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| Egittologia. Edifici sacri e civili nell'antico Egitto Edifici sacri e civili nell'Antico Egitto. Tecniche di costruzione, interpretazione e discussioni relative a monumenti e fonti storiche |
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27-May-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Quote:
lama su
pienamente d'accordo con te! :-)
non dico che non sono interessanti e che non vadano studiati, anzi! dico solo che mi "incuriosiscono" meno e mi sembrano meno "problematici", nel senso che trovo che siano aspetti meno "misteriosi" di altri, non meno affascinanti. Non so se capisci cosa intendo.
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Si, certo, ho capito... :wink:
Quote:
lama su
Si e no, nel senso che se si pone che lavorassero durante il periodo dell'innondazione, e cioè quando nei campi non c'era cmq nulla da fare (e tra l'altro si può supporre che il livello maggior del nilo permetteva di sfruttare maggiormente il fiume per spostare i blocchi) si può ipotizzare che, a livello di cibo, gli operai non consumassero poi molto di più di quanto avrebbero consumato stando a casa a "non far niente".
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Si, però mi pare che se avessero lavorato solo 4 mesi l'anno sarebbe stato un progetto lunghissimo. Inoltre mi pare che gli scavi di Lehner a Giza abbiano dimostrato che si trattava di operai specializzati, usati per questi grandi progetti e trattati con molta cura, sfamati ben bene e curati dai medici.
Il periodo dell'inondazione sarebbe stato utile per il trasporto dei blocchi ma secondo me era necessario lavorare durante tutto l'anno per completare il progetto.
Quote:
lama su
Ora, come tu stesso hai detto, il legno era sicuramente presente in egitto, e gli egizi sicuramente sapevano lavorarlo egregiamente (come mostrano bene le barche di cheope) però mi domando se vi fossero quantità e qualità sufficienti a garantire la convenienza di questa tecnica rispetto alle più semplici "rampa e forza bruta".
ciao! 
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In effetti è sicuramente un problema di convenienza. Bisogna chiedersi se sia più conveniente andare a cercarsi il legno e usarlo per costruire le macchine (e con questo facilitare il progetto) oppure usare le rampe e la forza bruta (e un numero di uomini maggiore soprattutto!).
Bisognerebbe vedere... Come avrai capito secondo me è più conveniente la prima soluzione.
Ciao 
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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27-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
ShemsuHor
In effetti è sicuramente un problema di convenienza. Bisogna chiedersi se sia più conveniente andare a cercarsi il legno e usarlo per costruire le macchine (e con questo facilitare il progetto) oppure usare le rampe e la forza bruta (e un numero di uomini maggiore soprattutto!).
Bisognerebbe vedere... Come avrai capito secondo me è più conveniente la prima soluzione.
Ciao 
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Si è un aspetto che andrebbe approfondito, è difficile giudicare così, limitandosi a parlare "in astratto". Sarebbe interessante fare qualche studio, magari partendo con il calcolare la quantità media di legname necessario per costruire una "macchina" del genere, e la sua durata nel tempo e nel clima egizio.
Argomento che sarebbe bello approfondire seriamente, magari con un po' di sana archeologia sperimentale... ;-)
Chissà, magari per la mia tesi di laurea... :wink:
ciao!
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27-May-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quando ho parlato di tradizione egizia intendevo che l’idea espressa da Erodono potesse essere vera e che quindi l’idea di costruire sollevando i blocchi gradino per gradino potesse ritenersi ormai una tradizione consolidata, essendo stata tramandata per oltre 2000/2500 anni.
La mia ipotesi è che quasi tutte le piramidi siano state edificate realizzando prima una struttura a gradoni, attenuta grazie a rampe poste nei singoli gradoni. Queste piccole rampe sarebbero state più di una e sarebbero state forse realizzate su tutte le facce e forse più di una per ogni faccia, così da aumentare il numero di massi trasportati contemporaneamente.
Per quanto riguarda invece il trasporto dal porto fino alla base della piramide degli elementi più pesanti di granito ritengo che sia stato impiegato un sistema di trascinamento che sfruttasse la forza di gravità. Una sequenza di fori sul terreno (trovati a Giza) e l’impiego di carrucole o altri analoghi sistemi, avrebbe consentito di controbilanciare il peso della slitta col carico con un sistema di corde con agganciati dei contrappesi (sacchi di materiale di scarico). Una volta superato il peso da trasportare, la forza di gravità avrebbe provveduto a far muovere la slitta. Agli operai sarebbe rimasto il compito di sistemare la slitta col carico, agganciare i contrappesi, lubrificare il percorso e infine quello di controllare il regolare trascinamento.
Analogo sistema sarebbe stato impiegato per trasportare in verticale, da gradino a gradino, i carichi maggiori sulla piramide, lungo una grande scala a gradoni. Le famose macchine di Erodono avrebbero costituito una sofisticata struttura che avrebbe consentito il sollevamento verticale della slitta posta su un gradone, sempre a carico della forza di gravità, fino al raggiungimento del gradone superiore, dove la slitta sarebbe stata fatta scivolare con l’impiego di un piano inclinato. Come dice Erodono, il massi sarebbe saliti gradino per gradino. Anche in questo caso l’impiego dei contrappesi avrebbe consentito il trasporto a valle dell’enorme materiale di scarico.
Le figura presentate nel libro aiutano ovviamente la comprensione delle mie idee.
E’ ovviamente un’ipotesi, che avrebbe bisogno di essere sperimentata, ma ha l’enorme pregio di non prevedere grandi rampe esterne o interne e soprattutto di far lavorare la forza di gravità.
Per quanto riguarda il legno necessario vorrei ricordarvi che nella Pietra di Palermo si dice che il padre di Cheope, Snefru, fece arrivare una flotta di navi dal Libano cariche di legno pregiato. E’ mio pareche che questo legno servisse per sostituire in parte le macchine utilizzate nella III dinastia e in vista dei lavori eccezionali previsti a partire dal regno di Snefru.
Un saluto Antonio
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16-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2008
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sicuramente valida anche se abbastanza ovvia in quanto tutto era progettato prima del suo realizzo ed è ovvio che procedessero di pari passo. Completare l'interno in un momento successivo avrebbe potuto comportare notevoli disguidi.
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2 Settimane Fa
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Great Pyramid Mystery to Be Solved by Hidden Room?
Ci sarebbe una piccola conferma alla teoria di Houdin. Recentemente il National Geographic ha prodotto un documentario con l'egittologo Bob Brier dove viene mostrata un piccola camera che si apre sul lato della piramide a circa 90 metri di altezza. Questa camera, già conosciuta ma poco considerata, ha una forma ad L e si adatta perfettamente alla teoria di Houdin.
Egli infatti ipotizza la rampa interna e la presenza, sugli angoli della rampa e della piramide, di camere dove il blocco veniva alzato da macchinari di legno e ruotato per percorrere la galleria che saliva sul lato successivo della piramide.
La camera è però chiusa alle estremità e non presenta segni della galleria-rampa dove gli operai avrebbero trasportato i blocchi. Gli studiosi però ritengono che gli accessi fossero stati murati una volta finita la piramide e caduta l'utilità della rampa interna. Anche la camera sarebbe stata così coperta dai blocchi di rivestimento che l'avrebbero nascosta fino a che i terremoti, gli agenti atmosferici e l'azione dei cavapietre non l'hanno resa di nuovo visibile.
Ora Houdin si auspica che le autorità egiziane permettano almeno ulteriori analisi non invasive attraverso l'uso di una telecamera a infrarossi. Egli intende disporla a circa 50 metri dalla piramide e monitorare la situazione per 18 ore. In questo modo sarà possibile monitorare il modo in cui la struttura assorbe il calore quindi le zone dove c'è la possibilità che vi siano cavità interne. Se queste cavità saranno compatibili con la presenza di una rampa che corre intorno alla piramide, allora credo proprio che saremo vicini alla soluzione del mistero.
La presenza di una rampa interna era già suggerita da un'indagine microgravimetrica del 1986 che ha lo scopo di misurare la densità della costruzione e che evidenziava una sorta di fascia meno densa che corre intorno alla piramide.
How to Build a Pyramid
L'indagine all'infrarosso (se sarà autorizzata  ) darà sicuramente nuovi elementi interessanti riguardo le possibilità dell'utilizzo della rampa interna.
Aggiunto link in italiano
Piramidi, mistero risolto "Costruite dall'interno" - ambiente - Repubblica.it
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Ultima Modifica di ShemsuHor : 2 Settimane Fa 20:07.
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Una Settimana Fa
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2008
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personalmente, sono scettico su questa teoria... si è ancora lontani sulla vera formazione delle piramidi...e lontani da altre scoperte
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Una Settimana Fa
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
iuhu
si è ancora lontani sulla vera formazione delle piramidi...e lontani da altre scoperte
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Che cosa intendi dire? Potresti essere più chiaro?
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dott. Claudio Giorgini
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