 |  |  |  | | Edilizia. Tecniche e Costruzioni. Sacre e civili In questo forum si può discutere di tecniche di costruzione, e di strutture/edifici destinate ad uso civile e sacro. |  | | 
03-June-2008
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2008 | | aiuto tesi su grappe di piombo ciao
volevo un'aiuto o meglio un consiglio.
avevo in mente di fare una tesi su le grappe di piombo utilizzate per l'asseblaggio di blocchi di pietra o dolia....che dite troverò il materiale necessario per realizzare una buona tesi????
avete qualche indicazione bibliografica da consigliarmi?
grazie a tutti | 
03-June-2008
|  | Utente attivo | | Data Registrazione: May 2007 | | bè argomento non facile .....cmq prova prima a vedere in qualche libro sulle tecniche edilizie antiche ......casomai riporta anche qualche indicazione bibliografica più precisa......vedi se nn sbaglio giuliani l'edilizia nell'antichità
ciao | 
04-June-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: May 2007 | | Dunque dunque, mi viene da dirti, ma proprio come punto di partenza,
J.P. Adam L'arte di costruire presso i Romani.
L'edizione italiana è stata tradotta da Maria Paola Guidobaldi ed è edita da Longanesi. | 
04-June-2008
|  | AI magister | | Data Registrazione: Jan 2007 | | Qual è il periodo storico che ti interessa?
L'unica cosa che mi viene in mente per l'età greca, a parte il Giuliani, è l'articolo di Gullini, L'architettura, in Sikanie. Comunque ti consiglio di consultare anche il De architectura di Viruvio. | 
07-June-2008
|  | AI gens | | Data Registrazione: May 2008 | | Ma non sarà un argomento troppo vasto?
Io ti consiglierei di indagare un periodo storico ben definito, o almeno definire dei limiti geografici ristretti. | 
08-February-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Feb 2008 | | in particolare mi riferisco alle grappe a coda di rondine, ho trovato riferimenti su diversi libri, ma parlano esclusivamente della loro funzione ma non delle tiupologie!!
grazie cmq a tutti voi | 
08-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | Quote: malù in particolare mi riferisco alle grappe a coda di rondine, ho trovato riferimenti su diversi libri, ma parlano esclusivamente della loro funzione ma non delle tiupologie!!
grazie cmq a tutti voi |
Scusami "Malù", ma mi sto perdendo: sei tu che vorresti studiare questo tipo di materiale, oppure "Slaimer"?
Per motivi di lavoro mi sta capitando di questi tempi di dare una occhiata alla questione (per i dolia, quanto all'edilizia sono un po' scettico) ed anche io non sto trovando un granché di trattato organicamente, in particolare non propriamente delle vere proposte tipologiche, ma anche in generale poco materiale edito.
A che ambito geografico pensavi? | 
08-February-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Feb 2008 | | mi riferisco in particolar modo ai dolia, non sapendo se venivano realizzati in un'unico blocco o a pezzi e ppoi uniti dalle grappe o se venivano utilizzati come restauro degli stessi, (cosa molto più probabbile),anche perchè a queto riuguardo ho trovato il libro Ta Attika: veder greco a Gela : ceramiche attiche figurate
cmq mi riferisco al cento meridionale d'italia.
se avete qualche riferimento anche a riguardo la nascita uso e metodo di realizzazione dei dolia, vi ringrazio mille!!! | 
09-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | L'esperienza che ho io è di grappe servite per risarcire doli daneggiati.
Ma si tratta di una esperienza diretta (poco basata su bibliografia) e relativa all'Italia settentrionale in età romana.
Con queste premesse non mi risultano casi di "assemblaggio" di manufatti nuovi con questa tecnica. | 
09-February-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Feb 2008 | | infatti ho detto che molto probabilmente erano utilizate per restauro.
una domanda "maad" ma le grappe che hai trovato che forma hanno e riportano decorazioni o incisioni astratte?e in che zona più precisamente? | 
09-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | In area padana capita (non spessissimo, però capita) di trovare grappe per la risarcitura di dolii romani.
Di solito si tratta semplicemente di piccole barre a sezione circolare sagomate a "U" e con le estremità ribattute. Evidentemente dovevano servire a "cucire" una frattura passando attraverso due fori appositamente praticati a cavallo della medesima.
Non di rado poi consistono in strisce di piombo abbastanza piatte con le estremità vistosamente allargate. In questo caso spesso presentano tracce evidenti (sia per la forma della loro sezione vagamente trapezoidale che per la presenza di punzonature sulla superficie esterna) di essere state compresse (penserei a caldo) dentro un alloggiamento precedentemente e pazientemente ricavato nel corpo del dolio. Queste punzonature non mi pare abbiano funzione decorativa ma mi sembrano puramente le tracce di una azione di compressione del metallo per farlo aderire.
Anche se immagino che le problematiche siano analoghe, temo che ci riferiamo ad ambiti cronologici e geografici parecchio differenti.
In epoca ancora più tarda ci sono evidenze di risarciture di vasi da cucina con filo di ferro. E' una pratica che in Italia settentrionale capita per esempio di rilevare in conteritori da fuoco in "pietra ollare" di epoca tardoromana e che direi resti usuale per classi ceramiche via via differenti per tutta l'età medievale.
In Sicilia ricordo vagamente di aver visto fori di risarcitura (non saprei per che tipo di grappe o di filo) persino su Terra Sigillata Africana di epoca tardoromana, però non sono assolutamente in grado di darti dei riferimenti precisi. | 
09-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2009 | | Di norma il piombo non veniva usato da solo ma per fissare nella pietra altri metalli, non avendo di suo una gran resistenza meccanica. L'ho visto anche usato come “colla” per fissare l'urna cineraria etrusca in terracotta alla muratura della tomba. L'unica grappa a coda di rondine in solo piombo che mi ricordi si trova al Colosseo. In realtà non è una grappa, ma un inserto fuso in un foro nel travertino e con terminazioni a code biforcute perché non girasse insieme all'asse del meccanismo di sollevamento che doveva contenere. In Grecia ci sono altri utilizzi del piombo come collante, per esempio trai vari elementi della colonna. A Pompei ci sono embrici riparati con filo metallico (cucitura), credo fosse rame, visto che c'è ancora. Tanti auguri zilc | 
09-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Sep 2004 | | Sì, in edilizia è diverso.
Lì il piombo solitamente non costituisce le grappe ma più che altro serve per ancorare le grappe alla muratura.
Qui però ancora di meno sono a conoscenza di studi specifici o di proposte tipologiche. E nella mia esperienza personale ho incontrato veramente pochissimi casi. Il caso più famoso che mi venga in mente è quello ben noto del Tempio di Antonino e Faustina, ma personalmente non lo conosco nello specifico (non sono sicuro se ci fossero elementi in ferro annegati nel piombo o che altro). | 
10-February-2010
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Feb 2008 | | rispondendo a mdd
seppure gli ambiti cronologici e geografici siano differenti, credo che hai avuto tra le mani le grappe di cui parlo, hanno appunto una forma trapezioidale, "coda di rondine" dove sulla parte esterna vi sono delle incisioni, alcune formate da un reticolo su tutta la superficie, altre solo lungo i bordi composta da linee oblique parallele a volte sovrapposte da latre in senso opposto.
Io penso che potrebbero essere delle decorazioni non casuali, ma fatte dall'artigiano come segno di riconoscimento, tipo come i bolli, perchè se fossere casuali non ci sarebbe alcun segno e sarebbero state lisce  | 
10-February-2010
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2009 | | Dopo la colatura della fusione, il piombo va martellato perché aderisca stabilmente ad ogni rugosità, poi, se necessario, l'eccesso viene raspato via. Son questi i segni che hai visto. Una eventuale marcatura riporterebbe lettere o disegni facilmente identificabili, ma questo non veniva fatto in un giunto o una riparazione
ciao
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