Fra le mummie che si sono conservate al meglio, c'è quella di una donna di Tebe dell'XI Dinastia (2160-1994 a.c.), attraverso il ritrovamento della sua tomba è stata identificata con il nome di Amunet,adoratrice di Hathor e concubina di Mentuhotep II. I disegni dei tatuaggi sono ben visibili sulla sua carne mummificata, nessun disegno però di amuleti, ma delle linee parallele sulle sue coscie e dei disegni ellittici sotto l'ombelico nella regione pelvica. Parecchie altre mummie femminili di questo periodo inoltre mostrano chiaramente dei tatuaggi simili a degli sfregi cicatrizzati, che sono ancora in uso oggi nelle zone dell'Africa. Questi sono visibili nel basso ventre e sono dei disegni astratti, una serie di puntini, di losanghe... Insomma, in molti sensi i disegni sono simili a quelli messi in mostra dalle donne asiatiche, africane ed occidentali che ancora hanno culture rurali. Questo stile geometrico è fortemente influenzato dai precetti dell'Islam ma le sue radici risalgono ad un passato molto più remoto, addirittura al paleolitico! Quei puntini erano simbolo di protezione e fertilità, mentre le losanghe erano collegate tradizionalmente al sostentamento femminile principale dell'universo, la grande madre.
