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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - TEMI > Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia

Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia In quest'area si trattano discussioni relative alle problematiche di rappresentazione grafica (sia tradizionale che tramite Computer Graphic), di disegno di reperti e strutture archeologiche e alla fotografia in genere.

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  #76 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
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Già, si potrebbe considerare anche il .pdf , però non so, non mi dice molto :-k .
Quanto alle preoccupazioni sulla manipolazione, secondo me ci stanno portando fuori strada.

Il problema dell'Archeologo è di creare un archivio che abbia ragionevoli possibilità tecniche di durare nel tempo, che non perda troppo di qualità e non si riveli ad un certo punto illeggibile.

Difenderlo da manomissioni intenzionali da parte di terzi, che andassero a modificare il contenuto delle singole immagini per scopi inconfessabili, secondo me non è un nostro problema, anzi io sono portato a credere che non sia un problema proprio.
Il pdf non è un formato immagine, ma un contenitore (Portable Document Format).

Per l'archivio, senza andare su soluzioni troppo complesse e costose e che richiederebbero modifiche all'hardware o al cambio di sistema operativo che si utilizza, si può procedere a mio avviso in questo modo, cerco di buttare giù alcuni suggerimenti tecnici.

Innanzitutto consiglio l'acquisto di una fotocamera digitale almeno SLR (reflex) e con ottiche intercambiabili. Poter disporre di più obbiettivi consente di coprire svariate esigenze di ripresa in diverse condizioni ambientali. Ne esistono di "economiche" (500-800 euro) ormai e con prestazioni molto buone, cito ad esempio la Sony Alpha 100, la Canon EOS 400D, la Nikon D40, la Pentax K100D o K10D e altre.
In rete si trovano siti che permettono di comparare le caratteristiche e la qualità delle immagini.
Un esempio è questo (non ci sono tutte, ma le recensioni sono molto curate).
Steves Digicams - Reviews: Digital Cameras: SLR & Professional

E' chiaro che per avvicinarsi alla qualità di un'ottima SLR analogica, bisogna spendere ancora molto per il corrispettivo digitale, ma se non si hanno esigenze particolari, e non mi sembra che sia questo il caso, la flessibilità di una digitale è per me incomparabile.

Dotatevi di schede di memoria veloci e capienti.
Tutte le fotocamere digitali ormai permettono l'utilizzo di memorie esterne per l'archiviazione delle immagini, i formati sono vari (fin troppi) e i prezzi abbordabili (occhio ad acquistare su ebay, a volte, non sempre, si vendono prodotti contraffatti). Oltre alle dimensioni di archiviazione fate attenzione alla velocità di trasferimento dei dati: schede obsolete e lente possono portare al rallentamento dei tempi di memorizzazione delle immagini dalla fotocamera alla scheda di memoria (di solito negli ipermercati a basso costo si trovano questo tipo di schede).
La velocità è espressa attraverso un fattore di moltiplicazione (es. 10x, 40x etc...), dove ad 1 corrispondono 150KB, quindi a 40x corrispondono 6MB (6000KB) etc...

Lo scatto delle fotografie
Se si scattano fotografie "importanti" è consigliabile non impostare sulla fotocamera il formato JPEG, ma optare per il tiff, il RAW (quasi tutte quelle citate sopra lo consentono) e dove disponibile l'accoppiata RAW+JPEG (che risparmia il tempo di converitre il RAW in un formato più flessibile).

Scelta dei supporti
Come dicevo, senza andare su soluzioni costose e radicali (installazione di schede RAID e dischi aggiuntivi, e consigliabile modifica del sitema operativo, creazione di un server dedicato etc...) il mio consiglio è quello di tenere l'archivio sul disco rigido, possibilmente in una partizione separata rispetto a quella dove avete il sistema operativo; acquistare un disco rigido esterno (USB2 o firewire, ma meglio il primo poiché non tutti i PC dispongono di una presa firewire, mentre per l'USB2 non dovrebbero esserci problemi, almeno per le macchine relativamente moderne... attenzione USB2 e non USB); acquistare un software di backup in modo da automatizzare il più possibile l'operazione di trasferimento dei dati (da PC a disco esterno), vi consiglio l'ottimo Acronis True Image, che opera anche in background (mentre lavorate) o ad orari programmati; salvate periodicamente la cartella madre dal PC su supporti DVD, almeno 1 volta al mese - NON USATE DVD riscrivibili (DVD+RW o DVD-RW), perché sono meno stabili e possono dare più problemi di compatibilità, il costo dei supporti è basso, quindi usate DVD-R o DVD+R. Alcuni software di masterizzazione permettono di suddividere il lavoro in più DVD se la capienza supera quella di un singolo DVD.
Aspettiamo che si diffonda il nuovo BD o HD-DVD, con questo nuovo supporto, più capiente, si limiterà ancor più il problema dell'ingombro.

Archiviazione
Il mio consiglio, quando avete finito una sessione fotografica, è quello di copiare il contenuto della scheda sulla cartella che avrete creato all'interno della partizione del vostro HD su PC dedicata all'archiviazione.
Rinominate questa cartella con un codice che standardizzerete per poter ritrovare più velocemente i files.

Io uso questo:
AAAA-MM-GG-GENERE-DESCRIZIONE
es.
2007-02-xx-Scavo-Modena

Una volta che avete copiato i files nella cartella, potete utilizzare un ottimo programma freeware per rinominare all'istante i files, eliminando il prefisso della casa produttrice e mettendo una chiave comprensibile
Bulk Rename Utility- Introduction
Mettiamo di avere 50 files con questo formato
DSC00001.tif ... DSC000050.tif
Questo software vi permette di sostituire in un istante il prefisso DSC con una chiave del tipo: 200702xxScavoModena-
avrete così:
200702xxScavoModena-00001.tif ... 200702xxScavoModena-000050.tif

Copiati i files, messi in una cartella appropriata e rinominati, vi consiglio ora di creare e stampare un provino a contatto (si fa per dire ) delle immagini.
Per provino a contatto intendo una pagina, alla quale viene applicata una griglia di separazione ed in ogni riquadro, inserita l'anteprima di un'immagine, con il nome del file, cosa che vi permetterà di trovare facilmente i files che cercate. Si può decidere la quantità di immagini da inserire in una singola pagina.
Ci sono alcuni software che permettono di eseguire questa operazione in modo rapido e automatizzato, tra questi vi consiglio Adobe Photoshop Elements (non la versione CS che è destinata ai professionisti), che è a pagamento e che in più vi permette di operare a 360 gradi sull'immagine, e di leggere qualsiasi formato (o quasi), e vedo ora questo PicaJet FX Free (la versione gratuita non quella completa) che tra le features include anche la stampa di provini a contatto, ma non l'ho mai provato quindi non vi garantisco... non escludo che l'open source theGIMP direttamente o attraverso un plugin permetta questa funzione, bisognerebbe controllare

Stampare singolarmente ogni fotografia per la consultazione è una follia, questo è per me l'unico sistema per poter avere un accesso rapido e offline al materiale.

Esistono anche software di catalogazione elettronica delle immagini, ce ne sono talmente tanti e quasi sempre freeware che c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Protezione delle immagini. Copyright
Esistono sistemi, visibili o non visibili, per proteggere la proprietà delle immagini, con tanti pro e contro.
Tra quelli visibili c'è l'apposizione di un watermark o digitalmark visibile, che solitamente consiste nell'inserire sopra l'immagine un'altra immagine in trasparenza, in modo da rendere difficile l'utilizzazione senza previo consenso; se il watermark è molto piccolo spesso lo si riesce a rimuovere tramite la rielaborazione elettronica senza grossi problemi, quindi consiglio di metterlo grande e visibile, tale da rendere difficile la cancellazione e la ricostruzione delle parti eliminate.
Esistono anche filigrane elettroniche non visibili, che marcano il file con algoritmi molto complessi inserendo nell'immagine le informazioni sull'autore, recuperabili successivamente sia in fase di stampa che teoricamente anche sul web (se le immagini vengono usate in questa sede). In questo settore è leader Digimarc. In questo caso si tratta quasi sempre di software o servizi a pagamento, ma dovrei controllare.

E' buona norma, quando si danno fuori o si concedono immagini, inserire una nota visibile, dove si vieta l'uso non consentito del materiale ai sensi della legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41.

Preparazione delle immagini per la stampa
Se date fuori le immagini per la stampa cercate di standardizzare e possibilmente allegate più formati, di solito sono questi:
Le immagini vanno sempre salvate a 8 bit e su un unico livello
JPEG 300dpi RGB (per la stampa digitale)
TIFF 300dpi RGB (per la stampa digitale)
TIFF 300dpi CMYK (per la stampa offset)
JPEG 72dpi RGB (per il web)

Spero di non avere scritto troppo e che possa essere di una qualche utilità

Ivan
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  #77 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
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Il pdf non è un formato immagine, ma un contenitore (Portable Document Format).
Beh, ma questo non sarebbe un difetto, anzi. Potrebbe essere il "contenitore" adatto per metterci dentro delle immagini allo scopo di essere ragionevolmente certi di poterle visualizzare domani.

Però non so, non sono convinto che sia l'idea migliore.


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. . .
Una volta che avete copiato i files nella cartella, potete utilizzare un ottimo programma freeware per rinominare all'istante i files, eliminando il prefisso della casa produttrice e mettendo una chiave comprensibile
. . .


Fortissimo !
Grazie per la dritta.

Ultima Modifica di Mdd : 11-July-2007 17:56.
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  #78 (permalink)  
Vecchio 11-July-2007
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Beh, ma questo non sarebbe un difetto, anzi. Potrebbe essere il "contenitore" adatto per metterci dentro delle immagini allo scopo di essere ragionevolmente certi di poterle visualizzare domani.

Però non so, non sono convinto che sia l'idea migliore.
sì, non lo vedo come un sistema molto pratico

ciao
Ivan
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  #79 (permalink)  
Vecchio 22-May-2008
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Ragazzi a Verona vogliono tutti tre, diapo, B/N e digitale. La digitale come diceba uno di voi e propio una cosa in piú per la soprintendenza.
Per me é un absurdum, cuando facebo stages sei o sette anni fa nella mia cittá (nello stretto di Gibilterra, osia nel culo del Europa) si usaba SOLO digitale, e vero che non solo le foto, tutta la docu.
Ma, per le foto..... una buona machina reflex digitale ti da molto, e se vuoi il B/N lo puoi avere comunque in digitale. La pervivenza della foto lungo gli anni é superiore sia alla diapo che al negativo, anche se comunque é consigliato di fare delle coppie degli archivi ogni 15-20 anni. Credo che la rivoluzione di avere la documentazione, tutta, informatizata (foto, disegni, schede, georeferenzamento dei siti, relazione,....) stá in riuscire ad inmagazinarla in modo sicuro ed ocupando poco spazio, ma sopra tutto poter avere acceso diretto, comodo e veloce alle documentazione de tutti siti per poter studiali, confrontarli, etc. E questo é per quello che secondo me tutti dovremmo lottare, per avere acceso diretto come archeologi, ricercatori che amiamo il nostro lavoro a i documenti che adesso sono statali ma sembrano siano propietá dei Soprintendenti, mentre sono dello stato=popolo.
Non cé il dirito alla informazione su le propietá públicHe?
Scusate i mie errori di scritura.
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  #80 (permalink)  
Vecchio 22-May-2008
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credevo di aver letto tutto, ma ero rimasta indietro di un paio di pag.

guau! grazie Ivan la tua spiegazione é fantastica!!

MAria
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  #81 (permalink)  
Vecchio 22-May-2008
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. . . Credo che la rivoluzione di avere la documentazione, tutta, informatizata (foto, disegni, schede, georeferenzamento dei siti, relazione,....) stá in riuscire ad inmagazinarla in modo sicuro ed ocupando poco spazio, ma sopra tutto poter avere acceso diretto, comodo e veloce alle documentazione de tutti siti per poter studiali, confrontarli, etc. E questo é per quello che secondo me tutti dovremmo lottare, per avere acceso diretto come archeologi, ricercatori che amiamo il nostro lavoro a i documenti che adesso sono statali ma sembrano siano propietá dei Soprintendenti, mentre sono dello stato=popolo.
Non cé il dirito alla informazione su le propietá públicHe?
Mah, in effetti c'è anche una questione sulla accessibilità degli archivi pubblici, ma per il momento non mi sembra l'aspetto più inquietante: in fondo la situazione di oggi è notevolmente migliore di quella degli anni passati e in quasi tutta Italia (salvo eccezioni) si riesce bene o male ad accedere ai dati d'archivio.

Il problema invece che mi sembra più impellente è che se poi in quell'archivio ci sono solo diapositive sbiadite oppure dischi magneto-ottici di vecchio tipo contenenti immagini in formati obsoleti ed oggi illeggibili per i computer attuali, il disastro sarà totale, non sarà semplice questione di avere o non avere il permesso di accedere alle informazioni, sarà una sostanziale irrimediabile perdita dei dati scientifici.
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