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Archeologia romana. Archeologia antica Roma In questa sezione rientrano le discussioni generiche relative all'archeologia romana o dell'antica Roma

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  #1 (permalink)  
Vecchio 06-May-2008
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Predefinito Opus reticulatum

In un forum tedesco di archeologia è stata posta la domanda se l'opus reticulatum fosse a vista o intonacato. Secondo alcuni era a vista, il che sarebbe anche testimoniato dall'uso di elementi di colore diverso che formano una decorazione, altri però non escludono l'uso dell'intonaco.
Qualcuno ne sa di più?
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dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 06-May-2008 22:31.
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  #2 (permalink)  
Vecchio 07-May-2008
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In un forum tedesco di archeologia è stata posta la domanda se l'opus reticulatum fosse a vista o intonacato. Secondo alcuni era a vista, il che sarebbe anche testimoniato dall'uso di elementi di colore diverso che formano una decorazione, altri però non escludono l'uso dell'intonaco.
Qualcuno ne sa di più?
Io ricordavo di tracce di intonaco su opus reticulatum in quel di Ercolano ma, visto che non ero sicuro, sono andato a chiedere lumi al bel manuale di Adam
(J P Adam, L'arte di costruire presso i romani, Milano 1988 ) che in più occasioni mi ha tirato d'impaccio.
In realtà Adam (a pg 146 -147 dell'edizione italiana) nota le policromie di murature in reticulatum, ottenute ad esempio con l'uso di blocchetti di tufi di colore diverso, fino a formare addirittura disegni o lettere, ma riconosce anche la presenza di strati di intonaco (come quello che avevo visto io a Ercolano); considerando se non altro "curioso" il fatto che tutto questo lavoro dei muratori andasse a scomparire dietro un'intonacatura, alla fine Adam suppone che le tracce di intonaco su muri in reticulatum siano di periodi successivi, legate alle mode e ai gusti di nuovi proprietari.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 07-May-2008
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AI senatus
 
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Grazie per la risposta, anch'io avevo inmente un ricordo del genere, ma senza poter precisare da dove venisse, di un muro in o. r. con intonaco. Le supposizioni mi paiono pertinenti.
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dott. Claudio Giorgini
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  #4 (permalink)  
Vecchio 24-May-2008
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Esiste anche una scuola di pensiero che porta a vedere in alcune situazioni questa alternanza tra blocchetti policromi (più frequentemente tufo e pietre calcaree che non tufi differenti) come un tentativo per rendere la muratura più solida ad un maggior numero di sollecitazioni, oppure per omogeneizzarla in caso di insufficienza di materiale da costruzione di un determinato tipo (C.F. Giuliani, L'edilizia nell'antichità, p.232)
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  #5 (permalink)  
Vecchio 24-May-2008
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Ah, però! Ma questo varrebbe anche per le città vesuviane?
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  #6 (permalink)  
Vecchio 25-May-2008
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Molto probabilmente un discorso simile si potrebbe fare anche per le città vesuviane. Gli edifici in questione vanno comunque studiati singolarmente, poichè, confronti a parte, generalizzare spesso conduce a errori che poi si protraggono nel tempo. Indicatori sull'eventuale utilizzo dell'opus policromo intonacato possono essere la disposizione non omogenea dei blocchi di diverso colore e la presenza su di essi di intonaci coevi ai primi interventi di edificazione.

Ps: modifica dovuta ad una dimenticanza
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  #7 (permalink)  
Vecchio 25-May-2008
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Nella stragrande maggioranza dei casi l'opus reticulatum era intonacato.

Mi viene in mente che Jean Pierre Adam, in L'arte di costruire presso i romani, dice una cosa tipo "i muratori si divertivano" a creare disegni e persino lettere con pietre di colore diverso... Poniamo che la manovalanza avesse a disposizione una certa quantità di mattoni di tufo e qualche mattone in calcare o pietra lavica. Allora che fare? perchè metterli a caso se invece posso creare dei bei disegni, così, per svago, anche se poi tutto sarà intonacato?

In realtà considerando che la vita di un edificio è generalmente lunga, si può ritenere che le policromie inizialmente concepite per rimanere a vista fossero poi coperte al sopraggiungere di una nuova moda.

Oltre che a Pompei ed Ercolano, l'opera reticolata policroma è attestata anche ad Ostia.
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