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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero

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  #16 (permalink)  
Vecchio 03-July-2007
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Le piante della coca crescono sulle Ande a altezze notevoli, lontane dall'Atlantico. Come ho detto prima e come osserva anche Lama_Su, le cui considerazioni condivido in pieno, arrivare in America per gli Egizi avrebbe pututo essere non impossibile, ritornare dall'America in Egitto è un altro discorso; anche Heyerdahl non ci ha nemmeno provato, penso neppure seriamente pensato!
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dott. Claudio Giorgini
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  #17 (permalink)  
Vecchio 04-July-2007
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Da chi, dove, come, quando sono provate, e di quali comunicazioni si tratta, che regioni sono interessate, si tratta di scambi commericiali o di altro, in che epoca?
Dovrei fare degli scavi... archeologici in biblioteca, sono cose lette molti anni fa, una si riferiva a un vegetale, poi c'era un vaso mesoamericano identico a un vaso etrusco secondo la vicedirettrice del Museo Paolo Orsi, poi c'è la raffigurazione di un elefante... c'è addirittura una pubblicazione sulle analogie. Quando mi verrà un attacco di buona volontà...
I contatti sono sempre a "passaggio di mano".
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  #18 (permalink)  
Vecchio 04-July-2007
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Aspettiamo pazienti e fiduciosi i risultati degli scavi.
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dott. Claudio Giorgini
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  #19 (permalink)  
Vecchio 04-July-2007
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Nel frattempo ho letto i pochi articoli scientifici disponibili sull'argomento e provo qui a riassumere una cronologia delle osservazioni fatte fin'ora:

1) Come ho scritto aprendo la discussione nel 1976-77 vennero rinvenuti nella cavita' toracica della mummia di Ramsete II, durante i lavori di restauro presso il Musee' de l'Homme a Parigi, foglie tritate identificate come una Nicotiana e tracce di nicotina. C'erano anche altri resti vegetali, pollini e foglie di cotone selvatico, camomilla, tiglio, platano e ranuncoli "Ramsete II, figlio del sole " di Christiane Desroches Noblecourt (ed. Sperling & Kupfer), Cap 2. Non ho trovato nella letteratura scientifica articoli tecnici relativi a questa scoperta.

2) Nel 1992 un gruppo dell'universita' di Monaco di Baviera (Institut fiir Anthropologie und Humangenetik der Universitaet) pubblico' la scoperta in mummie egiziane di periodi diversi (dal 1070 a.C. fino al 395 d.C) la presenza in quantita' considerevoli di cocaina, tetrahydrocannabinolo e nicotina nei capelli, pelle, tessuti molli e ossa S. Balabanova, F. Parsche and W. Pirsig Naturwissenschaften 79, 358 (1992)

Si tratta di un articolo di una pagina, scritto con un tono arido e molto freddo senza nessuna sorpresa o tentativo di spiegare una scoperta cosi' eclatante. Molto semplicemente, dichiarano che e' la prima scoperta di queste droghe nell'antico Egitto (senza un minimo cenno al fatto che la nicotina e soprattutto la cocaina nell'antico Egitto non erano ancora note per quanto ne sappiamo) Un po' maldestramente citano in supporto del loro lavoro il Papiro Ebers che descrive l'uso di droghe (che pero' si tratta di oppiacei del papavero). Il lavoro comunque era stato fatto con metodi analitici standard.

L'unico difetto del lavoro e che non ci sono controlli negativi (mummie senza droghe).

L'articolo attiro' le critiche di altri studiosi, e alcune sono state pubblicate da Naturwissenschaften. I toni sono molto accesi (come talvolta si usa nel campo scientifico) tipo: ...queste scoperte sono difficili da credere...oppure:..quell'articolo deve essere uno scherzo....dati grotteschi...

In breve il ragionamento degli studiosi e' il seguente: poiche' la nicotina e la cocaina non potevano trovarsi nell'antico Egitto, quei dati devono essere per forza errati.
Il problema piu' grosso e' costituito dalla cocaina, perche' questa sostanza proviene esclusivamente dalle piante di coca americane (secondo uno dei critici, Prof. Bjoern, del Dipartimento di Fisiologia vegetale dell'Universita' di Lund, Svezia).
Altre ipotesi vanno da contaminazioni recenti, false mummie, formazione delle sostanze per decomposizione da altri tipi di molecole (tutte ipotesi senza fondamento). Inoltre viene considerata sospetta la loro mancanza di sorpresa.

Gli autori rispondono difendendo il loro lavoro, smontando le ipotesi alternative e dichiarando che altre analisi sarebbero state fatte.

3) Subito dopo, lo stesso gruppo pubblico' un altro lavoro simile (Franz Parsche, Svetlana Balabanova e Wolfgang Pirsig, The Lancet, 341, 503 1993) in formato di lettera, usando mummie egizie (probabilmente le stesse, visto che hanno la stessa datazione) mummie peruviane (naturali) del 200-1500 d.C, reperti ossei umani del Sudan (2 individui rispettivamente 5000-4000 a.C e 400-1400 d.C.) e della Germania preistorica (10 individui 2500 a.C.). Le 3 sostanze vennero rinvenute nelle mummie Egizie e Peruviane, mentre nei reperti della Germania e Sudan vennero ritrovate basse tracce di nicotina ma totale assenza di cocaina e tetrahydrocannabinolo.

Anche per questo lavoro, altre critiche feroci pubblicate su Lancet, per la cocaina nell'antico Egitto e il tetrahydrocannabinolo (hashish) in Peru' a quell'epoca.

Nella risposta gli autori sostengono che era in corso su questi fatti uno studio interdisciplinare con antropologi ed egittologi che sarebbe stato pubblicato in seguito.

Da questo periodo (1993) in poi, non ho trovato piu' tracce di questi studi nella letteratura scientifica. Nessuna traccia dello studio successivo.
Inoltre, nei lavori del gruppo di Monaco o nelle discussioni dei loro critici, non ho trovato nessun riferimento alla scoperta sulla mummia di Ramsete II.

Tutto questo mi sembra alquanto singolare

Mario

Ultima Modifica di Mario_A : 04-July-2007 22:03.
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  #20 (permalink)  
Vecchio 04-July-2007
L'avatar di  ShemsuHor
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Da questo periodo (1993) in poi, non ho trovato piu' tracce di questi studi nella letteratura scientifica. Nessuna traccia dello studio successivo.
Inoltre, nei lavori del gruppo di Monaco o nelle discussioni dei loro critici, non ho trovato nessun riferimento alla scoperta sulla mummia di Ramsete II.

Tutto questo mi sembra alquanto singolare

Mario
E quindi? A parte l'attendibilità o meno dei test, ritieni possibile un insabbiamento?
Perchè se ci fossero stati risultati che potessero smentire Balanova & C. sarebbero stati sicuramente pubblicati. No?
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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  #21 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
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Predefinito Contatti tra Egizi e l'America?

Balabanova S. et. al. nel 2001 hanno pubblicato un ulteriore lavoro sulla presenza di nicotina nelle ossa di 123 individui di polazioni germaniche del primo medioevo (Nicotine use in early mediaeval Kirchheim/Teck, Germany. Homo. 2001;52(1):72-6) passato praticamente inosservato.

Ad oggi Svetla Balabanova sostiene di aver testato 3000 campioni dei quali 90% positivi alla nicotina in Sudan, 89% in Egitto, 62.5% in Cina, 34% in Germania e 100% in Austria.

Qui non credo si tratti di validare o meno i test della Balabanova, che e' scientificamente legittimo, ma di evitare una certa preclusione accademica di fronte ad argomenti ritenuto scomodi. Rosalie David responsabile della sezione di egittologia al museo di Manchester si e' convinta dell'inattendibilita' delle sue pesanti critiche iniziali alla Balabanova (contaminazioni, falsi positivi) solo dopo aver testato i campioni di capelli delle "sue" mummie.
Sostiene Alice Keohe nel suo libro The Land of Prehistory, A Critical History of American Archaeology. Routledge, New York and London. 266 pp., 1998: "Dopo la meta' del secolo, qualsiasi archeologo preoccupato dai soldi o dalla carriera ha evitato di occuparsi di contatti pre-colombiani via mare" e cita esempi di isolamento accademico per chi non si e' adeguato (es. Stephen Jett, Carl Johannessen, Gordon Ekholm, Paul Tolstoy, George Carter). John Baines egittologo di Oxford ritiene l'idea di commerci transoceanici in antichita' assurda e poco seria.
In fondo pero' un sito Vichingo in Labrador e' stato scoperto solo nel 1965 e fino ad allora nessuno voleva sprecare tempo e tantomeno denaro in ricerche adeguate. Peccato che l'ignoranza a volte sia una scelta.

Ziermol
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  #22 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
L'avatar di  Aquamarina
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Davvero incredibile questa storia, che ci dà la misura di quanto il mondo accademico sia ottuso a volte.

Sappiamo tutti che i vichinghi arrivarono in America abbastanza precocemente rispetto alla "scoperta" ufficiale e che le loro navi non erano forse più avanzate di quelle fenice per esempio. Il tabacco del resto crece bene anche nell'America del Nord......... fin'ora non mi pare che alcuno abbia posto l'attenzione su un'ipotetica via del Nord che almeno per il tabacco può essere abbastanza verosimile.........

Diverso poi è il caso della cocaina che resta la più misteriosa e della canapa che è invece la più ovvia......poichè contatti tra asia anteriore ed asia certo-meridinale sono attestati sin da epoca assai remota.

Ho sentito poi che i faraoni si drogassero anche con il "giglio blu" simile alla molecola MDMA(?) che si trova oggi di sintesi nelle cosidette "ecstasy" .......
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  #23 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
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Predefinito Da ovest a est!

Proprio oggi il telegiornale tedesco delle 13 ha riportato un servizio su Dominique Görlitz che con la nave di giunchi Abora III tra pochi giorni dovrebbe partire da New York alla volta della Spagna con lo scopo di dimostrare che già 14.000 anni or sono era possibile attraversare da ovest a est l'Atlantico dato che le derive mobili, necessarie a navigare contro vento, sarebbero state già conosciute, come dimostrato da una rappresentazione di quell'epoca.

Qui un link in inglese, visto che il tedesco è ostico ai più:
Abora 3 – AN ARCHEOLOGICAL ADVENTURE OF MODERN TIMES

Buon viaggio dunque e stiamo a vedere!
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dott. Claudio Giorgini
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  #24 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
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Non voglio dire che gli uomini preistorici non conoscerssero la navigazione,anzi io stessa ho riportato alcune ipotesi (nella discussione sulle conoscenze geografiche e i viaggi nella sezione tema del mese) che vogliono un'espansione di Homo sapiens via coste ,attraversando anche piccoli bracci di mare aperto già 60.000 anni fa...... però interpretare i segni del Castillo come barche mi sembra veramente esagerato, oltre che frutto di totale decontestualizzazione e scarsa conoscenza delle altre ipotesi. Se quelli del Castillo sono barche, i segni del Placard potrebbero ben essere astronavi!
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  #25 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
L'avatar di  Lelia
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Non è Egitto, è Mesopotamia.
Robert McC. Adams "La rivoluzione urbana. Mesopotamia antica e Messico preispanico" Loescher 1892 (ma il testo è del 1966).
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  #26 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
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E quindi? A parte l'attendibilità o meno dei test, ritieni possibile un insabbiamento?
Perchè se ci fossero stati risultati che potessero smentire Balanova & C. sarebbero stati sicuramente pubblicati. No?
Mi sono limitato ad un resoconto cronologico dopo aver letto direttamente i lavori principali e le critiche avanzate da studiosi di diverse discipline. Per poter veramente formulare un giudizio bisognerebbe essere molto piu' addentro in questo campo, partecipare a congressi (se vengono fatti) e parlare con gli autori e critici. Questa e' la prassi nelle discipline scientifiche, non basta purtroppo leggere i lavori originali. Non credo ad un insabbiamento progettato a tavolino da una cerchia ristretta di accademici. Probabilmente non si e' andati avanti magari per mancanza di fondi, per le troppe critiche etc.
Bisognerebbe anche conoscere meglio di cosa si occupa questo istituto di Antropologia e Genetica Umana di Monaco.

So che in questo tipo di ricerche non e' facile trovare i fondi. In Italia alcuni gruppi che si occupavano di "Antropologia molecolare" tipo studi di genetica di popolazione per fini storici o "DNA antico" hanno dovuto completamente cambiare ricerca e occuparsi di genetica per scopi clinici, proprio per mancanza di fondi.

Certamente i lavori pubblicati sono stati fatti con metodologie biochimiche standard, quindi, a meno che gli autori abbiano commesso frode scientifica, dovrebbero essere validi.
Non hanno molto fondamento ipotesi quali contaminazione dei reperti, incompatibile con quel tipo di risultati, false mummie o interventi precedenti (i reperti erano stati certificati da esperti egittologi), formazione dei composti per degradazione da altre molecole (scientificamente infondata).

Devo anche sottolineare che mentre nel caso del faraone Ramsete II, la Nicotiana sarebbe stata usata nel metodo dell'imbalsamazione, gli studi pubblicati dal gruppo di Monaco indicherebbero invece l'uso di queste droghe in vita (i risultati sono comparabili a quelli ottenuti con gli stessi metodi in medicina legale sul corpo di tossicodipendenti deceduti).

Per proseguire in questo campo, bisognerebbe che qualche gruppo qualificato e interdisciplinare riprendesse questi studi, lavorando in modo piu' sistematico, per esempio analizzando anche mummie di bambini o di animali (dove presumo non si dovrebbero trovare queste sostanze), ma immagino che non sia facile ottenere i finanziamenti e il corretto materiale da analizzare.

Mario
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  #27 (permalink)  
Vecchio 05-July-2007
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Vorrei aggiungere una cosa sull'eventuale antica diffusione di piante della stessa famiglia nicotinacea o di quella a cui appartiene la coca. Il punto è che, per quanto ne so, gli studi di paleobotanica non sono al momento affatto tanto approfonditi da conoscere tutte le piante presenti in una certa epoca (in questo caso il 2000 a.C., ma vale per ogni periodo storico e preistorico) ed in una certa zona. Insomma proprio non credo ci siano le basi per affermare che le nicotinacee fossero anticamente diffuse anche in Africa o altre aree ad essa prossime.
Il botanico (?) che ha riconosciuto i resti di Nicotiana l. (che Mario dice può appartanere due sole possibili specie americane) è anche un paleobotanica con precisa esperienza dell'Egitto? Ovvero è uno che conosce tutte le paleospecie della zona, comprese quelle non catalogate? E' anche possibile (direi anzi probabile) che nessun specialista paleobotanico abbia mai fatto studi veramente esaustivi sulla paleobotanica dell'Egitto di quel preciso periodo; anzi quasi di nessuna area del mondo e per nessun periodo geologico o storico esiste uno studio che comprenda, a livello di specie o anche solo di genere, tutte le pianti anticamente ivi presenti.
Si può veramente affermare una qualsiasi cosa se non si hanno riferimenti di questo tipo?

Mi chiedo poi una cosa, nella mia totale ignoranza di botanica e di analisi molecolare. E' possibile che esistono piante odierne, magari anche conosciute, appartenenti a famiglie differenti dalle nicotiane o da quellodi altre droghe, che però presentino le stesse molecole: penso alla caffeina contenuta anche nel tè...
Nel caso, è quindi possibile che sia stata fatta un'errata classificazione?
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Marco Astracedi
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  #28 (permalink)  
Vecchio 06-July-2007
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In: Andreas Kelich: Stimulantien: Botanischer Teil: Solanaceae: Nicotiana rustica</head> si cita lo studio di S. Balabanova sugli scheletri del 5.-6. secolo da Kirchheim/Teck (Baden-Wuerttemberg) ipotizzando l'uso del "tabacco dei contadini" di provenienza asiatica e non americana come normalmente ritenuto. Esso sarebbe stato conosciuto in Europa prima di Colombo come Gelbes Wundkraut, Laeusekraut, Tuerkentabak o syrischer Tabak (Erba gialla per leferite, Erba dei pidocchi, Tabacco turco o tabacco siriano). Inoltre si afferma che in scritti persiani antichi la pianta viene chiamata "tabhake" mentre nel Corano un'erba usata per fumare viene chiamata "tambako".
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dott. Claudio Giorgini
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  #29 (permalink)  
Vecchio 06-July-2007
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Vale la pena osservare che le mummie positive alla nicotina, coca e hashish usate nel lavoro della Balabanova vengono datate tra il 1073 AC e il 395 DC. Questo dimostra che la disponibilita' di queste droghe, a scanso di eventuali errori grossolani o frodi scientifiche, e' stata distribuita su un arco temporale di oltre 1400 anni.
Per quanto riguarda la diffusione di piante ritenute autoctone in zone diverse del mondo, la lista non si limita alle droghe accennate nei precedenti post (es. l'Erythroxylon novagranatense in Egitto o Cannabis sativa in Peru') ma ne comprende almeno 93 (la bibliografia e' estesa).

Accennerei anche al ritrovamento di scarafaggi infestanti le mummie egizie di probabile origine sub-sahariana in mummie peruviane (Alphitobius diaperinus e Stegobium paniceum) e del Trogoderma granarium (originario del sub-continente indiano) nelle mummie del museo di Torino. Certo qui esiste il problema di distinguere le infestazioni antiche da quelle recenti.
A chi interessa i relativi articoli sono:

J. M. Riddle and J. M. Vreeland, "Identification of insects associated with Peruvian mummy bundles by using scanning electron microscopy," Paleopathology Newsletter 39 (1982): 5–9

E. Panagiotakopulu (2003)
Insect Remains from the Collections in the Egyptian Museum of Turin
Archaeometry 45 (2), 355–362.

Per non parlare di parassiti e di numerose malattie infettive, ritenuti prerogativa del vecchio mondo fino all'arrivo di Cortes nell'Eden sud-americano. Si ritiene ad esempio, che l'Ancylostoma duodenale un parassita intestinale fosse stato introdotto nelle americhe dagli schiavi africani. Sono pero' emerse alcune evidenze (la prima del 1970) che presupporrebbero, condizionale d'obbligo, una sua introduzione precedente l'arrivo di Colombo. Certo siamo per molti aspetti nel campo della speculazione ma i dati presi nel loro complesso offrono parecchi motivi di riflessione e approfondimento.
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  #30 (permalink)  
Vecchio 06-July-2007
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