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Edilizia. Tecniche e Costruzioni. Sacre e civili In questo forum si può discutere di tecniche di costruzione, e di strutture/edifici destinate ad uso civile e sacro.

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Vecchio 04-July-2008
L'avatar di  rosselligna
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Data Registrazione: Jul 2008
Messaggi: 3
Predefinito posa in opera cubilia

ciao a tutti. sto costruendo un modellino di un paramento murario in opus reticulatum secondo le tecniche costruttive romane. per il primo filare ho utilizzato dei mezzi cubilia, di modo che la prima giacitura di posa fosse orizzontale. per i filari successivi, sapreste dirmi come operavano i muratori romani? è vero che erano soliti tracciarsi un reticolo di fili a 45° come guida? oppure le maestranze erano talmente brave da non averne bisogno?

grazie e a presto
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Vecchio 05-July-2008
L'avatar di  Brasida85
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Feb 2008
Luogo: Sardegna, Sassari
Messaggi: 16
Predefinito

Ciao, questa tecnica edilizia prevedeva la diposizione delle pietre in modo che nella facciavista risultasse un quadrato sulla punta, il tutto era reso con l'accostamento simmetrico di calce e tessere; è vero che tracciavano dei reticoli di 45° come guida, perchè la tecnica presuponeva un rigore geometrico non indifferente
Se puoi guarda qualche immagine di Pompei ( foro e anfiteatro) e del tempio di giove a Cuma..... magari ti danno un aiuto

Ciao caio.......
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  #3 (permalink)  
Vecchio 05-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,036
Predefinito

Non ho capito come -secondo voi- doveva avvenire la costruzione :
secondo voi prima veniva realizzato l'intero nucleo della struttura, poi si tracciavano le linee guida per la posa del rivestimento ed infine si applicavano i cubetti?

Cosa ci fa pensare che procedessero veramente così?
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  #4 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  rosselligna
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Data Registrazione: Jul 2008
Messaggi: 3
Predefinito

caro Mdd, hai ragione a dubitare del modus operandi ma perchè sostanzialmente mi sono spiegata male!

allora, la mia tesi di partenza era: costruire il paramento murario esterno con l'ausilio di casseforme e per una certa altezza relativamente bassa, per poi procedere con la gettata del riempimento in opus caementicium entro il perimetro individuato dal paramento appunto.
per quanto concerne la formazione del paramento, che nel mio caso specifico ha i mattoncini in prossimità dell'angolata e della testata del muro e i cubilia lungo il resto del perimetro, una volta posizionato il primo filare di mattoni e di mezzi cubilia (tagliati a metà perpendicolarmente rispetto alla diagonale del quadrato di modo che potessero aderire perfettamente al piano di posa), avrei continuato con la posa in opera degli altri filari usando malta molto densa, e seguendo le direttrici che il primo filare aveva già definito.[a questo proposito avrei voluto inserire un aimmagine ma a quanto pare non ho i permessi per fralo. dhou!]

il mio dubbio è venuto fuori nel momento in cui parlando con l'assistente del prof del corso per cui sto realizzando il modello, è sortito i reticolo di fili, perchè :"così si faceva".

in questi giorni ho avuto modo di informarmi meglio e grazie ai suggerimenti del grande Alessandro Pintucci (che ringrazio per il suo supporto indispensabile) è risultato che neanche nei cantieri delle terme di Traiano a Roma e della villa di Traiano ad Arcinazzo gli studi ci possano far credere all'uso di reticoli a 45°.

anche perchè, come sottolinea l'Adams, la geometria dei cubilia, che venivano realizzati da manodopera servile, pertanto a costo zero, era alla base della loro stessa posa in opera.
ora, sperando di essere stata più chiara, ti chiedo: che ne pensi? e sopratutto sapresti indicarmi fonti che effettivamente mi dimostrino il contrario?


@Brasida85: sei mica tu l'assistente?

zau
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Vecchio 09-July-2008
Mdd Mdd Non in Linea
AI gens
 
Data Registrazione: Sep 2004
Luogo: Bologna
Messaggi: 2,036
Predefinito

Purtroppo non dispongo di fonti, anche perché personalemte opero in NordItalia, dove questa tecnica è veramente moooolto rara.

Però già in passato mi ero posto (ed avevo posto a qualche collega) una domanda simile alla tua, senza riuscire a venirne a capo.

Anche io ero partito dall'idea che i cubetti venissero messi in opera sll'interno delle casseforme prima del getto del nucleo (tanto è vero che quando si esamina l'aspetto del nucleo rimasto nel tempo privo dei cubetti non si nota mai la presenza di tracce di carpenteria nel getto di malta.
Però in molti casi la geometria della disposizione dei cubetti sembra troppo precisa per accettare l'idea di una posa effettuata senza vedere. E per quel po' che conosco dell'arte muratoria (qualche esperienza ce l'ho a riguardo) di fili per le guide non credo si possa parlare, semplicemente perché un filo funziona solo fintanto che è sotteso fisso fra i due estremi senza troppo contatto con i materiali che si stanno posando (altrimenti il filo diventa subito inaffidabile).

Mi chiedo se sia pensabile immaginare una tecnica di posa senza una vera e propria casseratura, con incrementi progressivi della muratura di un solo filare alla volta e con un pazientissimo e costante lavoro di filo a piombo e staggia per tenere regolare la faccia a vista.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 11-July-2008
L'avatar di  rosselligna
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jul 2008
Messaggi: 3
Predefinito

zau.
ci sei quasi..... news dal lugli - tecniche costruttive dei romani (1957):

1) come si supponeva, il primo filare è a mezzi cubilia, per cui in facciata si vede un triangolo isoscele con ipotenusa per base

2) niente casseforme: l'unico strumento di controllo usato dalle maestranze era l'archipendolo, che non solo da il piano verticale ma anche e sopratutto l'inclinazione a 45° dei cubilia......svelato il segreto!!!!!

3) la precisione di realizzazione era legata all'esperienza: il Lugli infatti fa notare come la precisione geometrica aumenti col passare degli anni; ad ogni modo era fondamentale squadrare le tessere con cura e spesso la malta con cui venivano posti in opera aveva un tipo di sabbia piu fine

4) per quanto riguarda i filari (che poi fungevano da casseratura per la caementa piuttosto liquida) questi erano in genere 2 o 3 (lugli spiega anche il perchè ma sinceramente non ricordo il motivo esatto....... mi sembra perchè l'altezza complessiva di questi filari corrispondesse a qualcosa, che lunedi ti saprò dire )



by the way, spero che questo post ti possa servire, per quanto mi riguarda la mia vita è cambiata !

zau
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