caro Mdd,

hai ragione a dubitare del modus operandi ma perchè sostanzialmente mi sono spiegata male!
allora, la mia tesi di partenza era: costruire il paramento murario esterno con l'ausilio di casseforme e per una certa altezza relativamente bassa, per poi procedere con la gettata del riempimento in opus caementicium entro il perimetro individuato dal paramento appunto.
per quanto concerne la formazione del paramento, che nel mio caso specifico ha i mattoncini in prossimità dell'angolata e della testata del muro e i cubilia lungo il resto del perimetro, una volta posizionato il primo filare di mattoni e di mezzi cubilia (tagliati a metà perpendicolarmente rispetto alla diagonale del quadrato di modo che potessero aderire perfettamente al piano di posa), avrei continuato con la posa in opera degli altri filari usando malta molto densa, e seguendo le direttrici che il primo filare aveva già definito.[a questo proposito avrei voluto inserire un aimmagine ma a quanto pare non ho i permessi per fralo. dhou!]
il mio dubbio è venuto fuori nel momento in cui parlando con l'assistente del prof del corso per cui sto realizzando il modello, è sortito i reticolo di fili, perchè :"così si faceva".
in questi giorni ho avuto modo di informarmi meglio e grazie ai suggerimenti del grande Alessandro Pintucci (che ringrazio per il suo supporto indispensabile) è risultato che neanche nei cantieri delle terme di Traiano a Roma e della villa di Traiano ad Arcinazzo gli studi ci possano far credere all'uso di reticoli a 45°.
anche perchè, come sottolinea l'Adams, la geometria dei cubilia, che venivano realizzati da manodopera servile, pertanto a costo zero, era alla base della loro stessa posa in opera.
ora, sperando di essere stata più chiara, ti chiedo: che ne pensi? e sopratutto sapresti indicarmi fonti che effettivamente mi dimostrino il contrario?
@Brasida85: sei mica tu l'assistente?
zau