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| Egittologia. Edifici sacri e civili nell'antico Egitto Edifici sacri e civili nell'Antico Egitto. Tecniche di costruzione, interpretazione e discussioni relative a monumenti e fonti storiche |
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23-May-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Le piramidi "perdute" di Abu Rawash e Zawiyet el Aryan
Dal momento che si è recentemente avuto modo di trattare in più di un’occasione l’argomento delle grandi piramidi, ho ritenuto interessante aprire questo thread riguardo ad alcune piramidi “minori” dell’antico regno, molto spesso oggetto di scarsa attenzione anche a livello specialistico.
Di queste, due si trovano nel sito settentrionale di Abu Rawash, 12 Km a Nord di Giza, mentre una terza si situa a Zawiyet el Aryan, 3 Km a Sud di Giza.
Tra le piramidi di Abu Rawash la più nota e meglio investigata è la piramide e annesso complesso funerario di Djedefre, probabile successore di Cheope (Khufu). (cfr. M. Valloggia, « Au coeur d’une Piramide: Excavations a Abu Roash »). La piramide di Djedefre, oggetto di recenti lavori di scavo e di ripulitura, si presenta oggi come un basso monticciolo di pietra tagliata, con un profondo pozzo centrale accessibile mediante una rampa in pendenza che si apre sul fianco settentrionale della piramide. Nei pressi della piramide si trovano diffusi resti appartenenti a mastabe e sepolture della II e III dinastia, oltre ai resti di almeno una piramide satellite e fosse per le barche. Del tempio funerario, situato sul lato Est della piramide vera e propria, resta invece traccia delle sole fondazioni, probabilmente completato in mattoni crudi a seguito della morte prematura del sovrano. Una lunga rampa processionale, tra le più lunghe attestate per il complesso funerario di una piramide, scende dal tempio funerario verso il tempio della valle, la cui esistenza è presunta sulla base del diffuso reimpiego di materiale proveniente dal vicino complesso funerario, tra cui diversi pilastri in granito, presso un vicino monastero copto. La rampa corre per oltre 1700 metri in direzione Nord, contrastando con il tradizionale orientamento in direzione Est-Ovest dei complessi funerari della IV dinastia, e con lo stesso orientamento del tempio funerario, situato sul lato Est della piramide. L’intero complesso è inoltre circondato da un muro di cinta che si stima raggiungesse originariamente un elevato di 6 metri.
Proprio nei pressi del tempio funerario di Djedefre venne rinvenuta la bella testa di Djedefre attualmente conservata al Louvre, oltre a frammenti di una sfinge in granito rosso, la prima scultura di questo tipo attestata in Egitto.
La piramide vera e propria avrebbe dovuto misurare 106,2 metri di lato, con un’altezza stimata tra i 57 e i 67 metri. Molta incertezza ha riguardato in passato l’angolo di inclinazione, originariamente supposto a 60 gradi, e più recentemente stimato in 52°, misura che lo rende perciò simile a quello già adottato per la grande piramide di Giza.
Le dimensioni della piramide, molto più modeste rispetto a quella fatta costruire dal padre a Giza, non sminuiscono tuttavia l’importanza di quella che dovette essere una tra le più sontuose tra le grandi piramidi della IV dinastia. Le minori dimensioni erano infatti ampiamente compensate dalla ricercatezza dei materiali: si tratta infatti dell’unica piramide il cui rivestimento si ritiene sia stato interamente realizzato in granito: numerosi blocchi del rivestimento si trovano tuttora in situ o ridotti in frammenti, spesso vere e proprie colline di detriti, lasciati sul posto dai cavatori di pietre.
L’importanza della piramide è altresì confermata dall’eccezionale posizione scelta per la sua costruzione, sulla sommità di un ampio rialzo calcareo, in posizione dominante sul territorio e la sottostante piana di Giza, chiaramente visibile dal colle di Abu Rawash. Si tratta dell’unica tra le piramidi della IV dinastia ad essere stata edificata sulla sommità di un rilievo, e non in una posizione pianeggiante.
Ben poco si conosce anche della struttura degli appartamenti interni: questi, profondamente scavati nella sottostruttura, erano raggiunti per mezzo di un passaggio discendente, con ingresso sul lato Nord, avente un’inclinazione di 27°, ormai completamente scoperchiato e messo a giorno per la sua intera lunghezza. Lungo tale corridoio Valloggia riferisce del rinvenimento di un deposito di fondazione, contenente un ascia in bronzo.
Un profondo pozzo rettangolare si apre oggi al posto della camera funeraria, preceduta da un’ampia anticamera: si tratta di un modello che avrebbe costituito il prototipo delle successive piramidi della V dinastia, e ciò sebbene caratteri come la presenza del pozzo centrale risultino decisamente arcaici, rimandando piuttosto alla struttura delle piramidi a gradoni della III dinastia. La presenza di numerosi blocchi di granito sul fondo del pozzo evidenzia come la camera sepolcrale dovesse essere originariamente rivestita di questo materiale. Diversi autori hanno poi supposto la presenza di un sistema di controsoffitti analogo a quello previsto per la camera del re della grande piramide.
Sempre sul fondo del pozzo Petrie trovò numerosi frammenti di un sarcofago in granito, avente un profilo arrotondato simile a quello del sarcofago della grande piramide incompiuta di Zawiyet el Aryan.
Nonostante l’aspetto incompiuto e dilapidato, è oggi opinione diffusa che la piramide di Djedefre sia stata tuttavia completata. La distruzione della piramide avvenne probabilmente ad opera di cavatori di pietre in età romana e araba, sebbene sia forse iniziata già nel corso del nuovo regno.
Esiste inoltre traccia di un culto di Djedefre sopravvissuto ben oltre la morte del sovrano, e che sembrerebbe contraddire l’idea in qualche modo diffusa che Djedefre sia stato un usurpatore del trono dopo la morte del fratellastro maggiore e principe ereditario Kauab, identificando quindi in Khafre il responsabile della damnatio memoriae di Djedefre.
Meno chiaro è il significato di alcuni cartigli recanti il nome di Menkaure rinvenuti da Petrie nei pressi del tempio funerario di questo piramide, testimonianza probabile di restauri condotti da questo faraone sul complesso funerario, quasi certamente completato dopo la morte del sovrano.
Sempre ad Abu Rawash si trova una piramide ancor meno conosciuta delle precedente, e contrassegnata semplicemente come Lepsius #1, già identificata come una piramide da Perring, che per primo ne riferì l’esistenza nel 1830. Lo stato dei resti, estremamente dilapidati, ha recentemente persino posto in dubbio il fatto che si tratti di una piramide. Lehner la considera per esempio una piramide provinciale, assimilandola ad altre piramidi di questo tipo attestate a El Kula, Seila ed Elefantina. Le enormi dimensioni del monumento di Abu Rawash lo differenziano tuttavia significativamente da queste ultime. Si tratta infatti di una struttura massiccia, di 215 metri di lato e capace originariamente di raggiungere un’altezza teorica tra 107 e 150 metri. Al momento della scoperta, nel 1830, l’elevato superstite raggiungeva i 20 metri, oggi considerevolmente ridotti. La più probabile datazione di questa piramide è alla tarda III o IV dinastia. Il nome di Huni è stato avanzato quanto ai possibili costruttori di questa piramide. Diversamente da altre piramidi della IV dinastia, si tratta di una costruzione in mattoni, che parzialmente sfrutta un affioramento roccioso naturale nel quale è ricavata la camera funeraria.
3 Km a Sud di Giza si trovano invece i resti della grande piramide incompiuta di Zawiyet el Aryan (quest’ultima da non confondersi con la vicina piramide a strati, datata invece con certezza alla III dinastia). Si ritiene che questo enorme monumento, paragonabile per dimensioni alla piramide di Khafre a Giza, sia stato realizzato e mai ultimato nel corso della IV dinastia da un faraone talora indicato con il nome di Bikheris o Nebkare, il cui regno deve forse collocarsi tra quelli di Khafre e Menkaura. Stilisticamente, si tratta di una costruzione pienamente assimilabile alle più grandi realizzazioni della IV dinastia, con un lato di base di 210 metri e circondata da un muro di cinta di 420 metri di lato. Al centro della base della piramide si apriva un profondo pozzo rettangolare, del tutto simile a quello della piramide di Djedefre ad Abu Rawash, cui si accedeva per mezzo di una doppia rampa inclinata avente una pendenza di 25°, orientata verso Nord e della lunghezza di 110 metri per una larghezza di 8,5.
Il fondo del pozzo fu per la prima volta raggiunto da A. Barsanti nel 1905, che vi rinvenne la pavimentazione di una camera della misura di 25 x 15 metri e un grande sarcofago ovale profondamente incassato nel pavimento, sul lato Ovest. L’intera pavimentazione, come pure il sarcofago, erano realizzati con blocchi di granito pesanti fino a 40 tonnellate. Al momento della scoperta Barsanti rinvenne il sarcofago ancora chiuso dal coperchio originario. L’interno del sarcofago risultò vuoto, se non per una banda nerastra che correva lungo le pareti interne fino a un’altezza di 10 cm. Stranamente il sarcofago sembrava possedere delle canalette di scolo posto sui lati lunghi che non fu tuttavia possibile seguire nella sottostruttura della piramide. Barsanti riferisce di come, durante un temporale eccezionale, la fossa si fosse riempita d’acqua sino ad un’altezza di 3 metri, per calare poi improvvisamente di un metro. Da questo fatto Barsanti dedusse l’esistenza di un ambiente sotterraneo della capacità di almeno 180 metri cubi, al di sotto della pavimentazione originale: il tentativo di raggiungere questo ambiente non condusse tuttavia ad alcun risultato, data la limitatezza dei fondi disponibili e la difficoltà di rimuovere i blocchi di granito pesanti fino a 40 tonnellate che venivano via via incontrati. Nel 1911 Barsanti riferì della scoperta di un blocco di granito di dimensioni eccezionali, da lui interpretato come il possibile accesso di una camera funeraria. I lavori dovettero tuttavia interrompersi nel 1912 senza che si potesse rimuovere il blocco.
Attualmente l’intero complesso si trova all’interno di un’area militare, che ha irreparabilmente distrutto ogni traccia superstite delle sovrastrutture (di cui si conservava traccia dei primi 3 o 5 corsi). Tutto intorno e anche al di fuori del perimetro militare si trovano tuttavia sparsi enormi blocchi di calcare e alcuni in granito che dovevano evidentemente provenire dal nucleo della piramide.
Sezione della piramide (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Coupe-grande-excavation.jpg
Disegno ricostruttivo del grande pozzo centrale con la doppia rampa inclinata (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Vue-grande-excavation.jpg
Disegno del sarcofago – vasca ovale (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Sarcophage-grande-excavation.jpg
Una delle rare immagini fotografiche della camera funeraria (si noti l’enorme dimensione dei blocchi rispetto all’uomo sullo sfondo e il punto di sbocco rettangolare in primo piano di una delle canalette di scolo in uscita dalla vasca-sarcofago (evidenziata dalla chiazza di umidità sottostante)
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Photo-cuve-grande-excavation.jpg
Riguardo alla piramide di Abu Rawash, ho inoltre aggiunto alcune immagini su AI Portfolio che ho avuto modo di scattare sul sito al finire del 2006.
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25-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Bravo Ikon,preciso e dettagliato come sempre! Io ho trovato anche questo:
Complesso sepolcrale di Djedefra:
-gli scavi stratigrafici effettuati dall'Università di Ginevra e dall'Istituto francese hanno dimostrato che la distruzione delle statue del faraone risaliva al periodo romano (II secolo d.C.),quando il sito ospitava un insediamento (da White Star:I tesori delle piramidi).Tracce di combustione rinvenute sui loro frammenti mostrano che il Complesso sepolcrale fu dato alle fiamme,anche se non si sa quando.Si ipotizza non molto dopo il regno di Djedefra,quando dal complesso non erano stati ancora asportati i paramenti lignei.Non sappiamo,però,se l'incendio fu accidentale (scoppiato per cause ignote) o voluto (dai saccheggiatori o da chi tentò di cancellare la memoria del sovrano) (da Kemet:Alle sorgenti del tempo),
-la piramide,chiamata: "Firmamento di Djedefra",aveva dimensioni simili a quella di Micerino (106,2 metri quadrati di superficie con un'altezza di 66).Lo strato di fondazione aveva un'inclinazione di 12 °e diveniva orizzontale sugli angoli del tetraedro (da White Star).Per molti studiosi ciò indicava che fosse una piramide molto ripida o a gradoni.Ma gli scavi di Michael Valloggia hanno mostrato che l'inclinazione delle pareti della piramide è quella standard della IV dinastia (circa 52°).Si legge a pag.198 del libro di Miroslav Verner: Il mistero delle piramidi-Newton & Compton editori:"Una discussione si accese a proposito dell'angolo di inclinazione della parete della piramide,che in base a questi blocchi poteva essere calcolato in 16°.Fu proposto che si trattasse di una piramide molto ripida,addirittura a gradoni.Ma i primi scavi dimostrarono che le pareti della piramide mostrano un'inclinazione "standard" di 51°57'.I blocchi del paramento non furono disposti orizzontalmente,ma leggermente inclinati verso il centro della piramide,in modo che il loro angolo d'inclinazione era ridotto,alla fine,a 16°".Il nucleo è costituito in parte dal sottosuolo roccioso lavorato (occupa il 44 % del volume totale della piramide), in parte da blocchi di calcare locale.Ne ne sono rimasti circa 15 strati disposti orizzontalmente, per un'altezza di circa 10 metri,mentre pochi resti rimangono del paramento (alcuni blocchi di granito rosa davanti alla parete est della piramide). Il fatto che non sia stata costruita a mantelli concentrici inclinati verso il centro della costruzione escluderebbe che sia stata edificata nella III dinastia. Il metodo costruttivo adottato servì probabilmente per aumentarne la stabilità,data l'imponenza della collinetta conservata nella struttura.La piramide fu completata,ma divenne ben presto una comoda cava di materiale. L'opera di spoliazione divenne particolarmente intensa in epoca romana e protocristiana,quando fu eretto un vicino monastero copto.Alla fine dell'ottocento le pietre venivano ancora estratte e portate via al ritmo di trecento carichi di cammelli al giorno.Il corridoio discendente,largo 5,7 metri e lungo 48 (nelle sue fondamenta rocciose Valloggia trovò una lama d'ascia di rame,sepolta qui durante la cerimonia di fondazione della piramide.Dove hai letto che era di bronzo?),conduce alla camera funeraria, posta sull'asse nord sud della piramide.Dalle dimensioni relativamente grandi della fossa, oggi a cielo aperto,si è dedotto che vi fossero due ambienti, l'anticamera e la camera funeraria. Petrie vi scoprì un frammento curvilineo di granito rosa appartenente forse al sarcofago del re.Alcuni graffiti dipinti con ocra rossa rinvenuti nel corridoio dicendente con il nome del faraone e la menzione del I anno di regno indicano che Djedefra iniziò la costruzione della piramide appena salito al trono.
-il Tempio Funerario ,di mattoni crudi,ha l'asse non coincidente con quello della piramide. Realizzato sul lato est della struttura,ha una pianta diversa da tutte quelle dei tempi sepolcrali dell'Antico Regno conosciuti:comprende una corte aperta con i resti del lastricato originario, depositi,officine e impianti per la produzione di pane e di birra.Uno degli ambienti nella parte nord-est dell'edificio possedeva,al centro,una fila di colonne;una è decorata con il cartiglio di Gedefra.E' la più antica colonna egiziana rinvenuta.In questa sala furono trovati frammenti di statue di 3 figli e di due figlie di Gedefra,oltre alla Sfinge da te citata.Alcune strutture del tempio funerario sono state identificate come abitazioni dei sacerdoti addetti al culto del re.Sono le più antiche trovate;a differenza delle successive (come quelle di Khentkaus a Gizah o di Neferirkare ad Abu-Sir),non hanno una pianta organica (forse anche perché vennero costruite in fretta).
- Una grande fossa naviformelunga 35 metri e profonda 9,5, scavata nel sottosuolo roccioso di fronte all'angolo sud-est della piramide,conteneva un gran numero di frammenti di 21 statue,per lo più in quarzite rossiccia,che raffiguravano il re a grandezza naturale,sia seduto sul trono (con o senza le sue spose),che incedente,con le braccia distese lungo il corpo.Assieme a quelle di Snofru sono i primi esemplari rinvenuti:sono però più muscolose ed atletiche.
- Vicino all'angolo sud-est della piramide sono stati rinvenuti i resti di una piccola piramidea base quadrata (lato di 10,5 metri),poi usata come sepoltura (vi sono stati rinvenuti un vaso Canopo completo di coperchio ,un sarcofago spezzatoe una coppa col nome d'Horus di Cheope.Sono simili a quelli rinvenuti nella tomba della regina Hetepheres).Nata come cultuale (è posta nella stessa posizione di quella di Khufu),la piccola piramide fu forse usata per una sposa di Djedefra. Sull'angolo SW della piramide principale c'è un'altra piccola piramide,simile alla precedente,che potrebbe essere stata usata per un'altra sposa del faraone.Da una statua trovata ad Abu Rawash (oggi al Louvre),sappiamo che Djedefra sposò due figlie di Cheope:Khentetenka ed Hetepheres II.
- alcuni impianti di base per il culto di Gedefra furono approntati ,anche se velocemente e in maniera economica.Questo potrebbe essere la conferma del fatto che il re morì dopo soli otto anni di regno,come riportato nelle Liste Regali. L'esistenza di un culto funerario (che prova che il re vi fu effettivamente inumato) è confermata,oltre dal significativo numero di statue qui scoperte,anche dall'esistenza di sacerdoti legati al culto funerario del faraone,come il nano Seneb,che ricopriva la carica di sacerdote funerario di Cheope e di Djedefra (la sua statua è conservata al Museo Egizio del Cairo) e come la principessa Neferhetepes,che su una base di statua di calcare rinvenuta ad Abu Rawash e conservata al Louvre è detta:"Figlia primogenita del re Djedefra,Sacerdotessa di Hathor Signora del sicomoro,Sacerdotessa di Djedefra".
- della piramide nord di Zawyet el-Aryan sono visibili solo la piattaforma quadrata su cui sarebbe stata edificata la piramide e un lieve avvallamento dove doveva trovarsi il paramento. Doveva essere simile a quella di Chefren (lato di 210 metri).Al centro della piattaforma è visibile un'enorme fossa orientata est-ovest dove doveva trovarsi l'appartamento funerario,simile a quello della piramide di Djedefra.Dal centro del lato nord della piramide parte un corridoio in pendenza,lungo 106 metri e largo 6,che conduce alla grande fossa (27 x 11,7 metri) in cui era realizzato l'appartamento funerario. Le due inclinazioni di questo corridoio sono unite da un pianerottolo orizzontale posto a 24,5 metri di profondità.Il sarcofago ovale di granito rosso,chiuso da un coperchio dello stesso materiale,si trovava nella parte occidentale della fossa,ed era nascosto da uno spesso strato d'argilla coperta da un pavimento di calcare.Il complesso piramidale era circondato da un muro di cinta rettangolare di pietra (di 465 x 420 metri) orientato nord-sud come quello di Djedefra.Su un graffito di cantiere era visibile,in un cartiglio, il nome incompiuto di un faraone.La tipologia dei blocchi usati per costruire la piramide,molto grandi (quelli utilizzati nella III dinastia erano più piccoli),le enormi dimensioni della fossa e la sua pianta,simile a quella della piramide di Djedefra,la forma ovale del sarcofago,analogo a quello di Djedefra,ma incassato nel pavimento come quello di Chefren,e il nome di Djedefra, rinvenuto su una tavoletta di scisto rinvenuta nel villaggio operaio della piramide,la fanno collocare fra quella Djedefra e quella di Chefren (Kaefra) er Stadelmann sarebbe appartenuta ad un figlio di Djedefra,Baka (il Bicheris di Manetone?),che regnò pochissimo tempo,e il cui nome potrebbe benissimo inscriversi nel cartiglio trovato nel cantiere.
- La "Piramide" Lepsius I è probabile che non venne mai completata,dato che il nucleo roccioso è traforato da più di 13 tombe della V e VI dinastia.
Ciao,e bentornato!
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25-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Mi sono accorta di aver scritto,per sbaglio, che la piramide di Djedefra occupava un'area di 106,2 metri quadrati di superficie .Scusatemi,è un evidente errore(vorrebbe dire che avrebbe un lato di base di 10 metri!).Volevo invece scrivere che il lato di base misurava 106,2 metri,come affermato anche da Ikon.Scusatemi e buona domenica!!
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05-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Ti darei un bacio...continuavo a scriverlo e questo dannato PC ("odi et amo...") faceva quello che voleva lui!! Mi hai salvato! Grazie di cuore!!!!
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14-June-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Il mistero della quarta piramide "La più bella, alta e preziosa" - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it
Anche Repubblica ha recentemente pubblicato un articolo in merito ai recenti scavi di Abu Rawash, pur con numerose imprecisioni:
- l'angolo riportato per l'inclinazione delle facce ( 64°) e l'altezza stimata ( 147 metri) sono tuttora soggetto di dibattito. E' tuttavia probabile che l'originaria altezza della piramide fosse più contenuta, e nell'ordine dei 97 metri, con un angolo di inclinazione di circa 53°.
- La piramide di Abu Rawash, sebbene poco nota, è comunque visitabile e accessibile al pubblico, e non si trova entro un'area militare (diversamente dall'altra piramide "perduta" della IV dinastia, quella di Zawiyet el Aryan)
E comunque, ecco le immagini che avevo anticipato:
Interno della camera sepolcrale: si vedono frammenti del rivestimento di granito originario che ne ricopriva le pareti.
Un altro particolare dell'interno della camera. Sono visibili ulteriori frammenti di granito e le fondazioni dei muri perimetrali.
Il cilindro di granito già descritto da Petrie e tuttora visibile in situ. Sono evidenti i segni lasciati da corde o tiranti sulla superficie esterna del blocco. E' probabile si trattasse dell'elemento di un argano, o che fosse forse parte dei sistemi di chiusura della piramide.
Veduta dell'impressionante corridoio discendente, ormai scoperchiato. Sono visibili i parapetti o marciapiedi laterali. Non è chiaro quali fossero le originarie dimensioni del passaggio. I resti superstiti fanno supporre una struttura insolitamente larga ed elevata, forse simile alla grande galleria della piramide di Cheope.
Particolare dello spigolo di Sud-Est della piramide, dove è visibile parte dei corsi di muratura superstiti fino ad un'altezza di circa 15 metri.
Veduta d'insieme della faccia meridionale. Sono visibili alcuni dei corsi superstiti, parzialmente addossati all'affioramento roccioso.
Graffiti o marchi di cava su uno dei blocchi facenti parte del nucleo interno della piramide e ormai messi a giorno.
Parte di una lastra in granito eccezionalmente levigata e polita. Viene da chiedersi se non fosse parte di un sarcofago o di una saracinesca in granito.
Veduta del grande pozzo centrale, ormai scoperchiato e messo a giorno. E' visibile il punto di ingresso, sulla sinistra dell'immagine, del corridoio discendente.

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Ultima Modifica di Neo Ikon Epifanes : 14-June-2008 21:38.
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15-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Belle foto,bravo!
Hai le misure del cilindro di granito della foto 3 e della lastra della foto 8?
Riguardo al cilindro di foto 3,non mi sembra di vedervi dei segni di corde,ma solo abrasioni della pietra.Ho notato nelle cave di granito a Capo Testa (S.Teresa di Gallura-Sardegna)che quando il granito viene sfregato diventa liscio (e lucido).Non sarebbe successo anche qui?
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15-June-2008
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Again, at Abu Roash, the king's diorite statue was not only broken up, but the surfaces were bruised to powder, and a block of the tough diorite was grooved round by chipping, so as to hold a rope by which it could be swung to and fro, until even the ends of it were shivered, and it was finally cracked in two.
[F. Petrie, The Pyramids and Temples of Gizeh, Ch. 17, 119]
Sono quasi certo che il blocco descritto da Petrie sia proprio quello da me fotografato presso l'ingresso del corridoio discendente. Petrie ritiene fosse utilizzato per tenere una corda entro alcuni solchi paralleli visibili sulla superficie del blocco, e che fosse quindi fatto oscillare dai cavatori di pietre nel tentativo di demolire o fare a pezzi i blocchi esterni del rivestimento in granito.
L'idea è senza dubbio interessante, ma forse eccessivamente macchinosa e complessa. Il blocco è relativamente piccolo (approx. 1m x 50 cm x 50 cm), con un peso anch'esso approssimato (assumendo 3 ton/mc come peso specifico per il granito) di 750 Kg. Anche facendolo oscillare non credo avrebbe potuto accumulare un'energia tale da frantumare blocchi di granito pesanti tra le 4 e le 15 tonnellate (anche se a questo riguardo potrei sbagliarmi), e in ogni caso la demolizione sarebbe stata estremamente complessa. (non dimentichiamo poi che l'elemento in questione è di granito, per cui scolpirlo in quella forma avrebbe richiesto uno sforzo comunque considerevole)
D'altra parte, i solchi erano chiaramente destinati a fare scorrere delle funi o tiranti. A mio avviso è quindi possibile che si trattasse di un elemento originale (forse parte del meccanismo di una saracinesca), già sagomato in forma cilindrica, e successivamente riutilizzato come mazza da demolizione (come suggerito da Petrie) dopo la distruzione della piramide.
Riguardo alla lastra (purtroppo non avevo di che prendere misure esatte), direi che misurasse all'incirca 1,5 metri x 1, con uno spessore tra i 20 e i 30 cm.
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15-June-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Mar 2008
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Credo anch'io che il "rocchetto " (assomiglia a quello dei fili da cucito) fosse troppo piccolo per un uso simile.Il fatto che da una parte abbia una sezione quadrata e dall'altra cilindrica convaliderebbe il fatto che sia stato usato come mazza da demolizione dopo la distruzione della piramide (ipotesi  er le statue di Djedefra?).La lastra mi sembra troppo spessa perchè appartenga ad un sarcofago;mi sembrerebbe più appropriata per un elemento di chiusura,forse lo stesso a cui apparteneva il cilindro.Che ne pensi?
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