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| Archeologia, arte e storia egiziana. Sezione Generica In questa sezione rientrano le discussioni che non trovano luogo nelle altre categorie sull'Egitto Antico e l'egittologia |
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27-March-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2007
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Professione egittologo
Ciao a tutti. Sono da poco iscritto in questo forum. Ho sempre avuto un forte interesse per l'egittologia. Sarei curioso di sapere come diventarle egittologo professionalmente parlando. La curiosità e il fascino di quel posto fuori dal mondo, con i misteri che nasconde sono sempre stati presenti in me, tanto da sviluppare diverse conoscenze, ma a livello "hobbistico", dedicandomi solo nel tempo libero. La curiosità è riuscita a spedirmi in Egitto per una vacanza e li sono rimasto stupefatto di ciò che ho visto, al punto di essermi convinto di voler provare con questa esperienza. Qualcuno può consigliarmi? Grazie in anticipo...
A presto.. Angelo
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28-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Benvenuto Brandon.
Che ruolo ha in Italia un Egittologo, professionalmente parlando?
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29-March-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2007
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Beh, in Italia credo quasi nessuno. Questo fa comprendere la motivazione per cui ho proposto questo quesito qua. La mia idea e trovare un percorso iniziale di preparazione, e successivamente spostarmi sul posto. Purtroppo le informazioni in giro sono davvero scarse a riguardo, e non saprei da dove cominciare.
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29-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Brandon
. . . non saprei da dove cominciare.
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Onestamente nemmeno io. A meno di voler cominciare appunto da questo aspetto. Non ne faccio una questione di gratificazione nè economica nè scientifica; ne faccio una questione sociale: che senso ha intraprendere in Italia un percorso scientifico che non porta da nessuna parte? Non si tratta di energie spese e fatte spendere tutto sommato anche alla Collettività improduttivamente? Non avrebbe più senso orientare diversamente i propri interessi, oppure decidersi a fare subito il grande salto?
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29-March-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Mar 2007
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In effetti mi sto orientando verso questa direzione pian piano. E' sicuramente la strada più ovvia e giusta in assoluto. Beh grazie mille, poi se qualcun altro volesse aggiungere qualcosa, io sono qui.
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29-March-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Vabbè ma scusa Mdd... Io capisco il tuo punto di vista e sono assolutamente grato dell'esperienza che condividi qui con noi, che personalmente trovo indispensabile. Tuttavia se tutti ragionassimo in questi termini, egittologia, archeologia del vicino oriente, e via discorrendo, settori che in alcuni atenei rivestono la loro importanza (Pisa, Firenze, Bologna, Milano, Torino, Roma, Napoli ecc.) ed hanno la loro tradizione di studi, scomparirebbero. Ovviamente io sono di parte, visto che mi sto laureando in archeologia del vicino oriente, però... Per quel che riguarda me poco mi interessa "scavare" o studiare, "professionalmente" parlando, un castello medievale o un foro romano, l'archeologia urbana e di emergenza, e via discorrendo. (Tutti settori ovviamente indispensabili, e anzi... ce ne fossero...). E non sono neanche di quelli che basta che sta coi piedi piantati in una trincea e sta bene (se le trincee non sono quelle di un tell), fa niente se si prospettano 10-15 anni di precariato ritrovandosi a 40 anni e oltre con una esperienza alle spalle magari di tutto rispetto ma che non necessariamente si potrà rivendere da qualche parte (così mi dicono almeno). Uno fa una scelta... Per quanto mi riguarda o (mi) si apre una prospettiva in questo campo (l'altro campo di mio interesse è la storia del pensiero archeologico e le questioni di metodologia ed archeologia teorica, dei quali però mi sembra presuntuoso, inutile e sterile occuparsi senza un'adeguata esperienza e "militanza"), oppure di barcamenarmi in mezzo a cose che mi interessano solo relativamente solo per restare ancorato al mondo dell'archeologia mi va fino a un certo punto. Il limite è quello dell'investimento in perdita (di tempo e di denaro). Tutto sommato preferisco fare altro, visto anche il mio tipo di laurea (in storia) e di formazione. La pubblicistica, il giornalismo, l'editoria, la divulgazione. Chissà magari mi butto in politica  Tutti campi altrettanto ristretti quanto l'archeologia, certo... (non sono così illuso e ingenuo nè certi campi mi sono così sconosciuti da non "intuirne" e in parte averne "esperito" le insidie...). Posso sempre tentare di rilevare un'attività, magari un locale aperto tutta la notte, così unisco l'utile al dilettevole... Scusate il tono solo che... anche in altre discussioni in cui si parla di scavi, metodologie di scavo, raccolte di dati ecc., ho come l'impressione che si dia per scontato che esistano solo gli scavi urbani e simili... (e solo lo scavo. Per quanto mi riguarda saper distinguere un'unità stratigrafica, nel lavoro di un archeologo che potenzialmente è ormai molto vasto, è importante tanto quanto sapere se in fase di interpretazione lo strutturalismo di Levi-Strauss o quello di Pierre Bourdieu sono utili o sono fesserie. Entrambi gli aspetti necessitano comunque di una certa esperienza "sul campo").
Ultima Modifica di Karl : 29-March-2007 20:18.
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29-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Prima di intraprendere un lungo ed incerto percorso di studi, dovrai pur chiederti a cosa serve quello che stai per fare per il tuo Paese, o no?
Per senso civico innanzi tutto, ma anche perché se la figura che ne esce fosse poco utile, con estrema probabilità il relativo corso di studi sarebbe poco attrezzato e poco sostenuto dall'Univestità.
Ma potresti dire che non c'è la utilità, ma c'è l'eccellenza, per cui si può pensare di studiare in Italia ed acquisire una preparazione internazionalmente valida, potrebbe ancora essere, anche se avrei comunque qualche scrupolo personalmente.
In pratica l'esperienza vissuta dei casi che conosco personalmente -laurea in Italia e poi tentativo in Francia- raccontano storie ben diverse.
Parlo di Egittologia, del Vicino Oriente non so nulla.
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29-March-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Aug 2005
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Io vorrei poter dare le indicazioni che chiede Brandon, ma pur essendo laureata in Egittologia e specializzanda nella stessa materia non vedo molti sbocchi in Italia e non so neanche io dove sbattere la testa.
Quello che vedo è che se anche vinci un dottorato (che sarebbe auspicabile, ma poco realizzabile se non fai parte della stretta cerchia di studenti scelti dal prof., e non sempre per i loro meriti nello studio) o riesci ad entrare alla scuola di specializzazione ciò non significa automaticamente che tu sia un egittologo.
Personalmente sono una delle tante persone che spinte dalla passione per una materia hanno messo da parte la speranza di un lavoro che dia un minimo di stabilità. Non me ne pento, anche se spesso mi chiedo quale sarà il mio futuro.
Non chiedo di diventare un'egittologa di fama mondiale, ma semplicemente di dare il mio piccolo contributo e ciò è purtroppo molto difficile.
All'estero è molto differente, almeno da quello che so.
Brandon la discussione è molto interessante e spero venga approfondita, ma non so dirti molto. Ci sono degli atenei italiani ottimi per l'egittologia: Pisa, Torino, Venezia, Roma e Firenze sono quelli che mi vengono subito in mente. Molto dipende anche da che formazione vuoi, se filologica o archeologica perchè ogni insegnante ha un diverso approccio alla materia.
So che non ti ho dato molte notizie, e se vuoi altri chiarimenti sarò ben felice di aiutarti, ma come si diventa egittologo non lo so ancora neanche io... 
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29-March-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Concordo con quello che ha detto Lu, la situazione accademica in Italia è scoraggiante e da pochissime possibilità.
A questo punto io proporrei anche di seguire un percorso alternativo, nel senso di fare una eccellente preparazione da autodidatta e nello stesso tempo cercare di mettersi in contatto con quelle associazioni o musei che promuovono esperienze di scavo in Egitto o aspetti legati ad esse.
Io studio archeologia per passione, non ho alcuna fiducia nella possibilità di trovare lavoro o prospettive nel campo affidandomi all'aspetto universitario, sono anche disposto a non lavorare in campo archeologico pur di mantenermi ma allo stesso tempo porto avanti la mia passione sperando in un futuro in cui mi capiterà qualche occasione buona. Ovviamente non aspetto che cada dal cielo, ci vuole tanto tanto tanto impegno e determinazione e penso altrettanta fortuna.
Soprattutto non scoraggiamoci mai. :wink:
Ciao ragazzi, siamo sulla stessa barca, avete portato il salvagente? 
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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29-March-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Il panorama fatto da Lu è quello che vedo e vivo anche io, con le stesse scoraggianti prospettive e considerazioni che ne derivano. Tuttavia che ciò sia inutile al mio paese non lo condivido. A parte il fatto che per certe cose (la conoscenza del passato) ho un po' di difficoltà a ragionare in termini strettamente nazionali. In ogni caso questa inutilità secondo la maggior parte delle persone sarebbe da estendere all'intera archeologia, alla storia, all'antropologia, alla letteratura, alla filosofia, alla psicologia, ma anche alla fisica teorica o a qualsiasi altra cosa che non sia velocemente e direttamente sfruttabile dal punto di vista economico (secondo un concetto di economia alquanto ristretto, per quel che mi riguarda). Se uno facesse solo quel che è percepito come "utile", che è un concetto anche molto aleatorio e relativo, interi campi del sapere non credo sarebbero mai nati, nè si sarebbero mai istituzionalizzati. A chi era utile osservare il cielo come faceva Galileo? Poi certamente c'è da porsi il problema strettamente collegato del lavoro, per carità... non ditelo a me  Ma sta anche agli "uomini di buona volontà" cercare di cambiare ciò che comunemente è ritenuto utile nel caso in cui non si sia d'accordo, di modo che rientri nel concetto di utilità. Altrimenti staremmo sempre fermi... E' utile andare a scuola? E' utile riciclare i rifiuti? E' utile arruolarsi nell'esercito? E di avvocati, medici e ingegneri... non ce ne sono un po' troppi?
Ultima Modifica di Karl : 30-March-2007 00:00.
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30-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Karl
Il panorama fatto da Lu è quello che vedo e vivo anche io, con le stesse scoraggianti prospettive e considerazioni che ne derivano. Tuttavia che ciò sia inutile al mio paese non lo condivido. . . . E' utile arruolarsi nell'esercito? E di avvocati, medici e ingegneri... non ce ne sono un po' troppi?
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Mi piace la piega che la discussione sta prendendo  .
Però c'è un punto del mio pensiero che forse non è stato colto.
Non sto parlando dell'utilità dell'Egittologo come figura in sé. Questa utilità non solo ritengo ci sia, ma mi pare che -al pari di molte altre figure della Cultura- sia elevatissima.
Parlo invece delle motivazioni che secondo me dovrebbero presiedere alla scelta di una Facoltà Universitaria da parte di un giovane (che è diverso dal diritto continuo allo studio e di accesso alla scienza ed alla cultura anche ai massimi livelli, da parte di chi ha già altra occupazione).
La scelta di un percorso di formazione universitaria da parte di un giovane per me NON è puramente l'esercizio di un diritto di seguire illimitatamente il proprio interesse o le proprie sensibilità individuali, ma è il diritto di individuare da sè in quale modo si pensa di essere maggiormrnte utili alla Collettività.
Ciò significa che nell'eventualità ipotetica che risultasse che in Italia gli insegnamenti di Egittologia fossero di basso profilo e le figure professionali derivanti avessero sbocchi risibilissimi, difficilmente io diciannovenne avrò motivi ragionevoli di intraprendere questo percorso.
Progetterò per me stesso un futuro un po' differente (o molto differente), oppure prenderò da subito il coraggio a due mani ed andrò a studiare Egittologia da un'altra parte.
Tenendo anche conto che se sbaglio a costruire il mio percorso universitario, vado a gravare negativamente non solo sul mio futuro personale, ma a pesare anche economicamente e socialmente sulla Collettività.
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31-March-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Mah... io a questo discorso della collettività non ci ho mai pensato anche perchè mi pare che alla collettività dell'egittologia (e di molto altro) gliene freghi ben poco. Fa scena guardarsi due mummie sbendate o sentire le storielle di come hanno costruito le piramidi ma questo ha poco a che vedere con l'egittologia.
Perchè interessarmi della collettività quando le università e lo Stato non danno alcuna possibilità di sviluppare questa disciplina e in generale l'archeologia? Perchè occuparmi della collettività quando questa non si occupa di me?
Mi rendo conto di essere molto nichilista riguardo a questo punto però non ho fiducia nel sistema, mi baso sulle mie forze e anche se otterrò pochi risultati so che li avrò ottenuti grazie ai miei meriti visto che appoggi dall'alto non ne ho.
Sarò fatto male ma la penso così. Non è che sono arrabbiato, lo prendo come un dato di fatto, ne sono consapevole nel bene e nel male.
Dici che sbaglio Mdd? Dimmi la tua...
Ciao 
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31-March-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Mar 2007
Luogo: Bassano del Grappa
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secondo me non centra l'essere o meno nichilisti...considera che sia tu che mdd dite due cose giuste...perchè se tutti ragionassero come te Shemsu, potremo anche iniziare a smettere di pagare le tasse etc. etc. e ognuno inizia a prodigarsi solo per il proprio utile senza interessarsi minimamente degli altri...dall'altro se tutti facessero quello che dice mdd problemi non ce ne sarebbero più di tanti, e probabilmente anche il settore dell'archeologia non si vedrebbe più emarginato come è ora...d'altra parte è il discorso che più o meno a tutti manca il senso civico, o statale in quanto stato (volendo potremo anche prendere in considerazione la concezione dello stato di Hegel, di per se ottimistica), ma non se ne può fare una colpa, quando una classe dirigente che dice di prodigarsi per il bene comune fa solo il poroprio bene...alla fine di tutto mi associo a Shemsu, perchè ora come ora è l'unico modo per tirare avanti..francamente è inutile essere gli utopisti di turno che poi, passatemi il termine, si fanno "inculare" e basta...
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31-March-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
ShemsuHor
Mah... io a questo discorso della collettività non ci ho mai pensato anche perchè mi pare che alla collettività dell'egittologia (e di molto altro) gliene freghi ben poco.
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Dici che sbaglio Mdd? Dimmi la tua...
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Secondo me sbagli.
Ma non dico dal punto di vista personale, perché in definitiva ognuno la pensa come la pensa.
Dico che in questo modo l'Egittologia (e molto altro) avrebbero senso solo come passatempo ozioso.
E allora perché incoraggiare qualcuno ad intraprendere un impegnativo percorso universitario per farne una "professione"?
La "professione" ha senso per me solo se c'è l'utilità sociale. Beninteso, anche naturalmente se questa utilità non fosse riconosciuta dai più, anche se fosse una ragionevole prospettiva più che una realtà attuale, ma non invece se fosse indifferente.
E non è solo questione di utopia, è soprattutto questione pratica. Non ci saranno buoni insegnamenti universitari e non ci saranno sbocchi professionalità dove l'utilità sociale fosse riconosciuta persino dai cultori della materia come ininfluente.
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31-March-2007
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