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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > Archeologia - TEMI > Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia

Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia In quest'area si trattano discussioni relative alle problematiche di rappresentazione grafica (sia tradizionale che tramite Computer Graphic), di disegno di reperti e strutture archeologiche e alla fotografia in genere.

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  #1 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Predefinito La Fotografia Dello Strato

Un po' in tutta la manualistica di scavo archeologico viene sottolineata l'importanza di effettuare le documentazioni fotografiche di dettaglio delle Unità Stratigrafiche inserendo discretamente nell'inquadratura un riferimento metrico.

Io utilizzo una asticella da 50 cm divisa in segmenti da 10 cm a colori alternati rosso e bianco, che mi faccio realizzare artigianalmente apposta per me.
Non faccio mai invece affidamento su paline topografiche o oggetti di dimensione nota come riferimento (cazzuole etc. :sad.

Voi cosa usate?

Qualcuno è a conoscenza di raccomandazioni specifiche a questo proposito da parte del Ministero?
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  #2 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Io utilizzo la classica palina con segmenti bianchi e rossi di 20 cm, mentre utilizzo un metrino da 10 cm, con colori alternati bianco-nero per i piccoli reperti. Non credo ci siano disposizioni ufficiali in merito, perchè anche ho visto i collaboratori delle Soprintendenze utilizzare sistemi diversi!
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  #3 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Io utilizzo la classica palina con segmenti bianchi e rossi di 20 cm, mentre utilizzo un metrino da 10 cm, con colori alternati bianco-nero per i piccoli reperti. Non credo ci siano disposizioni ufficiali in merito, perchè anche ho visto i collaboratori delle Soprintendenze utilizzare sistemi diversi!
Ma infatti. Il tarlo mi è venuto proprio oggi pomeriggio sfogliando una pregevole pubblicazione illustrata di interventi di scavo recenti in giro per l'Italia. Ogni foto sembrava avere un sistema differente e non sempre facilmente riconoscibile .

Ora, se l'asticella metrica serve come riferimento, bisogna che si sappia quanto è lunga, no? Anzi l'ideale sarebbe che a colpo d'occhio ci si rendesse conto al volo di che cosa si tratta.

Le foto dei reperti volendo possono essere un altro discorso (perché bene o male potrebbero essere stampate e pubblicate in scala), ma per le foto della US si tratta di una indicazione decisamente molto utile.

Come si fa a capire se in una foto c'è una palina con segmenti da 20 cm oppure una asticella ad hoc con segmenti da 10 cm ?
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  #4 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Come si fa a capire se in una foto c'è una palina con segmenti da 20 cm oppure una asticella ad hoc con segmenti da 10 cm ?
Un sistema che se non erro ho visto non so più dove, è che il primo segmento sia diviso a sua volta in dieci segmenti di colori alternati e disposti a scacchiera, il tutto usando un'assicella di 50 cm e riportando sull'assicella l'indicaziobne cm 50
__________________

dott. Claudio Giorgini
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  #5 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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. . . usando un'assicella di 50 cm e riportando sull'assicella l'indicaziobne cm 50
Non ho mica capito :-k .
Come sarebbe questa asticella che contiene l'indicazione di lunghezza 50 cm ?

Quanto alla ulteriore suddivisione del primo segmento decimetrico in dieci unità da un centimetro è in effetti una delle variabili possibili nell'adozione dello standard dell'asticella metrica da 50 cm. Ha secondo me una utilità un po' modesta, ma oggettivamente nessuna controindicazione.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 14-July-2007
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Non ho mica capito :-k .
Come sarebbe questa asticella che contiene l'indicazione di lunghezza 50 cm ?
...
molto semplicemente ha scritto su "cm 50"
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dott. Claudio Giorgini
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  #7 (permalink)  
Vecchio 15-July-2007
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Geniale , ma si vedrà solo da molto molto vicino immagino :? .
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  #8 (permalink)  
Vecchio 15-July-2007
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Geniale , ma si vedrà solo da molto molto vicino immagino :? .
Un'assicella di 50 cm non la metterai di certo come riferimento per un'area vasta quanto un campo di calcio, suppongo
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dott. Claudio Giorgini
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  #9 (permalink)  
Vecchio 15-July-2007
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Diciamo nella maggior parte dei casi un'area mediamente da un minimo di un metro per uno e mezzo ad un massimo di una maglia per una e mezza (5x7.5 m) ?
Non è un campo di calcio, ma non è nemmeno una macrofotografia ;-) .
Tra l'altro l'ideale è che il riferimento metrico sia individuabile, ma NON sia particolarmente vistoso, la sua presenza deve essere marginale e discreta.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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Io uso una stecca metrica con divisione a "E" ogni 5 cm, è un metro pieghevole un po' più grande del normale, lo trovate nei magazzini di materiale topografico, la lettura è facilitata perchè è identica a quella di una stadia.

In linea di principio invece, darei importanza, oltre ovviamente alla facilità di determinazione della lunghezza della palina di riferimento, anche e soprattutto alla materializzazione di almeno quattro punti distribuiti sulla foto identificati con piccole mire e in posizione reciproca nota.

Infatti a meno di realizzare fotografie perfettamente zenitali, le dimensioni possono essere ricavate solo in modo grossolano avendo a disposizione un solo segmento di raffronto. Con un minimo di 4 punti invece si può iniziare a correggere la deformazione prospettica e le coordinate, ovvero le dimensioni, di tutto ciò che giace sul piano che approssimiamo essere quello passante per i 4 punti di posizione nota, sono più corrette.

kabur
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  #11 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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kabur Visualizza Messaggio
Io uso una stecca metrica con divisione a "E" ogni 5 cm, . . .
Acc. ! Ecco, come immaginavo, che in pochi post siamo arrivati ad almeno tre differenti sistemi tra loro incongrui : asticelle metriche divise in segmenti da 10 cm, da 20 cm o addirittura da 5 cm, ovvero riferimenti di lunghezza predeterminata (ma costante solo nelle foto della medesima equipe), riferimenti derivanti da un oggetto estraneo e non necessariamente di lunghezza costante (come la palina topografica), riferimenti derivanti da uno strumento di misura pieghevole (che teoricamente potrebbe essere aperto di volta in volta in più o meno segmenti, ingenerando ulteriore confusione).

E chissà quanti altri ce ne sono in uso quotidiano sui nostri scavi .

Intendiamoci: probabilmente qualsiasi sistema andrebbe bene se fosse costante, ma la facilità con la quale si passa dall'uno all'altro (mi è capitato di vedere anche all'interno del medesimo scavo) è preoccupante.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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. . . darei importanza, . . ., anche e soprattutto alla materializzazione di almeno quattro punti distribuiti sulla foto identificati con piccole mire e in posizione reciproca nota.
Infatti a meno di realizzare fotografie perfettamente zenitali, le dimensioni possono essere ricavate solo in modo grossolano avendo a disposizione un solo segmento di raffronto. Con un minimo di 4 punti invece si può iniziare a correggere la deformazione prospettica e le coordinate, ovvero le dimensioni, di tutto ciò che giace sul piano che approssimiamo essere quello passante per i 4 punti di posizione nota, sono più corrette.
Qui entriamo in considerazioni di estetica fotografica che -visto il livello di disuniformità operativa che conosciamo- potrebbero rivelarsi eccessive.

Personalmente detesto le foto dall'alto: solitamente cerco di evitare inquadrature verticali o prossime al verticale, che schiacciano le profondità e dal punto di vista delle informazioni finiscono con essere degli inutili doppioni rispetto ai rilievi planimetrici al tratto.
Se il senso della documentazione fotografica è rappresentare ciò che l'Archeologo ha materialmente visto, allora l'inquadratura più logica è quella da altezza d'uomo con una angolazione tanto per capirci tra i 45° ed i 60°.

Oltrettutto quanto più si va verso una inquadratura prossima al verticale, tanto più nell'immagine fotografica rischiano di risultare inquadrate evidenze estranee, come US fuori fase, US vicine in corso di scavo o non ancora scavate.

La foto dello strato non è una ripresa generica di tutto ciò che appare in un determinato momento, ma è la documentazione di dettaglio della singola e specifica Unità Stratigrafica.

Poi potrebbero anche esistere fotografie illustranti l'attività di cantiere, persino fotografie zenithali destinate a rielaborazioni con tecniche cartografiche, fotografie scenografiche d'insieme di più evidenze (inutili ma esteticamente carine).
Ma si tratta d'altro e tra l'altro potrebbe persino trattarsi di foto non destinate ad un archivio scientifico.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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Qui entriamo in considerazioni di estetica fotografica che -visto il livello di disuniformità operativa che conosciamo- potrebbero rivelarsi eccessive.

Poi potrebbero anche esistere fotografie illustranti l'attività di cantiere, persino fotografie zenithali destinate a rielaborazioni con tecniche cartografiche, fotografie scenografiche d'insieme di più evidenze (inutili ma esteticamente carine).
Ma si tratta d'altro e tra l'altro potrebbe persino trattarsi di foto non destinate ad un archivio scientifico.
Che siano 5 cm, 10 o 20 non credo importi, importa invece che siano riconoscibili come tali, tanto sono tutti multipli di una unità di misura del sistema internazionale. Le considerazioni che ho fatto sulle foto zenitali sono applicabili a qualsiasi proiezioni, quindi anche se fai le foto di scorcio e poi vuoi sapere le dimensioni del tuo oggetto sei costretto, a meno di stimare in modo veramente grossolano le dimensioni, a ricorrere a delle proizioni su piani. La cartografia, la fotogrammetria e tutto ciò che vi gravita attorno non credo sia definibile come carino ma inutile, non mi pare corretto, quantomeno sotto il profilo del giudizio espresso.
A questo punto, visto l'inutilità della mia presenza, e visti gli inutili e sgradevoli giudizi di merito sulla scientificità di una prassi che come ho già detto è assolutamente scientifica, lascio il forum agli eruditi che tutto conoscono e tutto giudicano.
kabur
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  #14 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Casualmente (non del tutto casualmente per la verità, perché sono problemi con i quali ci stiamo inzuccando appunto in questi giorni), ci è capitato stamane il caso di una foto di una piccolissima deposizione funeraria romana fotografata con la sua brava asticella fotografica accanto suddivisa in cinque segmenti a colori alternati.
Bene, per capire da quanto fosse l'asticella metrica abbiamo usato come termine di confronto un laterizio romano che era ben inquadrato.
La teoria è che dovrebbe funzionare a contrario ;-) .
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  #15 (permalink)  
Vecchio 16-July-2007
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. . . fai le foto di scorcio e poi vuoi sapere le dimensioni del tuo oggetto sei costretto, a . . .
Forse è questo l'equivoco: le foto debbono registrare la vista dell'evidenza archeologica, al meglio di come poteva vederla l'Archeologo che ha scavato

Queste foto devono rientrare nella documentazione della singola US.

Ricavare misure dalle foto è una operazione che presuppone qualcosa di spiacevole: e cioè che non vengono rilevate misurazioni dirette dell'evidenza.

Ora, che per comodità si possa talora aiutarsi nel rilievo (diretto però, eseguito sul cantiere e non a posteriori) della US con immagini digitali sottoposte ad un trattamento di tipo fotogrammetrico, questo può talora essere utile, a condizione che avvenga col contemporaneo riscontro autoptico -cioè un occhiata al monitor del portatile ed una allo strato- ma secondo me questa NON è la documentazione fotografica della US (che a mio avviso è opportuno sia una ripresa da una inquadratura simile al punto di vista dell'Archeologo che scavava e per lo più non una quasi sempre innaturale vista dall'alto).
Anche per il riferimento metrico secondo me vale lo stesso discorso: deve aiutare il colpo d'occhio e deve soprattutto rendere l'idea delle dimensioni in primo piano.