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Egittologia. Rapporti tra Egitto Antico e civiltà vicine I rapporti tra l'Egitto Antico e le civiltà vicine. Interazione e scambi culturali e commerciali con le civiltà vicine

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Vecchio 19-May-2007
AI gens
 
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Predefinito egizi nel deserto nubiano

pochi giorni fa ho avuto la possibilità di andare ad una conferenza dei fratellli Castiglioni riguardo ad una loro recente scoperta: iscrizioni geroglifiche trovate nelle grotte del deserto nubiano che testimoniano che la conquista di questo territorio da parte di Thutmosi III non è avvenuta solo percorrendo il fiume, come si pensava fino ad ora, ma anche attraversando il deserto.

Devo dire che sono rimasto molto colpito, positivamente, dai due personaggi e dalla loro ricerca, non solo hanno saputo presentare con modestia una teoria che, nel suo piccolo, era per lo meno audace (chi avrebbe pensato che gli egizi avrebbero attraversato uno deserto terribile, quando potevano seguire il fiume?) e per nulla considerata dalla comunità accademica, ma sono anche riusciti a trovare delle prove incontestabili della loro idea, in modo del tutto scientifico e non andando a grattar terra a destra e a manca, scegliendo e rattoppando quello che faceva loro comodo, come molti fanno.

Trovo poi che i Castiglioni rappresentino uno dei pochi esempi ancora rimasti di quel genere di archeologi, che sta ormai scomparendo, sfortunatamente dal mio punto di vista, che era pronto a intrapprendere vere e proprie avventure, disposto anche a mettere in pericolo la vita, per il piacere della ricerca, senza tenere conto che essi sono la prova che anche dei "dilettanti" (sono laureati in economia, non in archeologia) se ci si mettono con impegno possono dare un ottimo contributo alla ricerca, a dimostrare che "passione" non significa solo "fantarcheologia" o "teorie strampalate".
Bravi!:razz:

ciao!

Ultima Modifica di lama su : 19-May-2007 15:09.
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Vecchio 28-May-2007
AI gens
 
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Questa cosa dei fratelli Castiglioni laureati in Economia arriva come un fulmine a ciel sereno :|

Sono di recente appasionato alle loro ricerche ed ero convinto che fossero archeologi non economisiti.......va bè :-\"

Cmq si deve essere davvero interessante questa loro scoperta,la leggerò.Si aggiunge a quelle numerose scoperte che i fratelli Castiglioni eseguono ormai da diveris anni sul suolo africano e Nubiano.Lama su i fratelli non sono solo esperti di Nubia e Egitto.Hanno dedicato le loro ricerche anche all'antropologia africana:infatti vi sono numerosi documentari degli anni 70' che riportano ricerche antropologiche sul campo d'Africa sono davvero interessanti.posso segnalare Africa ama(nn sò se si trova)-davvero imperdibile.
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Vecchio 19-June-2007
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AI senatus
 
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Segnalo un articolo interessante:

http://www.nytimes.com/2007/06/19/sc...=1&oref=slogin
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 19-June-2007
AI gens
 
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Penso che le antichità Nubiane siano davvero un lato dell'archeologia decisamente molto attraente è come dire quel lato "diverso"dell'Egitto.Penso che si dovrebbe dedicare maggior spazio a questo lato dell'archeologia "africana" :come del resto anche le altre aree culturali africani troppo trascurate.

Ciao
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Vecchio 08-April-2008
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Penso che le antichità Nubiane siano davvero un lato dell'archeologia decisamente molto attraente è come dire quel lato "diverso"dell'Egitto.Penso che si dovrebbe dedicare maggior spazio a questo lato dell'archeologia "africana" :come del resto anche le altre aree culturali africani troppo trascurate.

Ciao
(In ritardo ma) pienamente d'accordo.

Io mi sto laureando in Antichità Nubiane e devo dire cvhe, nonostante per ora sia davvero poco studiata approfonditamente, la Nubia è estremamente affascinante e piena di cose da scoprire.

Consiglio a tutti di "farsi una cultura" a riguardo e di non guardarla però come "l'egitto diverso" bensì come una cultura che, nonostante senta molto l'influsso egiziano, riesce a sviluppare dei caratteri proprio davvero pieni di interesse
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Vecchio 18-April-2008
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Predefinito Ancora Sui Fratelli Castiglioni

Riprendo l'intervento di Lama che riguardava la spedizione dei fratelli Castiglioni del 2002.I due non sono nuovi ad imprese del genere.In un'altra spedizione,nel 1989, hanno voluto ricostruire i percorsi seguiti da Herkhuf in Nubia.L'esploratore,vissuto durante i regni dei faraoni Merenre I (2280-2270 a.C) e Pepi II (2270-2200 a.C), aveva compiuto in Sudan tre esplorazioni; nella terza aveva portato in Egitto un pigmeo.I due Castiglioni hanno ricostruito i percorsi di Herkhuf seguendo gli indizi presenti nelle iscrizioni del suo sepolcro a Qubbat el-Hawa (Assuan).Nel I viaggio Herkhuf dice che:” il faraone Merenra mi mandò ad Iam (corrispondeva al sito di Kerma,una città antichissima a monte della III cateratta del Nilo dove sono stati trovati frammenti di vasi d’alabastro con i cartigli di Pepi I,di Merenra e di Pepi II.).Lo feci in 7 mesi.....Il viaggio successivo, seguendo la via di Elefantina (Assuan),durò invece 8 mesi”.Questi due viaggi partirono da Assuan,e attraverso il deserto nubiano, passando per l’oasi di Selima,giunsero ad Yam.Nel terzo viaggio Herkhuf tentò un percorso diverso,passando attraverso il deserto.Dice infatti:” Il faraone mi mandò ancora per la terza volta ad Iam.Uscii dal nomo tinita per la strada delle oasi…” Da Luxor si diresse quindi verso le oasi di Kharga e di Dakhla,e da qui,prendendo la pista nel deserto che portava a sud (pista detta,in epoca araba, Darb el-Arbain,cioè “la strada dei 40 giorni”, visto che per andare dal Darfur,in Sudan ad Assiut,in Egitto,le carovane di schiavi che la percorrevano impiegavano 40 giorni),raggiunse l’oasi di Selima (dove giungeva una via carovaniera che partiva a sud di Assuan).Qui si fermò alcuni giorni per riposare e rifornirsi d’acqua prima della lunga marcia verso Iam.Dopo aver fatto rifornimento e aver caricato"trecento asini con incenso, ebano, balsamo, cassia,pelli di leopardo,zanne d’elefante,bastoni da lancio ed un pigmeo (destinato al faraone Pepi II che aveva 8 anni),l’esploratore ripartì verso nord. Il pigmeo non doveva essere originario di Iam,visto che i vivevono molto più a sud,nelle foreste pluviali.Era probabilmente il risultato di scambi fatti da Iam con i Paesi meridionali. Poiché il faraone gli aveva chiesto di cercare “nuovi itinerari”,Herkhuf non seguì lo stesso percorso dell’andata,ma uno diverso,passando per la vasta regione desertica dell’Atmur,posta a destra del Nilo fra la II e la III cateratta.E’quasi priva d’acqua e percorsa da venti caldissimi:il Khamsin,che soffia da nord,e l’Habub,che spira da sud. Finire fra le loro sgrinfie significava morire di sete in poche ore.Ma il prode esploratore non si perse d'animo,e grazie al timore suscitato dal suo esercito convinse il riluttante re di Irtjet a guidarlo sulle vie che portavano al nord.Scrisse:“ Il re di Irtjet,Zatju e Wawat vide la forza delle truppe di Iam che scendevano con me al palazzo Reale… Allora questo re mi scortò,mi diede animali domestici e selvatici e mi guidò sulle strade delle montagne di Irtjet …” La carovana ,molto grande,aveva quindi bisogno di strade ampie e ricche d'acqua,che la portassero a casa in poco tempo. Osservando una cartina geografica i Castiglioni videro che la via più rapida per superare la II e la III cateratta era raggiungere le montagne a 21° 40 ‘di latitudine nord (le montagne di Irtjet ?),superarle e scendere nello wadi Allaqi,per poi raggiungere il Nilo a monte della I cateratta.Ora, l’unico pozzo con acqua abbondante si trovava nello wadi Hatab.E’ probabile quindi che Herkhuf avesse seguito lo wadi Hatab,poi lo wadi Hesmet Omar (largo e sabbioso, adatto ad una carovana numerosa,e dove c’era un altro pozzo),e loWadi Tawil,che puntava a nord verso le montagne (e che permetteva di raggiungere un altro pozzo,il Bir Tawil). Da qui, imboccando lo wadi Umm Gat,dopo 25 km,avrebbe raggiunto lo wadi Allaqi,che gli permise di raggiungere il Nilo.Qui s’imbarcò su una nave,e seguendo la corrente,arrivò a Menfi.Nel punto più alto della “strada delle montagne” i fratelli Castiglioni hanno scoperto un passo(l’antico passo di Irtjet?) ed un antico pozzo,il Bir Umm Gat.Su una parete rocciosa accanto al pozzo c’era un’iscrizione della VI dinastia,l’epoca in cui visse Herkhuf,in cui si dice: “ L’amico Unico, Sacerdote Lettore, il cui nome è Khenementi, Sabni / Dignitario del faraone,direttore degli stranieri,Qar / Lo scriba Antef, suo figlio…Ir…”.Nella tomba di Sabni ,posta vicino a quella di Herkhuf,è menzionato un figlio ”l’amico unico Antef”,ricordato nel graffito scoperto dai fratelli Castiglioni. Nello Wadi Allaqi i due infaticabili fratelli hanno scoperto le rovine di Berenike Panchrysos,la città citata da Plinio il Vecchio(nella Naturalis Historia).La città,di epoca tolemaica (fu chiamata Berenike da Tolomeo II Filadelfo in onore della madre."Panchysos" deriva invece da Pan,il dio greco assimilato a Min,la divinità egizia del deserto e delle piste,e da chrysos,oro),sorgeva sul sito dell'antica Tjeb,dove si trovavano le principali miniere d'oro dell'antico Egitto,sfruttate dal Medio Regno al XII secolo d.C.Divenuta,in epoca araba, capitale dei nomadi Beja,discendenti degli antichi "Medjai"(= Cacciatori),i nomadi nubiani noti nelle fonti egizie sin dalla VI dinastia, prese il nome di Allaqi,mentre Wadi Allaqi era la pista che vi conduceva.Il sito,posto a 2/3 di strada fra la Valle del Nilo ed il Mar Rosso,si chiama oggi Deraheib.

Da Archeologia Viva e da:Maurizio Damiano-Appia:Alta Nubia:Una terra fra due imperi

NB:l'ultima spedizione dei Fratelli Castiglioni è raccontata sul sito di Archaeogate (intervento del 28/11/2002)
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Vecchio 18-April-2008
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Riprendo l'intervento di Lama che riguardava la spedizione dei fratelli Castiglioni del 2002.I due non sono nuovi ad imprese del genere.In un'altra spedizione,nel 1989, hanno voluto ricostruire i percorsi seguiti da Herkhuf in Nubia.L'esploratore,vissuto durante i regni dei faraoni Merenre I (2280-2270 a.C) e Pepi II (2270-2200 a.C), aveva compiuto in Sudan tre esplorazioni; nella terza aveva portato in Egitto un pigmeo.I due Castiglioni hanno ricostruito i percorsi di Herkhuf seguendo gli indizi presenti nelle iscrizioni del suo sepolcro a Qubbat el-Hawa (Assuan).Nel I viaggio Herkhuf dice che:” il faraone Merenra mi mandò ad Iam (corrispondeva al sito di Kerma,una città antichissima a monte della III cateratta del Nilo dove sono stati trovati frammenti di vasi d’alabastro con i cartigli di Pepi I,di Merenra e di Pepi II.).Lo feci in 7 mesi.....Il viaggio successivo, seguendo la via di Elefantina (Assuan),durò invece 8 mesi”.Questi due viaggi partirono da Assuan,e attraverso il deserto nubiano, passando per l’oasi di Selima,giunsero ad Yam.Nel terzo viaggio Herkhuf tentò un percorso diverso,passando attraverso il deserto.Dice infatti:” Il faraone mi mandò ancora per la terza volta ad Iam.Uscii dal nomo tinita per la strada delle oasi…” Da Luxor si diresse quindi verso le oasi di Kharga e di Dakhla,e da qui,prendendo la pista nel deserto che portava a sud (pista detta,in epoca araba, Darb el-Arbain,cioè “la strada dei 40 giorni”, visto che per andare dal Darfur,in Sudan ad Assiut,in Egitto,le carovane di schiavi che la percorrevano impiegavano 40 giorni),raggiunse l’oasi di Selima (dove giungeva una via carovaniera che partiva a sud di Assuan).Qui si fermò alcuni giorni per riposare e rifornirsi d’acqua prima della lunga marcia verso Iam.Dopo aver fatto rifornimento e aver caricato"trecento asini con incenso, ebano, balsamo, cassia,pelli di leopardo,zanne d’elefante,bastoni da lancio ed un pigmeo (destinato al faraone Pepi II che aveva 8 anni),l’esploratore ripartì verso nord. Il pigmeo non doveva essere originario di Iam,visto che i vivevono molto più a sud,nelle foreste pluviali.Era probabilmente il risultato di scambi fatti da Iam con i Paesi meridionali. Poiché il faraone gli aveva chiesto di cercare “nuovi itinerari”,Herkhuf non seguì lo stesso percorso dell’andata,ma uno diverso,passando per la vasta regione desertica dell’Atmur,posta a destra del Nilo fra la II e la III cateratta.E’quasi priva d’acqua e percorsa da venti caldissimi:il Khamsin,che soffia da nord,e l’Habub,che spira da sud. Finire fra le loro sgrinfie significava morire di sete in poche ore.Ma il prode esploratore non si perse d'animo,e grazie al timore suscitato dal suo esercito convinse il riluttante re di Irtjet a guidarlo sulle vie che portavano al nord.Scrisse:“ Il re di Irtjet,Zatju e Wawat vide la forza delle truppe di Iam che scendevano con me al palazzo Reale… Allora questo re mi scortò,mi diede animali domestici e selvatici e mi guidò sulle strade delle montagne di Irtjet …” La carovana ,molto grande,aveva quindi bisogno di strade ampie e ricche d'acqua,che la portassero a casa in poco tempo. Osservando una cartina geografica i Castiglioni videro che la via più rapida per superare la II e la III cateratta era raggiungere le montagne a 21° 40 ‘di latitudine nord (le montagne di Irtjet ?),superarle e scendere nello wadi Allaqi,per poi raggiungere il Nilo a monte della I cateratta.Ora, l’unico pozzo con acqua abbondante si trovava nello wadi Hatab.E’ probabile quindi che Herkhuf avesse seguito lo wadi Hatab,poi lo wadi Hesmet Omar (largo e sabbioso, adatto ad una carovana numerosa,e dove c’era un altro pozzo),e loWadi Tawil,che puntava a nord verso le montagne (e che permetteva di raggiungere un altro pozzo,il Bir Tawil). Da qui, imboccando lo wadi Umm Gat,dopo 25 km,avrebbe raggiunto lo wadi Allaqi,che gli permise di raggiungere il Nilo.Qui s’imbarcò su una nave,e seguendo la corrente,arrivò a Menfi.Nel punto più alto della “strada delle montagne” i fratelli Castiglioni hanno scoperto un passo(l’antico passo di Irtjet?) ed un antico pozzo,il Bir Umm Gat.Su una parete rocciosa accanto al pozzo c’era un’iscrizione della VI dinastia,l’epoca in cui visse Herkhuf,in cui si dice: “ L’amico Unico, Sacerdote Lettore, il cui nome è Khenementi, Sabni / Dignitario del faraone,direttore degli stranieri,Qar / Lo scriba Antef, suo figlio…Ir…”.Nella tomba di Sabni ,posta vicino a quella di Herkhuf,è menzionato un figlio ”l’amico unico Antef”,ricordato nel graffito scoperto dai fratelli Castiglioni. Nello Wadi Allaqi i due infaticabili fratelli hanno scoperto le rovine di Berenike Panchrysos,la città citata da Plinio il Vecchio(nella Naturalis Historia).La città,di epoca tolemaica (fu chiamata Berenike da Tolomeo II Filadelfo in onore della madre."Panchysos" deriva invece da Pan,il dio greco assimilato a Min,la divinità egizia del deserto e delle piste,e da chrysos,oro),sorgeva sul sito dell'antica Tjeb,dove si trovavano le principali miniere d'oro dell'antico Egitto,sfruttate dal Medio Regno al XII secolo d.C.Divenuta,in epoca araba, capitale dei nomadi Beja,discendenti degli antichi "Medjai"(= Cacciatori),i nomadi nubiani noti nelle fonti egizie sin dalla VI dinastia, prese il nome di Allaqi,mentre Wadi Allaqi era la pista che vi conduceva.Il sito,posto a 2/3 di strada fra la Valle del Nilo ed il Mar Rosso,si chiama oggi Deraheib.

Da Archeologia Viva e da:Maurizio Damiano-Appia:Alta Nubia:Una terra fra due imperi

NB:l'ultima spedizione dei Fratelli Castiglioni è raccontata sul sito di Archaeogate (intervento del 28/11/2002)

Bello questo articolo e, soprattutto, bella l'opera dei fratelli Castiglioni. Si dovrebbe provare più spesso a ripercorrere la vita e le vie degli antichi e cosa essi si trovavano davanti nei loro viaggi per cercare di individuare più luoghi (finanche dei semplici pozzi) che possano chiarirci molte idee sui viaggi affrontati dai popoli antichi.
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