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Egittologia. Edifici sacri e civili nell'antico Egitto Edifici sacri e civili nell'Antico Egitto. Tecniche di costruzione, interpretazione e discussioni relative a monumenti e fonti storiche

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Vecchio 30-April-2008
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Predefinito Gli Egiziani conoscevano il "calcestruzzo"?

posto qui questo interessante articolo riguardante un gruppo di studiosi (e studenti) del MIT guidati dal professor Hobbs.

A new angle on pyramids - The Boston Globe

In questo articolo è riportato lo studio fatto al MIT riguardo i materiali di costruzione egiziani.
Si ipotizza che gli Egizi potessero essere a conoscenza, e quindi usare, una sorta di calcestruzzo facilmente ottenibile e modellabile, in quanto presente molto vicino alle zone di costruzione.

Ciò porterebbe a ridimensionare (e di molto) la quantità di lavoratori e di tempo per costruire i monumenti egizi.

Una cosa che mi fa storcere il naso è il fatto che comunque in egitto non mi pare si sia trovato alcun tipo di "stampo" per questi blocchi e l'ipotesi fatta dagli studiosi che essi fossero in legno (e quindi non conservati) mi sembra sola una costrinzione e un voler vedere le cose a modo loro.
Naturalmente, obbligata precisazione, non tenete conto delle mie idee
Comunque, a voi le redini della discussione, io me ne tengo fuori :P
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Vecchio 30-April-2008
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si ho letto anch'io di questa notizia..

devo dire che a priori io non lo escluderei (non come qualcuno che l'ha già definita un'idiozia...), e anzi è un'idea che almeno in teoria mi piace abbstanza, però a livello pratico mi sa che gli elementi contrari siano ben più di quelli a favore.

Per esempio tu citi gli stampi, e questo è già un elemento, ma soprattutto a me sembra strano che una simile invenzione non venga citata in nessuno dei testi conservatisi. In oltre, il fatto che questo calcestruzzo sia stato usato per le piramidi ma poi non sia stato sfruttato per gli edifici di epoche succcessive, e non sia citato in testi successivi, presuppone che questa tecnica sia stata ad un certo punto "dimenticata", cosa che mi sembra piuttosto difficile da credere...

Insomma, secondo me è una di quelle tante tecniche che gli antichi avrebbero potuto sviluppare, ma che non necessariamente hanno sviluppato..

Ultima Modifica di lama su : 30-April-2008 10:09.
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Vecchio 30-April-2008
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Domande agli "Egizi" del Forum:

I blocchi con cui furono costruite le piramidi hanno una composizione costante o sono diversi tra di loro?
La struttura e le caratteistiche del materiale sono compatibili con una pietra naturale o piuttosto con un prodotto "sintetico"?
Sono stati rinvenuto blocchi in cui determinate strutture continuano, testimoniando che furono ricavati da un pezzo più grande?
È stato possibile stabilire dove si trovano le cave da cui furono ricavati i blocchi?
I blocchi presentano tracce di lavorazione che indicano l'uso di strumenti come scalpelli, mazze ecc. o presentano piuttopsto tracce che farebbero pensare all'uso di casseforme?
Per produrre le forme per i milioni di blocchi sarebbe stato necessario l'uso di una quantità assai grande di legname, l'Egitto è però decisamente povero di legno; vi è una spiegazione?
Quali sarebbero i tempi di lavorazione di blocchi di calcestruzzo in rapporto a quelli di pietra?
E il citato problema, che tale tecnica sia non documentata e "dimenticata", come già detto, mi fa molto dubitare che, per quanto non impossibile, sia stata davvero usata.
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 30-April-2008
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Per quanto riguarda le piramidi,occorre distinguere se parliamo della Grande Piramide di Cheope (la più grande e precisa) o delle altre,dato che le tecniche costruttive variarono molto in base alle epoche.Nella III dinastia (Gioser) si usavano per il nucleo dei blocchi di calcare (estratto attorno al complesso funerario,in quello che è noto come Grande Fossato) di piccole dimensioni (più o meno quelle dei mattoni crudi) disposte in strati inclinati verso il centro per aumentare la stabilità della costruzione;il rivestimento esterno era di calcare bianco di Turah.Sui blocchi si notano le tracce di scalpelli e si assiste al passaggio degli strumenti di lavorazione di pietra a quelli di rame. Nella IV dinastia i blocchi,grazie alle aumentate conoscenze tecniche, diventano molto grandi,permettendo la costruzione di strutture mastodontiche e molto stabili. Queste piramidi sono fatte a strati (orizzontali),come le cipolle.All'interno ci sono quelli più grossolani,estratti a Gizah,a sud della piramide di Cheope (è un calcare grigiastro ricco di fossili (calcare nummulitico);nella cava si vedono ancora i segni di estrazione dei blocchi;fino a poco tempo fa si trovavano anche frammenti degli scalpelli usati per estrarli e le schegge di roccia tolte dai massi) Lo strato esterno,più prezioso,era di una roccia che quando veniva lucidata diventava bianca e brillante come la porcellana (calcare bianco di Turah,vd sotto).In mezzo,fra i due strati,sie ne trovava un altro dello stesso materiale di quello del rivestimento,ma di forma irregolare (è detto Backing stones,ndr),che serviva per far meglio aderire i blocchi del rivestimento,di forma trapezoidale.Essi venivano posizionati con la faccia esterna ancora da rifinire per evitare che durante la messa in opera si rovinassero, quindi venivano smussati tutti insieme per realizzare una superficie liscia).Micerino (Menkaura)morì quando l'operazione di sbozzatura dei blocchi di rivestimento non era stata ancora completata, sicchè per il suo funerale venne levigata solo la superficie circostante l'ingresso dell'appartamento funerario.Le facce della piramide venivano incurvate leggermente verso il centro per far meglio aderire i blocchi.Alcuni attrezzi di lavoro di legno,di selce e di rame ( il bronzo compare solo alla fine dell’Antico Regno), scoperti nel Complesso funerario di Gioser,ci hanno permesso di spiegare meglio i processi di lavorazione dei blocchi di pietra che venivano usati nella costruzione delle piramidi. Lo sgrossamento dei massi era fatto con martelli di dolerite (una pietra durissima) usati a piene mani o fissati ad un’impugnatura di legno. Seguiva l’impiego di asce o scalpelli di rame,sui quali si batteva con mazzuoli di legno silmili a quelli del Nuovo Regno conservati al Museo Egizio di Torino.Il rame nativo, ricco di impurità,veniva lavorato e battuto a freddo e quindi era più duro di quello prodotto oggi industrialmente.Lo scalpello di rame serviva per fendere i blocchi di calcare in cima e ai lati,il cuneo di rame ed il martello di legno per staccarli alla base. Esistevano anche dei trapani rudimentali ( come si vedono sulle pareti di alcune mastabe )formati da una punta di selce inserita su un’asta di legno fissata ad una forcella di legno,che veniva fatta girare con le mani.La punta veniva fatta girare su della sabbia quarzosa inumidita che funzionava da abrasivo, e permetteva di forare i blocchi di pietra. A Sakkara sono stati ritrovati dei massi di calcare con dei piccoli crateri in cui si inserivano perfettamente le punte di trapano in selce trovate lì vicino.Prima di venire spediti dalle cave al cantiere della piramide i blocchi subivano una sbozzatura e una sagomatura grossolana nella cava,quindi venivano inviati alla destinazione definitiva,dove sarebbero stati rifiniti e collocati nella posizione definitiva.I massi di dimensioni medie venivano caricati su delle slitte di legno e trascinati al fiume,dove sarebbero stati caricati sulle navi che li avrebbero portati via fiume al porto del complesso piramidale.I blocchi più grandi e le travi più lunghe( come quelle del soffitto della camera sepolcrale di Cheope-Khufu e gli obelischi),venivano posizionati sulle slitte e trascinati al fiume.Dopo essere stati caricati su una zattera veniva scavato sotto di essa un canale,che opportunatamente allagato,l'avrebbe sollevata,consentendone il trasporto.Lo scarico avveniva con la procedura inversa.A Turah, posta fra il Nilo ed un promontorio della catena arabica, si trovavano le più celebri cave di calcare dell’Antico Egitto,che fornivano un calcare bianco molto pregiato,dalla grana molto fine,detto "Pietra bianca".Le cave di Tura e Masara si estendono per 2-3 km ad est del Nilo, ai piedi della montagna. Muri e pilastri di roccia sostenevano il soffitto delle nicchie d’estrazione. I blocchi venivano staccati introducendo a grande profondità dei cunei di legno in una serie di fessure scavate lungo il contorno del blocco da staccare, finchè la dilatazione dei cunei,bagnati d’acqua,non li faceva staccare. Gli scalpellini scavavano seguendo gli strati di roccia di buona qualità,creando gallerie nelle pareti di calcare. Ad Assuan,invece,dove il granito affiorava,si operava a cielo aperto,come a Gizah. Il granito, molto duro,era difficile e faticoso da estrarre,perciò si scaldava la superficie della roccia con il fuoco e poi la si raffreddava versandovi sopra dell'acqua. Lo sbalzo termico fessurava la superficie del granito permettendo di togliere gli strati più esterni e scadenti.A questo punto bastava individuare le linee di frattura della roccia, inserirvi dei cunei di pietra vulcanica, battervi sopra con dei martelli di dolerite e il gioco era fatto.Dopo un po' il masso si staccava ed era pronto per venire caricato sulle chiatte.Nei casi più difficili si usava un trapano di rame a rotazione,reso più efficiente da una mistura d'acqua e di sabbia quarzifera.L'Egitto faraonico era povero di legno (meno però di adesso,perché il clima era più umido).Per accendere i fuochi usati per molare gli attrezzi di rame o cuocere la malta di gesso con cui venivano "legati" i blocchi dell piramidi si usava il legno d'acacia,che cresce molto in fretta;per le traversine su cui invece far scorrere i massi quello di palma,che essendo molto fibroso tratteneva bene l'acqua (e cresce velocemente),mentre dov'era richiesto quello più resistente si usavano le traversine delle navi che non si usavano più.Nei cantieri delle piramidi non si buttava vai nulla:le schegge della lavorazione dei blocchi venivano usate per lastricare i villaggi operai o per unire i blocchi del nucleo;le stoffe smesse stracciate e usate per gli stoppini delle lampade;i massi scheggiati ridotti in formati più piccoli o usati per fare altro;l'urina degli operai racciolta per sbiancare le stoffe,etc.Le piramidi successive, invece, furono costruite con materiali più scadenti ( a volte mattoni crudi o cassoni riempiti di sabbia o brecciame),rivestiti di calcare fine,e crearono,sicuramente, molti meno problemi delle sorelle più grandi (anche perché l'appartamento funerario era sotterraneo).
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Vecchio 30-April-2008
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Domande agli "Egizi" del Forum:

I blocchi con cui furono costruite le piramidi hanno una composizione costante o sono diversi tra di loro?
La struttura e le caratteistiche del materiale sono compatibili con una pietra naturale o piuttosto con un prodotto "sintetico"?
Sono stati rinvenuto blocchi in cui determinate strutture continuano, testimoniando che furono ricavati da un pezzo più grande?
È stato possibile stabilire dove si trovano le cave da cui furono ricavati i blocchi?
I blocchi presentano tracce di lavorazione che indicano l'uso di strumenti come scalpelli, mazze ecc. o presentano piuttopsto tracce che farebbero pensare all'uso di casseforme?
Per produrre le forme per i milioni di blocchi sarebbe stato necessario l'uso di una quantità assai grande di legname, l'Egitto è però decisamente povero di legno; vi è una spiegazione?
Quali sarebbero i tempi di lavorazione di blocchi di calcestruzzo in rapporto a quelli di pietra?
E il citato problema, che tale tecnica sia non documentata e "dimenticata", come già detto, mi fa molto dubitare che, per quanto non impossibile, sia stata davvero usata.
Rispondo alle domande cui so rispondere (non sono molto esperto di architettura monumentale egiziana):
per quanto riguarda le cave, alcune sono state localizzate, per esempio a Saqqara le cave erano abbastanza vicine, per quanto ne so io. Quindi cave esistevano e venivano utilizzate.

I tempi di lavorazione del calcestruzzo sarebbero stati sicuramente minori, dato che lo si sarebbe ottenuto sul posto e con molta meno fatica. La questione comunque è proprio questa, non tanto il tempo di lavorazione, piuttosto la quantità di lavoro per il calcestruzzo sarebbe stata assolutamente minore rispetto a quella per la pietra dura tradizionale e quindi avrebbe comportato un utilizzo di operai molto minore rispetto alle stime magagalattiche precedenti, senza dover fermare il paese
O almeno io la vedo così
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Vecchio 30-April-2008
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Per quanto riguarda le piramidi,occorre distinguere se parliamo della Grande Piramide di Cheope (la più grande e precisa) o delle altre,dato che le tecniche costruttive variarono molto in base alle epoche.
...
Molto interessante quanto hai scritto. Parte delle cose le sapevo, però ricordarmele tutte insieme per scriverle non ci sarei mai riuscito
Queste tue conoscenze provengono dalla lettura di uno o più libri?

Se si, mi interesserebbe sapere quali
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Vecchio 30-April-2008
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Per favore, Litmanen, evita di citare interamente gli interventi. La citazione serve a chiarire quando si risponde a certi punti precisi, sennò è inutile.
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dott. Claudio Giorgini
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un utilizzo di operai molto minore rispetto alle stime magagalattiche precedenti,
Per quanto mi risulta stime recenti hanno ridotto di molto il numero degli operai ritenuti necessari
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dott. Claudio Giorgini
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Per quanto mi risulta stime recenti hanno ridotto di molto il numero degli operai ritenuti necessari
Ridotto sicuramente rispetto alle fantascientifiche cifre di decenni fa, però comunque le cifre comportano un dispendio di operai e forza lavoro davvero enorme.
P.s. Mi daresti link a riguardo?

P.p.s. Scusa per i miei quote enormi, il problema è che, frequantando molti forum, ho questa abitudine, cercherò di stare attento
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Vecchio 30-April-2008
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Purtroppo non ho più presente da dove ricavo la notizia, qualcosa si era discusso qui sul forum tempo fa, ed era stato presentato uno studio, se non erro francese, in cui si proponeva una tecnica diversa da quelle sinora supposte per la costruzione delle piramidi, meno dispendiosa sia di uomini che di mezzi. Prova a cercare.
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dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 30-April-2008
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Predefinito Libri sulla piramide di Cheope

Alloraer quanto riguarda il nuovo metodo costruttivo con cui sarebbe stata realizzata la piramide di Cheope (una rampa a spirale interna) è stato proposto da un francese,Jean Pierre Houdin (lo trovi in un libro edito da Ananke la cui prefazione è stata curata da Hawass). Per quanto riguarda i dati che ho scritto li ho raccolti in anni e anni di studi; i testi su cui mi sono basata sono,principalmente:
-Miroslav verner:il mistero delle piramidi-Newton & Compton editori
- Riccardo manzini:Complessi piramidali egizi-I e II volume-Ananke editore
- White Star:I tesori delle piramidi (della stessa casa editrice ho usato anche lo speciale di Archeo e quello dell'Espresso)
- Christine El-Mahdy:il costruttore della Grande Piramide-Corbaccio Editore
-Z.Hawass:le montagne dei faraoni-Einaudi-
-BBC:La grande piramide
-Edda Bresciani:Sulle rive del Nilo-Laterza
-Goyon:Il segreto delle grandi piramidi-Newton e Compton editori

Per finire vorrei fare un'aggiunta a quanto scritto prima.
Secondo quanto riportato sulla “ Pietra di Palermo “all'inizio del XIII anno di regno il padre di Cheope promosse una spedizione a Biblo per farvi incetta di legno;ne riportò"40 battelli carichi di tronchi di pino"(dal frammento siciliano della Stele).In effetti travi di cedro del Libano sono state trovate sia nella "falsa piramide" di Snofru a Meidum che in quella“romboidale “di Dahshur. Non contento,nel XIII anno Snofru organizzò una spedizione in Nubia(che gli fruttò settemila prigionieri e duecentomila capi di bestiame grande e piccolo),e in Libia(nel XVII anno),da cui riportò undicimila prigionieri e tredicimilacento capi di bestiame,che usò per la costruzione delle sue piramidi.

La cava da cui furono estratte le pietre del nucleo della piramide di Cheope si trova vicina alla piramide.E'una vasta depressione a forma di U scavata nella piana a circa 300 metri a sud dalla Grande Piramide.Il suo punto più profondo si trova 30 metri al di sotto dell'originario livello del suolo.Calcoli moderni hanno stabilito che da questa cava furono estratti circa 2,76 milioni di metri cubi di pietra,anche se probabilmente non tutti furono usati per la Grande Piramide (molti si scheggiavano,e dovevano venire scartati ).La cava fu usata solo per Khufu,perché nella parete ovest della cava furono scavate delle tombe,fra cui tre per i figli di Chefren-Khaefra,segno che a quel tempo l'estrazione delle pietre si era interrotta.Lo sfruttamento della roccia avveniva a settori: finito uno,se ne cominciava un altro.Gli scalpellini,"hemet",lavoravano coperti da un logoro grembiule di cuoio che proteggeva le parti intime.Per la cappa di polvere che gravava sul cantiere sembravano lavorare nella nebbia.Erano così impolverati da sembrare statue.L'unica parte viva visibile erano gli occhi,che non si riempivano di polvere solo perché venivano puliti dalle palpebre.Ogni masso veniva aggredito da quattro uomini,uno per lato.Dopo aver tracciato sul calcare il perimetro del masso,ogni uomo si metteva a cavalcioni sul solco,un piede su un blocco e l'altro su quello vicino,e con uno scalpello di rame fissato ad un'asta di legno incideva la traccia fino a raggiungere il calcare tenero fra uno strato e l'altro.A questo punto era sufficiente inserire sotto ogni lato delle leve di legno,fare forza verso l'alto e il masso si staccava.Se non accadeva si scavavano due larghe trincee orizzontali convergenti verso il centro della faccia inferiore,in modo da lasciarla sostenuta solo da un diaframma centrale,e,dopo aver posizionato su ogni lato delle leve di legno,si faceva oscillare il masso di qua e di là fino a quando si staccava.La grande quantità di scalpelli rotti o smussati visibili a terra mostrava quanto il loro lavoro fosse difficile e faticoso,a causa della notevole durezza delle pietre e dell'estrema fragilità degli strumenti.Dopo essere stati estratti i blocchi subivano una sbozzatura sommaria per eliminare le parti in eccedenza,quindi venivano caricati sulle slitte di legno che li avrebbero portati a destinazione e accatastati a lato della rampa.La rifinitura finale sarebbe avvenuta prima di venire collocati nella posizione definitiva.Ogni squadra di cavatori segnava sul blocco il proprio nome,per il computo giornaliero.Veniva infatti pagata in base al numero di massi estratti. I tirapietre,invece,in base a quelli trasportati.Esperimenti condotti dall'egittologo statunitense Mark Lehener dell'Università di Harvard hanno dimostrato che 12 uomini moderni, scalzi ma con degli strumenti di ferro,in un giorno riescono ad estrarre 8-9 blocchi di calcare di peso medio (2,5 t,come la media dei blocchi della piramide).Studi sull'obelisco incompiuto di Assuan,di granito,un materiale molto più duro da estrarre del calcare,hanno dimostrato che gli antichi scalpellini scavavano mezzo centimetro ogni ora.Il trasporto dei massi avveniva su "strade" inclinate formate da un sistema di assi di legno parallele (disposte perpendicolarmente alla direzione di marcia come le traversine ferroviarie) coperte da uno strato di fango alluvionale.Piste di questo tipo sono visibili nei pressi delle piramidi della XII dinastia a El-Lisht.Sono larghe 5 metri,composte da schegge di calcare e malta.Molto dure, permettevano di far scorrere i blocchi senza che s'infossassero.Per questo venivano rinforzate con le travi tolte dalle navi in disuso;quando si rompevano,venivano bruciate.Sulle pareti della cappella della tomba tebana del vizir Rekhmira (TT100,del Nuovo Regno), sono raffigurate sia la preparazione dei mattoni crudi che quella di una rampa:si vedono degli operai che portano dei mattoni al capo costruttore;questi,che è di fronte alla rampa triangolare,la sta rivestendo di lastre di pietra (sono dei lastroni di un colore diverso da quello della rampa).La rampa è formata da mattoni rettangolari di fango tenuti insieme e rinforzati da un’incannicciatura di canne (come si vede anche nei resti della rampa posta all'interno del I Pilone di Karnak).Se il fango alluvionale che le copriva veniva mantenuto bagnato da squadre di portatori d'acqua, permetteva di trasportare dei blocchi molto pesanti,montati su slitte di legno,come si nota e nella tomba del "Governatore della provincia" Jehutihotep,vissuto durante XII dinastia a El-Bersha, nel Medio Egitto,in cui è raffigurato il trasporto di una statua colossale,alta più di 6 metri dalle cave di alabastro di Hatnub.Il colosso, legato e posizionato su una slitta di legno fatta scivolare su una pista di fango,era trascinato da 172 uomini disposti su 4 file,mentre il capo dell'operazione dirigeva stando in piedi sulle ginocchia della statua.L'iscrizione che accompagna la scena dice:"Trasporto di una statua di 13 cubiti in pietra di Hatnub.La strada da cui è venuta la statua era molto dura,il rimorchio molto penoso a causa del duro terreno pietroso fatto di dura pietra.Ho fatto venire dei giovani,la leva delle reclute,come anche tagliapietre,capi e specialisti per costruire una strada per la statua…"Il colosso doveva pesare circa 60 tonnellate;dividendo questo peso per il numero di uomini si ha che ciascuno di loro trascinava circa 350 kg,un peso accessibile per un uomo robusto e in buona salute su una strada non troppo inclinata .Secondo le utlime stime,comunque,per erigere la Grande Piramide furono sufficienti circa 3000 uomini,così suddivisi: 1440 uomini per estrarre i massi nella cava; 1000 uomini per trasportarli sulla piramide e 600 uomini per posizionarli.A questi si aggiungevano circa 15000 addetti alla loro sussistenza (vasai,panettieri, acquaioli, macellai, cuochi,fabbri,falegnami,etc).


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Vecchio 30-April-2008
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Anche io sono scettico su questa proposta, benchè all'inizio mi avesse entusiasmato non poco. Abbiamo le cave, gli strumenti per la lavorazione, testimonianze del lavoro degli artigiani che estraevano le pietre e via dicendo...
Inoltre, se fossero stati usati degli stampi, i blocchi dovrebbero essere tutti della stessa grandezza, secondo una dimensione standard, ma questo non succede. I blocchi interni della piramide sono sagomati rozzamente mentre con se fossero stati colati sarebbero molto più precisi. Solo quelli esterni, le backing-stones erano levigate e sagomate in modo preciso perchè su di queste doveva poggiare il rivestimento esterno.

Ne avevamo parlato brevemente qui con un interessante commento di Astracedi.
L'età della Sfinge
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -