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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - TEMI > Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia

Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia In quest'area si trattano discussioni relative alle problematiche di rappresentazione grafica (sia tradizionale che tramite Computer Graphic), di disegno di reperti e strutture archeologiche e alla fotografia in genere.

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  #46 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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Sì, in effetti è un ottimo sistema, tra l'altro ti obbliga anche ad essere molto ordinato, il che è sempre una buona cosa.
Anche io non consegno le digitali, dal momento che nessuno me le chiede (e nessuno me le paga), però una documentazione parallela in digitale di solito la eseguo per sicurezza (se qualcosa va storto, dal digitale si può sempre ottenere in laboratorio una pellicola tradizionale) e anche perché con una scelta selezionatissima delle migliori faccio le illustrazioni della relazione.
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  #47 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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...Anche io faccio così!!!
però mi hai insegnato una cosa nuova....non sapevo che dal digitale si può ricavare una pellicola trdizionale!!!
Ma esistono dei laboratori particolari...o basta andare da qualunque fotografo?
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  #48 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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kabur Visualizza Messaggio
. . . , tenderei a preferire l'impiego di una camera metrica o semimetrica, o alla peggio una camera calibrata impiegata solo in iperfocale. Tra l'altro la presenza del reseau nelle camere metriche e semimetriche ha l'effetto secondario di rendere evidenti le manomissioni.
Caspita, debbo ammettere di non averci mai provato, però mi sembra un sistema economicamente poco proporzionato e pochissimo pratico.
Stiamo parlando di foto dove tre volte su quattro si vede una buca circa tonda, della quale a parte abbiamo quote, misure, disegno in pianta e profilo, il vantaggio della camera metrica onestamente non ce lo vedo (in compenso nelle foto archeologiche l'eventuale formato quadrangolare -sì certo lci sono mertriche anche in 24x36, ma molte sono solo in 6x6 - è detestabile, perché ti obbliga ad un sacco di pulizia in più del necessario :? ). E poi una macchina fotografica in mano all'Archeologo dura di solito giusto un po' di mesi, al massimo un anno, poi è da rottamare: quando porto le nostre dal riparatore di fiducia (un vero appassionato del suo lavoro) per un po' di manutenzione, appena le vede sporche di terra mi becco sempre dei brutti nomi :-? .

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kabur Visualizza Messaggio
. . .
Infine per la sparizione dei negativi io preferisco, pur aumentando un po' i costi, scattare due volte, mantenere un negativo in archivio e dare l'altro a fine lavoro al committente.
Questa creazione di archivi di negative non è che sia proprio regolarissima in Archeologia, qualcuno potrebbe aversene male (e questo qualcuno lo scoprirebbe abbastanza presto dai negativi tagliati).
Passi il digitale (non mi si può mica costringere a formattare il disco rigido del mio computer dopo ogni lavoro ), ma continuare nel tempo ad avere in studio i negativi di scavi archeologici, mmh.


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kabur Visualizza Messaggio
T Tempo fa una casa produttrice di software per la fotogrammetria produceva una specie di chiavetta usb con la quale si inseriva sulle fotografie una autenticazione la quale rendeve la fotografia riconoscibile se modificata. In sostanza se uno fa sparire qualcosa dalla foto sulla stessa, oltre che nei dati exif del file appare chiara la manomissione.
Beh, se c'è qualcuno che ha delle dritte su queste diavolerie (e già che ci siamo anche sui banali watermark) sono interessato all'argomento :smile: .
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  #49 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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Flori Visualizza Messaggio
...Anche io faccio così!!!
però mi hai insegnato una cosa nuova....non sapevo che dal digitale si può ricavare una pellicola trdizionale!!!
Ma esistono dei laboratori particolari...o basta andare da qualunque fotografo?
Un geometra che avevo conosciuto anni fa mi diceva "con la buona educazione e con il dollaro si ottiene tutto".
Diciamo che oggi la moneta forte è diventata l'euro: vai da qualsiasi fotografo, chiedi con gentilezza ed aspetta con pazienza che lui si informi, ma preparati a sentirti sparare delle cifre da capogiro, anche oltre i dieci o dodici euro per fotogramma.
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  #50 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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archeochicca Visualizza Messaggio
Ciao dceg!
C'è un modo di poter conservare nel tempo i colori (su digitale o su pellicola)?
La cosa è preoccupante, perchè la documentazione fotografica, anche se si affianca ad altri tipi di documentazione (grafica soprattutto e scritta) ha una importanza fondamentale, dato che l'evidenza viene distrutta, e i colori, anche se non saranno mai riprodotti esattamente quelli originali, sono importantissimi nella documentazione!
Ciao
Il modo c'è, già Mdd ha citato il .raw, beh questo è l'unico modo, che io conosca, e di solito è quello impiegato in campo professionale nella grafica pubblicitaria.

Il RAW in realtà non restituisce i colori dell'immagine, ma semplicemente l'immagine così come viene ripresa dal sensore CCD (o di altro tipo) della macchina digitale, senza rielaborazione digitale (molte fotocamere digitali utilizzano elaborati e complessi algoritmi di calcolo per applicare e migliorare alcuni parametri di ripresa, ad esempio la rimozione del rumore di fondo, correzioni cromatiche, regolazione dei colori, bilanciamento del bianco, contrasto etc...).

Riprese fotografiche salvate in questo formato di solito vengono effettuate in studio, dove si ha la possibilità di fare scatti a prova di errore (utilizzando esposimetri esterni alla fotocamera e professionali, per quanto quelli integrati, su corpi digitali professionali o semiprofessionali siano spesso validi) o quasi.
Ovviamente bisogna affiancare all'oggetto della ripresa una o più scale cromatiche in modo da poter ricostruire in un secondo momento l'esatta corrispondenza cromatica.
Il RAW permette inoltre di lavorare su profondità cromatiche notevoli (utilizzando 16 bit/canale, in caso di RGB) il che non ha equivalenti con immagini tiff (non dovrebbe andare oltre i 16bit complessivi) o jpg rielaborate dalla fotocamera.

Spesso i formati raw sono proprietari di ogni singola casa costruttrice (con estensioni diverse di caso in caso), ma sia i software in dotazione (spesso molto validi), che altri sono in grado di leggerli senza particolari difficoltà.

Alcuni algoritmi di compressione del formato raw, loseless (senza perdita di dettaglio), riescono a comprimere lo spazio richiesto da questo tipo di file, piuttosto impegnativo di solito.

Ivan
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  #51 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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Il modo c'è, già Mdd ha citato il .raw, beh questo è l'unico modo,
Ma il, o meglio i formati .raw saranno ancora leggibili tra 20 o più anni? E i supporti resisteranno?

Faccio un confronto: Negli anni '60 ho registrato su nastro magnetico su bobine una grande quantità di musica, con un registratore a bassa velocità (i nastri costavano cari ed io come studente hon avevo molti soldi). Si trattava tra l'altro di prime assolute di musica contemporanea o di esecuzioni oggi storiche. Oggi il registratore non funziona più, le tesine sono consumate e non esitono più ricambi, i nastri si smagnetizzano e decadono fisicamente. Questo sarà il destino (purtroppo) di molti supporti attuali. Anche il disco da 10 MB di Mdd prima o poi non sarà leggibile, perché i nuovi PC non permetteranno di collegarlo. L'unica possibilità resta il copiare periodicamente i dati convertendoli in formati nuovi, come ho già detto. Non sarebbe difficile se i dati sono centralizzati, ma se si trovano negli archivi su CD la cosa diventa piuttosto difficile o quanto meno laboriosa.
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dott. Claudio Giorgini
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  #52 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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Senza andare tanto in là: oggi come oggi se io consegnassi ad un archivio pubblico un file in .raw con che cosa potrei aspettarmi che loro riescano ad aprirlo?
Voglio dire, con che programma commerciale di grande diffusione, o con che freeware (che potrei allegare io alle immagini)?

Non c'è il rischio che per aprire file del genere vada bene giusto il software originale in dotazione con la macchina?
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  #53 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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. . . Spesso i formati raw sono proprietari di ogni singola casa costruttrice (con estensioni diverse di caso in caso), ma sia i software in dotazione (spesso molto validi), che altri sono in grado di leggerli senza particolari difficoltà.


Qualche dritta?
Un bel freeware? :smile:
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  #54 (permalink)  
Vecchio 09-July-2007
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Senza andare tanto in là: oggi come oggi se io consegnassi ad un archivio pubblico un file in .raw con che cosa potrei aspettarmi che loro riescano ad aprirlo?
Voglio dire, con che programma commerciale di grande diffusione, o con che freeware (che potrei allegare io alle immagini)?
Non c'è il rischio che per aprire file del genere vada bene giusto il software originale in dotazione con la macchina?
No no intendiamoci, il RAW va bene per avere un sorgente che è vergine rispetto a rielaborazioni che effettua la macchina; metti che tu abbia impostato un bilanciamento dei bianchi non corretto, o dei valori di correzione dell'esposizione non ottimali, e avendo il RAW tu puoi intervenire, senza perdere dettagli, migliorando la qualità dell'immagine e applicando tu in tempo reale questi parametri, cercando la soluzione migliore.
Quando si tratta di dare fuori le immagini, non si può pensare ad un RAW, ma bisogna per forza di cose rielaborarlo e salvarlo in altri modi.

Ho letto la discussione.
Certo il .tiff è quello che permette di ottenere un'immagine con compressione loseless (usando come algoritmo di compressione il zip), ma oggi anche con un jpeg a bassa compressione si ottengono buoni risultati, c'è una perdita di informazioni (il jpg non è loseless) ma spesso è poco significativa, specialmente quando si scatta ad alta risoluzione, dai 3-4 MP in su.
Di .tiff non è che ci siamo molte versione, in definitiva, le opzioni che possono dare problemi di compatibilità sono il range dei colori, RGB, anziché CMYK, l'utilizzo di layers-livelli (ma non tutti i programmi salvano a livelli)... e pochi altri. Quindi il tiff sostanzialmente è leggibile da tutti i programmi (almeno se si salva in RGB a 8 bit, che poi è la modalità consueta).

Io per i miei lavori (non relativi all'archeologia) tengo sempre un archivio dei files .raw e uno con i relativi jpeg. Il bello del raw è che lo puoi utilizzare per rigenerare ogni tipo di file, partendo sempre dall'immagine con dettaglio massimo (cosa non possibile con un tiff).
Alcune fotocamere consentono di scattare in modalità raw+jpeg, questo si rivela molto utile, perché così si hanno a disposizione sia il file "vergine" che il più snello jpg, che non richiede ulteriori elaborazioni, se non per migliorare la qualità dell'immagine (non sempre necessarie).

Ivan
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Vecchio 09-July-2007
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Ma il, o meglio i formati .raw saranno ancora leggibili tra 20 o più anni? E i supporti resisteranno?

Faccio un confronto: Negli anni '60 ho registrato su nastro magnetico su bobine una grande quantità di musica, con un registratore a bassa velocità (i nastri costavano cari ed io come studente hon avevo molti soldi). Si trattava tra l'altro di prime assolute di musica contemporanea o di esecuzioni oggi storiche. Oggi il registratore non funziona più, le tesine sono consumate e non esitono più ricambi, i nastri si smagnetizzano e decadono fisicamente. Questo sarà il destino (purtroppo) di molti supporti attuali. Anche il disco da 10 MB di Mdd prima o poi non sarà leggibile, perché i nuovi PC non permetteranno di collegarlo. L'unica possibilità resta il copiare periodicamente i dati convertendoli in formati nuovi, come ho già detto. Non sarebbe difficile se i dati sono centralizzati, ma se si trovano negli archivi su CD la cosa diventa piuttosto difficile o quanto meno laboriosa.
Beh considera che alcuni formati sono "preistorici" (oltre 20 anni), come il GIF, il BMP, il TGA , ma oggi sono leggibili senza problemi da qualsiasi software.
Finchè rimaniamo in ambito software per me non ci sono problemi, il dubbio nasce in ambito hardware.

Bisognerà per forza di cose trasferire i vecchi archivi su nuovi supporti (è sempre stato così, anche per quelli magnetici), però più passa il tempo è più capienti diventano questi supporti; alle porte abbiamo il Blu-ray e l'HD-DVD che permetteranno di archiviare dati per oltre 50GB (non si sa ancora chi dei due diventerà lo standard che sostituirà i DVD, nuovi supporti, ma già superati dall'avvento dei media in alta definizione HD).
Non si parlerà più di 500 cd di dati da trasferire, ma di 1 Blu-Ray disc (BD) o HD-DVD.

Anche le pellicole sono molto sensibili, soprattutto alla luce ed al calore... credo che non esista il supporto eterno e perfetto.

ciao
Ivan
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Vecchio 09-July-2007
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Qualche dritta?
Un bel freeware? :smile:
Guarda qui
Raw (fotografia) - Wikipedia

Sul freeware ti consiglio l'accoppiata

The Gimp
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UFRaw (è anche per windows, non solo per linux come indicato su wikipedia)

ciao
Ivan
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credo che non esista il supporto eterno e perfetto.
Le tavolette d'argilla non sono malaccio, in condizioni climatiche adatte, ma hanno un formato un po' desueto :-P
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Vecchio 10-July-2007
AI senatus
 
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Mamma mia quanti post in poche ore sull'argomento dei supporti della documentaz fotografica. Confesso che non ho letto tutto. Mi limito quindi a dire la mia, in base alla lettura delle prime due pagine.
La documentazione fotografica è secondo me finalizzata non solo all'archivio di soprintendenze o università (cosa importantissima, per carità) ma anche ai fini di pubblicazione scientifica, quindi: se la pubblicazione è rapida ed esaustiva i dati saranno presto a disposizione di molte più persone rispetto a quelli che tra decenni dovranno verificare le condizioni di pellicole b/n o diapositive in archivi reconditi, di cui magari si è perso l'inventario. A sto punto è molto più economico lavorare con il digitale, naturalmente ad altissima definizione, e fare più copie del cd da consegnare. Oltretutto ultimamente mi capita che chiedendo rullini dia, o peggio ancora bianco e nero, per poco i negozianti o i fotografi mi ridano in faccia. Alcuni funzionari di soprintendenza con cui ho avuto a che fare , si sarebbero accontentati delle lastre di vetro di metà-fine ottocento, viste le alte competenze tecniche e di contabilità... Altri invece, digitale e via, dato che entro 5 anni si pubblica tutto.
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