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Egittologia. Edifici sacri e civili nell'antico Egitto Edifici sacri e civili nell'Antico Egitto. Tecniche di costruzione, interpretazione e discussioni relative a monumenti e fonti storiche

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Vecchio 10-January-2008
L'avatar di  Neo Ikon Epifanes
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Riguardo agli oggetti recuperati dai Dixon, Hawass si dice per qualche ragione convinto che questi non siano manufatti originali dei costruttori delle piramidi, ma traccia di profanazioni o comunque intrusioni successive (non capisco tuttavia su quali elementi basi questa affermazione, poichè il condotto era, per quanto risulta, sigillato ad ambe le estremità, e così si presentava al momento della scoperta)
The Secret Doors Inside the Great Pyramid - Dr. Zahi Hawass - The Plateau - Official Website of Dr. Zahi HAwass
Quote:
Some suggest that carbon dating the wood would allow accurate dating of the Pyramid because wood must have been left in the shaft when the Pyramid was constructed (given that the shaft was sealed) but I contend that this is not absolute. Wood may been placed in the shaft after construction via the shaft’s exit, if one exists.
In effetti, a mio modo di vedere, gli oggetti rinvenuti sono quanto meno insoliti nell'ipotesi che si tratti di oggetti rituali, e fanno più pensare a strumenti forse utilizzati per sondare la profondità del cunicolo e per recuperarne qualcosa. Per esempio, la sfera, eventualmente assicurata da una funicella, avrebbe potuto servire per valutarne la profondità, con l'uncino, che pure presenta chiari segni di essere stato originariamente fissato a una pertica, impiegato per recuperare qualcosa dal condotto (da notare che Gantenbrink stesso evidenzia sul suo sito come le pareti del condotto sembrino essere state "graffiate", evidenziando numerosi di questi graffi e la presenza di malta ad indicare che qualcosa fosse quasi certamente fissato al loro interno)

Ai manufatti recuperati nei condotti di ventilazione deve poi essere aggiunta anche la lamina di ferro (con probabili tracce di doratura) individuata da Vyse a breve distanza dallo sbocco di uno dei due condotti della camera del re.
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  #17 (permalink)  
Vecchio 10-January-2008
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Cosa dire poi dello "Zed"
Esiste veramente questa torre, di cui parla Pincherle, all' interno della piramide?

Oppure è tutta fuffa?

"Sulle piramidi d'Egitto e sulla loro costruzione - pensieri ed osservazioni" del Cav. D'Emarese Enrico

Inoltre in questo libro del 1861 si descrive una mappa della struttura interna diversa dalle solite che si trovano in giro.

Non ci capisco più niente
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  #18 (permalink)  
Vecchio 10-January-2008
L'avatar di  cheope
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Non dobbiamo dimenticare che i reperti sono stati trovati in uno dei canali stellari della Camera della Regina (quello settentrionale). Di essi non è stata trovata ancora l’uscita all’esterno, ma è probabile che essa sia stata otturata al momento della rimozione dei blocchi di rivestimento.
Entrambi questi canali presentano però le famose porte di calcare individuate dai robottini di Gantenbrink ed Hawass, per cui sembra impossibile che dall’esterno qualcuno abbia potuto effettuare dei sondaggi con la sfera di granito e il doppio uncino. Lo stesso dicasi per l’apertura verso la camera, che risultava chiusa al momento della scoperta.

Io ritengo che almeno la porta di calcare del canale settentrionale fosse mobile (basculante) e che il doppio uncino fosse collegato alle maniglie di rame presenti nella porta. Il doppio uncino avrebbe avuto un manico di legno per tenerlo in posizione e sarebbe stato collegato alla camera tramite un sistema di corde.
Dopo la cerimonia dell’Apertura della Bocca e dopo aver ipotizzato il passaggio del ba di Cheope verso le stelle dell’Orsa Minore (Anubis), i sacerdoti avrebbero tirato le corde, provocando il ribaltamento e la chiusura della piccola porta di calcare. Quindi la sfera, il doppio uncino e il manico di legno dovrebbero appartenere a un sofisticato sistema di comando a distanza della porta di calcare.
I solchi notati sulle pareti dello stretto canale dovrebbero essere stati fatti da questi reperti durante la loro discesa verso il basso e/o dai sondaggi effettuati dalla camera della regina con pertiche snodabili dopo l’apertura effettuata dai Dixon.

In merito alla lamina di ferro non meteorico trovata nel canale meridionale della Camera del Re, essa costituisce un vero rompicapo per gli scienziati. Le analisi effettuate hanno confermato una sua origine non meteorica. Il ferro è così puro da non poter avere un’origine cosmica. La lamina è stata realizzata fondendo ferro quasi puro a oltre 1000° e quindi d’orata. La produzione di ferro durante l’età del bronzo anticipa in modo impressionante l’età del ferro in Egitto.
Questi misteri hanno portato alcuni egittologi a ipotizzare che la lamina non sia antica, ma sia caduta nel canale stellare durante la pulitura della sua uscita superiore. Si è parlato addirittura di un pezzo di pala.
A confutare questa ridicola ipotesi, sta il fatto che la lamina era troppo sottili per costituire un attrezzo di lavoro, il fatto che essa risulta d’orata, ma soprattutto il fatto che su di essa è impresso il negativo di un nummulite sicuramente presente in uno dei blocchi di calcare del canale.
Sul perché sia stata installata nel canale la lamina ho una mia idea, che ho esposto nel mio libro.
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Vecchio 11-January-2008
L'avatar di  cheope
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Durante l’età delle piramidi le stelle della cintura di Orione aumentavano la loro declinazione per effetto della precessione degli equinozi. Esse percorrevano archi di circonferenze e per il loro puntamento preciso si sarebbe dovuto impiegare una elevazione sempre più grande. Per esempio la stella Al Nitak (zeta orionis) sarebbe stata vista da Giza nel 3000 a.C. con una elevazione di circa 42,5° e nel 2500 a.C. con una elevazione di circa 45°.

Lo stesso fenomeno determina però anche una rotazione della costellazione, per cui per esempio la congiungente le due stelle maggiori della Cintura di Orione (al momento della culminazione al meridiano) avrebbe formato un angolo col parallelo celeste pari a:

- circa 60° intorno al 14500 a.C.;
- circa 56° intorno al 13500 a.C.;
- circa 51° intorno al 12500 a.C.;
- circa 43° intorno al 11500 a.C.;
- circa 35° intorno al 10500 a.C.;
- circa 25° intorno al 9500 a.C.;
- circa 19° intorno al 8500 a.C.;
- circa 14° intorno al 7500 a.C.;
- circa 12° intorno al 6500 a.C.;
- circa 11° intorno al 5500 a.C.;
- circa 11° intorno al 4500 a.C.;
- circa 12° intorno al 3500 a.C.;
- circa 14° intorno al 2500 a.C.;
- circa 17° intorno al 1500 a.C.;
- circa 20° intorno al 500 a.C.;
- circa 24° intorno al 500 d.C.;
- circa 33° intorno al 1500 d.C.;
- circa 38° intorno al 2500 d.C.;
- circa 42° intorno al 3500 d.C.;
- circa 46° intorno al 4500 d.C.;
- circa 51° intorno al 5500 d.C.;

(dati letti sul libro di Lawton e Ogilvie-Herald “Il codice di Giza” pag. 339)

E’ evidente che l’angolo di 45° che la congiungente le due piramidi maggiori forma col parallelo terrestre si sarebbe ripetuto in cielo tra il 12500 a.C. e il 11500 a.C., mentre durante il regno di Cheope la congiungente le due stelle avrebbe formato un angolo col parallelo di soli 13° – 14°.

Il fatto che gli egizi abbiano considerato in terra (nel deserto occidentale) una rappresentazione capovolta e speculare non dovrebbe, a mio parere, destare troppi problemi. Quando le azioni investono l’interesse religioso, si può giustificare anche qualche salto mortale di progettazione.

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  #20 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
L'avatar di  cheope
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ma il C-14 nn è applicabile solo a materiale organico? In pratica su cose tipo legno, resti umani ( le ossa nn vanno sempre bene perchè possono essere troppo mineralizzate e prive di collagene), papiri, e via dicendo?
In Egitto sono state condotte due importanti campagne di datazione al C-14. I ricercatori hanno prelevato materiale organico dalla malta esistente tra i massi di piramidi e templi (pezzi di carbone, pagliuzze, ecc). Questi campioni sono stati analizzati in alcuni importanti centri specializzati nel C-14 e i risultati sono stati presentati in conferenze internazionali e quindi pubblicati su riviste scientifiche.

Io ritengo che i dati della 1° campagna siano più corretti e che per l'analisi dei dati della 2° campagna si siano usati dei parametri tendenti a far ritornare, almeno in parte, le datazioni verso la cronologia corta presa per riferimento. Un'analisi dettagliata dei risultati delle due campagne può essere letta in un articolo da me pubblicato sul mio sito.
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Vecchio 11-January-2008
L'avatar di  Stefano
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cheope Visualizza Messaggio
Durante l’età delle piramidi le stelle della cintura di Orione aumentavano la loro declinazione per effetto della precessione degli equinozi. Esse percorrevano archi di circonferenze e per il loro puntamento preciso si sarebbe dovuto impiegare una elevazione sempre più grande. Per esempio la stella Al Nitak (zeta orionis) sarebbe stata vista da Giza nel 3000 a.C. con una elevazione di circa 42,5° e nel 2500 a.C. con una elevazione di circa 45°.
[...]
Il fatto che gli egizi abbiano considerato in terra (nel deserto occidentale) una rappresentazione capovolta e speculare non dovrebbe, a mio parere, destare troppi problemi. Quando le azioni investono l’interesse religioso, si può giustificare anche qualche salto mortale di progettazione.
Premetto che non mi interesso di astronomia ma di archeologia e quindi molte di queste cose mi suonano aliene. Esiste un motivo per ritenere che agli antichi egizzi fregasse qualcosa di 'puntare' le piramidi verso orione o chichessia? Testi, trattati... conosciamo molti testi egizzi anche di argomenti specifici (ostetrica ad esempio), un simile 'salto mortale di progettazione' è documentato?
Perchè se no vorrei capire su cosa si basi la teoria... un'angolazioni di 45° si sarebbe avuta prima o poi, se non nel 10000 o quel che è ci sarebbe stata in un altro periodo, ma ci sarebbe stata. Quindi il processo logico è che si prende un edificio qualsiasi (una piramide), si prende una stella qualsiasi (la cintura di Orione), si vede in quale periodo queste formavano un angolo di 45° e si data la piramide :?:. Se esistono dati che ignoro, come sicuramente è, vorrei capire perchè le piramidi di Giza (e non la statua della liberta che pure prima o poi avrà puntato verso Orione, giusto?), perchè proprio quella costellazione e in quindi perchè proprio 45° e non magari 33,3° tipo...che a me sembra un bel numero.

Detto questo si parlava del C14:
Sì il C14 data solo materiale di origine organica, che con l'AMS può voler dire anche particelle finissime intrappolate in materiale inorganico (quindi in realtà ha molte applicazioni). Ma le limitazioni sono tante: prima di tutto anche con le calibrazioni le date non sono prive d'incertezza, poi si data il momento di 'decesso' che per materiale ligneo ad esempio può voler dire molti secoli prima del suo ultimo utilizzo. E poi la singola data non significa niente, occorrerebbe effettuare più campioni e darsi un po' da fare con i calcoli statistici. La storia che il C14 sia un oracolo infallibile per ogni quesito degli archeologi è solo un mito.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
L'avatar di  cheope
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Ciao Stefano,
calma e gesso!

Forse è meglio chiarire cosa intendi per “puntare “ le piramidi verso Orione o chicchessia.

Le piramidi non sono strumenti ottici e pertanto non hanno alcun puntamento. Esse sono in genere orientate in modo da avere le facce secondo una direzione cardinale e hanno in genere l’ingrsso sulla faccia settentrionale.
La piramide di Khufu / Cheope presenta una precisione strabiliante, tale da far ritenere che questo orientamento maniacale avesse per il sovrano molta importanza.
Questa piramide è l’unica ad aver quattro canali obliqui partenti dalla camera della regina e del re.
I due della camera della regina presentano un’elevazione pressoché uguale, mentre gli altri due hanno elevazioni differenti.
E’ stato ipotizzato che questi canali servissero per ventilare le camere, ma il fatto che i due canali partenti dalla camera della regina siano stati trovati chiusi verso la camera e verso l’esterno sembra aver cancellato definitivamente tale teoria.
Rimane invece valida l’ipotesi che i canali potessero consentire, durante la cerimonia funebre di Cheope, il passaggio dell’anima del sovrano e che essi costituissero delle direzioni verso alcune stellae simbolicamente importanti per gli egizi.
Calcoli astronomici sul cielo della prima meta del 3° millennio a.C. hanno consentito di individuare i seguenti accoppiamenti:

- canale settentrionale della camera della regina e stelle del Piccolo Carro (quasi sicuramente beta UMi);
- canale settentrionale della camera del re e stella polare del momento (alfa draconis);
- canale meridionale della camera della re e costellazione di Orione;
- canale meridionale della camera della regina e Sirio (alfa CMa).

Io ritengo che nelle stelle circumpolari Khufu abbia individuato il luogo celeste della Cerimonia della Pesatura dell’anima, per cui ha fatto l’impossibile perché il suo ba potesse raggiungere il Piccolo Carro / Anubis e quindi potesse rientrare alla piramide dalla stella polare / piuma di Maat.
L’anima di Cheope avrebbe così potuto superare il giudizio degli dei e, una volta giustificata, avrebbe potuto riunirsi all’akh nella piramide, rinascere a vita celeste e volare infine verso la costellazione di Orione / Osiride, dove si riteneva che le anime rinascessero come nuove stelle.

Questi simbolismi e questi concetti religiosi sono ben noti agli egittologi e scritti nel “Libro dei Morti”.

Ben altra cosa è la teoria di Bauval che prevede una correlazione fra la disposizione delle tre piramidi di Giza e le tre stelle della Cintura di Orione.
Il fatto che si consideri questa costellazione e non un’altra è dovuto all’importanza per la vita celeste delle stelle di Osiride.
La rassomiglianza è data da fatto che delle tre stelle una è spostata rispetto all’allineamento delle altre due e dal fatto che la stella “anomala” sia anche la meno luminosa.
Questa ipotesi trova giustificazione nel fatto che gli egizi ritenessero il Basso Egitto una rappresentazione speculare del Duat celeste (grosso modo dal Leone al Toro). In questa similitudine il Nilo sarebbe stato correlato alla Via Lattea (con un orientamento inverso) e secondo Bauval alcune piramidi sarebbero state edificate per rispecchiare la posizione nel Duat di alcune importanti stelle.
Ancora una volta la giustificazione deve essere trovata nella religione e nel simbolismo degli Egizi.

Io ho sviluppato un’ipotesi di progetto unitario delle piramidi e di correlazione stellare di tutte le piramidi dei sovrani.

In merito al C-14 è giusto procedere con una giusta accortezza. Per questo sono state condotte le due campagna in Egitto e sono stati determinati oltre 300 campioni. Va detto che il numero dei campioni non è uguale per tutti i monumenti e che è stata riservata una particolare attenzione alla Piramide di Cheope.
Per quanto riguarda l’ipotesi di Hawass che i costruttori abbiano bruciato legno stagionato di oltre 400 anni o piante plurisecolari, io sono in completo disaccordo. I dati al C-14 hanno fornito per la IV dinastia risultati più che soddisfacenti e le datazioni così ottenute giustificano la cronologia lunga di Manetone (una volta corretta dai valori errati introdotti quasi sicuramente in epoca cristiana).
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  #23 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
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ok bene ho capito un sacco di cose.

Alla fine l' esame del C-14 mi sembra una prova piuttosto convincente.

Insomma se tutti i campioni indicano all' inicirca la stessa data, quella non può che essere la data di costruzione delle piramidi.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
L'avatar di  Neo Ikon Epifanes
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Io ritengo che almeno la porta di calcare del canale settentrionale fosse mobile (basculante) e che il doppio uncino fosse collegato alle maniglie di rame presenti nella porta. Il doppio uncino avrebbe avuto un manico di legno per tenerlo in posizione e sarebbe stato collegato alla camera tramite un sistema di corde.
Dopo la cerimonia dell’Apertura della Bocca e dopo aver ipotizzato il passaggio del ba di Cheope verso le stelle dell’Orsa Minore (Anubis), i sacerdoti avrebbero tirato le corde, provocando il ribaltamento e la chiusura della piccola porta di calcare. Quindi la sfera, il doppio uncino e il manico di legno dovrebbero appartenere a un sofisticato sistema di comando a distanza della porta di calcare.
I solchi notati sulle pareti dello stretto canale dovrebbero essere stati fatti da questi reperti durante la loro discesa verso il basso e/o dai sondaggi effettuati dalla camera della regina con pertiche snodabili dopo l’apertura effettuata dai Dixon.
Un attimo.
Il condotto era sigillato dal lato della camera della regina, per cui non sarebbe stato materialmente possibile neppure farvi passare delle corde collegate ad un qualche meccanismo di apertura.
Ovviamente molto dipende da come il condotto venne sigillato. Le descrizioni fornite dai Dixon e le tracce visibili del sigillo originario suggeriscono che in realtà l'estremità inferiore dei condotti della camera della regina non solo fosse sigillata, ma non sia mai del tutto stata aperta. E' infatti probabile che la parte terminale verso la camera della regina del condotto non venne mai del tutto scavata, lasciando tra i 10 e i 20 cm di roccia tra l'interno della camera e il condotto vero e proprio.
L'unica possibilità è che questa "membrana" fosse in qualche modo forata per consentire il passaggio di corde, ma in questo caso della malta utilizzata per sigillare i fori a operazione conclusa sarebbero senz'altro rimastre tracce visibili al momento in cui i Dixon liberarono l'imboccatura del condotto frantumando parte del blocco di rivestimento.

Inoltre, resta da chiarire per quale motivo il condotto meridionale non possedesse traccia di un simile meccanismo, pur trovandosi anche in questo condotto le stesse identiche tracce di graffiature sulle pareti. Significativo è a riguardo il commento di Gantenbrink:

Quote:
From Block No. 19 onwards, we detected strange scratches on the walls of the shaft, extending all the way up to Block No. 26. Depending on the surface texture of the walls, these scratches appear with varying clarity, at a consistent height of 2 to 3 centimeters above the shaft floor. The scratches are not very deep and are visible only because they penetrate the stones' patina. Since the scratches extend over the block joints, it is obvious that they were made after this shaft sequence was finished. It would appear that something was dragged up through the shaft subsequent to its completion.
THE UPUAUT PROJECT

A mio avviso questo indica che entrambi i condotti potessero essere aperti dall'esterno, essendo impossibile inserirvi alcunchè dall'interno.

Tra l'altro, Gantenbrink aggiunge:

Quote:
Shortly after the joint leading to Block No. 21, a bit of light-colored mortar (most likely gypsum) adhering to the west wall of the shaft gives the impression that here, something was originally attached to the wall.
Dall'immagine che fornisce sul sito, si deduce che effettivamente un oggetto piatto ed estremamente sottile dovesse essere inserito in quel punto, probabilmente a chiudere il condotto per la sua intera ampiezza. Non è da escludere che si trattasse proprio di una sottile lamina di ferro dorato simile a quella trovata da Vyse in uno dei condotti della camera del Re, e che questa fosse a sua volta parte di un qualche meccanismo di apertura o chiusura comandato però non dall'interno, ma dall'esterno.



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  #25 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
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Sempre per restare in argomento, cosa ne pensate della tesi di Dormion e Verd'Hurt in merito alla possibile esistenza di una seconda grande galleria collegata ad un complesso di camere finora sconosciuto al di sotto della camera della regina?

polemique : une chambre secrete dans la grande pyramide ?

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  #26 (permalink)  
Vecchio 11-January-2008
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Il canali stellari della camera della regina sono stati trovati sigillati verso la camera, ma anche verso l'esterno (doppia porta nel meridionale e per il momento singola porta in quello settentrionale).
Se sembra difficile una manovra dal basso, a me sembra impossibile far passare qualcosa dalle facce della piramide e superare le porte di calcare.
Mi chiedo ancora perché le porte presentano le maniglie verso il basso, se queste non dovevano servire per una manovra dalla camera.
Io ritengo possibile che i due blocchi di chiusura dei canali verso la camera siano stati messi in opera dopo il funerale di Cheope.
Ritengo ancora che tutti i due canali fossero dotati di corde di manovra e che nel canale meridionale sia stata fatta discendere una piccola slitta con su un oggetto importante, conservata al momento della costruzione nel piccolo vano fra le due porte.
Non so come, ma mi piacerebbe poter constatare se il doppio ancorotto riesce a prendere e manovrare le maniglie delle porte di calcare. Le dimensioni si potrebbero ricavare e si potrebbe costruire un modello in scala.
Si dovrebbe capire poi come col semplice movimento delle corde il doppio ancorotto si sia sganciato dalle maniglie e sia arrivato alla camera.
E' evidente che in questo discorso manca il reperto principale, le corde. Queste potrebbero essere state recuperate e non conservate, in quanto non avrebbero avuto per i sacerdoti grande importanza.
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  #27 (permalink)  
Vecchio 12-January-2008
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Sempre per restare in argomento, cosa ne pensate della tesi di Dormion e Verd'Hurt in merito alla possibile esistenza di una seconda grande galleria collegata ad un complesso di camere finora sconosciuto al di sotto della camera della regina?
Io la trovo molto interessante, e trovo significativo il fatto che sia appoggiata da Grimal e Valloggia (quest'ultimo insegna a Ginevra, è il responsabile degli scavi nella piramide di Abu-Ruwash ed poichè è un mio professore posso dirvi che è una persona veramente eccezionale :-({|= :wink:. Appena riprenderò i corsi gli chiederò qualche dettaglio).


La discussione è molto interessante, e ci sono alcuni punti su cui mi piacerebbe approfondire, ora però non ho moltissimo tempo. :-(