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| Edilizia. Tecniche e Costruzioni. Sacre e civili In questo forum si può discutere di tecniche di costruzione, e di strutture/edifici destinate ad uso civile e sacro. |
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29-November-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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siti fortificati e approvvigionamento idrico
Molti siti fortificati, italiani ed europei, dal Neolitico fino alla prima Età del Ferro, sembrano essere privi di sistemi di approvvigionamento idrico come pozzi, grandi cisterne per la raccolta piovana o sorgenti interne all'area racchiusa dalle mura o dalle altre opere difensive.
Ovviamente tutto ciò ha un evidente impatto sulla capacità difensiva del sito, che non poteva resistere ad un assalto od "assedio" che si fosse protratto per più di qualche giorno, specie nell'eventualità che il sito fortificato ospitasse (più o meno temporaneamente) tutta o buona parte della popolazione dell zona.
Questo significa anche che, dal punto di vista offensivo, le bande armate attaccanti (predoni o proto-eserciti che siano) erano prive di capacità ossidionali e l'attacco a insediamenti nemici era limitato a veloci scorrerie.
Chiedo aiuto ai partecipanti del forum per avere notizia di tutti i siti fortificati (o presunti tali) della pre- e protostoria italiana o europea, che presentino indizi di strutture finalizzate all'approvigionamento idrico: pozzi, sorgenti interne o grandi cisterne.
Ringrazio anticipatamente per ogni informazione.
Marco Astracedi
Ultima Modifica di astracedi : 05-December-2006 11:44.
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03-December-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Guarda, su due piedi ti posso menzionare il nuraghe Santu Antine presso Torralba. Si tratta di un nuraghe trilobato intorno al quale sorgeva il villaggio; quest'ultimo a sua volta era racchiuso da una recinzione muraria. All'interno del mastio del nuraghe si trova un pozzo per l'aprovigionamento idrico (non èun pozzo sacro per intenderci). Se non erro un pozzo simile si trova a Barumini e in qualche altro nuraghe complesso. Ti posso aggiungere che, comunque, la maggior parte dei nuraghi (sopratutto nel nord-ovest della Sardegna) sorgono presso corsi d'acqua. Spero di esserti stato utile.
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05-December-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Ti ringrazio per le informazioni, mi saranno senz'altro utili.
Quote:
MarcelloSeddaiu
Ti posso aggiungere che, comunque, la maggior parte dei nuraghi (sopratutto nel nord-ovest della Sardegna) sorgono presso corsi d'acqua. Spero di esserti stato utile.
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Il fatto di avere un corso d'acqua o una sorgente VICINO alla fortificazione, è fonte di approvvigionamento idrico della comunità (il villaggio che sorgeva nei pressi del nuraghe o dei soli abitanti del nuraghe, se questo è isolato) durante i periodi di pace; non è invece di molta utilità in caso di attacco. Quanto mi dici in parte conferma la mia impressione che, in epoca protostorica, fonti d'acqua all'interno delle fortificazioni siano delle eccezioni piuttosto che la regola.
ciao e ancora grazie.
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05-December-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
astracedi
Ti ringrazio per le informazioni, mi saranno senz'altro utili.
Il fatto di avere un corso d'acqua o una sorgente VICINO alla fortificazione, è fonte di approvvigionamento idrico della comunità (il villaggio che sorgeva nei pressi del nuraghe o dei soli abitanti del nuraghe, se questo è isolato) durante i periodi di pace; non è invece di molta utilità in caso di attacco. Quanto mi dici in parte conferma la mia impressione che, in epoca protostorica, fonti d'acqua all'interno delle fortificazioni siano delle eccezioni piuttosto che la regola.
ciao e ancora grazie.
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Bisogna però tener conto che i nuraghi da me menzionati ( io mi ricordo solo quelli ma non escluderei altri nuraghi) sono nuraghi complessi, ovvero quei nuraghi che costituiscono delle vere e proprie fortificazioni. Il nuraghe classico (quello monotorre) non è infatti provvisto di cinta muraria e di rado è accompagnato da un villaggio. Sembrerebbe quindi normale l'assenza di un pozzo in quanto la presenza del fiume poteva benissimo soddisfare il fabbisogno idrico. Mi permetterei di aggiungere, alla luce di queste conclusioni, che il nuraghe complesso (in quanto fortificazione) sembrerebbe rispondere ad una situazione più complessa ed instabile dal punto di vista sociale. Comunque sono supposizioni mie personali ma visto che mi hai incuriosito stasera consulto il Lilliu e chissà che non ci illumini. :-)
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05-December-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quello che sto cercando di fare è un'analisi (forse è meglio dire un compendio) della guerra protostorica anche alla luce di semplici competenze tattico-strategiche proprie di qualunque studioso di storia militare.
Un nuraghe isolato, qualunque sia stata la sua funzione dal punto di vista militare (torre di osservazione, avamposto strategico e delimitazione dei confini o facente parte di una rete di controllo del territorio, rifugio temporaneo per pastori, ecc.) ospitava una guarnigione più o meno piccola.
IN caso di attacco da parte predoni o veri e propri piccoli eserciti, il nuraghe rappresentava un rifugio (o un potenziale fattore di supporto strategico) solo fin tanto che le riserve idriche accumulate all'interno (otri di pelle??) era sufficienti al sostentamente della guarnigione stessa. Una volta esaurita l'acqua la guarnigione doveva per forza cedere le armi.
Il fatto che le torri isolate non avessero pozzi o cisterne, fa supporre che gli attaccanti non fossero in grado (tecnicamente, logisticamente) o comunque non usassero porre dei veri e propri assedi, ossia non fossero in grado o non avessero interesse ad avere per lungo tempo il controllo del territorio avversario.
Questo mi sembra tanto più vero quanto l'assenza di fonti di approvvigionamento idrico interno alla cinta difensiva riguarda fortificazioni più complesse e ampie, ossia in grado di ospitare guarnigioni più numerose o forse anche tutta o parte della popolazione locale (come avveniva per i castelli medievali). Infatti un numero maggiore di persone (non teniamo poi conto di eventuali armenti) consuma una maggiore quantità d'acqua. Quanto poteva quindi resistere una fortificazione priva di adeguate strutture idriche: una settima, due, tre?
La presenza di pozzi all'interno dei nuraghe complessi (che mi pare riguardino solo le fasi più avanzate della cultura nuragica) mi pare possa indicare tre cose:
1) era cambiato il tipo di minaccia, ovvero, col passare dei secoli i nuragici svilupparono delle rudimentali tecniche di assedio o un'organizzazione militare in grado di consentire la permanenza in territorio nemico per tempi relativamente lunghi.
2) in luogo di una strategia difensiva basata sul controllo capillare del territorio, con la possibilità di richiamare ove necessario guuarnigioni dalle altre numerose torri, si opta per una difesa più centralizzata (magari destinata anche ad una migliore e più diretta protezione della popolazione civile)
3) come accenni tu stesso, il nuraghe complesso, in una situazione di instabilità sociale, potrebbe fungere da struttura per un controllo militare e politico anche sulla stessa popolazione locale, oltre che contro eventuali nemici, esattamente come molti castelli del medioevo. Una possibile rivolta della popolazione sarebbe equiparabile ad una specie di assedio, ed ecco quindi spiegata la maggiore necessità di acqua.
Che ne pensi? Sarei anche molto curioso di sapere cosa ne pensa Lilliu, visto che mi sembra di capire che lo conosci personalmente.
Ciao e ancora grazie.
Ultima Modifica di astracedi : 05-December-2006 13:54.
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05-December-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
astracedi
Che ne pensi? Sarei anche molto curioso di sapere cosa ne pensa Lilliu, visto che mi sembra di capire che lo conosci personalmente.
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Ahahaha Marco:-) Intendevo consultare il libro di Lilliu, non lui in persona (purtroppo)
In fretta in fretta 4 nuraghi (complessi) dotati di pozzo interno.
Santu Antine
Su Nuraxi di Barumini
Nuraghe Orrùbiu
Nuraghe Genna Maria
Per il resto, ti rispondo quando ho un pochino più tempo.
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07-December-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2004
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Quote:
astracedi
Quello che sto cercando di fare è un'analisi (forse è meglio dire un compendio) della guerra protostorica anche alla luce di semplici competenze tattico-strategiche proprie di qualunque studioso di storia militare.
Un nuraghe isolato, qualunque sia stata la sua funzione dal punto di vista militare (torre di osservazione, avamposto strategico e delimitazione dei confini o facente parte di una rete di controllo del territorio, rifugio temporaneo per pastori, ecc.) ospitava una guarnigione più o meno piccola.
IN caso di attacco da parte predoni o veri e propri piccoli eserciti, il nuraghe rappresentava un rifugio (o un potenziale fattore di supporto strategico) solo fin tanto che le riserve idriche accumulate all'interno (otri di pelle??) era sufficienti al sostentamente della guarnigione stessa. Una volta esaurita l'acqua la guarnigione doveva per forza cedere le armi.
Il fatto che le torri isolate non avessero pozzi o cisterne, fa supporre che gli attaccanti non fossero in grado (tecnicamente, logisticamente) o comunque non usassero porre dei veri e propri assedi, ossia non fossero in grado o non avessero interesse ad avere per lungo tempo il controllo del territorio avversario.
Questo mi sembra tanto più vero quanto l'assenza di fonti di approvvigionamento idrico interno alla cinta difensiva riguarda fortificazioni più complesse e ampie, ossia in grado di ospitare guarnigioni più numerose o forse anche tutta o parte della popolazione locale (come avveniva per i castelli medievali). Infatti un numero maggiore di persone (non teniamo poi conto di eventuali armenti) consuma una maggiore quantità d'acqua. Quanto poteva quindi resistere una fortificazione priva di adeguate strutture idriche: una settima, due, tre?
La presenza di pozzi all'interno dei nuraghe complessi (che mi pare riguardino solo le fasi più avanzate della cultura nuragica) mi pare possa indicare tre cose:
1) era cambiato il tipo di minaccia, ovvero, col passare dei secoli i nuragici svilupparono delle rudimentali tecniche di assedio o un'organizzazione militare in grado di consentire la permanenza in territorio nemico per tempi relativamente lunghi.
2) in luogo di una strategia difensiva basata sul controllo capillare del territorio, con la possibilità di richiamare ove necessario guuarnigioni dalle altre numerose torri, si opta per una difesa più centralizzata (magari destinata anche ad una migliore e più diretta protezione della popolazione civile)
3) come accenni tu stesso, il nuraghe complesso, in una situazione di instabilità sociale, potrebbe fungere da struttura per un controllo militare e politico anche sulla stessa popolazione locale, oltre che contro eventuali nemici, esattamente come molti castelli del medioevo. Una possibile rivolta della popolazione sarebbe equiparabile ad una specie di assedio, ed ecco quindi spiegata la maggiore necessità di acqua.
Che ne pensi? Sarei anche molto curioso di sapere cosa ne pensa Lilliu, visto che mi sembra di capire che lo conosci personalmente.
Ciao e ancora grazie.
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Sono abbastanza d'accordo con ciò che hai scritto. Purtroppo sono riuscito a trovare soltanto quuattro nuraghi che abbiano il pozzo per l'approvigionamento idrico all'interno del cortile. Ciò non vuol dire che non ce ne siano altri in quanto la localizzazione di altri nuraghi con analoghe caratteristiche prevede una ricerca mirata del quale non ho notizia. Come però hai accennato tu, sembrerebbero però delle eccezioni alla regola visto che su 8000 nuraghi quelli complessi non arrivano neanche alla metà e di quest'ultimi, per quelli provvisti di pozzo non saprei dare una percentuale (ma non ne azzarderei una alta). Ciò potrebbe significare che il nuraghe complesso (ma sopratutto quello provvisto di cinta muraria) nasce sotto la spinta di un'instabilità sociale (che sia essa interna o esterna all'isola) e, a mio avviso, in un maggior impiego di forze militari da parte degli aggressori. Non sono così propenso, infatti, nell'ipotizzare l'uso di macchine d'assedio delle quali non ne abbiamo traccia (se non sbaglio sono di molto posteriori). C'è da porsi quindi il perchè queste premesse si sono verificate solamente in determinate zone dell'isola.
Ultima Modifica di MarcelloS : 07-December-2006 14:59.
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08-December-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: Oct 2005
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Quote:
MarcelloSeddaiu
Ciò potrebbe significare che il nuraghe complesso (ma sopratutto quello provvisto di cinta muraria) nasce sotto la spinta di un'instabilità sociale (che sia essa interna o esterna all'isola) e, a mio avviso, in un maggior impiego di forze militari da parte degli aggressori. Non sono così propenso, infatti, nell'ipotizzare l'uso di macchine d'assedio delle quali non ne abbiamo traccia (se non sbaglio sono di molto posteriori). C'è da porsi quindi il perchè queste premesse si sono verificate solamente in determinate zone dell'isola.
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Escluderei anch'io l'uso di macchine da assedio. Anzi, c'è da dire che queste generalmente permettono di accorciare i tempi di un assedio, consentendo, a volte un assalto conclusivo, mentre la presa per fame o sete della fortificazione invece necessita per forza di tempi più lunghi (molto lunghi in caso di consistenti riserve idriche e alimentari, piuttosto brevi con riserve idriche relativamente limitate).
Personalmente, pur non escludendola, non sono molto propenso all'ipotesi dell'instabilità sociale, perlomeno non come spiegazione principale. Dico questo perché mi pare che, in senso molto generale, strutture sociali di un certo tipo non sono quasi mai limitate arealmente, piuttosto, le manifestazioni urbanistiche ed edilizie caratteristiche si trovano ampiamente diffuse in tutta l'area occupata da quella certa cultura materiale. Faccio l'esempio dell'evidenza di una classe aristocratica micenea molto centralizzata, che si manifesta anche con l'ampissima diffusione delle cittadelle fortificate.
Casi isolati di fortificazioni particolarmente sofisticate (e nel caso particolare, con adeguate riserve idriche) mi sembra possano essere la risposta immediata a situazioni particolarmente pericolose dal punto di vista militare: in pratica vicini particolarmente bellicosi e bene organizzati, ovvero in grado, una volta entrati nel territorio nemico, di rimanervi in forze per lungo tempo.
Naturalmente si può anche pensare che la mutata situazione militare non sia limitata ad poche aree, solo che la strategia difensiva può essere stata diversa da zona a zona, adeguandosi anche alle situazioni idrogeologiche preesistenti. Se esisteva un certo insediamento posto nei pressi di un corso d'acqua, ma con l'impossibilità idrogeologica di scavare un pozzo all'interno della cinta fortificata, di fronte ad una nuova e diversa minaccia militare, forse si poteva scegliere di non spostare l'intero insediamento costruendo un nuovo nuraghe in posizione idrologicamente più favorevole, ma semplicemente tentare di rimediare aumentando il numero di otri d'acqua conservati all'interno del nuraghe, oppure con soluzioni strategiche come la dispersione areale delle forze, ecc.
Naturalmente le mie sono solo ipotesi (più o meno ragionate) e ben poco posso affermare con maggiore certezza, specie in mancanza di altri dati ed esempi provenienti da altre aree europee e mediterranee.
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