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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero


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Vecchio 12-February-2007
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Predefinito l'ultima sfida per l'archeoastronomia

Ciao,continuando la ricerca sule antiche conoscienze geodetiche tramandateci dagli antichi egizzi,è sorto un singolare dilemma .Il mio articolo è puplicato in questo forum nel topik"fantarcheologia"situato sotto a tutti gli altri.
Chi fosse in grado di risolvere il problema ,dare suggerimenti o di formulare ipotesi sostenibili sarebbe di grande aiuto. Il quesito è il seguente:

Chi ha letto e ragionato attentamente su quanto esposto sopra,si sarà accorto che dai suddetti codici,compaiono diverse declinazioni,riferite alla durata del giorno,due sono molto precise e si ottengono dal confronto di due codici come vedremo ,ma quella indicata proprio nel calendario che ci hanno tramandato ha una durata inferiore di alcuni minuti!perche?qualche esperto di astronomia saprebbe spiegare come è possibile,e se fu preso di riferimento qualche pianeta del sistema solare al posto del sole o di una stella fissa ,nel calcolare tale declinazione.Con quale pianeta dobbiamo fare i conti?

A presto,risolveremo anche questo problema

Valditurrite ,centro ricerche e recupero delle antiche conoscienze per il decentramento e la dispersione dell'energia geofisica e i culti delle acque.

ricerche di archeoastronomia

CODICE PRINCIPALE DELLE UNITA' DI MISURA

Le differenti sequenze degli spaccati delle principali piramidi di Giza, tramandano e trasmettono sequenze di altrettante formule relative alla geodesia e alla meteorologia. Naturalmente in Europa dove i codici onfalici erano nati, codeste formule interagivano con i vari ecosistemi in altra maniera ,dai santuari onfalici i sacerdoti e i druidi manipolavano all’occorrenza simultaneamente sul territorio italico e d’oltre alpe.

Nei pesi degli Onfalos c’è un messaggio ben preciso

Questo piccolo gruppo di onfalos geodetici con i loro pesi permettono di ricavare non solo tutti i calendari, le misure geodetiche del nostro pianeta e le unità di misura correnti, hanno anche un'altra caratteristica, ed anche questa è molto importante e determinata ancor più da un intrigato gioco delle coincidenze.

Il sistema calendariale più antico conosciuto consta di 366,3 giorni. Tale valore fu scelto poichè consentiva facili calcoli geodetici. E ancora, questo valore è servito a stabilire le unità di misura che tutt'oggi utilizziamo. Per indicare e adattarlo al sistema decimale, fu individuato il coeefficiente 27,3 (anch'esso da considerarsi una "costanza geodetica ricorrente")

366,3 x 27,3 = 10.000

La cifra ottenuta oltre ad essere un valore decimale, corrisponde alla misura geodetica tra il polo nord e l'equatore.

CODICE CALENDARIALE

Dividendo 366,3 per 23,51 (durata in ore e minuti del giorno di questo antico sistema) si ottiene il coefficiente geodetico ricorrente più importante: 15,58. Dato che anticamente si dava più importanza al valore simbolico del numero, negli schemi e nelle costruzioni che se ne ricavavano, spesso per convenienza omettevano la virgola. Così questa cifra fu utilizzata per tutti i calcoli. Ad esempio sommata al coefficiente precedente 27,3 si ottiene la misura simile a un sessantesimo di grado all'equatore
155,8 + 27,3 = 183,1 la cifra precisa sarebbe 184,265 il quale corrisponde al peso di un'altra litolatria. Da questi valori sommati insieme otteniamo la cifra 366,2 pari ai giorni dell'anno.
155,8 + 27,3 + 183,1 = 366,2. Lo stesso coefficiente ha determinato la suddivisione dell'anno in 12 mesi composti di 30 giorni e in settimane composte di 7 giorni, infatti 155,8 : 52 ( le settimane dell'anno) otteniamo 29,9 da considerare in giorni la durata del mese.

76,4 + 79,5 = 155,8

"76,4" La latitudine del polo magnetico terrestre, diviso 52 da il ciclo della stella Sirio (1469 anni) moltiplicato per 24 se equiparato ad un sessantesimo di grado all'equatore, corrisponde a una profondità della crosta terreste ove un ipocentro ottimale trovasi a 36 km
"79,5" Questa cifra moltiplicata per 314 da il ciclo della precessione.
Moltiplicata per il lato della piramide di Keope, coincide con il valore sessagesimale della zona etnea.
Divisa per 71,1 (numero degli anni di un grado della precessione) è simile al valore sessagesimale corrispondente all'altezza dell'atmosfera dove si incendiano i meteoriti.
Diviso 366,3 è simile agli anni di una casa zodiacale.

63,3 + 92,35 = 155,8

"63,3" moltiplicato per 111982 (il peso di un altra pietra geodetica) da 7122 che è circa il numero degli anni di un grado della precessione.

"92,35" diviso 360 dà nuovamente il ciclo della precessione e inoltre moltiplicato per dodici dà il valore di un grado sessagesimale alla latitudine di Giza

"111982" considerando la distanza fra due latitudini, la differenza con la circonferenza all'equatore sarebbe di 80.000 km, circa l'altezza dove si incendiano i meteoriti

"155,8" diviso 71 corrisponde alla latitudine di Karnak

In pratica le” poche cifre geodetiche” ricordate dai pesi di queste piccole pietre in grammi, con le quali è possibile costruire la proiezione virtuale del pianeta terra, completa di tutti gli innumerevoli dati che stabiliscono la sua orbita e le sue possibili variazioni nell’arco di migliaia di anni, si possono ottenere da due diverse formule che derivano ognuna da un solo numero, assecondo se è posto in relazione con il calendario o con il sistema sessagesimale di suddivisione in meridiani e paralleli.
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