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| Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia In quest'area si trattano discussioni relative alle problematiche di rappresentazione grafica (sia tradizionale che tramite Computer Graphic), di disegno di reperti e strutture archeologiche e alla fotografia in genere. |
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08-July-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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Per quanto riguarda la mia esperienza, credo che l'utilizzo esclusivo del digitale sia pericoloso:
è inutile negare che spesso "certi vertici" (e non specifico oltre...tanto chi lavora nel settore saprà certamente cosa intendo), per non avere "problemi" tende a non "voler vedere" certe rilevanze archeologiche...!!!
Ritengo per questo che l'uso del digitale sia più facilmente modificabile...le foto infatti possono essere cancellate senza troppa difficoltà...mentre è più difficile eliminare foto e relativi negativi opportunamente correlati tra loro e con il diario di scavo...sempre che anche questo sia consegnato su supporto cartaceo!!!
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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. . . ovviamente lo scherzo era sulla webcam (per chi non lo avesse seguito, su quel cantiere fu molto pubblicizzata una iniziativa di scavo "in diretta" con collegamento webcam accessibile liberamente su Internet), i complimenti per l'importanza della partecipazione sono sinceri.
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Flori
Per quanto riguarda la mia esperienza, credo che l'utilizzo esclusivo del digitale sia pericoloso:
è inutile negare che spesso "certi vertici" (e non specifico oltre...tanto chi lavora nel settore saprà certamente cosa intendo), per non avere "problemi" tende a non "voler vedere" certe rilevanze archeologiche...!!!
Ritengo per questo che l'uso del digitale sia più facilmente modificabile...le foto infatti possono essere cancellate senza troppa difficoltà...mentre è più difficile eliminare foto e relativi negativi opportunamente correlati tra loro e con il diario di scavo...sempre che anche questo sia consegnato su supporto cartaceo!!!
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Guarda, questa è una obiezione che sento spessissimo.
Però la verità è che non mi risulta.
Per quello che ne so io entrambi i sistemi sono modificabili esattamente con lo stesso livello di accuratezza e con il medesimo grado di difficoltà.
Certo, un perito veramente esperto (a livello di Polizia Scientifica per intenderci) si accorgerebbe senz'altro che una manipolazione c'è stata, ma poi sarebbe punto e d'accapo. Invece una persona di normale esperienza potrebbe vedere delle pellicole o delle digitali manipolate e non accorgersi assolutamente di nulla in nessuno dei due casi.
Per me il pericolo c'è in egual misura in entrambi i casi senza differenza.
A parte che se chi non vuole che certe cose appaiano è la stessa persona che le foto le fa non ha nemmeno bisogno di manipolazioni, è sufficiente che certe cose non le inquadri o ancora più semplicemente che non le pulisca prima di fare la foto ;-) .
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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. . . vi ricordate la polemica riguardo alle foto delle missioni statunitensi sulla Luna? Molte delle foto diffuse pubblicamente erano palesemente manipolate, eppure questo non significa che gli Americani sulla Luna non ci siano mai arrivati o che ci abbiano trovato qualcosa che non volevano farci vedere.
Semplicemente hanno manipolato le foto prima di divulgarle.
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08-July-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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non intendevo il trattare le foto ma cancellarle del tutto
purtoppo mi è capitato di lavorare con un personaggio che negava la presenza di rilevanze archeologiche, nello specifico di un muretto e di buche di palo protostoriche, e che si è preso la "responsabilità" di far rimuovere il tutto dall'escavatore (era uno scavo di emergenza...ma questo per me non giustifica)!!!
fortunatamente avevo, in precedenza, comunque fatto delle foto e documentato tutto (...anche se giustificando la sua scelta con inesistenti problemi di sicurezza)....dico fortunatamente perché, successivamente, in prossimità dello scavo effettuato da me hanno scavato per altri motivi ed hanno rintacciato la stessa situazione protostorica!!!
Se la mia documentazione fosse stata facilmente modificabile...cancellando foto e parti di diario (cosa che ho impedito creando un insieme di incastri per cui per modificarla bisognava riscriverla completamente)....non pensi che la mia posizione sarebbe stata piuttosto scomoda...o pensi che quel personaggio si sarebbe preso la responsabilità della rimozione!?!
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Sono situazioni preoccupanti che purtroppo ancora succedono.
Quello che io dico è però che fra pellicola e digitale non cambia nulla.
Se qualcuno -per ipotesi- ha accesso alla documentazione e ha intenzione di far sparire alcune attestazioni, lo può fare o non fare indipendentemente dalla natura digitale o chimica delle riprese fotografiche.
Insisto col dire che all'atto pratico non è più facile la possibilità di modificare (o far sparire) le foto digitali rispetto al modificare (o far sparire) le pellicole chimiche .
Ultima Modifica di Mdd : 08-July-2007 22:40.
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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. . . anzi con le pellicole la sparizione è persino più rapida e più definitiva del digitale, visto che si tratta di originali unici: hoops, al momento non si trovano più :---) .
Ultima Modifica di Mdd : 08-July-2007 22:37.
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08-July-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
Flori
Ritengo per questo che l'uso del digitale sia più facilmente modificabile...le foto infatti possono essere cancellate senza troppa difficoltà...mentre è più difficile eliminare foto e relativi negativi opportunamente correlati tra loro e con il diario di scavo...sempre che anche questo sia consegnato su supporto cartaceo!!!
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Non sarebbe comunque auspicabile di allegare alla documentazione le foto digitali stampate su supporto cartaceo?
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dott. Claudio Giorgini
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08-July-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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Quote:
dceg
Non sarebbe comunque auspicabile di allegare alla documentazione le foto digitali stampate su supporto cartaceo?
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Si, secondo me sarebbe utile. A Roma dove lavoro io non si fa sempre però. Vengono considerate sufficienti le foto sviluppate a colori e le digitali si consegnano solo su CD.
Ciao 
__________________

Francesca
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08-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
dceg
Non sarebbe comunque auspicabile di allegare alla documentazione le foto digitali stampate su supporto cartaceo?
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Cavoli, anche questo diventa un impegno mica da ridere e poi va ad ingrossare una documentazione che già è ipertrofica.
Voglio dire se è una cosa "in più" pesa parecchio, se è al posto di qualcos'altro (magari le dia) si può vedere di trovare delle procedure ragionevoli.
E poi allegare dove? Alle schede di US (come in tempi lontanissimi si usava fare con le polaroid :smile: ), oppure alla relazione (che però così diventa un autentico mostro ingestibile)?
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09-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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. . . e qui torniamo -ma forse con qualche idea più chiara di prima- alla domanda di partenza: a quali condizioni vi fidereste di adottare le fotografie digitali come unico formato di documentazione fotografica sullo scavo?
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09-July-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Feb 2007
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io a volte nella relazione ce le metto... almeno una scelta, con didascalia sotto :razz:
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Francesca
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09-July-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Beh, però un conto è illustrare la relazione con delle buone immagini esemplificative (magari una o due per ogni fase o persino tre), altro conto è stampare sistematicamente tutte le fotografie digitali (che saranno non meno di una per ogni US fotografabile, quindi si parla di numeri mostruosi) e di inserirle da qualche parte.
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09-July-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Dec 2006
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T Tempo fa una casa produttrice di software per la fotogrammetria produceva una specie di chiavetta usb con la quale si inseriva sulle fotografie una autenticazione la quale rendeve la fotografia riconoscibile se modificata. In sostanza se uno fa sparire qualcosa dalla foto sulla stessa, oltre che nei dati exif del file appare chiara la manomissione.
Per il resto, ch'io sia partigiano nel settore già lo sapete, tenderei a preferire l'impiego di una camera metrica o semimetrica, o alla peggio una camera calibrata impiegata solo in iperfocale. Tra l'altro la presenza del reseau nelle camere metriche e semimetriche ha l'effetto secondario di rendere evidenti le manomissioni.
Infine per la sparizione dei negativi io preferisco, pur aumentando un po' i costi, scattare due volte, mantenere un negativo in archivio e dare l'altro a fine lavoro al committente.
Rispondendo a Mdd, premettendo di non essere un archeologo, secondo me si può accettare la documentazione fotografica come unica documentazione solo se questa è realizzata a fini metricici e perciò supportata dai rilievi diretti e indiretti, dalle operazioni topografiche necessarie e dalla restituzione effettuata in modo rigoroso.
buona settimana a tutti
kabur
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09-July-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2007
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io faccio così
Quasi sempre effettuo anche io più scatti e su tre macchine fotografiche:
-a pellicola (sempre in doppio scatto per sicurezza): le foto le consegno, commentate singolarmente, e numerate...per metterle in relazione con i negativi, con il diario di scavo (dove inserirò il numero delle foto sia nel discorso generale sia alla fine della giornata di scavo), con le schede US e con la relazione finale.
-dia: (vedi sopra)
-digitale: ad uso personale...ricostruzione delle giornate di scavo...riordino finale della documentazione...ricordo...etc; che comunque rimane nel mio archivio.
....sfido chiunque a farmi sparire le foto!!! 
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