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| Edilizia. Tecniche e Costruzioni. Sacre e civili In questo forum si può discutere di tecniche di costruzione, e di strutture/edifici destinate ad uso civile e sacro. |
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08-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2008
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cardo e decumano
Carissimi volevo chiedere un po a tutti voi questa mia perplessità...
Ma l'impianto stradale del cardo e decumano presente in ogni città romana (quindi di fondazione) è presente anche in città di impianto greco?
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08-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Lo schema che conosciamo delle colonie romane, in realtà nasce nella grecia classica, secondo la tradizione fu opera dell'architetto Ippodamo di Mileto. Lo schema fu ripreso dai romani, con le necessarie varianti, ma sostanzialmente la griglia formata da cardi e decumani (perchè così si chiamavano le strade che correvano parallele e perpendicolari tra loro, con la differenza che quelle al centro venivano definite cardo e decumanus maximus) rimase invariata.
Ippodamo - Wikipedia
Aggiungo una precisazione: probabilmente non fu Ippodamo ad inventare questo schema, ma fu colui che lo codificò, ritenendolo quello migliore per l'organizzazione spaziale della città.
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08-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2008
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cardo e decumano
Volevo sapere ma il cardo e il decumano si incrociano sempre nel foro?
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08-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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In generale il foro aveva uno degli angoli retti della piazza coincidenti con l'incrocio delle due strade. Questo schema si trova quasi sempre nelle città fondate ex novo ed anche in quelle rifondate dai Romani in seguito a distruzioni, quando si tratta di adattamento ovviamente le cose non sono sempre così lineari.
Consiglio di leggere per questo ed altri aspetti di urbanistica:
P.Gros, M. Torelli, "Storia dell'urbanistica. Il mondo romano", Bari 1994 (c'è anche un'edizione più recente).
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09-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2008
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Scusa se mi permetto di correggerti ma e' scorretto chiamarli cardo e decumano, al massimo cardine e decumano (o usi sempre il latino o sempre l'italiano).
Si fa anche confusione nell'individuarli. Si pensa che appena ci sia una tretapartizione allora ci siano un c. e un d.. In realta' questi termini vanno applicati solo nel caso le strade principali, che dividono gli insediamenti, coincidono con le strade che attraversano la regione. Questa e' la teoria, in pratica vengono definite cosi' anche in tutti gli altri casi.
Il Foro non coincide sempre (anche se, come gia' dal terzo o quarto secolo, si ha la tetrapartizione culminante nel foro con accentramento topografico degli edici civili e amministrativi).
La divisione in strade principali con piazza al centro e' quanto di piu' comune possa esistere (anche gli Spagnoli usarono questa tecninca per le loro colonie in America, anche i Francesi, gli Inglesi e se non sbablio anche gli Olandesi). In Grecia, invece, non mi sembra che sia mai stata applicata.
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09-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Quote:
Marco S.
Scusa se mi permetto di correggerti ma e' scorretto chiamarli cardo e decumano, al massimo cardine e decumano (o usi sempre il latino o sempre l'italiano).
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Non devi assolutamente scusarsi, anzi hai fatto bene a precisare, ma nel linguaggio più spicciolo, anche tra alcuni archeologi, ho spesso sentito "cardo" e "decumano" (probabilmente per abbreviare il termine cardine).
Per quanto riguarda la seconda affermazione, in realtà per decumano e cardine non si intendevano solo le strade che attraversavano la regione, ma vengono chiamate così anche quella che attraversavano la città da una porta all'altra.
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09-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2006
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Nelle città greche in cui si può individuare un impianto ippodameo, le strade sono sì perpendicolari, ma non sono sicura che seguano l'orientamento geografico, cioé nord-sud per i cardini e ovest-est per i decumani.
Secondo me la mentalità razionale tipicamente greca ha portato ad adottare schemi a griglia per le loro città di colonizzazione o comunque per gli impianti nuovi a rapida crescita, che necessitavano di un progetto o almeno di un regolamento; la piazza principale come sede delle attività comuni può essere stata collocata, altrettanto razionalmente, al centro oppure in un luogo rialzato, secondo la tradizione dell'acropoli, ma non si rileva una differenziazione delle strade principali, non si riescono ad individuare assi privilegiati di attraversamento.
Forse ciò potrebbe essere una precisa volontà politica e in questi aspetti potrebbe essere manifesta una delle differenze fra cultura greca e romana.
Comunque ho dei dubbi che l'invenzione della struttura a scacchiera per le citta sia un'invenzione greca: già gli egizi, quando si sono trovati davanti alla fondazione di nuovi insediamenti hanno usato questo modello.
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09-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Infatti ormai Ippodamo non è più considerato l'inventore, ma bensì il codificatore dello schema a griglia (cioè colui che nella sua idea di città ideale sostenne che tale schema era il migliore).
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09-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Marco S.
La divisione in strade principali con piazza al centro e' quanto di piu' comune possa esistere (anche gli Spagnoli usarono questa tecninca per le loro colonie in America, anche i Francesi, gli Inglesi e se non sbablio anche gli Olandesi). In Grecia, invece, non mi sembra che sia mai stata applicata.
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In Grecia propria hai ragione, anche perchè si tratta generalmente di siti di antichissima fondazione, frequentati senza soluzione di continuità: risultava senz'altro più difficile imporre o comunque applicare uno schema urbanistico rigidamente geometrico. A questo si aggiungevano le esigenze difensive: gli insediamenti erano raramente fondati in pianura, preferendo località che offrivano elementi naturali di protezione (pareti scoscese, presenza di una 'rocca' da fortificare ulteriormente-vedi il caso dell'acropoli di Atene; le irregolarità dal punto di vista morfologico, nuovamente, rendevano difficilmente applicabile una pianificazione geometrica, inducendo piuttosto ad adattare al territorio assi viari e aree funzionali della città per garantire, ad esempio, il drenaggio delle acque meteoriche o lo sfruttamento ottimale delle pendenze.
Nelle fondazioni greche coloniali, già da età arcaica, è invece documentato con più frequenza uno schema urbano regolare organizzato per 'plateiai' (assi viari maggiori paralleli tra loro, non necessariamente gerarchizzati) e 'stenopoi' (vie strette, come indica letteralmente il termine, perpendicolari alle plateiai) che definivano gli isolati. Si vedano gli esempi di Siracusa e di Himera. Per chi ha possibilità di scavare e studiare in estensione la topografia urbana in questi contesti, si pone spesso il problema di dover identificare il motivo (funzionale? sacro? politico?) di una eventuale discontinuità nella maglia regolare.
Anche in ambito punico, ancora in età arcaica e classica, alcuni insediamenti di nuova fondazione presentano una griglia ortogonale: mi vengono in mente i casi di Solunto e Lilibeo.
Lo schema geometrico in generale facilita inoltre l'esigenza socio-politica dell'assegnazione di lotti ai coloni-cittadini.
Se vi interessa, posso fornirvi qualche indicazione bibliografica. Secondo me la topografia urbana è un argomento bellisssimo!
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09-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Anche Marzabotto presenta uno schema analogo. Sto leggendo proprio ora un volume apparso recentissimamente in proposito:
Martin Bentz / Christoph Reusser, con un contributo di Luigi Malnati e Paola Desantis
Marzabotto, Planstadt der Etrusker,
Mainz, 2008
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dott. Claudio Giorgini
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10-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jan 2007
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infatti gli etruschi sono i primi a introdurre una struttura ortogonale nel mediteranneo occidentale, ancora quando gli influssi greci non erano ancora giunti in massa nella penisola Italica..
ineffetti la struttura ortogonale era usata nella ionia e fu teorizzata da Ippodamo nel Vsec ..ma in grecia continentale nel v sec era ancora confusionaria la costruzione della città..un esempio si ha nella ricostruzione di Atene dopo il 480ac, ovvero dopo l'invasione Persiana. La città attica infatti fu ricostruita in modo casuale, riutilizzatando i canoni precedenti..
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10-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2008
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Quote:
marcoTorino
ineffetti la struttura ortogonale era usata nella ionia e fu teorizzata da Ippodamo nel Vsec ..ma in grecia continentale nel v sec era ancora confusionaria la costruzione della città..un esempio si ha nella ricostruzione di Atene dopo il 480ac, ovvero dopo l'invasione Persiana. La città attica infatti fu ricostruita in modo casuale, riutilizzatando i canoni precedenti..
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Il discorso e' molto semplice: all'inizio non si sapeva come costruire una citta' (non si conoscevano le tecniche ma neanche le esigenze) e quindi prevaleva la casualita' costruttiva. Dopo si capi' come costruirle e si poterono costruire secondo questi nuovi modelli o nelle nuove citta' (e.g. le colonie) o nelle vecchie citta' ricostruite dopo una guerra (vedi Olinto).
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10-March-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Feb 2008
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Quote:
leda
in realtà per decumano e cardine non si intendevano solo le strade che attraversavano la regione, ma vengono chiamate così anche quella che attraversavano la città da una porta all'altra.
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Si, si chiamavano cosi' ma in teoria questa nomenclatura sarebbe dovuta andare solo nei casi in cui coincidessero. Poi in pratica vennero definite cosi' tutte, come ricordi tu.
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