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| Edilizia. Tecniche e Costruzioni. Sacre e civili In questo forum si può discutere di tecniche di costruzione, e di strutture/edifici destinate ad uso civile e sacro. |
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18-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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opus vittatum
sto facendo dei disegni ricostruttivi della città di Osimo (An), l'antica Auximon, ancora circondata, per alcuni tratti, da un imponente muro di cinta romano in opus quadratum, con grossi blocchi arenacei, risalente al II sec. a.C.
In un paio di tratti, inglobati nelle successive mura seicentesce od ottocentesche, si trovano resti di mura in opus vittatum (o sarebbe meglio dire opus vittatum mixtum? chiedo lumi...) con file di blocchi arenacei più piccoli, alternate a file di mattoni, con una successione a strati...
Ho letto su internet che questo tipo di costruzione diventa comune a partire dalla fine del III sec. d.C.
Qualcuno sa dirmi quando, invece, non viene più usato? Ovvero, se prendo per buono (salvo errori che prego segnalarmi) il III-IV sec. come termine ante quem, quale data si può ragionevolmente presumere come limite post quem?
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18-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Stando all'Adam, l'opus vittatum comincia ad essere usato in età augustea soprattutto per le fortificazioni. L'Adam cita Fano come esempio. Quello di cui parli tu è però opus vittatum mixtum, perché i paramenti misti sono proprio quelli che alternano pietra e mattoni (quindi la base è l'opus vittatum, ma si alterna con strati di mattoni, spero tu abbia compreso la differenza). L'Adam afferma che l'opus vittatum mixtum però compare prima del III d.C., già sotto Traiano e poi con Adriano diventa un po' la regola. In effetti l'uso dell'opera mista (non solo quella vittata) nel II d.C. tende a soppiantare gli altri usi per via di una causa economica: il prezzo del mattone scende sensibilmente (prima costava tantissimo, quindi si usava molto meno). Sostanzialmente questa tecnica sarà usata più o meno fino alla fine dell'impero, infatti considera che dopo molte costruzioni usano materiali di riutilizzo, sempre per motivi economici.
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Ultima Modifica di leda : 21-September-2008 21:52.
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19-September-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Aug 2007
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Io ci andrei sempre cauto con le datazioni in base alle strutture. Personalmente ho visto muri in opera vittata già in contesti repubblicani. Secondo me (ma non sono un esperto e non voglio sembrare un tuttologo saccente) il libro dell'Adam andrebbe rivisto e corretto alla luce dei progressi degli ultimi anni nello studio delle strutture murarie nel mondo romano (parlo del sud Italia).
Saluti Luca
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19-September-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Oct 2007
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Potresti darci dei riferimenti bibliografici?
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20-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Sì, in effetti l'Adam andrebbe rivisto ed in parte aggiornato. Ma i contesti repubblicani di cui parli erano di opera vittata o di opera vittata mista? Comunque l'Adam non dà dei termini di riferimento fissi, ma si limita a dire quando una data tecnica incomincia a diffondersi. Certamente il mattone era già usato prima del II d.C., ma non così diffusamente, utilizzandosi per edifici di un certo pregio (come terme ecc.). Anche per le fortificazioni in effetti l'uso del mattone (ma non so però dell'opus vittatum) comincia abbastanza presto: ad esempio un tratto delle mura di Modena, scavato nel 2006 e datato al 183 a.C., è fatto di mattoni. Posto il link perché mi sembra interessante:
Le mura di età romana in Piazza Roma a Modena
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21-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Hai ragione Leda, parlo proprio di opu vittatum mixtum.
Da quanto mi dite, è possibile quindi che i tratti murari così costruiti siano più antichi del III secolo, ma rimene il fatto che è una tecnica tipica del III-IV e V secolo, o sbaglio?
Chiedo, infine, se si può escludere, con un ragionevole margine di sicurezza, una datazione alto medievale, diciamo posteriore al VI secolo...
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21-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Sì, in effetti diventa un po' la regola a partire da quella datazione Astracedi, ma tieni presente che dipende molto anche da motivi economici il suo utilizzo, come ti ho già detto. Se una città era abbastanza ricca da poterselo permettere, certamente già prima del III d.C. nei suoi monumenti più importanti è facile trovare paramenti in opera mista (perché comunque si tratta sempre di filari di mattoni alternati ai blocchetti, quindi una quantità modesta rispetto ad un edificio completamente in mattoni). Per le fortificazioni poi, ti ho postato l'esempio di Modena, lì c'è l'intera parete in mattoni e siamo nel II a.C.! Per la seconda tua domanda fai bene a porti il problema, in effetti quelli di cui tu parli potrebbero essere interventi di tamponatura effettuati in età tardo-antica avanzata o altomedioevale, specialmente se l'opera è irregolare. Infatti le tecniche romane di muratura hanno vita molto lunga, ma generalmente in quel periodo sono di minore accuratezza. Detto in parole povere: se vedi che l'opus vittatum è chiaramente una "pezza" e per di più "bruttino" allora prendi in considerazione di datarlo anche dopo il V d.C.
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22-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
leda
Detto in parole povere: se vedi che l'opus vittatum è chiaramente una "pezza"
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Più che altro le parti in opus vittatum sopravvivono all'interno di tratti di mura più recenti: rinascimentali od ottocenteschi...
Quote:
leda
per di più "bruttino" allora prendi in considerazione di datarlo anche dopo il V d.C.
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per "bruttino" cosa intendi? ad esempio che i filari di mattoni non sono regolari, cioè in mezzo a filari di mattoni disposti per il lato lungo se ne vedono a volte messi per il lato corto o di taglio? In effetti in alcuni punti il muro ha questo aspetto...
Aggiungo che in un tratto occupato dai quanto rimane della cinta della rocca cinquecentesca eretta dall'architetto Baccio Pontelli, c'è un tratto in opera vittata mista che sembra di gran lunga meno "antico" di altri punti, come se il Pontelli avesse voluto restaurare o ricostruire quel piccolo tratto (inglobato nella scarpa cinquecentesca in mattoni) seguendo quanto preesistente.
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22-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Quote:
astracedi
Più che altro le parti in opus vittatum sopravvivono all'interno di tratti di mura più recenti: rinascimentali od ottocenteschi...
per "bruttino" cosa intendi? ad esempio che i filari di mattoni non sono regolari, cioè in mezzo a filari di mattoni disposti per il lato lungo se ne vedono a volte messi per il lato corto o di taglio? In effetti in alcuni punti il muro ha questo aspetto...
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Intendo esattamente questo. L'irregolarità dei filari è un primo indizio dell'epoca tarda della muratura, se poi è stato anche riutilizzato del materiale (diciamo pure usato materiale di scarto) allora gli indizi sono già due.
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22-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Grazie Leda, mi sei stata preziosa.
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22-September-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Non c'è di che, Marco. Però stai attento: perché un altro caso potrebbe essere quello di avere un paramento in opus vittatum mixtum di un epoca anteriore al V che però è stato restaurato in epoca successiva. Guarda bene tutte le parti delle mura, perché quando si tratta di fortificazioni la loro vita può essere stata lunga (pensa alle mura aureliane di Roma, sai quanti interventi hanno subito nei secoli!) e quindi puoi trovarti difronte una moltitudine di casi tra loro diversi.
E dopo questo non mi resta che augurarti buon lavoro! 
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