culturali, e tutto ciò che gli ruota attorno, nuove professioni comprese. Resta il fatto però che si deve pur campare, per cui per necessità ci si potrebbe anche trovare a dover accettare qualcosa che va totalmente contro la propria filosofia di vita. Ciò non toglie la possibilità di continuare ad esercitare la propria critica e "lotta", teorica e pratica. Mi piacerebbe soffermarmi di più sull'argomento, ma il tempo...

Ciao

Ultima Modifica di Karl : 14-October-2006 19:52.
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  #27 (permalink)  
Vecchio 14-October-2006
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
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Resta il fatto però che si deve pur campare, per cui per necessità ci si potrebbe anche trovare a dover accettare qualcosa che va totalmente contro la propria filosofia di vita.
Non vorrei essere stato frainteso.
Non intendevo dire che l'Archeologo non debba "abbassarsi" a lavorare per un Ente Locale, magari anche per realizzare progetti che possano avere una risonanza di tipo turistico.
Queste cose vanno benissimo.

Dico però che non trovo vantaggioso inseguire la chimera di un aumento di opportunità di lavoro se questi nuovi "posti" sono cristallizzati all'esclusivo servizio di uno specifico Ente (Comuni, Province o sim.) i cui compiti istituzionali sono rivolti a tutt'altro.

La nostra battaglia dovrebbe invece essere per più organici nelle Soprintendenze e per più trasparenza nel lavoro dipendente all'interno dei soggetti privati -studi di consulenza o imprese specializzate- del settore.

Nel frattempo va benissimo che il singolo lavori per un Comune su uno specifico progetto o su una specifica commessa, poi magari per la Regione su di un altro o come consulente o affidatario di lavori da un soggetto privato che opera nello stesso territorio: questo è vero professionismo, come quello di un architetto o di un avvocato, mentre invece instaurare prevalentemente rapporti a tempo indeterminato con soggetti che non hanno compiti istituzionali secondo me distorcerebbe e svilirebbe la capacità del singolo di agire correttamente, annullandone l'indipendenza di giudizio e la possibilità di migliorarsi con l'esperienza.

Aggiungo che io opero nel mondo dell'impresa privata, e da anni vado dicendo che dovrebbe formarsi una organizzazione di tipo sindacale dei lavoratori del settore.
Una organizzazione sindacale prima che un ordine professionale.
La prospettiva di un riconoscimento professionale deve essere il punto di arrivo di un processo di formazione dal basso di una "coscienza professionale", altrimenti il rischio concreto è che l'ordine professionale nasca saldamente in mano a potentati vari e privo di democrazia interna.

Ultima Modifica di Mdd : 14-October-2006 20:20.
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  #28 (permalink)  
Vecchio 14-October-2006
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
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Forse dovremmo prendere qualcosa dal mondo del marketing. Mondo piuttosto lontano, in linea di massima, dal modo di pensare di un archeologo, mondo spesso superficiale, anche per forza di cose. Intendo però che in qualche modo dovremmo imparare a "venderci". Tu sollevavi un problema piuttosto complesso, a mio avviso "culturale" (politico, legislativo, e via via fino alla cultura diffusa). E secondo me hai toccato il punto centrale. Per esempio quando scrivi che <<Il lavoro di tutti deve essere finalizzato ad un progresso e deve rispondere ad una esigenza reale>>. Il problema è che la strada presa, la cultura diffusa, l'opinione comune, è che un archeologo, le sue competenze e il suo sapere, non rispondano effettivamente a un'esigenza reale, nè tanto meno utile. In realtà non risponderebbero ad alcuna esigenza. Tutt'al più è uno spreco di soldi per dar lavoro a qualche erudito che non "produce" niente. E se produce qualcosa, produce giusto giusto un po' di cultura "elitaria", fatta per il ristretto circolo di eruditi a cui appartiene. Niente insomma di cui possano beneficiare (anche in termini economici, perchè no? Sempre entro certi limiti, secondo me) la società e l'uomo "comune". Qui si colloca secondo me il "sapersi vendere". Preso atto che le cose vanno in questo modo, la lotta e la sfida stanno proprio nel cercare di invertire questa tendenza, nel far capire quali esigenze reali ed utili, indispensabili (di progresso appunto, per l'intera società), ci siano alla base dell'archeologia. Saper vendere le proprie competenze in quanto utili (e se è il caso finanche indispensabili), e non come una forma di beneficenza. Ciò dovrebbe promuovere professionalità, legislazione, ordini sindacali e professionali e, in una sorta di circolo virtuoso, professionalità, legislazione, ordini sindacali e professionali, dovrebbero promuovere, rafforzare e rendere possibile il movimento di cui sopra. Le mie però sono solo parole...
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  #29 (permalink)  
Vecchio 15-October-2006
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . in qualche modo dovremmo imparare a "venderci". . . Il problema è che la strada presa, la cultura diffusa, l'opinione comune, è che un archeologo, le sue competenze e il suo sapere, non rispondano effettivamente a un'esigenza reale, nè tanto meno utile. In realtà non risponderebbero ad alcuna esigenza. Tutt'al più è uno spreco di soldi per dar lavoro a qualche erudito che non "produce" niente.
Guarda che sarà anche giusto quello che dici, ma non è così dappertutto.
Io ho ormai un quarto di secolo di attività e posso garantirti che dove si è lavorato molto per preparare il terreno e dove si è seminato con regolarità si è anche costantemente raccolto.

Non è difficile per la gente comune capire la necessità del lavoro dell'Archeologo: e non voglio nemmeno dire della gente della strada, parlo di progettisti, di imprenditori edili, di amministratori locali, di funzionari pubblici, di politici, etc. etc. etc. .
Il problema siamo noi, che il più delle volte non siamo all'altezza di fornire risposte e credibilità tecnica alle esigenze reali che ci vengono proposte.
In Italia c'è un numero impressionanti di aree sottoposte ad interventi edilizi in presenza di potenzialità archeologiche e in presenza di disponibilità economiche per sostenere interventi di scavo preventivo, ma che si rinuncia a tutelare semplicemente perché non si saprebbe dove trovare un soggetto credibile al quale affidare i lavori senza rischiare di causare macelli o insostenibili sovraccarichi di lavoro sulle spalle degli uffici statali.

La colpa in questi casi è nostra, che non siamo tecnicamente ed organizzativamente affidabili.
Noi che non abbiamo (ancora) quella coscienza professionale della quale vado parlando.
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  #30 (permalink)  
Vecchio 15-October-2006
Mdd Mdd Non in Linea
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