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Egittologia. Rapporti tra Egitto Antico e civiltà vicine I rapporti tra l'Egitto Antico e le civiltà vicine. Interazione e scambi culturali e commerciali con le civiltà vicine

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Vecchio 29-May-2008
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Predefinito Akenaton e gli Ebrei

Se non vado errato,i primi seri contatti tra il popolo Ebreo e gli Egiziani,sembrano essere avvenuti durante il regno di Akenaton:il Faraone che aveva instaurato come valido il solo culto del "Disco Solare Aton".C'è almeno da credere ad una coincidenza davvero fortunata per i Giudei.Forse proprio per quella loro fede monoteistica vennero trattati,in quel periodo,meno duramente di altre etnie sottomesse dagli Egiziani.Non possiamo dimenticare,infatti,che il Panteon del Delta era non soltanto ricco di diverse divinità,ma molte di quelle avevano un aspetto zoomorfo ed avrebbero potuto suscitare poblemi di comprensione non indifferenti anche in seno al popolo "Eletto".Invece,a quanto mi risulta,anche alla luce di letture appropriate di qualche tempo fa,il clima culturale che sottintendeva la stessa rivoluzione religiosa ammorbidì l'impatto con questa popolazione di pastori nomadi che, così caparbiamente e risolutamente, proclamava la fede nel suo unico Dio.Bisognava,forse,che il popolo Ebreo trovasse una certa corrispondenza anche nell'incontro con la civiltà dei Faraoni,che da allora in poi inciderà non poco sulle vicende della propria storia. Cosa ne pensate,non sembra una coincidenza possibile anche a voi?
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Vecchio 30-May-2008
AI gens
 
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in effetti le cose non sono proprio così..

prima di tutto la prima menzione del popolo di israele conosciuta viene dalla stele di merenptah (~ 1212, 1202 a.C), come minimo ben 120 anni dopo akhenaton (~1359-1342 a.C.)

Non c'è assolutamente nessuna prova di eventuali contatti fra gli ebrei e akhenaton, anzi, molto probabilmente all'epoca gli ebrei non esistevano ancora.

Del resto l'esistenza del popolo di israele all'epoca di merenptah significa solo che all'epoca esiteva un popolo con quel nome, ma non significa assolutamente che quel popolo fosse già monoteista.

Anzi i resti archeologici sembrano dimostrare il contrario, ed è ben probabile che il monoteismo "assoluto" sia stato raggiunto dagli ebrei solo sotto il regno del re giosia nel VII sec a.C. (nel libro dei re -reII, 23- si dice che fu questo re a smantellare definitivamente i culti di baal, "degli astri" e soprattutto di Ashera, una dea che probabilmente era stata fino ad allora la compagna di Yahve).

Dall'altra parte, del resto, neppure il culto di Aton era veramente un monoteismo in senso stretto, anzi. Hator per esempio rimane una dea importantissima nel culto amarinano, diventando una sorta di compagna di Aton, e la regina (Nefertiti in pratica) ne era probabilmente la sua somma sacerdotessa.

L'unico eventuale contatto che si può trovare tra il culto di aton e la religione ebraica è una certa somiglianza tra un inno ad aton e alcuni salmi, però questa somiglianza potrebbe facilmente essere spiegata (e secondo me è così che è stato) con una sopravvivenza dell'inno nella cultura egizia, magari modificandolo e dedicandolo a ra piuttosto che allo specifico aton, con un passaggio poi nella tradizione ebraica solo in epoca successiva.

del resto, si sa che bene o male qualche influsso sulla religione egizia il culto di aton lo ha lasciato, l'idea di un Dio principale (amon, ptah,..) a capo degli altri Dei sembra diventare più diffusa a partire da questo periodo, però siamo ben lontani dall'idea di monoteismo puro a cui siamo abituati noi.
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Vecchio 30-May-2008
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Sì,Lama Su,sei stato molto più preciso di me e mi hai dato una risposta archeologica nel vero senso del termine,grazie.Non sapevo davvero che il re Giosia avesse eliminato il culto di una dea Ashera addirittura compagna di Yahve' nel panteon Ebreo di allora;Ma ripensando alle ricadute bibliche al "vitello d'oro" c'è veramente da crederci.In fondo,nulla esclude,che storicamente il processo degli Ebrei al monoteismo abbia preso un periodo di tempo di una certa lunghezza.
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Vecchio 30-May-2008
L'avatar di  cheope
AI gens
 
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Forse è il caso di ricordare che la tribù di Abramo era quella degli Ebrei, derivante forse dal patriarca Eber (3° dopo il Diluvio).
La Bibbia dice che Abramo si recò in Egitto, quasi sicuramente intorno al 2000 a.C. e forse durante l’inizio della XII dinastia.
Il secondo arrivo degli Ebrei in Egitto si ebbe con Giuseppe nella 2° meta del 19° secolo a.C. e quindi con l’arrivo della tribù del padre Giacobbe, chiamato Israele per volontà di Dio, intorno al 1815 a.C.
Secondo la Bibbia gli Ebrei vissero in Egitto per 430 anni, per cui è presumibile che l’Esodo si sia verificato nel 1385 a.C.
E’ possibile che alla fine della loro permanenza in Egitto qualche personaggio ebreo sia venuto in contatto col nascente culto di Aton-Ra e che Mosè abbia preso ispirazione da questo pseudo monoteismo egizio.
Egli potrebbe aver capito che per portar fuori dall’Egitto un popolo a lui estraneo e per una loro sopravvivenza nel terribile deserto del Sinai era necessario creare una nuova religione. Mosè avrebbe così deciso di cancellare le varie divinità degli Ebrei, in linea con quelle delle altre popolazioni semite e mesopotamiche, e avrebbe optato per un Dio unico, dal quale egli avrebbe avuto i pieni poteri e l’incarico di portare gli Ebrei in Palestina.
Solo dopo la conquista della Terra Promessa gli Ebrei cambiarono il proprio nome e, in omaggio al patriarca Giacobbe, si chiamarono Israeliti.
La prima citazione degli Israeliti risale quindi alla stele di Merenptah, nella quale vengono ricordati i popoli della Palestina sconfitti dal sovrano egizio e tra questi il popolo di Israele.
__________________
Sito web: www.ugiat-antoniocrasto.it
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Vecchio 30-May-2008
AI gens
 
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Il problema è che, soprattutto per i libri del pentateuco, la bibbia non è un libro storico e non dovrebbe essere preso come tale.

Non ci sono dubbi che ci fossero scambi fra le tribù semitiche siriane (canannee) e l'egitto, ma non nessuna traccia archeologica di un eventuale esodo di tipo biblico, ed anzi, le testimonianze archeologiche (a tal proposito consiglio i libri di Israel Finkelstein, archeologo dell'univerità di Tell Aviv) sembrano mostrare proprio il contrario, e cioè una progressiva sedentarizzazione nelle alture del giordano di popolazioni nomadi locali.

Del resto per esempio, l'archeologia ha mostrato chiaramente che la "conguista" della palestina del libro di Giosué non è e non può essere mai avvenuta. un esempio su tutti: nell'epoca in questione gerico non poté essere conquistata per il semplice fatto che non esisteva, era disabitata e abbandonata.

Inoltre, la bibbia stessa nel libro dei re, uno di quei passi che invece possono contenere elementi storici, perché più recenti e spesso dichiaratamente copiati dagli annali reali o del tempio, dice che mosé aveva innalzato un idolo a forma di serpente di bronzo (""(il re Ezechia, uno dei successori di Giosia)ridusse in pezzi il serpente di bronzo che aveva innalzato mosé, perché fino a quel tempo i figli di Israele gli bruciavano profumi" II Re 1. Questo mostra chiaramente non solo che all'epoca di ezechia vi era ancora il culto di un dio serpente, ma mostra che le origini di questo culto erano attribuite proprio a mosé, che avrebbe dovuto essere il paladino del monoteismo.
Mosé quindi, ammesso e non concesso che sia mai esistito, non ha per niente cancellato le divinità degli ebrei.

Per quanto riguarda tutta la storia dell'esodo in effetti, ci sono forti elementi che porterebbero a credere che si tratti di un racconto "costruito", magari si basato su miti tradizionali, ma rimaneggiato e aggiustato in epoche ben più tarde (rimaneggiamento forse cominciato sotto Giosia, sempre nell'ottica della sua riforma religiosa, del resto sempre il libro dei re ci dice che giosia "trovò" che cascava a fagiolo con le sue idee di riforma religiosa..
Quello che ci si può domandare è se questo libro fu veramente "trovato" e se non fu piuttosto "scritto", o per lo meno rimaneggiato da giosia stesso, e ci si può domandare se questo libro non fosse proprio il libro dell'esodo).

uno di questi rimaneggiamenti potrebbe essere proprio la storia del vitello d'oro. Se si tiene conto che il toro era il simbolo per eccellenza di Ba'al, si può ben immaginare che questa storia sia stata costruita ad hoc all'epoca di Giosia (o poco prima o poco dopo) per giustificare la messa al bando di questo culto, fino ad allora diffusissimo nella regione.

Per me del resto, ma questa è una mia idea, nel racconto dell'esodo ci sono elementi che possono essere fatti risalire persino all'epoca del rientro dall'esilio a babilonia, e cioè nel VI sec aC, all'epoca di Ciro il grande di Persia, ma questo è un altro discorso.

Sempre per quanto riguarda il momento del passaggio al monoteismo, anche l'onomastica sembra confermare che questo sia vvenuto attorno al regno di giosia: negli ostraka di questo periodo infatti si osserva un brusco passaggio di nomi ebraici costruiti su varie divinità, a nomi quasi esclusivamente basati su "el" ("dio") o yahve, traccia ancora una volta di un profondo riorganizzamento sociale. (da qualche parte ho degli articoli proprio sulla questione dell'onomastica, se volete dettagli in più posso cercarli)

Per quanto riguarda Ashera infine, ti consiglio fra gli altri questo libro Did God Have a Wife? - Wikipedia, the free encyclopedia ('è un riassunto in questa pagina).

Ti segnalo inoltre questa pagina del metropolitan museum, The Metropolitan Museum of Art - Works of Art: Ancient Near Eastern Art
dove puoi trovare una foto di una statuetta di una Dea, molto probabilmente Ashera stessa, databile all'VIII-VII secolo e trovata a Lakish, roccaforte del regno di Giudea, che testimonia appunto la diffusione di questi culti nella regione
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Vecchio 03-June-2008
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Predefinito Akhenaton e l'Esodo

Caro Claudio,scusa se ti rispondo ora,ma ero via. La prima menzione egizia del nome Yahwè risale al regno di Amenhotep III Nebmaatra,alla fine della XVIII dinastia,ma non sembra si riferisse al dio degli Israeliti,ma ad una regione montagnosa.L'iscrizione,presente nella sala ipostila del tempio di Soleb,in Nubia,nomina gli "Shasu (una popolazione nomade semita) di Yahwè".Già sotto Thutmosis IV Menkheperura erano già attestati in Egitto lavoratori semiti,ma non conosciamo le loro idee religiose o quale divinità adorassero,né se fossero Ebrei,dato che la questione se il termine Hapiru o Habiru,presente nelle fonti egizie,foneticamente simile al termine Ibrim con cui, prima del X secolo a.C,la Bibbia chiama gli Ebrei,è ancora aperta.Il termine Apiru-Abiru designava delle genti semite nomadi, non aggregate in un popolo unitario,senza una lingua ed una religione comune,sparpagliate in Mesopotamia, nella zona di Canaan,lungo i confini dell'Egitto e nell'Anatolia meridionale. In una stele di Seti I Menmaatra rinvenuta a Bet-Shan,in Palestina,si dice che gli Habiru erano stanziati nella Galilea inferiore;e fra gli Habiru si cita il nome di Azor,con cui la Bibbia nomina una delle 12 tribù d'Israele.Prima del faraone Merneptah Baenra-Meryamon,inoltre,a metà della XIX dinastia,non abbiamo notizie d'Israele. Il fatto che prima il nome Israele non compaia nelle Liste geografiche (l'elenco dei popoli vinti e sottomessi al faraone) dei sovrani del Nuovo Regno (che ne fecero tantissime),indica che a quel tempo era un'entità trascurabile,tanto da non essere ritenuta degna di venire menzionata nei documenti ufficiali.Forse non esisteva nemmeno.Con queste lacune,è difficile stabilire se la religione e la cultura della valle del Nilo abbiano influenzato o no la religione ebraica.Anche l'influsso dell'Atonismo sull'Ebraismo (per Freud Mosè aveva preso l'idea del monoteismo dal faraone Akhenaton Neferkheperura-Waenra),è stato sconfessato.Sono due religioni (e due divinità) profondamente diverse: una, l'ebraismo,monoteista,l'altra enoteista.L'Aton,infatti,è un dio unico che però non esclude gli altri.A differenza dell'altra religione,quella di Aton non è universale,ma esclusiva del faraone e della famiglia reale,tanto da venire fortemente ridimensionata alla loro morte;il popolo la conosce solo attraverso il loro tramite.
E veniamo alla controversa questione dell'Esodo. Fu una libreria di Boston,nel 1887,a lanciare l'idea che Ramesse II fosse il faraone dell'Esodo.Il problema è complicato dal fatto che quando la Bibbia nomina la parola "Faraone" non si riferisce a nessun re in particolare,forse perché non è importante di quale sovrano si tratti,ma perché il faraone incarnava tutto ciò contro cui si scagliava il Dio degli Israeliti:la potenza, l'arroganza,il potere,il credersi una divinità.Alcuni studiosi datano l'episodio di Giuseppe ed i suoi fratelli al tempo dell'invasione Hykhsos del nord dell'Egitto (fine del XVIII-inizio del XVI secolo a.C.),dato che fra essi c'erano molti nomi semiti (come Ya-kob-her,che richiamerebbe quello del patriarca Giacobbe). Per l'egittologo Jan Assmann l'Esodo si collocherebbe al tempo del faraone Akhenaton, dato che a quel tempo l'accesso alle cariche pubbliche non era precluso agli stranieri e che buona parte del racconto biblico sembra derivare da interpretazioni posteriori del regno di questo faraone e della cosidetta eresia amarniana..La più antica fonte non ebraica dell'Esodo è lo scriba egizio Manetone ,vissuto nel III secolo a.C. (citato nel "Contra Apionem" da Giuseppe Flavio).Per Manetone l'Esodo non sarebbe altro che la fuga degli Hykhsos dall'Egitto.Cacciati dal faraone Ahmose gli Hykhsos si sarebbero rifugiati in Palestina dove avrebbero fondato Gerusalemme.I dati su cui basarsi per stabilire se l'Esodo sia avvenuto o no sono molto pochi:il nome di Mosè,tipicamente egizio,e il fatto che gli Ebrei lavorarono alla costruzione delle città di Pithom (Pi-Atum,"La città del dio Atum",l'odierna el-Maskuta,far il Cairo ed Ismaila), e di Pi-Ramesse (la città del faraone Ramesse, oggi Qantir,nel Delta),che porrebbe l'Esodo al regno di Ramesse II. Mosè non significa però "salvato dalle acque", ma "figlio",ed è alla base di nomi come Thot-mose (figlio di Thot) e Ramose o Ramesse (figlio di Ra).La confusione viene dal fatto che in ebraico "Mashah" significa "salvato".Dato che gli Israeliti vagarono nel deserto per 40 anni ,questo daterebbe l'Esodo non oltre il 1250 a.C.Nel I Libro dei Re si afferma che Salomone costruì il tempio di Gerusalemme 480 anni dopo l'Esodo.Dato che Salomone regnò nel 970 a.C.,questo porrebbe l'uscita degli Israeliti dall'Egitto nel 1450 a.C.circa,e l'episodio di Giuseppe nel 1900 (dato che la cattività in Egitto sarebbe durata 430 anni).Se ciò fosse vero (ma non è certo),l'Esodo sarebbe avvenuto sotto Thutmosis III,e l'episodio di Giuseppe all'inizio della XII dinastia,quando in Egitto sono documentati i primi contatti con le genti semite chiamate Hykhsos.L'unico dato certo,testimoniato dalle fonti egizie,è che nel corso dei secoli gruppi di popolazioni palestinesi si erano rifugiate nei fertili territori del Delta del Nilo per sfuggire alle carestie che periodocamente colpivano le loro terre.Non avendo specializzazioni particolari venivano destinati alla realizzazione dei mattoni di fango usati nella costruzione delle città o dei monumenti; dalle fonti egizie sappiamo ad esempio che lavoratori semiti erano adibiti alla costruzione del Tempio sepolcrale del faraone Thutmosis IV a Tebe Ovest.Essi potevano mantenere le loro tradizioni,le loro leggi e la loro religione;in cambio dovevano,come gli Egizi,prestare del lavoro gratuito per le opere di pubblica utilità,come la costruzione di monumenti.A differenza di quanto dice la Bibbia non venivano trattati da schiavi, e la conferma viene dal fatto che molte volte,durante l'Esodo,essi rimpiangessero la vita lungo la Valle del Nilo.Probabilmente,da popolazioni nomadi,mal tolleravano la rigida burocrazia egizia e l'obbligo di dover offrire gratis il loro lavoro.Per quanto riguarda l'impostazione cronologica,è difficile riuscire a datare l'Esodo al tempo di un determinato faraone,dato che la Bibbia non da' termini cronologici e che le corte egizia descritta nel Sacro Libro è quella del X secolo a.C.Per quanto riguarda il racconto della nascita di Mosè,invece (che venne abbandonato in un cesto fino a quando venne trovato dalla figlia del faraone- Esodo,2,10),fu chiaramente ispirato da quello del re Sargon scritto su una tavoletta babilonese del III millennio a.C.L'Esodo sarebbe quindi una storia ambientata in un Egitto conosciuto solo di seconda mano,in cui confluirono tutte le narrazioni relative alla cosidetta migrazione aramaica del II millennio a.C. che portò alla formazione dello stato d'Israele,e in Mosè tutte le figure dei i capi delle tribù che contribuirono a crearlo.Mosè divenne l'accentratore,il capopopolo che seppe trasformare un gruppo disomogeneo di uomini in una nazione,il legislatore che diede delle leggi a chi non le aveva. Secondo la Bibbia l'Esodo avrebbe riguardato due milioni di uomini;in realtà erano forse mille,dato che a quel tempo tutta la popolazione egiziana non superava i quattro milioni di persone.Se un Esodo vi fu,fu probabilmente la fuga di un gruppo di persone che com'era entrato in Egitto,dall'Egitto se ne andava.Se fossero stati di più,di sicuro l'efficiente burocrazia egizia l'avrebbe riportato. Ma perché collocarlo in Egitto e non,ad esempio,in Mesopotamia? Semplicemente perché allora l'Egitto era lo stato più potente del tempo,con il re e gli dei più potenti di tutti;sconfiggendoli,si poteva dimostrare che il dio degli Israeliti era l'unico,il vero e il più potente Dio.La storia di Mosè serviva a dimostrare che il Dio degli Ebrei era il più forte di tutti.L'essenza del racconto biblico e delle piaghe che colpirono l'Egitto,è la battaglia fra il Dio degli Israeliti e quelli degli Egizi,e la vittoria dell'unico Dio sugli altri.Come nelle piaghe,che colpiscono e mortificano tutte le principali divinità egizie (il Nilo,il cielo,il sole ed il faraone) per affermare che nulla possono contro Jahvè.La stessa cosa si ripete nell'episodio della separazione delle acque del Mar Rosso,che forse è avvenuto veramente,ma che serve al redattore per affermare ancora una volta che il Dio degli Israeliti può tutto.Come in una nuova creazione,Dio separa le acque dalla terra e distrugge le forze del caos rappresentate dall'esercito egizio;solo che in questo episodio non viene creato il mondo ma la nazione d'Israele. Spero di esserti stata utile,ciao!!!
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Vecchio 03-June-2008
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Altrochè,Meritaton,penso anche che questa tua preparazione sia frutto di uno studio accurato dell'archeologia egiziana. Ciao!!
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Vecchio 03-June-2008
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Caro Claudio,scusa se ti rispondo ora,ma ero via.
...
Spero di esserti stata utile,ciao!!!
Esaustiva come sempre..

anche se vi sono alcuni elementi su cui non sono proprio d'accordo..

Per esempio, il nome "moshe" secondo me non è egizio, l'assonanza con "msw" mi sembra solo casuale. Ora non ho tempo per scendere nei dettagli (lo riprenderò nei prossimi giorni) cmq se mosé derivasse dall'egizio msw, in ebraico avrebbe dovuto essere scritto con la lettera "samek" (infatti la città, "ramesse", in ebraico è scritta, proprio nel libro dell'esodo, con samek), mentre mosé in ebraico si scrive con la lettera "shin", lettera decisamente diversa nelle lingue semitiche.

Se si vuole cercare un'etimologia egizia al nome moshe, penso che la radice più vicina sia "mSa" (pronuncia mesha') che significa "guerriero" o "marciare". Ma per tanto così è meglio pensarlo come un nome puramente ebraico (tan`to più che ha tutte le caratteristiche necessarie per essere ebraico)

Secondariamente, penso che non si possano associare le invasioni aramee al popolo di israele, tra l'altro perché avvenute più a nord (zona di damasco) e perché l'aramaico è linguisticamente legegrmente differente dall'ebraico. Quello che si può fare è un paragone tipologico, cioè non è da escludere che l'istallazione del popolo di israele sia avvenuta come è avvenuta l'istallazione delle popolazioni aramee, con un progressivo passaggio da nomadismo-brigantaggio ad una vita più sedentaria (prob. spinta dal periodo economicamente favorevole per la regione che è stato il regno dei primi ramessidi, ma di questo si era già parlato)

Infine per quanto riguarda gli Habiru (che potrebbe eventualmente corrispondere all'ebr. 'vrit, "ebreo"), va notato che è un termine che nell'antico testamento compare pochissime volte. Diventa comune solo nel nuovo testamento, probabilmente a causa dell'influenza greca. In effetti nell'antico testamento sembra che agli israeliti quasi non piaccia definirsi "'vrit" (in jenere si definiscono "popolo di israele", "giudei", "samaritani",..), quasi che questo termine avesse una certa connotazione negativa, forse perché in origine, come è appunto nei testi assiri e gizi, si riferiva a dei gruppuscoli di mercenari e briganti senza alcuna identità etnica e religiosa definita.

Ci sarebbero altri punti che sarebbe interessante approfondire, ma ora devo scappare.. ci tornerò appena avrò tempo..

ciao!
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Vecchio 03-June-2008
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Ci conto!! Anche se così mi tirerò-scherzo-la zappa sui piedi!!
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  #10 (permalink)  
Vecchio 03-June-2008
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Molto interessante Lama Su, che bello leggere un esperto di lingue antiche!
Non è che potresti farci anche un piccolo corso di ebraico?
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  #11 (permalink)  
Vecchio 04-June-2008
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Precisazione:non conoscendo (purtroppo!!),l'ebraico,ho tratto le notizie sul nome Mosè dal libro"In cammino con la Bibbia",di Bruce Feiler,edito da Rizzoli.A pagina 181 si dice:"In Esodo 2,la figlia del faraone dice che darà al bimbo il nome di Mosè,Moshe in ebraico,perché "io l'ho salvato dalle acque".Ma si ritiene che questo legame sia stato aggiunto dai redattori successivi,che pensavano alla parola ebraica mashah,salvato.Per contrasto,dato che la figlia del faraone non conosceva l'ebraico, la sua scelta del nome deriva dalla parola egiziana moses,che significa bambino".
Su "Ramesses II il Grande",di Franco Cimmino,Rusconi editore,ho invece preso le notizie relative al fatto che (pag.292) "nella figura di Mosè si concentrarono molte saghe eroiche ed esaltanti vissute dai membri delle tribù che furono protagoniste della cosidetta "migrazione aramaica" del II millennio a.C".Ciao!!
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