eccomi di nuovo qua!
allora.. vedo che ve la siete sbrigata da soli.. bravi, bravi..
Quote:
evelyn
Ragazzi, non fidatevi assolutamente di ciò che dico io, infatti, oltre a non saperne niente, mi sbaglio pure con le definiozioni.
Volevo dire genitivo, riferendomi alle ultime righe della seconda lezione, in cui Lama spiega:
n= genitivo indiretto maschile singolare
nw = genitivo indiretto maschile plurale
nt = genitivo indiretto femminile
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Quote:
evelyn
Ho trovato (finalmente!) che idHw vuol dire palude (del Basso Egitto), quindi idH(w)y è l’aggettivo palustre, che usato come sostantivato indica <<ciò che è palustre>> oppure <<colui che è palustre>>.
Evidentemente le paludi per eccellenza erano quelle del Basso Egitto, cioè del Delta, perché nell’altra metà della frase le paludi generiche sono rese con XAwt.
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tutto esatto.. "idHw" indica proprio le zone paludose del basso egitto, ciò il Delta, mentre XAwt le paludi in genere (per esempio, se non ricordo male per esempio il Fayyum è indicato con questo termine)
Per quanto riguarda l'".wt", ammetto che sono un po' sorpreso che vi ponga problemi..
allora.. mi sembra che il problema sia che interpretate male i tre trattini: i tre trattini in questo caso più che valore fonetico, hanno un valore ideografico, indicano cioè semplicemente che la parola in questione è plurale. Oppure se volete ha un doppio valore fonetico, cioè "-w" quando aggiunto ad un nome maschile, e "-wt" quando aggiunto ad un nome femminile.
Se proprio si vuole, le desinenze "-w" (maschile) "-wt" (femminile) possono essere scritte foneticamente aggiungendo rispettivamente "g43" o "g43-x1" prima dei determinativi. Dico "possono" perché in effetti le desinenze sono spesso omesse foneticamente (si indica solo x1 per il femminile, omettendo il g43), perchè superflue: i tre trattini sono più che sufficienti per capire che si è davanti ad un plurale e non è necessario indicarlo anche foneticamente.
Ad ogni modo, la desinenza plurale femminile è sempre e soltanto "-wt", mai "-tw" (che può essere tante altre cose.. vedrete..), e questo lo si saperché come detto a volte è esplicitata foneticamente.
Inoltre è interessante notare che questa stessa desineza "-wt" per il femm. pl. la si ritrova in ebraico, e se ne trova l'equivalente nelle altre lingue semitiche (p.es. arabo "-ât").
insomma, come ho detto nella lezione, le desinete sono le seguenti:
sg. m: -, nessuna desinenza particolare
sg. f.: "-t" scritto "Radice + x1 + determinativi"
pl. m.: "-w" scritto "radice + g43 +determinativi + z2/z3" oppure "radice + determinativi + z2/z3"
pl. f.: "-wt" scritto "radice + g43 + x1 + determinativi + z2/z3" oppure "radice + x1 + determnativi + z2/z3"
Se, come nel caso di "niwt" la radice termina con "w" (essendo la "-t" la desinenza del femminile), allora il plurale avrà logicamente due "w", e sarà tralsitterato "niwwt"
Comunque non dovete meravigliarvi del fatto che la "w" a volte è scritta, a volte no.. è un fenomeno comunissimo in egizio, e in certi casi, specialemente in certe forme verbali, sono più le volte in cui non è scritta che quelle in cui è scritta.. Il fatto è che si tratta di una lettera "debole" (come la "i", e la "t" a partire dal nuovo regno.. nei testi a partire da quest'epoca non è raro trovare delle "t" messe un po' a caso..), e che quindi potevano venir omesse nella scrittura.
Ora però devo scappare, ritornerò su questo punto nei prossimi giorni, così come ritornerò sulla questione dei determinativi sollevata da evelyn.
P.S. e si... "w", "y", "t" e "n" sono lettere molto comuni in egizio, e possono avere numerosi valori diversi (in copto è peggio.. in pratica ci sono "n"/"m" ovunque..)
pensavo di farvi delle tabelle riassuntive alla fine del "corso" con i vari significati possibili, ma forse potrebbe essere utile averle già adesso.. devo pensarci un po'..