Dopo i parchi archeologici, i naturalistici. Così, quelli che dagli stessi economisti della cultura e dell'ambiente vengono definiti come
beni pubblici di cui tutti dovrebbero poter godere senza distinzione e che devono rimanere saldamente nelle mani dello Stato onde evitare speculazioni e quant'altro, dall'attuale governo vengono invece visti solo come uno strumento per fare cassa. Il ministro Prestigiacomo ha infatti laciato la (malsana) idea di privatizzare i parchi naturalistici, sostenendo che costano troppo allo Stato. Invece è esattamente vero il contrario, i parchi costano meno di tanti altri organi della P.A. Ma evidentemente per il ministro non servono a nulla. E questo nonostante il flusso turistico che smuovono. La prima regione a rivoltarsi è stata la Toscana e si capisce il perché: il governo virtuoso (che però negli ultimi anni comincia a non essere più così virtuoso) di questa parte dell'Italia ha portato come risultato che il 10% del suo territorio è attualmente protetto. Ecco la portata del regalo che si farebbe ai privati (in termini di speculazione) se passasse la proposta del ministro.
patrimonio sos: in difesa dei beni culturali e ambientali