 |
 |
 |
 |
| Disegno, fotografia, CGI e grafica in archeologia In quest'area si trattano discussioni relative alle problematiche di rappresentazione grafica (sia tradizionale che tramite Computer Graphic), di disegno di reperti e strutture archeologiche e alla fotografia in genere. |
 |

15-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Informatica applicata all'archeologia
Nel mentre che scrivevo il capitolo della mia tesi di laurea dedicato al tema in oggetto, mi è venuto un forte dubbio su cosa gli studenti moderni di archeologia pensino dell'informatica applicata alla loro materia di studio... Prendetela come un sondaggio conoscitivo, al quale spero partecipi il maggior numero di persone. È molto importante per me sapere cosa ne pensate.
Vorrei proporre un sondaggio, ma non so come si fa. Pertanto vorrei mettere dei temi sul quale chiedo il vostro ragionamento:
è un "servizio tecnico" per operazioni archeologiche?
è un vero e proprio contributo scientifico?
a grandi linee, cosa pensate si possa fare applicando le attuali tecniche informatiche all'archeologia?
che esperienze avete voi di progetti informatici nei vostri studi di archeologia?
cosa pensate si possa meglio integrare tra due mondi concettualmente così diversi?
quali sono i problemi che ancora oggi impediscono in Italia un vero e proprio sviluppo di figure professionalmente dedicate o "archeoinformatici"?
se voi poteste, in quale settore vorreste essere impiegati in tale ambito?
avete ben chiari quali sono le differenze ad esempio tra un GIS e un DEM, tra realtà virtuale e grafica 3D, tra real time e animazioni?
Vabbè, per stasera smetto di tediarvi!!! Notte e rispondete numerosi... 
|

16-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
è un "servizio tecnico" per operazioni archeologiche?
si
è un vero e proprio contributo scientifico?
si
a grandi linee, cosa pensate si possa fare applicando le attuali tecniche informatiche all'archeologia?
molto
che esperienze avete voi di progetti informatici nei vostri studi di archeologia?
nessuna
cosa pensate si possa meglio integrare tra due mondi concettualmente così diversi?
un pò di tutto
quali sono i problemi che ancora oggi impediscono in Italia un vero e proprio sviluppo di figure professionalmente dedicate o "archeoinformatici"?
i soliti
se voi poteste, in quale settore vorreste essere impiegati in tale ambito?
visto che l'ambito non è ancora vero e proprio si potrebbe inventare qualcosa.... oltre a poter, se si potesse, magari sviluppare qualcosa di esistente che sò , vidogames su base preistoria o tours virtuali in villaggi ricostruiti ecc.....insomma un settore divulgativo direi
avete ben chiari quali sono le differenze ad esempio tra un GIS e un DEM, tra realtà virtuale e grafica 3D, tra real time e animazioni?
1 no
2 si
3 si
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
|

17-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Grazie aqua della risposta, gli altri del forum non hanno ancora voluto rispondere, cattivoni!!! XD
Forse parlare di "sondaggio" è stato fuorviante, perché in effetti mi aspettavo delle risposte leggermente giustificate, per comprendere il vostro pensiero, altrimenti analizzo le stesse sulla base del mio concetto, e il risultato viene falsato... Se potessi rubarti ancora 120 secondi almeno per le domande 1) (in che senso lo intendi un "servizio tecnico"?) e 6) (quali sono effettivamente i problemi?).
Per quanto riguarda la domanda 7), gli ambiti sono ben definiti, forse troppo... Il problema è che non ve lo dicono, né all'univ. né su internet, ma la letteratura scientifica è piena di questa roba...
Per altro devo modificare la prima parte dell'ultima domanda:
avete ben chiari quali sono le differenze ad esempio tra un GIS, un DEM e un TIN?
Ma credo che almeno per te cambierebbe poco... 
|

17-October-2007
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: Sep 2007
Luogo: Da qualche parte in un'isola del Mediterraneo
|
|
Voglio dire due cosette su questa domanda
quali sono i problemi che ancora oggi impediscono in Italia un vero e proprio sviluppo di figure professionalmente dedicate o "archeoinformatici"?
Per l'esperienza che ho, nei gruppi di ricerca l'informatico è sempre stato visto come "lo smanettone", quello bravo che sa fare tante belle cose, quello di fronte al quale tutti i bravi archeologi si prostrano facendo plateali professioni di ignoranza ("io sono un'incapace totale! tu si che sei bravo!") allo scopo di poterne beneficiare dei servigi. Purtroppo, nei concorsi non conta la capacità di "smanettare", ma i titoli; ed i titoli sono pubblicazioni, pagine fitte piene di bla bla bla.
Morale della favola: l'informatico lavora per l'archeologo, che a sua volta scrive l'articolo che presenta al concorso che poi vince. Però c'è almeno il contentino: alla nota 1 dell'articolo sicuramente ci sarà scritto "si ringrazia il dott. tal dei tali per l'apporto informatico".
Ecco perché, a mio avviso, la carriera di "archeologo informatico" di fatto non esiste e non potrà mai esistere.
|

17-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Simone, scusa ma ieri ero di fretta , ho voluto comunque rispondere per farti capire che trovo l'argomento interessante e forse anche complesso da trattare.
Per servizio tecnico intendo una tecnologia applicata a problemi archeologici che appunto "serve" arricchendone lo studio con mezzi moderni .
I problemi risiedono credo nell'impostazione generale degli studi, nei quali non è previsto un approfondimento delle tematiche informatiche legate all'archeologia. Io personalmente ai tempi dell'università ho visto solo spiegare l'uso di alcuni programmi per fare schemi o studiare necropoli..... un amico creò un programma per tradurre l'accadico.....ma non sio poi cosa ne abbia fatto......, l'analisi statistica tramite schede perforate( all'epoca c'erano quelle ) fu usata dal Leroi-Gourhan per lo studio "interno" dell'arte paleolitica e infine posseggo una vecchia pubblicazione dal titolo "Archeologia e calcolatori" che non ho mai studiato approfonditamente per mancanza di tempo.
Ho visto poi che i laboratori di preistoria più seri hanno dei "tecnici" che curano presentazioni ricostruzioni e simili, ma non c'è bisogno di essere archeologi per fare questo.
Invece potresti tu parlarci dei vari cam,pi di specializzazione. tieni presente che per quanto mi riguarda non si tratta neanche del fatto che all'uni non ti dicono niente al riguardo poichè quando io ero nel pieno degli studi erano cose un pò lontane ( sempre a livello di impostazione) oggi magari è più in voga tutto questo.
Immagino ,ad ogni modo, che già l'informatizzione diretta(cioè sul posto) dei dati di scavo non sarebbe coosa cattiva.
per quanto riguarda la tua ultima domanda, aspetto delucidazioni;ho idea di cosa sia un gis ,ma il resto......
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
|

17-October-2007
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Oct 2007
|
|
Mi sono sempre chiesto se esistono macchine in grado di "fotografare" i reperti ancora sepolti, magari col radar o sol sonar...
__________________
Nee si vis esse!
|

17-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Quote:
|
Ecco perché, a mio avviso, la carriera di "archeologo informatico" di fatto non esiste e non potrà mai esistere.
|
Beh, questo è vero per l'Italia... Inglesi e Francesi discutono di problemi di archeoinformatica da oltre trent'anni, qui si è cominciato a porre questioni tecniche meno di 20 anni fa, con un ritardo tecnico piuttosto evidente, che per altro mi sembra nessuno abbia intenzione di colmare...
Non è che potrò fare tutto io poi...
Quote:
|
Ho visto poi che i laboratori di preistoria più seri hanno dei "tecnici" che curano presentazioni ricostruzioni e simili, ma non c'è bisogno di essere archeologi per fare questo.
|
È proprio questo il problema, il fatto che il tutto viene demandato a "tecnici" e non ad archeologi opportunamente alfabetizzati... Gli stessi "tecnici" che in passato hanno fatto tanti di quei danni che il loro riflesso era presente nelle pubblicazioni fino a pochi anni fa...
Quote:
|
infine posseggo una vecchia pubblicazione dal titolo "Archeologia e calcolatori" che non ho mai studiato approfonditamente per mancanza di tempo.
|
Credo che sia la pubblicazione di Paola Moscati del 1987 con quel titolo, titolo che poi ha originato la rivista annuale tutt'oggi pubblicata e giunta al 17° numero...
Quote:
|
Invece potresti tu parlarci dei vari cam,pi di specializzazione.
|
Lo proporrò come argomento del forum per novembre... Se lo votate, ne saprete di più...
Quote:
|
Mi sono sempre chiesto se esistono macchine in grado di "fotografare" i reperti ancora sepolti, magari col radar o sol sonar...
|
Cosa intendi per "fotografare"? I geofisici tramite macchinari opportuni indagano il sottosuolo alla ricerca di "anomalie" che possano essere interpretate come giacenze archeologiche... Ma si tratta di "geofisica applicata all'archeologia", non propriamente di informatica. Gli Americani sono un po' più sofisticati: affittano un satellite all'infrarosso (costo qualche decina di migliaia di dollari l'ora), scandagliano un'area vasta diversi km² (operazione che in ogni caso richiede poco tempo) e leggono le giacenze fino anche a 10m di profondità... Nei casi più sofisticati, tirano fuori direttamente il 3D: l'ho visto fare per uno scavo di un'antica città Maya sepolta nella jungla: prima di intervenire archeologicamente, si era dovuta individuare con esattezza l'area di scavo e le strutture che richiedevano un intervento più diretto e immediato...
Però appunto, tali tecniche sono ottime per le strutture, meno per i reperti, soprattutto se sono inferiori a certe misure: minore è l'ampiezza dell'onda che invii sottoterra, maggiore è il numero dei reperti che puoi indagare, ma minore la profondità che puoi raggiungere...
|

18-October-2007
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Certo il tecnico, però l'archeologo sempre controlla( o dovrebbe controllare) il risultato finale e passa i dati al tecnico. Credo che ne siano esistiti e ne esistano anche di ottimi, come esistono ottimi operai specializzati che hanno spesso più "occhio" degli archeologi con tanto di laurea. Del resto mi pare che le nuove lauree triennali possano avere ( e spero che abbiano)come scopo quello di formare archeo-tecnici ( nelle svariate tecniche specifiche applicabili all'archeologia), altrimenti qual'è il loro senso?
Tra l' altro credo che vi sia un minimo di bisogno di specializzazione (vera ,non quella delle attuali scuole) per lavorare come si deve........
Quote:
|
Lo proporrò come argomento del forum per novembre... Se lo votate, ne saprete di più... :wink:
|
E se non vince........?
M
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
|

19-October-2007
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Feb 2007
|
|
Ricordo che, durante la prima lezione di uno dei vari moduli di informatica applicata all'archeologia che ho seguito, il mio docente non fece altro che parlarci della figura del tecnico informatico e dell'archeologo...due figura completamente diverse tra loro, ma la quale collaborazione è necessaria. Io mi sono fatta un'idea personale su questo argomento, anche se probabilmente ripeterò le solite cose, dette e ridette.
Nel mio ateneo (quello senese) tutto quanto concerne l'applicazione dell'informatica all'archeologia è visto con molta positività e ogni nuova possibilità viene accolta con entusiasmo...io credo che sia giusta una collaborazione tra informatici e archeologi, ma che la cosa sia un po' riduttiva....voglio dire: se l'archeologo non è al momento disponibile, il tecnico informatico deve sapersela cavare e viceversa....quindi, sarebbe forse opportuno dare la possibilità a ogni studente di archeologia di apprendere tutto quanto serve per specializzarsi nel campo dell'informatica applicata, mettendo a disposizione dei corsi di base obbligatori per tutti ed ulteriori approfondimenti per coloro che intendessero specializzarsi in tale materia.
Avremmo così la figura professionale dell'archeologo che ha piena padronanza degli strumenti informatici e delle loro possibilità nel campo dell'archeologia.
Credo di aver ingarbugliato un po' il discorso e vi chiedo scusa, ma sto passando un momento di caos generale....spero di tornare presto sana tra voi... 
Baci.
__________________
|
| Strumenti Discussione |
|
|
| Modalità Visualizzazione |
Modalità lineare
|
Regole di scrittura
|
Tu non puoi inserire messaggi
Tu non puoi rispondere ai messaggi
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
Il codice HTML è Disattivato
|
|
|
|
Archeologia Italiana - 1998-2008 - Copyright. Tutti i diritti riservati InPictura di Ivan Boni - PIVA 03045520362
|
Tutti gli Orari sono GMT +2. Attualmente sono le 17:59.
Search Engine Friendly URLs by vBSEO 3.1.0
|
|
 |
 |
 |
 |
|