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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero


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Vecchio 31-January-2007
L'avatar di  alessandro
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Predefinito Agharti & Atlantide

Salve,
E' da un po che io studio a riguardo del continente perduto e della rete planetaria di gallerie.
Questa può essere giudicata fanta-archeologia ma dal mio punto di vista abbiamo base storiche a riguardo (vd. Crizia e Timeo di Platone) ed il susseguirsi delle stesse leggende in tutto il pianeta,appartenenti a varie popolazioni che dalla storia classica non dovrebbero essersi mai conosciuti.
Dai miei vari studi, ho constatato vari punti in comune in leggende riguardanti civiltà antidiluviane che avrebbero fondato la civiltà attuale. Questo in leggende appartenenti a popolazioni indigene centro-americane, come gli Apache nelle quali dopo un grande cataclisma i loro predecessori scapparono dall'isola di Aztlan rifugiandosi sulle coste sudamericane. Questi racconti si trovano anche in leggende/racconti/religiosità di popoli come Aztechi (letteralmente abitanti di Aztlan).
Tutti questi popoli come anche varie tribù (anche attuali) esistenti in Brasile parlano di una rete di gallerie (molte di queste anche trovate) che collegavano il "nostro livello" con uno sottostante dove si ergerebbe una città magnifica ed i suoi abitanti sarebbero "gi dèi fondatori".
Il medesimo racconto lo si trova sia fra i lama tibetani sia in india e pure in mongolia.

A questo punto documentandomi ho scoperto di non essere il primo a scovare queste analogie (ma pare che tutte queste persone interessate a questo fatto siano fra '700 e '800 ).

Ora, se c'è qualcuno interessato come me in questa ricerca beh si faccia avanti !!!sarebbe bellissimo fare un confronto di studi!

Ciao ragassi

Ale
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Cercare la verità è molto diffcile, basandosi sui fatti è possibile avere una buona base su cui presupporre la verità! (...e la X non segna mai il punto dove scavare...)
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Vecchio 01-February-2007
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alessandro Visualizza Messaggio
Questa può essere giudicata fanta-archeologia ma dal mio punto di vista abbiamo base storiche a riguardo (vd. Crizia e Timeo di Platone) ed il susseguirsi delle stesse leggende in tutto il pianeta...
Mi sembra di ritornare alle vecchie letture liceali dei libri di Peter Kolosimo...Ti consiglierei prima di tutto di leggerti cio' che Karl ha scritto per il Glossario di questo Forum sulla Fantarcheologia
[Fantarcheologia]

ed in genere, facendo una ricerca attraverso il Forum, cio' che e' stato discusso su Atlantide etc... giusto per non stare a ripetere sempre le stesse cose. Potrai scoprire che Atlantide non ha affatto "basi storiche", bensi' che la sua affascinante storia descritta nel Timeo e nel Crizia e' una "fiction" letteraria di Platone per discutere sullo stato ideale (tipico dello stile platonico) e che non esistono fonti anteriori a queste che parlino di Atlantide.

Inoltre, su quali testi fai i tuoi studi? Studiosi seri, oppure tipo Hancock?

Anche se non lo dici esplicitamente, e' probabile che tu trovi ovvia l'assonanza tra il nome della mitica Aztlan delle leggende Azteche con Atlantis (nel genere fantarcheologico cio' viene dato quasi per scontato). In tal caso e' un metodo di studio alquanto ingannevole. E' noto che in lingue diverse esistono parole diverse che per pura combinazione si assomigliano o possono perfino sembrare identiche. Per esempio e' credenza diffusa che Maria sia il femminile di Mario. Eppure, niente di piu' errato. Questi due nomi non hanno assolutamente nulla a che fare tra di loro ed hanno due origini diversissime: Maria e' la forma greca dell'ebraico Myriam (amata da Dio), mentre Mario e' un nome latino con una radice etrusca e significa "vero uomo".

Oppure, la parola "oel" esiste, identica anche nella pronuncia, sia nel tedesco che nelle lingue scandinave. Pero' in tedesco vuol dire olio (infatti deriva dal latino) mentre nelle lingue scandinave indica la birra. Sono in realta' due parole diverse, una derivata dal latino e l'altra derivata dalle lingue nordiche, che per combinazione suonano uguali (ed infatti in Germania circola la battuta che i Danesi non bevono birra ma olio!)

Semplicemente, t'inviterei a dotarti di un metodo un po' piu' critico per non ricadere nei soliti argomenti triti e ritriti della fantarcheologia dei cercatori di Atlantide, degli Hancock e via dicendo.

Con questo non voglio affatto deludere la tua giustificata ed ammirevole curiosita' ed attrazione per il mistero, ma le antiche civilta' sono gia' abbastanza affascinanti se studiate con metodo scientifico, senza dover vedere per forza astronauti nei disegni dei popoli precolombiani o lampade elettriche nei disegni degli Egizi.

Saluti

Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 01-February-2007 01:22.
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Vecchio 01-February-2007
L'avatar di  Simone82
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Precisazione: il mondo è pieno di gallerie naturali. Non serve l'uomo a scavarle, ci ha già pensato la natura... Quindi il fatto che qualcuno parli di "gallerie" è più che ovvio, direi quasi necessario...
Se poi davvero ci fosse qualcosa di particolare sottoterra, i nostri sistemi di telerilevazione, a cominciare dalla geofisica, li avrebbero già trovati da un bel pezzo...

Terza cosa: miti legati al diluvio biblico si trovano in oltre 300 culture, dall'Alaska agli indigeni dell'Australia... Eppure archeologicamente non v'è nessuna traccia di un diluvio planetario di queste dimensioni che, sia detto tra parentesi, non avrebbe lasciato nessuno per poterlo raccontare!!! Detto questo dunque, il fatto che civiltà che non si conoscano arrivino a postulare una stessa base cultuale (addirittura con tanto di uccellini che tornano con un ramoscello in bocca), è assolutamente tacito, basti anche vedersi le pubblicazioni di Raffaele Pettazzoni a tal riguardo, soprattutto la sua monumentale enciclopedia "Miti e leggende"...

Da ultimo: l'idea degli "dèi fondatori" mi riporta alla mente un famoso libro, per cui quoto tutta la vita Mario...
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Vecchio 01-February-2007
L'avatar di  alessandro
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Beh, è beh è proprio questo che cercavo una visione critica della faccenda.
Per quanto riguarda le fonti, mi baso sugli studi filologici e storici di Alec Maclellan e su reportage fatti da persone comuni sulla faccenda (vedi Ossendowski).
Per gli studi su india e medio oriente mi baso sugli scritti di Helena Petrovna Blavatsky che oltre una mistica era una gran conoscitrice della cultura indiana e mediorientale.

Per la parola Aztlan (scusa non l'ho scritto prima ) a parte la conformazione fonetica della parola, la radice da cui deriva è (e qui riporto studi dello stesso Maclellan) nahuatl aztatl, che significa airone ,e tlan, che significa luogo cioè luogo degli aironi (nella loro cultura era l'odierna idea di isola) ed accanto a nahuatl aztatl c'era sempre una specificazione diversa : a volte l' "isola" che ci congiunge con l'altro posto. Qui ci si cogiunge col mito indiano che raccontava di caverne che collegavano l'attuale continente europeo ed afracano con l'isola perduta di atlantide.

Mi rendo conto di fare la figura dell'avvocato del diavolo ma è da un po che studio e volevo il parere di gente più esperta di me riguardo a queste cose

Ale
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Vecchio 05-February-2007
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Come pensavo, le fonti che tu citi sono di tipo "esoterico" o "alternativo". Vorrei precisare che non voglio avere un intento denigratorio o spregiativo. Tutto dipende dai propri gusti e dalle proprie aspettative. Di per se, sono bellissime letture su temi affascinanti. Va benissimo leggere queste opere per puro svago. Ma se invece si pretende di attribuire a queste teorie un qualche fondamento, allora le cose cambiano radicalmente. Anch'io ho letto nei primi anni di liceo, quasi tutti i libri di Peter Kolosimo. I temi erano assolutamente avvincenti: l'idea base era quella che l'umanita' avesse conosciuto piu' volte livelli di grande evoluzione e poi fosse ripiombata nell'eta' della pietra in seguito a catastrofi naturali o, in qualche caso, addiritura provocate dall'uomo stesso. I miti e le leggende sarebbero stati i ricordi tramandati da queste civilta' perdute.

Chiaramente, mettendosi in quest'ordine di idee, il racconto di Platone su Atlantide risulta perfetto per un'interpretazione a senso unico.

Sfortunatamente pero', tutte queste teorie hanno un grosso difetto: semplicemente non hanno nessuna base scientifica, o peggio, sono in contraddizione con le nostre attuali conoscenze. Ho continuato per qualche tempo a leggere libri di questo genere anche fino ai primi anni universitari, per puro svago. Poi ho cominciato a trovarli molto noiosi e poco gratificanti sul piano intellettuale.

E' noioso leggere di un'ipotetica grande isola situata in mezzo all'Atlantico, sede di una grande civilta' antichissima, sprofondata in seguito ad un cataclisma geologico 8000 anni fa, i cui supersititi sono all'origine delle civilta' egizia e americane, quando poi la geologia mi dice che non c'e' assolutamente traccia di un evento simile e la genetica di popolazione mi dice che non c'e' nessuna possibilita' di un origine comune tra gli Egizi e i popoli precolombiani.
(Questo e' solo un esempio, ma questi libri sono pieni di argomenti di questo genere)

Hai provato a leggere qualche testo "ortodosso" sulle civilta' antiche?

Saluti
Mario
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  #6 (permalink)  
Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  alessandro
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Beh certo,
è assolutamente insindacabile quello che dici tu, ma sai sto cercando ,non senza difficoltà, di dare una connotazione storica a cìò.
Studio storia antica, quindi di libri "ortodossi" ne sto leggendo e ne ho letti a volontà e tirando le somme da questi chiaramente ho tirato le tue stesse conclusioni.
Sta di fatto che mi risulta ancora molto difficile credere a pure casualità ed i libri di Maclellan mi honno creato una base su cui cominciare a studiare queste strane casualità e concatenamenti religiosi e storici.
Parto dal fatto che secondo me tutte le leggende attingono da un fondo di verità, trovato temi comuni immagino che il punto di partenza sia il medesimo, anche se lungi da me tirare conclusioni affrettate.

Colgo l'occasione per ringraziarvi per questa costruttiva discussione ed anche questo forum dal quale sto imparando parecchio! \\/

Saluti

Alessandro
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Vecchio 05-February-2007
L'avatar di  Karl
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Ciao Alessandro. Quali miti in particolare hai in mente? Perchè restando sul generico possono avere comuni orgini così come orgini differenti. Antropologicamente sono documentati anche miti simili ma nati in modo indipendente l'uno dall'altro, nel senso che non sono documentati e documentabili in alcun modo contatti tra popolazioni e culture che li adottano, neanche attraverso intermediari (ma la cosa vale anche per altri tratti culturali, per esempio invenzioni tecnologiche). Le spiegazioni possono essere molte, da quelle che chiamano in causa simili eventi reali alla base a quelle che si rifanno agli archetipi, ecc. Alla base sta il fatto che, per quante differenze possiamo trovare, sempre esseri umani siamo...
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  #8 (permalink)  
Vecchio 06-February-2007
L'avatar di  alessandro
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Karl Visualizza Messaggio
sempre esseri umani siamo...
Questa frase è molto interessante e parto proprio da qui per esplicarti un mito che a mio avviso è molto affascinante:

Presso la civiltà maya, esisteva un mito che parlava di 4 ere, tutte finite in un grandissimo cataclisma, ogni era faticava sempre di pìù ad emergere dal lato scientifico/tecnico partendo dalla prima chiamata "dell'oro".
Tra l'altro è stato ritrovato un calendario terrestre con tanto di durata delle ere, la prima distrutta da fuoco cadente dal cielo, la seconda distrutta da enormi uragani e deflagrazioni, la terza (quella prima della nostra) distrutta da un diluvio.La nostra l'era del ferro è prossima alla fine...(non voglio essere drammatico )

Nell'Arizona esiste una tribù gli Hopi i quali postulano il medesimo mito seppur con nomi diversi.

Cambiando continente, sui monti dell'Himalaya i lama buddhisti hanno un mito molto simile, le quattro ere sopra citate coincidono e parlano egualmente di civiltà e razze estinte ma ne aggiungono tre ancora precedenti.

In alcune tribù della Malesia le credenze sono molto similari, parlando di sette ere.

In africa si parla di Nove ere nelle tribù Keniote e del Ghana.

Nove tempi si trovano addirittura nella bibbia, nei libri sibillini si parla di nove soli e nove ere, l'attuale sarebbe la settima.

Questo è un mito che mi ha sempre affascinato, così come il mito che parla di cavità subterranee nelle quali si rifugiarono le genti durante il grande diluvio.
Questo mito presente in quasi tutte le civiltà sia attuali in Brasile ed Argentina sia passate come Maya ed Aztechi.
Le medesime credenze si possono trovare anche in tribù africane sulle coste dell'oceano atlantico.
I lama tibetani parlano di un continuo contatto attraverso le gallerie planetarie con il "Re del mondo" che ci giudica e comanda.
A tal riguardo credenze molto forti si riscontrano in India (ne parlano come una via per raggiungere un luogo utopico dove incontrare genti che possono condurre ad una vita senza bisogni terreni) in Mongolia e Cina.

Nelle praterie mongole ancora oggi le carovane quando uccelli, animali e vento tacciono credono che il Re del mondo stia parlando ed allora si mettono in contemplazione sperando di scorgere un varco per raggiungere Shangri-La o Shamballah o altri nomi che si ripetono nelle genti sopra citate, che sarebbe la capitale del regno sotterraneo di Agharti.

Questi sono soli due miti, ma nei miei studi ne ho trovati molti altri non meno intressanti e degni di nota.

Alessandro
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Vecchio 10-February-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Mario_A: la genetica di popolazione mi dice che non c'e' nessuna possibilita' di un origine comune tra gli Egizi e i popoli precolombiani.
ohibò... ed io che pensavo che la genetica moderna stesse facendo ogni sforzo per dimostrare che tutti gli uomini attuali hanno un'origine comune.....quell'origine che permette a Karl di dire:
sempre esseri umani siamo...



Caro Alessandro, se ancora non ti fosse capitato sotto mano forse ti sarebbe utile dare un'occhiata a "R. Guenòn, Il Re de Mondo" (adelphi)di cui riporto l'indice:
1. Nozioni sull"Agarrtha" in Occidente
2. Regalità e pontificato
3.La "Shekinah e "Metatron"
4.Le tre funzioni supreme
5. Il simbolismo del Graal
6."Melki-Tsedeq"
7. Luz o il soggiorno d'immortalità
8.Il centro supremo nascosto durante il "kali-yuga"
9.L' "omphalos" e i betili
10. Nomi e rappresentazioni simboliche dei centri spirituali
11. Localizzazione dei centri spirituali
12. Alcune conclusioni.

Milena

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  #10 (permalink)  
Vecchio 11-February-2007
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ohibò... ed io che pensavo che la genetica moderna stesse facendo ogni sforzo per dimostrare che tutti gli uomini attuali hanno un'origine comune.....
Milena,
certamente tutti gli uomini attuali hanno un'origine comune. Ma spargendosi sulla Terra, con il tempo, si sono differenziati in popolazioni diverse, con differenze che possono essere considerate piccole o grandi (e' del tutto soggettivo) riguardanti il colore della pelle, la statura, la forma del cranio, il taglio ed il colore degli occhi, tipo e colore dei capelli. Certamente differenze trascurabili da un punto di vista del genoma (sono nell'ordine di un millesimo circa) ed in gran parte dovute ad un adattamento al clima, purtroppo strumentalizzate in molte culture umane per discriminare ed opprimere ed impropriamente chiamate "razze".

Io volevo solo dire che se gli Egizi e i Precolombiani fossero stati i discendenti del popolo di Atlantide, sarebbero dovuti essere molto affini anche dal punto di vista genetico, in quanto questa origine comune non avrebbe piu' di 12000 anni (prendendo Platone alla lettera), un tempo troppo breve per l'evoluzione umana. Gli antichi Egizi erano una popolazione multi-etnica africana, con componenti propriamente africane (i Nubiani), semitiche ed europee (berberi). I popoli nativi americani erano invece asiatici, cioe' molto piu' affini ai Cinesi che non agli Africani o agli Europei.
Cioe' Egizi e Precolombiani non hanno una comune origine nell'intervallo temporale di una decina di migliaia di anni. Questo non contraddice l'origine comune degli uomini attuali: se andiamo indietro nel tempo di circa duecentomila anni e' invece probabile che troveremo un'origine comune.

Spero di essere stato chiaro
Ciao
Mario
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  #11 (permalink)  
Vecchio 11-February-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Ti chiedo scusa, Mario per l'ironia della mia precedente risposta, era solo un modo per invitare ad evitare gli estremismi e le chiusure di qualsiasi genere-senza volerli necessariamente attribuire a te- che mi pare si affaccino continuamente quando si parla di argomenti come Atlantide.....del resto siamo nella sezione "fantarcheologia" e possiamo dirscorrere un pò più liberamente e prendere in considerazione anche teorie non proprio ortodosse.

Del resto nulla sappiamo di Atlantide ,nè della sua popolazione, e nemmeno, se ne vogliamo ammettere l'esistenza, se sia stata sommersa effettivamente 12.000 anni fa e non prima.......
Amettendo che utta l'umanità abbia una comune origine in un sol punto del pianeta dovremmo ammettere, oltre ad una comune base genetica e biologica, anche una comune cultura di base che poi con l'espansione dell'uomo moderno e l'adatamento ad ambienti diversi si sia man mano diversificata di modo che alcune popolazioni ne hanno conservata una parte, altre un'altra parte e che in base a un simile meccanismo alcuni miti si siano conservati in luoghi molto lontani tra loro e tra popolazioni mai venute in contatto.

Ancora, l' esempio da te riportato di oel "birra" ed oel "olio" potrebbe essere spiegato anche semplicemento attribuendo alla radice un significato generico di "liquido denso", significato che poi ogni cultura ha specificato secondo le proprie attitudini....

Insomma, poichè sono convinta che nessun mito è inutile, ritengo proficuo anche analizzare le concordanze riscontrate in varie parti del globo onde sviscerarne il significato profondo......se poi esso sia valido nella sfera del simbolico o in quella del reale è un altro discorso, ma mai abbandonare una ricerca come quella su Atlantide, considerandola una causa persa.
Certo anche da parte di coloro che ne affermano l'esistenza ci vuole apertura mentale e non ostinazione nell'indirizzare la ricerca, ma solo portarla avanti per vedere dove essa effettivamente porta.

Milena
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  #12 (permalink)  
Vecchio 12-February-2007
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Insomma, poichè sono convinta che nessun mito è inutile, ritengo proficuo anche analizzare le concordanze riscontrate in varie parti del globo onde sviscerarne il significato profondo......se poi esso sia valido nella sfera del simbolico o in quella del reale è un altro discorso
Qui mi trovi, cara Milena, davvero d'accordo. Il mito non può essere "inutile", in quanto nasce quantomeno da un'esigenza di spiegare quel che altrimenti non si spiega, talora anche unita ad un'esperienza e risponde ad un bisogno tipicamente umano, quello di sapere e capire e che si puó sommariamente ridurre a due domande: Da dove veniamo e dove andiamo?

Ma - come tu stessa dici - bisogna stare anche ben attenti a non confondere, almeno non confondere troppo, le sfere del simbolico e del reale.

Ai tempi, ahimé lontani, dei miei inizi in psicoterapia mi sono accostato alla psicologia analitica di C. G. Jung, ho anche frequentato lo Jung-Institut di Zurigo ho fatto l'analisi didattica junghiana e per parecchio tempo sono rimasto anche affascinato dalle teorie archetipiche. Anche nel quotidiano lavoro con i pazienti ho potuto riscontrare motivi archetipici e per un certo tempo ho pure creduto di poterli usare nel processo psicoterapeutico. Col passare degli anni (dei decenni dovrei dire) ho peró notato che che piú che di archetipi si dovrebbe parlare di strutture e motivi comuni, risalenti ritengo sia a strutture mentali che a esperienze comuni a molti uomini e a molte culture.

Quello che mi ha portato a dubitare molto dell'utilitá terapeutica di tali teorie sono state delle esperienze che ho fatto, e che purtroppo non posso riferire dettagliatamente, in cui ho visto come sia grande il pericolo di confondere il livello simbolico e quello reale. Ti posso solo dire di aver visto dei nomi ben noti nel campo e molto vicini a Jung stesso discutere sull'oroscopo di una paziente, trovando che esso era del tutto positivo. Intanto peró la poverina si era tolta la vita: secondo "la teoria" non avrebbe dovuto farlo, ma oramai era troppo tardi. E questa visione della tristissima vicenda derivava, e sono certo di non sbagliarmi, dalla difficoltá dei terapeuti coinvolti, di riflettere sul proprio agire, sul rapporto terapeutico, sul transfert e controtransfert e di riconoscere i propri tragici errori. E ti assicuro che si trattava di terapeuti ben formati, seri e stimabili.

Racconto questo, Milena, perché da diversi tuoi interventi ho ricavato l'impressione che tu, come io stesso in passato, sia affascinata da modi di pensare diversi da quello occidentale (che non è di certo l'unico valido!), che ritengo peró richiedano molta attenzione e discernimento critico.

Ricordo e cito a mente il Dalai Lama, che in una manifestazione in Germania a cui partecipava un numero enorme di persone entusiaste, espresse la sua meraviglia e la sua perplessitá: In fondo - disse - ogniuno dovrebbe restare piuttosto vicino alla propria cultura di origine.

Il che non vuol dire che sia errato conoscere studiare culture e modi di pensare diversi, anzi e vi è non poco da imparare, per tutti. Bisogna peró anche mantenere l'umiltá del dire "Non so". Il socratico "So di non sapere" unito ad un "e faccio tutto il possibile per sapere almeno un poco" è forse ancora l'atteggiamento piú corretto. Oltre trent'anni di psicoterapia (non come paziente ) mi hanno portato a riconoscere di saperne sempre di meno, ma di poter con questo aiutare un po'meglio chi mi chiede aiuto.

Che Atlantide sia esistita o meno non lo so e mi importa poco, quello che so è che molti, se non tutti, hanno bisogno di credere ad un'Altantide, comunque essa si chiami. Forse dovremmo cercarla nei nostri bisogni, nei nostri desideri, nelle nostre speranze e non sulle carte geografiche.
__________________

dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 12-February-2007 00:14.
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Aggiungo ancora una breve considerazione:

Psicoterapia e archeologia hanno qualcosa in comune: In entrambe sono le grandi idee che mettono in moto (Freud, Jung, Schliemann ecc.), ma quello che nel lavoro di ogni giorno porta ai risultati sono i minuscoli, poco appariscenti cocci, siano di terracotta che di vita.

Sará un caso, ma Freud stesso era un appassionato collezionista di reperti archeologici e sosteneva di aver letto piú libri di archeologia che di psicologia (bella bravura quelli importanti non doveva leggerli, li aveva scritti lui!)
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dott. Claudio Giorgini
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