 |  |  |  | | Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero |  | | 
08-April-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2007 | | Onestamente non so neppure perchè una tesi scientifica seria come quella di un prof. altamente qualificato debba essere relegata nella fantarcheologia. A dire il vero a me sembrano molto più fantasiose le prove contrarie che adduce Hawass. In ogni caso e venendo al rilievo mosso da MarcelloS il quale afferma che "Secondo Awass la sfinge è stata scolpita su di una roccia già presente (il corpo) nella piana di Gizeh perciò queste erosioni erano già presenti quando è stata costruita la Sfinge. A me sembrerebbe più plausibile..." a me invece non sembra per niente plausibile. Infatti l'ipotesi di uno 'yardang' (così si chiama in gergo la roccia già presente) non regge poichè come fece già rilevare il prof. Schoch "La Sfinge si trova al di sotto del livello della piana di Giza, e gli antichi egizi dovettero scavarvi attorno una trincea per mettere allo scoperto la roccia. Prima di allora, la pietra calcarea era ricoperta da strati superficiali di sabbia e terra. L'usura poteva aver avuto inizio solo dopo che gli antichi scavarono il recinto della Sfinge per scolpirvi la statua." (Robert M. Schoch, Robert A. McNally, La voce delle Pietre, Marco Tropea Editore, 2001, pag. 71). In merito invece alla possibilità paventata da ShemsuHor sulla esistenza di egiziani neolitici non ci sono in linea di principio ostacoli nel sostenerlo. Tuttavia se così fosse nascono almeno due domande: 1. la civiltà egizia era già nata (almeno) nel 5000 a.c.? e che strumenti esistevano a quall'epoca per scolpire la roccia o per estrarla? a quell'epoca non erano in grado neanche ancora di coltivare i campi giacchè l'agricoltura nasceva contemporaneamente se non dopo 2. nel 5000 a.c. Chefren non era ancora nato e allora a cosa serve e cosa rappresenta la Sfinge? Se ci va bene e seguendo la tesi di ShemsuHor (che io non rifiuto) come minimo dovremmo riscrivere i libri di storia. E poi mi vengono da porvi altre domande.
Come vi spiegate l'assenza di geroglifici nelle piramidi di Giza? Perchè dopo il 2500 a.c. gli egiziani non sono stati più capaci di utilizzatre la stessa tecnica architettonica utilizzata per costruire i colossi di Giza? E' come se nessuno dei nostri ingegneri fosse più capace ad esempio nel 2020 di cotruire un grattacielo! Inoltre dopo Cheope Chefren e Micerino sono esistiti Faroni più importanti e potenti che stranamente non hanno preteso una piramide almeno pari a quelle di Giza. E inoltre come è possibile che gli egiziani sapevano costruire le piramidi di Giza e poi non sapevano disegnare usando la prospettiva? | 
08-April-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2007 | | E dunque se la sabbia ricopriva la parte inferiore della Sfinge come sostieni tu perchè i segni di erosione sono più pronunciati sul dorso? Qualunque effetto erosivo sia esso dovuto ad esondazioni del nilo o a infiltrazioni di umidità, in virtù della legge di gravità, dovrebbe partire dal basso. Nella Sfinge avviene il fenomeno contrario che non può essere efficacemente spiegato con la teoria dell'umidità o delle infiltrazioni. Come poi aggiunge Robert Schoch "se la Sfinge fosse stata costruita nel 2500 a.c. avrebbe dovuto subire una fortissima usura in un tempo molto breve, tra i 200 e i 1100 anni, in un periodo in cui si sa che fu alungo sepolta dalla sabbia, e con un clima secco e povero di precipitazioni come quello attuale; ossia in condizioni che favoriscono la conservazione e non il dilavamento di materiale roccioso." (Robert Schoch, La voce.....cit., pag. 73). Considera poi che citando sempre Schoch "il processo di usura si era verificato in modo ineguale. I pavimenti nord, sud e ovest della trincea che circonda la Sfinge si sono degradati fino a una profondità compresa fra 1,50 e 1,80 metri sopra il livello del suolo attualmente esposto. All'estremità ovest del monumento in corrispondenza del posteriore del coprpo della Sfinge, la degradazione interessa il terreno solo per una profondità di solo 1,20 metri." (Robert Schoch, La voce....cit., pag. 63) Ora aggiungo io se fosse stata l'umidità o le infiltrazioni il processo di usura sarebbe stato senz'altro omogeno altrimenti saremmo di fronte come dire a infiltrazioni 'pensanti'. | 
08-April-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2007 | | Quote: astracedi La replica di Schoch alle critiche mossegli e alle possibili spiegazioni naturali, che evitino di retrodatare la Sfinge, è fondamentalemente errata, perché prende in considerazione solo un aspetto (quello delle esondazioni del Nilo) e per di più puramente accessorio.
Il fenomeno dell'erosione accelerata e selettiva, secondo la ricerca citata, è soprattutto dovuto all'umidità presente nella sabbia che ricoprì (in varie fasi e per tempi diversi) la parte inferiore della Sfinge. L'umidità deriverbbe dalla concomitanza di tre fenomeni:
1) nel deserto, le fredde notti, condensano l'umidità nell'aria (la rugiada mattutina si trova anche nei deserti, specie se non troppo distanti dal mare o da altre aree umide); l'alta permeabilità della sabbia fa sì che l'umidità penetri a fondo e si distribuisca uniformemente per capillarità.
2) da un punto di vista geomorfologico e idrogeologico, la Sfinge è in una depressione, al centro cioè di un bacino di raccolta idrico che raccoglie le acque piovane di tutta l'area circostante.
3) TRa il periodo di massima piovosità citato da Schoch (optimum climatico olocenico, risalente a circa 6000 anni fa) e l'epoca attuale (con clima decisamente secco) intercorrono millenni, con passaggio graduale (e altalenante) da una situazione all'altra: nel 2500 aC la piovosità era più bassa rispetto a 2000 anni prima, ma comunque superiore ai livelli attuali
Tutti e tre i fenomeni sopra elencati contribuiscono in modo determinante a rendere le sabbie che ricoprivano la sfinge umide e quindi permettendo l'alterazione della roccia calcarea, che veniva facilmente erosa nei momenti di diseppellimento (sia per via eolica che per via delle relativamente rare precipitazioni).
Le saltuarie abnormi esondazioni del Nilo sono solo un fenomeno accessorioi e, appunto, saltuario. Queste avrebbero innalzato la falda acquifera (o aumentato i valori piezometrici, cioè la quantità d'acqua presente nella falda stessa) forse, come sostiene Schoch, lambendo solo i primi metri della sfinge. Schoch però non tiene conto del fenomeno, citato nella relazione, della capillarità, per il quale l'acqua risalirebbe di alcuni metri sopra il livello della falda. Fenomeno valido per la sabbia compattatta, ma ancor di più per le rocce calcaree alterate, che presentano porosità e sfoliazione.
In sintesi Schoch ha risposto solo al minore degli argomenti contrari alla sua tesi, ed oltretutto in modo superficiale.
Se ha ragione lui o meno, sinceramente non saprei, però, in genere, preferisco usare il "rasoio di Hockam" e propendere per la tesi più semplice e meno "strana". | Non so usare bene il forum come vedi ma credo di averti risposto nel secondo post della pagina successiva. | 
09-April-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: May 2006 | | Quote: dceg A parte che nessuno può scolpire qualcosa non vivendo nella zona senza gli strumenti che ha a disposizione o con degli strumenti che non ha a disposizione:twisted:, come mai 'sti neolitici avrebbero scolpito solo una cosina piccola ed insignificante come la sfinge e non avrebbero lasciato altra traccia di sé? | La questione è che, davanti ad un'opera come la Sfinge, così maestosa ma soprattutto affascinante, ci aspettiamo che debba essere per forza stata costruita da una civiltà evoluta con uno Stato dotato di un forte potere centrale. Invece potrebbe non essere così...
Vorrei premettere che il problema della Sfinge non si pone se si considerano false le conclusioni di Schoch. Si possono portare a favore di questa idea le teorie che ha riportato Astracedi, però non vorrei soffermarmi su questioni tecniche quanto fare un discorso puramente teorico.
Parto quindi dal presupposto che l'erosione è veramente avvenuta in un periodo remoto e la Sfinge fosse già stata scolpita.
Capisco che alcuni potrebbero dire che senza prove (dati scientifici - manufatti) non si può arrivare ad alcuna conclusione, però bisogna anche dire che per una ricerca efficace di queste prove si deve partire da una ipotesi di ricerca ben definita.
Vorrei anche dire che ora non riporterò dati perchè è tardi e dovrei cercarli ma se qualcuno è interessato a proseguire il discorso lo farò volentieri.
La Sfinge non è una vera e propria opera architettonica, è una grande scultura realizzata in un blocco di roccia calcarea naturale. La sua realizzazione, quindi non necessita di alcune fasi "complicate" come per produrre una piramide o un tempio. Non è necessario ricercare il materiale perchè è già sul posto, non è necessario fare un progetto impegnativo (non ci sono pezzi da assemblare o rifinire), si tratta di modellare le forme della roccia.
La pratica della scultura è una delle prime (mi pare) forme d'arte del genere umano, almeno da 40.000 anni fa è presente nel repertorio dei manufatti della nostra specie.
Produrre la Sfinge per una comunità neolitica (o per un gruppo di esse) sarebbe sicuramente stato un lavoro lungo e faticoso, però a mio parere nelle sue possibilità. Sarebbe stata necessaria la presenza di una comunità abbastanza numerosa (penso a qualche centinaio di persone) con una buona organizzazione, un figura forte come capo e la presenza di un'ideologia religiosa ben definita, fattori che in periodo neolitico avrebbero potuto verificarsi.
Possiamo ipotizzare che la realizzazione sia durata anche un secolo, molti anni di lavoro lento ma ininterrotto. Altro problema sarebbe capire se avesse potuto verificarsi un periodo tanto lungo con condizioni di pace e se le risorse disponibili permettessero che parte della comunità si dedicasse a questo genere di lavoro a discapito di altri.
Per la questione degli strumenti invece ritengo che strumenti di pietra o rame ben usati potessero permettere di scheggiare il calcare, magari usando metodi semplici ma ingegnosi come quello per gli obelischi in epoca storica. Questo considerando anche che in Egitto la lavorazione di pietre dure è attestata già dal periodo predinastico.
Riguardo ai luoghi dove cercare le prove dell'esistenza di una cultura capace di realizzare la Sfinge c'è da dire che potrebbero essere sepolte sotto la città de Il Cairo, oppure anche vicino a Giza ma sotto le sabbie del deserto.
Non voglio sostenere alcuna teoria in particolare, spero di non avervi annoiato con le mie fantasie, con i miei tanti se e le mie poche sicurezze...
Soprattutto spero di essere stato chiaro visto l'ora tarda...
Notte
__________________ Se qualcosa ti si presenta difficile da realizzare, non pensare che sia impossibile per l'uomo; piuttosto, se qualcosa è possibile e appropriato all'uomo, consideralo raggiungibile anche per te. | 
09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: May 2005 | | Scusate ma a me il nodo fondamentale, dal punto di vista archeologico, pare sempre lo stesso, già notato da Mdd, Claudio e altri. Tutto è possibile (o quasi. Possibile poi non vuol dire probabile o ragionevole...). E' possibile al limite che Schoch abbia ragione. E' possibile l'ipotesi di Shemsu (in questo caso però sarebbe ancora tutto da scoprire, per cui tutto speculativo. Se poi questo va ad innescare un processo che porta a nuovi scavi, ricerche e risultati, tanto meglio. Per ora però...). Tuttavia il punto è, visto che parliamo di archeologia: dove stanno i resti materiali della società, cultura, comunità, e quel che vi pare, che ha realizzato la sfinge "retrodatata"? Il geologo Schoch, con tutto il rispetto per la sua professione, campa in aria ipotesi tanto per... oppure la sua retrodatazione la associa a resti materiali appartenenti a specifici livelli stratigrafici? La preistoria dell'Egitto oggi come oggi non è totalmente al buio come lo era anni fa, per cui 'nsomma... un po' di cautela... Alle superiori mi ricordo che a volte, in alcuni problemi complessi di matematica, e non essendo io una cima in questa materia, di primo impatto mi veniva sempre da pensare che ci fosse qualche errore nel testo del problema, che i dati non fossero sufficienti per risolverlo. In realtà non mi spremevo a sufficienza le meningi per far quadrare il cerchio. Qua mi pare un po' la stessa cosa... Se si hanno 10 elementi di cui 9 puntano verso una direzione e uno no, invece di cercare il modo per incastrare quell'uno con gli altri 9 (ovviamente senza commettere l'errore di voler far tornare i conti per forza...), presuntuosamente, sbrigativamente, e anche molto più semplicemente, si preferisce considerare sbagliati i 9 (il che in linea di principio è ovviamente possibile eh). Certo costa meno sforzi, ma non è detto che sia la strada giusta... E non mi pare esattamente "scientifico" (ma anche solo ragionevole e utile) il modo di procedere. Per cui tutto sommato in fantarcheologia non mi pare ci stia male, indipendentemente da quali sono i "titoli" di colui che adotta tale metodo. Che in questo caso sia un uomo di scienza mi pare confermi una volta di più una visione un poco più disincantata e realistica del mondo scientifico, nel bene e nel male: frammentazione dei saperi e discostamento da un certo rigore "metodologico" e "scientifico" da parte dello scienziato stesso, per cui un geologo che fa ipotesi che chiamano in causa la preistoria egizia può non sapere un tubone della preistoria egizia stessa, e nonostante ciò farle ugualmente senza porsi il problema di andare a "verificare" cercando riscontri in quella branca del sapere che appunto non conosce ma che chiama in causa, in questo caso l'archeologia. E una visione un po' più sfumata del mondo scientifico, per cui pur rimanendo valida, a mio avviso, la distinzione tra scienze e pseudoscienze (anche se relativamente valida e non necessariamente impermeabile, nel senso che nel tempo magari qualcosa può passare da un campo all'altro. E anche nel senso che non sempre la distinzione è fatta in base a criteri "puramente" scientifici), non necessariamente tutti gli scienziati stanno da una parte sola.
Ultima Modifica di Karl : 09-April-2007 06:36.
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09-April-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2007 | | La Sfinge non è una vera e propria opera architettonica, è una grande scultura realizzata in un blocco di roccia calcarea naturale.
Non sarà tecnicamente un'opera architettonica, ma l'uomo dopo la Sfinge non ha mai più creato una scultura di pari sensibilità artistica. In altre parole chiunque abbia scolpito la Sfinge doveva essere qualcuno che conosceva benissimo e da lungo tempo la tecnica delle proporzioni geometriche. Non so se Leonardo da Vinci fosse stato in grado di creala meglio. Prova ne è il fatto che coloro che restaurarono il volto della Sfinge non furono bravi come i loro costruttori nel rispettare le proporzioni. Questo è un fatto evidente. Secondo me ciò basterebbe a provare che chi eseguì i restauri non aveva (non dico la tecnica necessaria ma) la stessa 'abilità artistica' di chi costruì. Se la Sfinge rappresentava un faraone (ammettiamo pure che sia Chefren) non vi aspettereste voi che anche gli altri faraoni successivi e più potenti abbiano preteso una identica celebrazione artistica? Ci si aspetterebbe di trovare altre sfingi con il volto di altri faraoni. Le piramidi sono sparse per tutto l'egitto. La Sfinge invece è una sola! Ed in ogni caso resta da capire che cosa rappresentava la Sfinge. Atteso che la teoria di Schoch secondo me è più lineare delle altre. Semplicemente acqua piovana e non tutte le altre cose più difficili da spiegare. Si è detto delle infiltrazioni da umidità. Ma se fosse questa la spiegazione del tipo di erosione trovato sul corpo della Sfinge, perchè gli altri monumenti limitrofi piramidi incluse non presentano lo stesso tipo di eriosone della Sfinge? Perchè l'usura della Sfinge è maggiore pur essendo essa stata sepolta (e protetta) dalla sabbia per molto tempo? A me questa obiezione pare difficilmente superabile. Anche perchè la sabbia offriva alla Sfinge una protezione contro umidità e infltrazioni che le altre strutture non avevano. In genere se vedo due strutture nate contemporaneamente ma una più logora dell'altra sono portato a pensare che una è più vecchia dell'altra. Replicare che il materiale usato dallo Sfinge era diverso da quello usato per altri monumenti, significa confermare che esiste una differenza genetica tra la Sfinge e gli altri monumenti. Perchè se la Sfinge è coeva alle Piramidi non è stata costruita (o almeno rinforzata) con lo stesso tipo di materiale? | 
09-April-2007
| | Nuovo Utente | | Data Registrazione: Apr 2007 | | Robert Schoch si è limitato a dimostrare come si potrebbe fare per un qualunque pezzo di pietra che la Sfinge stava lì da quando lì pioveva abbondantemente. Dal momento che l'evidenza dei solchi sulla Sfinge dovuti ad acqua piovana non è stata smentita neppure da Zahi Hawass o Mark Lehner poichè è inopinabile, tutti gli altri argomenti utilizzati a contrario (infiltrazioni, umidità) non spiegano neanche perchè i segni di erosione sono più pronunciati in alto. Ora se la geologia ci dimostra ( poichè questo è il campo specifico della geologia) che quel pezzo di pietra è stato sotto la pioggia, è poi compito degli archeologi trovare i reperti di quel tempo. Se l'archeologia in ciò fallisce non può essere questo un argomento tecnicamente e scientificamente valido per smentire un dato geologico. | 
09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: May 2005 | | Quote: Nibiru Non sarà tecnicamente un'opera architettonica, ma l'uomo dopo la Sfinge non ha mai più creato una scultura di pari sensibilità artistica. | La sensibilità artistica varia nel tempo e nello spazio. Per cui come giudicare se la Venere di Milo o i Bronzi di Riace abbiano o meno pari sensibilità artistica rispetto alla Sfinge? Quote: Nibiru In altre parole chiunque abbia scolpito la Sfinge doveva essere qualcuno che conosceva benissimo e da lungo tempo la tecnica delle proporzioni geometriche. Non so se Leonardo da Vinci fosse stato in grado di creala meglio. Prova ne è il fatto che coloro che restaurarono il volto della Sfinge non furono bravi come i loro costruttori nel rispettare le proporzioni. Questo è un fatto evidente. Secondo me ciò basterebbe a provare che chi eseguì i restauri non aveva (non dico la tecnica necessaria ma) la stessa 'abilità artistica' di chi costruì. | Può darsi che non l'avessero, oppure non avevano la stessa sensibilità  . Del resto se un uomo occidentale, con tutta la sua evoluzione e la sua tecnologia superiore, viene preso e messo in una giungla, probabilmente non passa la nottata. Un "selvaggio" invece ci vive, senza il bisogno di avere tecnologie superiori. Abilità certo sì, in quel contesto poco ma sicuro. Se infatti lo sposti dalla giungla "naturale" (spostavi forse, oggi la diversità culturale è in via di estinzione a questi livelli) a quella d'asfalto, magari finisce sotto una macchina perchè non attraversa sulle striscie.
Ultima Modifica di Karl : 09-April-2007 06:37.
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09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: May 2005 | | Quote: Nibiru Robert Schoch si è limitato a dimostrare come si potrebbe fare per un qualunque pezzo di pietra che la Sfinge stava lì da quando lì pioveva abbondantemente. Dal momento che l'evidenza dei solchi sulla Sfinge dovuti ad acqua piovana non è stata smentita neppure da Zahi Hawass o Mark Lehner poichè è inopinabile, tutti gli altri argomenti utilizzati a contrario (infiltrazioni, umidità) non spiegano neanche perchè i segni di erosione sono più pronunciati in alto. Ora se la geologia ci dimostra ( poichè questo è il campo specifico della geologia) che quel pezzo di pietra è stato sotto la pioggia, è poi compito degli archeologi trovare i reperti di quel tempo. Se l'archeologia in ciò fallisce non può essere questo un argomento tecnicamente e scientificamente valido per smentire un dato geologico. | Il tuo ragionamento vale anche al contrario. Se l'archeologia non trova (e non "fallisce". E in ogni caso in linea di principio l'onere della prova sta a chi fa un'affermazione) tracce "di quel tempo", allora la geologia, che non è una scienza infallibile come non lo è Schoch, e non è affatto esente dal problema dell'interpretazione dei dati, dovrà cominciare a trovare un'altra spiegazione. E in ogni caso da quel che so dai dati di paleoclimatologia le piogge torrenziali in Egitto non c'erano neanche nel periodo supposto.
Ultima Modifica di Karl : 09-April-2007 06:39.
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09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Dec 2002 Luogo: Stuhlingen (Germania) | | Quote: Nibiru Non sarà tecnicamente un'opera architettonica, ma l'uomo dopo la Sfinge non ha mai più creato una scultura di pari sensibilità artistica. | E qui siamo al nocciolo della questione!
Per Nibiru la sfinge rappresenta un unicum, una vetta della sensibilità artistica mai più raggiunta e quindi deve essere di origine sovrannaturale o almeno diversa da quella che solitamente si afferma essere. Qui si passa da un campo scientifico, archeologia e/o geologia, ad un livello diverso soggettivo e del tutto personale, ma si tratta di due livelli diversi che vanno tenuti distinti.
Il problema della datazione della sfinge resta lo stesso anche se la consideriamo artisticamente un orrore, un esempio di kitch disneyano ante litteram. Attenzione,e questo mi pare essere un elemento spesso se non sempre presente nella fantarcheologia, a non confondere i livelli, quello oggettivo e quello soggettivo.
Scusatemi la parentesi psicodinamica, ma è la mia deformazione professionale.
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dott. Claudio Giorgini | 
09-April-2007
| | AI senatus | | Data Registrazione: Oct 2005 | | Quote: Nibiru Robert Schoch si è limitato a dimostrare come si potrebbe fare per un qualunque pezzo di pietra che la Sfinge stava lì da quando lì pioveva abbondantemente. | Nibiru, devi leggere attentamente i post quando questi presentano questioni tecniche. Se parli di "dimotrazione" da parte di Schoch, gli argomenti tecnici, a favore o contro hanno importanza fondamentale e vanno visti tutti gli elementi e ponderati con attenzione.
Schoch ha avanzato un'ipotesi, argomentandola molto bene, ma altri GEOLOGI (Harrel) hanno detto che si possono trovare ipotesi alternative che spiegnano gli stessi effetti (senza che debba essere rivoluzionata l'intera egittologia).
Dello stesso argomento si era già discusso in precedenza qui: Perché? Come? Quote: Nibiru Dal momento che l'evidenza dei solchi sulla Sfinge dovuti ad acqua piovana non è stata smentita neppure da Zahi Hawass o Mark Lehner poichè è inopinabile, tutti gli altri argomenti utilizzati a contrario (infiltrazioni, umidità) non spiegano neanche perchè i segni di erosione sono più pronunciati in alto. | Forse non mi sono spiegato bene. L'erosione attuale sarebbe dovuta, nell'ipotesi di Harrel, da un mix di precipitazioni piovane, erosione eolica, e degradazione della roccia marnoso/calcarea, dovuta alla presenza di acqua nella sabbia che, in alcune fasi, ha ricoperto la Sfinge.
Se la Sfinge fosse rimasta sotto la sabbia in modo continuativo dal 2500 a.C. fino al secolo scorso, non si avrebbe il tipo di erosione che si vede ora.
Riassumendo il meccanismo è questo:
1) l'acqua presente nella sabbia (falda acquifera, in basso, + umidità e precipitazioni dall'alto + capillarità e percolazione) indebolisce gli strati calcareo-marnosi (ne altera la struttura spaziale e chimica)
2) quando la sabbia viene rimossa la pioggia e il vento rimuovono con più facilità la roccia alterata.
E' l'alternanza delle due fasi (ripetutasi varie volte, dopo il 2500 a.C., anche per cause umane) a dare il risultato odierno.
La parte alta della Sfinge è quella che, per cause naturali (il vento sposta le dune di sabbia) è stata probabilmente sottoposta più spesso a questo ciclo. Poi è anche una questione di geometria: la parte alta offre una maggiore superficie all'erosione meteorica rispetto alle pareti laterali. Quote: Nibiru Ora se la geologia ci dimostra ( poichè questo è il campo specifico della geologia) che quel pezzo di pietra è stato sotto la pioggia, è poi compito degli archeologi trovare i reperti di quel tempo. Se l'archeologia in ciò fallisce non può essere questo un argomento tecnicamente e scientificamente valido per smentire un dato geologico. | La geologia non ha dimostrato un bel tubo: la geologia ha presentato due diverse ipotesi entrambe plausibili. L'ipotesi di Schoch soddisfa solo osservazioni di tipo geologico, l'ipotesi di Harrel (che, tra l'altro, al contrario di Schoch, è un geomorfologo, quindi uno specialista di erosione) soddisfa sia le osservazioni geologiche che le attuali conoscenze archeologiche.
In un post precedente Nibiru dice: "Ma se fosse questa la spiegazione del tipo di erosione trovato sul corpo della Sfinge, perchè gli altri monumenti limitrofi piramidi incluse non presentano lo stesso tipo di eriosone della Sfinge? "
Anche qui invito a leggerti bene le risposte fornite. Gli altri monumenti non presentano le stesse erosioni perché stanno più in alto. La sfinge è invece in una conca che raccoglie l'acqua piovana proveniente dalle zone sovrastanti (l'acqua non si ferma vicino alla piramide di Cheope ma percola vicino alla sfinge). Inoltre gli altri monumenti sono più in alto anche della falda acquifera che, durante le esondazioni del Nilo può arrivare alcuni metri sopra la base della sfinge, ma non arriva mai a lambire altri monumenti della zona.
Nibiru poi prosegue: "Perchè l'usura della Sfinge è maggiore pur essendo essa stata sepolta (e protetta) dalla sabbia per molto tempo?"
Proprio non hai capito, Nibiru. la sabbia asciutta protegge dall'erosione, ma quella umida altera la struttura della roccia con cui è a contatto, facilitandone ed accelerandone la successiva erosione. La sabbia che ricopriva la sfinge era del secondo tipo: umida.
Vorrei infine aggiungere che quando facevo Geologia, abbiamo parlato dell'ipotesi di Schoch con il mio prof. di Geomorfologia (era uscito da poco il libro). Vedendo le foto, ci disse, si vedono abbastanza chiaramente alcune forme erosive carsiche (karren, soprattutto) dovute anche alla presenza di acqua piovana. Però la principale forma di erosione non sembra avere un andamento verticale (come nei karren) ma piuttosto orizzontale o suborizzontale, seguente la stratificazione e quindi l'alternanza di rocce (calcari, calcari marnosi, marne) differentemente sensibili all'erosione e alla degradazione chimico-fisica. Per ultimo si vedevano abbastaza distintamente forme erosive eoliche tipiche su rocce alterate, concettualmente non diverse dai grandi tafoni che si vedono, ad esempio, in Sardegna (ovvero un'area con clima non molto diverso). In sostanza: erosione carsica da precipitazione, ma non solo.
Chi avesse ragione, se Schoch (che è stato sul posto) o il mio prof. (che ha semplicemente visto delle foto) o un'altro specialista come Harrel, ripeto che non saprei dire. In ogni caso, se consideriamo il binomio geologia+archeologia siamo a quota 2 a 1, a sfavore di Schoch almeno per il momento. In futuro, chissà. | 
09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: May 2005 | | Quote: Nibiru Come vi spiegate l'assenza di geroglifici nelle piramidi di Giza? | A dire il vero dei geroglifici ci sono, li ho visti anche recentemente in un documentario su La 7, con Zahi "Indiana Jones" Hawass (mi aggiungo alla schiera di quelli che non lo considerano esattamente... va bè...). C'è chi dice (letteratura fantarcheologica) che siano un falso. Tuttavia non dovrebbe esser poi così difficile stabilire se lo sono oppure no. Se ne intravedono anche alcuni in posizione tale che, evidentemente, devono esser stati fatti prima della messa in opera. In questo caso è praticamente impossibile che siano un falso. Quote: Nibiru Perchè dopo il 2500 a.c. gli egiziani non sono stati più capaci di utilizzatre la stessa tecnica architettonica utilizzata per costruire i colossi di Giza? | Bè... esistono piramidi successive tanto piccole quanto "perfette". In ogni caso gli interessi mutano nel tempo, e ci si sposta dall'importanza data alle piramidi a quella data ai templi e ad altro. Gli interni della Lancia fino agli anni '70 erano mediamente più curati rispetto ai modelli successivi e al successivo acquisto da parte della FIAT. Non erano più capaci di costruirli? No, sostanzialmente è cambiata politica. Quote: Nibiru E' come se nessuno dei nostri ingegneri fosse più capace ad esempio nel 2020 di cotruire un grattacielo! | Appunto. Eppure la tendenza a costruire opere faraoniche tipo gli edifici più alti del mondo non è che si sia poi così diffusa, da Eiffel in poi (ogni tanto spunta qualche megalomane, come il nostro ex presidente del consiglio). Più recentemente se non ricordo male c'è stato qualcosa in Giappone e nel sud-est asiatico, ma si tratta, come la stessa torre d'Eiffel, di simboli più che di necessità. Possibilissimo che nel 2020 magari non si costruiranno più grattacieli perchè oramai non valgono più a simbolizzare granchè... Quote: Nibiru Inoltre dopo Cheope Chefren e Micerino sono esistiti Faroni più importanti e potenti che stranamente non hanno preteso una piramide almeno pari a quelle di Giza. | Idem come sopra. I simboli diventano altri col passare del tempo. Inoltre ci sono da considerare anche altre questioni come quella "economica" (intendendo anche materiale, lavoro, ecc.). Possibile che l'esperienza di Giza abbia scoraggiato i faroni futuri dall'intraprendere opere tanto dispendiose. Quote: Nibiru E inoltre come è possibile che gli egiziani sapevano costruire le piramidi di Giza e poi non sapevano disegnare usando la prospettiva? | Com'è possibile che mandiamo sonde su Marte e imbrigliamo la potenza nucleare, ma non riusciamo a curare tutte le forme di tumore o di aids? Com'è possibile che ogni giorno si scoprono nuove cose, che possiamo diffondere informazioni e conoscenze in ogni dove e nella quantità che vogliamo, eppure in Italia la stragrande maggioranza delle persone legge meno di un libro l'anno?
Ultima Modifica di Karl : 09-April-2007 16:44.
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09-April-2007
|  | AI senatus | | Data Registrazione: Feb 2006 | | Cercando su internet ho trovato questo sito, che riporta entrambe le tesi qui proposte, il quale, sebbene mi sembri più favorevole all'ipotesi di Schoch, spiega molto bene il nocciolo del problema (in maniera un po' sintetica, in verità,ma chiara). Centro Studi Fortiani - RICERCHE - La vera età della Sfinge | 
10-April-2007
| | AI gens | | Data Registrazione: Mar 2007 | | Come al solito, proprio io, mi stò perdendo questo interessante discorso sulla Sfinge.
Cmq, per dire la mia opinione, la letteratura archeologica e fantarcheologica sulla Sfinge è talemente vasta da riempire una biblioteca.Effettivamente vi sono molti misteri a riguardo, chi dice che , la sfinge si vecchia del 10.000 A.C. e la collegano quindi all'arrivo degli ipotetici Atlantidei in Egitto a seguito di un diluvio universale che avrebbe corroso la Sfinge
chi dice che voglia rappresentare esseri alieni che dominavano l'Egitto formati, pensate un po', da incroci tra leoni e esseri umani.Chi dice che nasconda favolosi tesori, chi dice che ci siano dei corridoi sotteranei che portino ad Agharti, chi racconta di un viaggiatore del XIX sec. che trovò al suo interno giustiziati appesi a testa in giù,chi pensa che sia stata, come la piana di Giza, orientata astronomicamente che avrebbe a sua volta un corrispettivo in certe strutture archeologiche, che si dice,ritrovate su Marte da dove si dice giunsero gli Egizi e tante altre favole.Queste storie sono belle però penso che il mistero di certi fatti archeologici sia talmente fitto e lontano nel tempo da non vedere mai la verità vera e propria.
Ciao bimbi  | 
10-April-2007
|  | AI magister | | Data Registrazione: May 2006 | | Quote: Pasquale chi dice che voglia rappresentare esseri alieni che dominavano l'Egitto formati, pensate un po', da incroci tra leoni e esseri umani. | Questa è la più bella che abbia mai sentito.
Quasi quasi ci credo... 
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