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| Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero |
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25-October-2007
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AI magister
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Data Registrazione: May 2006
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Io penso che nell'uomo ci sia una parte irrazionale che non si può eliminare. Per fortuna dico io, ma questo è un altro discorso... Comunque la Scienza è impotente su questa componente irrazionale e siccome la religione è in crisi rispetto ai tempi passati, nascono nuovi miti a cui credere, miti fai da tè o mode del momento che servono a nutrire la nostra parte irrazionale e fantasiosa.
Del resto ci sono anche uomini di scienza che dicono di credere in Dio o di supporne l'esistenza e non sono certo persone ignoranti.
Ovviamente più una persona è ignorante o credulona, più tenderà a credere anche alle cose più assurde... ;-)
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- Dì la Maat, pratica la Maat, perchè essa è grande, essa è efficace, essa dura e la sua potenza è comprovata. Essa sola conduce allo stato di Immortale. -
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25-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Aug 2007
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Quote:
Mario_A
Infatti, chi possiede veramente una cultura scientifica (che non significa necessariamente avere una laurea in scienze o svolgere una professione catalogata come ricerca scientifica) trova questi argomenti abbastanza ridicoli.
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Verissimo. Ricordo la mia adolescenza passata a leggere libri di parapsicolgia, immersa fra oroscopi e pendolini e incuriosita sempre più dallo spiritismo e dai fenomeni di possessioni. Chi ricorda quelle trasmissioni televisive sul paranormale condotte, se ben ricordo, da Paola Giovetti? Per me erano appuntamenti ai quali non potevo assolutamente mancare.
Poi è bastato studiare all'università un po' di antropologia culturale, di tradizioni popolari, qualche esame di psicofisiologia clinica alla facoltà di psicologia... e voilà... i grandi misteri si sono del tutto volatilizzati...
E pensare che in tv oggi si sente parlare ancora del Diavolo come entità reale ! (spesso in prossimità della Pasqua)
Ben venga allora Alberto Angela. Nella scorsa trasmissione sull'isola di Pasqua disse che l'archeologia non ha misteri, ma solo problemi che devono essere risolti...Sante parole!
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25-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2006
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Tante belle risposte, tante belle verità...
Un piccolo appunto da parte mia, facendo anche una piccola storia del pensiero... Sappiamo che in qualche modo i livelli più bassi della religiosità umana sono sostanzialmente animisti (spero di non dire cavolate), cioè spiegavano i fenomeni tramite personificazioni di vario genere... Non entro nel merito della discussione di quando "appare Dio", se fosse politeista, monoteista, monolatria, non mi interessa... Fanno ridere molte interpretazioni date anche da eminenti studiosi che scrivono libri su una statuetta alta 5 cm, ma tant'è...
Col tempo, la sempre maggiore tecnologia ha portato sotto controllo determinati fenomeni. Durante l'epoca romana era sostanzialmente escluso l'intervento soprannaturale: lo vediamo perfettamente nella differenza che intercorre tra i rilievi della colonna traiana e i rilievi della colonna di Marco Aurelio, dove per la prima volta viene espressamente rappresentato l'intervento divino (sotto forma di pioggia, quindi di Giove pluvio) inteso come intervento soprannaturale, come elemento escluso dal controllo umano. Questa differenza era dovuta anche al diffondersi del pensiero cristiano e della Provvidenza divina. Gli stessi romani davano grande importanza alla tradizione: si pensi ad Augusto e alla sua restaurazione dei costumi... Le stesse prime polemiche tra cristiani e romani si basavano sulla novità di questa dottrina, al che i cristiani rivendicavano a loro volta una maggiore antichità ricollegandosi all'origine sostanzialmente ebraica della stessa (Bibbia, Mosè e via dicendo). Ed è anche vero che a persone come Platone quando parlavano di Atlantide o di età dell'oro non interessava tanto dare coordinate esatte, quanto sapere che "in quel tempo" c'era questo, ed oggi si sta peggio... La differenza, per dirne una, tra il Vangelo di Luca e i racconti degli dèi greci è che nel primo caso si danno coordinate esatte perfino all'ora, nel secondo a nessuno importa nulla di sapere cosa è accaduto, perché come diceva uno scrittore antico (Luciano? non ricordo) «non è mai, ed è sempre». Ma questo tutto sommato sarebbe il minimo, sinceramente parlando... Ogni età è peggiore di quella passata a leggerne la letteratura prodotta. Quello che cambia oggi è che si vuole prendere Platone alla lettera e quindi identificare questi mitici atlantidei in possesso di una fantasmagorica tecnologia che noi forse raggiungeremo tra migliaia di anni, e magari la possedevano perché venivano dallo spazio... Altro tema scottante: gli alieni DEVONO esistere, e se esistono DEVONO essere meglio di noi sempre e comunque... E magari tra migliaia di anni, quando la possederemo, tanti saluti al passato mitico, gli antichi torneranno tutti rozzi cavernicoli, compresi Egiziani, Romani e compagnia bella... E pure gli alieni forse...
Qual'è però la differenza tra fede (per altro parola moderna, visto che i classici non conoscevano il concetto di "fede") e scienza? Che quando piove io posso dire che tale fenomeno avviene perché la condensazione a determinate quote bla bla bla, e poi magari aggiungere che se ciò avviene durante determinate condizioni potrebbe esserci lo zampino di Qualcuno... La differenza? Che nel primo caso faccio un discorso scientifico, nel secondo entro in un campo metafisico, che appartiene alle concezioni di ognuno e non ha bisogno di dimostrazioni scientifiche... Mentre se dico che sono venuti gli alieni da Yavin e hanno fatto piovere per nascondere il loro passaggio, non faccio più metafisica, ma parlo di realtà, di qualcosa che si può osservare o comunque misurare... E se non la posso misurare, inutile appellarsi all'oscurantismo scientifico, ma sembra che così facendo ci si guadagna il rispetto e l'attenzione del volgo.
Ovviamente, se mi si dice che Zeus scorrazza sull'Olimpo, io lo scalo e posso controllare di persona se ciò è vero oppure no... Quindi il mio "stupore" si accomuna con quello di Karl, quando cioè ogni volta che si tratta di passato, se c'è l'archeologo non gli si deve dare poi troppo retta, perché tanto lui è allineato con la casta scientifica per fare carriera, se c'è il giornalista o il cacciatore di misteri, allora sì che bisogna fare attenzione perché è quest'ultimo a smuovere le coscienze, ad "aprire gli occhi"... E se cacciatore di misteri è l'archeologo, che si pone contro la "casta", allora bisogna inchinarsi a riverirlo... Generalmente questo accade, almeno in Italia, con civiltà di cui si sa poco: si parla di misteri egiziani, di linee di Nazca, di teschi di cristallo, di profezie Maya, MAI di Greci, Romani o civiltà italiche... Quelli erano rozzi cavernicoli in confronto...
Cmq, se tra noi ci fosse Superman non mi dispiacerebbe più di tanto... 
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25-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Un altro aspetto caratteristico dei miti , e tra di essi metterei anche gli alieni e compagnia bella, e di molte religioni è una commistione tra passato e futuro: l'età dell'oro perduta che ritornerà e porrà fine al triste presente.
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dott. Claudio Giorgini
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25-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jul 2007
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Quote:
Mario_A
Se una vera cultura scientifica fosse piu' diffusa, Giacobbo sarebbe costretto ad occuparsi d'altro, e si venderebbero meno libri del genere "Custode della Genesi" o "Omero nel Baltico".
Mario
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Ma Basta con Omero nel Baltico  ...non lo digerisci proprio eh? :-P
Sicuramenta dice + cose giuste Vinci (dimostra infatti la possibile provenienza degli indoeuropei dal nord, fa notare la probabile morte di Odisseo durante la guerra e la durata della stessa la calcola in poco + di un anno e non in 10-e potrei continuare-) che gli studiosi (chiamiamoli così :-\") che se ne escono con gli alieni e Atlantide abitata da uomini che conoscevano la bomba atomica...in quanto a "Custode della Genesi" non l'ho letto...;-)
Saluti
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25-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
Wanax
...in quanto a "Custode della Genesi" non l'ho letto..
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Neanche io, come non ho letto "Omero nel Baltico". Piu' o meno il livello culturale e' lo stesso
Mario
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25-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Che cosa non abbiamo letto?
Quote:
Mario_A
Neanche io, come non ho letto "Omero nel Baltico". Piu' o meno il livello culturale e' lo stesso
Mario
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Il che conferma la mia teoria, secondo la quale i libri più citati sono quelli che nessuno ha letto. Ai miei tempi, ex-sessantottino, era Marcuse 
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dott. Claudio Giorgini
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25-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
dceg
Il che conferma la mia teoria, secondo la quale i libri più citati sono quelli che nessuno ha letto. Ai miei tempi, ex-sessantottino, era Marcuse 
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Claudio, apprezzo la battuta, ma vorrei chiarire che in genere non mi permetto di giudicare i libri seri senza leggerli. Ma i due che ho citato, del contenuto dei quali pero' ho precise informazioni derivate dalla lettura di riassunti scritti dagli stessi autori, e/o loro interviste in programmi televisivi (Giacobbo in testa, naturalmente), non sono libri seri e mi rifiuto di leggerli per 2 questioni di principio:
1) Non voglio perdere tempo, che e' una risorsa limitata e che vorrei impiegare per leggere libri piu' seri
2) Mi rifiuto di contribuire al reddito di questi autori
Mario
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26-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Mario, era solo una battuta, assolutamente non una critica. E inoltre io mi riferivo, col richiamo al '68, alle citazioni positive, non a quelle critiche.
Anch'io rifiuto di sprecare il mio tempo su libri che non ritengo seri, e questo non mi impedisce, dopo essermi documentato a sufficienza di criticarli, se necessario.
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dott. Claudio Giorgini
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26-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
Simone82
Quello che cambia oggi è che si vuole prendere Platone alla lettera e quindi identificare questi mitici atlantidei in possesso di una fantasmagorica tecnologia che noi forse raggiungeremo tra migliaia di anni, e magari la possedevano perché venivano dallo spazio...
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Scusa Simone, non ho capito bene questo passo..Platone non dice affatto questo...
In ogni caso, esiste nell'uomo un istinto della conoscenza, specialmente di cio' che appare "intrigante". Un istinto espresso in modo geniale nell'Odissea, personificato in Ulisse.
E' proprio questo istinto a motivare gli scienziati e gli studiosi in generale. Ricordo un ricercatore ad un congresso di biologia molecolare, che dopo aver esposto un particolare meccanismo molecolare cellulare che lui aveva contribuito a decifrare con una serie di esperimenti disse: " E' stato cosi' affascinante per me la decifrazione di questo meccanismo quanto noioso sara', d'ora in avanti per gli studenti, studiarlo sui libri di testo "
Proprio cosi': il piacere della scoperta sta nella risoluzione del problema. Il cattivo uso di questo istinto, unito ad una scarsa conoscenza del metodo scientifico ed una istintiva antipatia per lo studioso accademico, visto come presuntuoso e chiuso di mente, ovviamente, produce tanti appassionati di fantarcheologia e "scienze" affini.
Mario
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26-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Se vogliamo restare o passare al piano psicologico, mettiamo in giuco ancora invidia e narcisismo e il quadro si completa.
Bello il richiamo a Ulisse! Aggiungo citando: "Fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza" Dante, Inferno, XXVI.
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dott. Claudio Giorgini
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26-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
Mario_A
Ricordo un ricercatore ... disse: " E' stato cosi' affascinante per me la decifrazione di questo meccanismo..."
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questo secondo me è un altro aspetto importante. È vero che ci sono molti cosiddetti "studiosi" (fantastudiosi) che si occupano dell'argomento se non solo, per lo meno soprattutto per questioni economiche (cioè perchè si vende bene...), però mi sembra che ci siano anche tanti "dilettanti" che alle cose che credono di scoprire ci credono veramente... e questo penso anche proprio perchè l'idea di "scoprire" affascina...
E perchè in genere si tratta di scoperte "fantarcheologiche"? beh, perchè per un dilettante, mi sembra, è più facile credere di scoprire qualcosa in temi di questo genere che non in campi più "scientifici", anche perchè sono temi non affrontati strettamente dalla scienza e dunque apparentemente "vergini"... Inoltre l'abbondanza di materiale, vero o presunto che sia, e il fascino stesso dei temi (ammettiamolo, atlantide fa sognare, e sognare è bello) incentivano ancora di più la "ricerca".
Nel senso, per un "dilettante" è più facile cercare delle correlazioni tra egizi, piramidi e alieni, o per esempio fare una ricerca sulla ceramica cardiale (si dice così in italiano?) e le sue varianti attestate in Ticino tra Bellinzona e Tremona(argomento trattato nell'ultimo corso che ho seguito sul neolitico)?
e lo stesso penso valga non solo per chi tali libri li scrive, ma anche per chi li legge: per il cosiddetto uomo della strada, è piu "facile" immaginare, cogliere e leggere (ma anche semplicemente reperire, in senso letterale del termine) un testo su atlantide, o un articolo sulla ceramica neolitica?
Senza pensare all'aspetto "piacere" della questione...
ciao!
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01-November-2007
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AI magister
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Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
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Come in molti campi, ritengo sia opportuno operare distinzioni, onde evitare generalizzazioni, e nella convizione che una posizione intermedia possa non solo essere trovata, ma che sia anzi quanto mai auspicabile.
A scanso di equivoci, mi preme sottolineare di essere assolutamente in disaccordo con quegli autori, come i già citati Hancock, Alford o Sitchin (ma la lista sarebbe in realtà ben più lunga), i quali ritengono sulla base di prove nel migliore dei casi inesistenti, di potere stabilire arditi collegamenti tra civiltà remotissime (o persino extra-terrestri) in supporto delle loro stravaganti teorie su avanzate civiltà dell'età della pietra o ancor più improbabili civilizzatori alieni.
Ciò premesso, è evidente che in questo ambito soprattutto entri in gioco una certa dose di creduloneria, certo aiutata da una profonda ignoranza dei contesti e dei metodi. Tuttavia, va detto, non è sempre e necessariamente questo il caso.
Spesso nel genere "fantaarcheologico" vengono relegate opere che di fantasioso hanno ben poco, e sebbene rare, non si può dire che non esistano le ricerche documentate anche in questo senso.
Dall'altra parte, per contro, ravviso un atteggiamento a mio avviso di eccessiva chiusura da parte del mondo accademico e della ricerca archeologica. Sebbene un tale atteggiamento sia nel più dei casi motivato, fare come se la "fanta-archeologia" non esistesse affatto può rivelarsi un atteggiamento a doppio taglio, in quanto è proprio questo tipo di atteggiamento che consente ad ogni tipo di favola o leggenda di diffondersi. Non troverei a tale riguardo affatto disdicevole che riviste e pubblicazioni archeologiche anche di prestigio dedicassero quanto meno un minimo spazio al panorama della fanta-archeologia, e ciò al fine di confutarne le tesi anche con l'ausilio di specialisti del campo. Ciò a maggior ragione dal momento che (almeno esulando dalle pubblicazioni più commerciali), molte delle obiezioni più frequentemente mosse dalle correnti "alternative" all'attuale visione del passato non risultano così trascurabili o prive di peso come potrebbe sembrare. Aspetti come il trasporto su lunghe distanze dei grandi megaliti in pietra, la costruzione delle piramidi o la possibilità di contatti trans-oceanici in epoca precolombiana costituiscono tuttora enigmi di difficile soluzione, che espongono come tali il fianco ad ogni tipo di tesi o ipotesi fantasiosa (e ciò, va detto, mancando spesso una spiegazione archeologica univoca). Fintanto che simili aspetti rimarranno insoluti, temo che il fantasma di Atlantide continuerà ad aggirarsi ancora a lungo per librerie e trasmissioni televisive.
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03-November-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2005
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Quote:
Neo Ikon Epifanes
Dall'altra parte, per contro, ravviso un atteggiamento a mio avviso di eccessiva chiusura da parte del mondo accademico e della ricerca archeologica. Sebbene un tale atteggiamento sia nel più dei casi motivato, fare come se la "fanta-archeologia" non esistesse affatto può rivelarsi un atteggiamento a doppio taglio, in quanto è proprio questo tipo di atteggiamento che consente ad ogni tipo di favola o leggenda di diffondersi. .. Aspetti come il trasporto su lunghe distanze dei grandi megaliti in pietra, la costruzione delle piramidi o la possibilità di contatti trans-oceanici in epoca precolombiana costituiscono tuttora enigmi di difficile soluzione...
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A me invece sembra che questi aspetti siano stati gia' abbastanza spiegati...Gli argomenti della fantarcheologia sono sempre gli stessi...Nonostante che praticamente quasi tutto quello che viene trattato in Voyager da Giacobbo sia stato ampiamente confutato varie volte, viene puntualmente riproposto. Molti degli "enigmi" appaiono tali solo in chi non ha una solida cultura scientifica (per cultura scientifica intendo piu' una mentalita' scientifica che non una preparazione in scienze)
Trovo veramente molto noioso continuare a sentire che nella mappa di Piri Reis sono disegnate le coste dell'Antartide prive di ghiacci, che senza strumenti d'acciaio e corrente elettrica non si puo' lavorare finemente il granito, che non era possibile per una civilta' dell'eta' del bronzo trascinare per duecento chilometri blocchi di pietra di oltre una tonnellata etc.
E' inutile che gli studiosi perdano tempo a confutare, tanto non vengono capiti o creduti, tacciati appunto "di chiusura mentale" e si ricomincia da capo.
Questo problema non esiste solo nel campo archeologico. Le librerie abbondano di t | | |