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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civilt antiche. Spazio libero


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Vecchio 12-June-2005
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Predefinito Carri degli dei?

Avendo avuto certe “teorie” una grande fortuna commerciale e di diffusione negli ultimi anni, non a caso anni che hanno visto un certo ritorno all'”irrazionale” a fronte di una certa “crisi” delle religioni tradizionali ed anche delle ideologie, e non a caso legate al sorgere di “nuove” religioni (new age, next age, scientology, raeliani, ecc.), forse non tutti sanno che queste “teorie” non sono poi cos recenti, cos come sono ricorrenti i periodi di “irrazionalit” a cui spesso si accompagnano. Niente di sostanzialmente nuovo sotto il sole quindi. E' infatti del 1968 un libro dello svizzero Erich von Daniken intitolato Chariots of the god?, ossia Carri degli dei?, che molto ha influenzato questo filone di “pensiero”. Pur essendo in certi libri niente affatto citato – ma ci tipico in questo tipo di letteratura, neanche von Daniken cita altri che lo hanno influenzato, tutti hanno la pretesa di proporre nuove idee, nuove interpretazioni, fa parte del gioco; se si informasse il lettore che tali interpretazioni non sono affatto originali, ma vengono da lontano e sono scopiazzate qua e l, perderebbero molto del loro fascino e molta della loro presa sul lettore pi indifeso – e neanche seguito sulla strada che egli indica, quella degli alieni – sostituendo ad essi magari Atlantide o altro –, questo testo contiene molte delle ipotesi che sono alla base di questo tipo di letteratura, ed utile inoltre per svelarne la logica che la sottende, che sostanzialmente comune anche agli altri testi che ne fanno parte.
Come ci ricorda Feder (Kenneth Feder, Frodi, miti e misteri. Scienza e pseudoscienza in archeologia), le ipotesi implicite nelle tesi di von Daniken sono tre. La prima sostiene che in tutto il mondo esistono delle raffigurazioni che possono essere interpretate come raffigurazioni di alieni lasciateci dai popoli primitivi. La seconda sostiene che l'evoluzione biologica, ma anche culturale, dell'umanit non comprensibile e spiegabile se non con l'intervento degli extraterrestri, dotati di tecnologie superiori. La terza riguarda specificamente i manufatti, e sostiene che la realizzazioni di alcuni di essi non pu essere spiegata se non appunto con l'apporto di tecnologie superiori per lui di origine extraterrestre. Se agli alieni sostituiamo Atlantide o altre spiegazioni simili, il risultato sostanzialmente non cambia, e la logica rimane la stessa.
Per ci che riguarda la prima ipotesi non che ci sia molto da dire, a mio avviso, basta ricordare, come fa Feder, che il metodo di “lettura” applicato da von Daniken alle raffigurazioni di cui parla non molto diverso dalle famose macchie di Rorschach. <<Sebbene descriva immagini reali – scrive Feder –, queste immagini fanno parte di una cultura a lui estranea. Senza una conoscenza dei contesti religiosi, artistici o storici dei disegni e delle raffigurazioni nell'ambito delle culture che le hanno prodotte, le descrizioni fornite da von Daniken ci dicono molto pi di quanto nella sua testa piuttosto che in quella degli antichi artisti che le produssero>>. Guarda insomma quelle raffigurazioni come le macchie, e ci vede ci che vuole, e lo fa con gli occhi suoi, cio con una visione puramente soggettiva, e con gli occhi dell'oggi, e cio di una persona che vive nel suo tempo e partecipa della cultura della societ in cui vive, ma poco o niente conosce delle culture passate cui quelle raffigurazioni appartengono. E' insomma ci che si direbbe un testimone inattendibile.
Tra le opere scelte da von Daniken compaiono quelle classiche di questo filone: Nazca, il sarcofago di Pacal a Palenque, ecc. Von Daniken non conosce la cultura maya, e quindi non riconosce i simboli che compaiono in molte altre raffigurazioni della stessa cultura come l'Albero di Ceiba e il Mostro della Terra, in cui vi vede quel che vuole vederci, e cio degli oggetti misteriosi che debbono necessariamente far parte di una nave spaziale. E Pacal deve esserne il pilota che muove leve immaginarie, piuttosto che un re raffigurato tra la vita e la morte, rappresentati appunto dai due simboli. Lapalissiano, non c' altra spiegazione per quelli come lui che non comprendono e non ammettono dubbi o che li usano strumentalmente solo per affermare altre certezze, chi nega questa “evidenza” pu solo essere in malafede oppure un cretino. E' del resto l'atteggiamento tipico di tutti coloro i quali posseggono credenze pi o meno ortodosse. E' curioso che credenze e religioni guardino alla scienza – e allo spirito critico, ad una certa razionalit, ad un certo scetticismo – come ad una nemica, ma poi vorrebbero imporre o presentare le loro Verit come certezze provate scientificamente ed in maniera inoppugnabile. Tra l'altro questo dimostra, ancora una volta, la visione distorta – distorta anche a causa di certa scienza e di certi scienziati – che esse hanno della scienza, dato che viene associata alla certezza, alla ricerca della certezza, alla prova della certezza, della Verit assoluta. In pratica l'associano – talvolta per colpa della scienza stessa, ripeto – alla religione stessa, ed applicano ad essa la stessa logica, e la usano allo stesso modo.
Per ci che riguarda la seconda ipotesi, le spiegazioni e gli esempi forniti da von Daniken sono a dir poco esilaranti, oltre che privi di ogni fondamento. Sostiene che gli alieni si siano accoppiati con donne umane, o comunque con alcune femmine di quella <<razza primitiva simile alle scimmie, con piccoli cervelli ma un grande potenziale>> che allora doveva trovarsi sul pianeta. Da qui l'origine della specie umana, niente evoluzione quindi. L'ipotesi molto pi assurda di altre simili ipotesi ufologiche, la possibilit di accoppiamento e riproduzione tra specie diverse infatti cosa ardua gi per specie dello stesso pianeta (asini e cavalli sono una delle eccezioni), figuriamoci tra specie di pianeti differenti. Inoltre gli alieni avrebbero condotto diversi esperimenti genetici, di ibridazione. Il risultato sarebbe rappresentato da sfingi, grifoni, e tutte le creature mitologiche, che quindi secondo lui sarebbero realmente esistite. Si spinge cos in l, cos sicuro di ci in cui crede, da arrivare a interpretare un babbuino sepolto con la sacerdotessa egizia Makare come un risultato appunto di queste ibridazioni, esso sarebbe stato concepito evidentemente da Makare stessa. Tralasciando tali assurdit, mi limito a constatare i punti in comune che questa visione ha con certe “nuove” religioni, come quella dei raeliani, o con le religioni tradizionali, per esempio attraverso il rifiuto, per l'ennesima volta, dell'evoluzionismo, come accade per esempio col creazionismo.
La terza ipotesi alla prossima volta.
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Vecchio 13-June-2005
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... Karl ti rispondo senza alcuna vis polemica e solo per sottolineare (sentendomi un p chiamato in causa) che non tutti quelli che sono disposti a confrontarsi con teorie alternative son dei creduloni disposti ad accettare qualsiasi cosa...
... chiaro che sia forte il sospetto che alcuni pensatori vadano un p troppo oltre e l'impressione che a volte ci sia solo una speculazione commerciale dietro la strenua difesa di certe teorie create solo per vendere libri...
... non ho mai letto il libro di Von Daniken, lo conosco solo sommariamente perch viene spesso citato in altri testi, per posso dirti che in "Impronte degli dei" di Hancock non viene proposta la verit assoluta ed incontrovertibile... nel corso della lettura viene delineata un tesi a supporto della quale vengono portati tutta una serie di dati, di simboli, di analogie e di ricostruzioni... ovvio che l'autore presenti il tutto in modo da avvalorare il proprio pensiero ma questo fa parte della natura stessa dell'uomo... l'oggettivit non esiste...
... ben diverso invece immaginare che tutto questo venga fatto a scopo speculativo, quindi senza alcun scopo conoscitivo e/o divulgativo ma creato ad arte per farci qualche soldo...
... questo non da escludere per nessuna opera umana... sopratutto quelle che raggiungono livelli di diffusione molto ampi... ed al tal proposito il parallelo che tu fai con le religioni molto calzante... ma secondo me tutto questo poco importante... molto di pi lo l'approccio di chi si avvicina a questo come ad altri argomenti...
... se si dotati di curiosit e di sufficiente senso critico si legger, si studier, si apprender, con la consapevolezza di dover e poter poi elaborare il tutto... senza accettare dogmi precostituiti... senza escludere aprioristicamente questa o quella teoria... per delineare la propria cultura... la propria consoscenza... le idee...
... come tu mi insegni, l'assoluto, l'esattezza non sono di questo mondo... non lo sono le religioni, per vocazione... non lo sono le scienze, per necessit... basta saperlo ed accettarlo...
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lucignolo
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Vecchio 13-June-2005
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Ma difatti era ci che intendevo. Non avresti neanche dovuto sentirti chiamato in causa. Per ci che riguarda l'oggettivit, come ho scritto altre volte, non penso che esista, non quella assoluta, non quella di stampo positivista o neopositivista. Ritengo per altrettanto dannoso il soggettivismo estremo che sottende certi libri, quello di von Daniken cos come quelli di Hancock (quello su marte poi... avesse aspettato a pubblicarlo per far soldi quanto meno si sarebbe risparmiato una figura barbina). Non considero il modo di procedere di Hancock, per quanto assolutamente assente di qualsiasi metodologia scientifica anch'esso, in tutto e per tutto identico a quello di von Daniken, no. Ritengo per che il libro di von Daniken possa mettere in luce pi chiaramente, proprio perch pi "estremo", un certo modo di fare. Presentare i fatti in modo che essi aderiscano a una propria teoria pregiudiziale, per quanto comprensibile entro certi limiti perch umano e per quanto sia un'atteggiamento presente anche nelle ricerche scientifiche, nel momento in cui l'autore a selezionare i dati, non lo pi oltre certi limiti. Quando cio si arriva a modellare la realt e a distorcerla - ancora eccesso di soggettivismo - per farla aderire alla propria teoria pregiudiziale, o al proprio credo, non essendo disponibili a modificare questa teoria in corso d'opera, o dopo la verifica della stessa, come di solito si dovrebbe procedere in campo scientifico. Altrimento si entra nel campo della truffa, della disonestr intellettuale, o dell'ottusit. E a mio avviso, il modo in cui Hancock ha presentato la maggior parte delle "prove" in Impronte degli dei, putroppo non affatto lontano da questo modo di procedere.
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Vecchio 13-June-2005
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... approfitto di te e di questo spazio per chiederti a questo punto qualche esempio della scorrettezza che hai riscontrato nel modo di procedere di Hancock in "Impronte degli dei"... questo perch mi sembra interessante il punto di vista di un professionista del mestiere (quale io non sono...) su cose specifiche trattate nel libro...

P.s. comunque noto che conosci molto bene i testi di quelli che chiami "fantacosi"... cerchi di conoscere il tuo nemico o sei sanamente curioso?
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lucignolo
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Vecchio 13-June-2005
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B professionista un po' troppo, diciamo che spero possa diventare una professione, in modo da non dover buttar via, almeno dal punto di vista lavorativo, gli anni di studio alle spalle e quelli che probabilmente ancora avr davanti.
S, di quei libri ne ho letti parecchi, ho iniziato pi di una decina di anni fa, prima ancora di iscrivermi all'universit, e prima ancora di prendere in considerazione l'idea di intraprendere questo tipo di studi. All'inizio era semplice curiosit, fascino. Poi la voglia di conocere, di approfondire, di discernere, e l'insofferenza per le ortodossie e i dogmatismi, sono cresciute e sono state anche un portato degli studi intrapresi, anche un "obbligo". E quindi non ho smesso di approfondire n di sentire pi campane. Approfondendo con metodo per, quelle che potevano apparirmi, da "ignorante", prove di una certa "solidit" (per quanto le abbia sempre prese con beneficio di inventario), si sono rivelate ai miei occhi piuttosto inconsistenti e non molto ragionevoli e razionali. Insomma, avendole messe alla prova, dal mio punto di vista non hanno retto alla verifica. E le teorie che non reggono alla verifica o le si modifica, se possibile, o le si abbandona, se non lo . Ora continuo a tenermi aggiornato, per diversi motivi. Primo perch mi interesso di storia del pensiero archeologico e di metodologia, e questi libri influiscono sull'idea che si ha di archeologia, nonch sull'idea che si ha del nostro passato, dato che passano molto spesso per letteratura archeologica (mi capitato di sentir dare ad Hancock dell'archeologo). Hanno una presa poi sul pubblico, sull'umanit direi, alla quale l'archeologia cos come ogni altra disciplina dovrebbero rivolgersi. Inoltre avendo di base una formazione da storico "puro" (devo discutere la tesi in archeologia del vicino oriente ma il mio corso di laurea in storia), da questo punto di vista il fenomeno mi pare assai interessante, legandosi a una certa crisi delle religioni, delle ideologie, ecc. E lo da pi punti di vista: storia delle religioni, storia del pensiero, ecc.
S, sarebbe interessante parlare di alcuni aspetti di Impronte degli dei. Magari possiamo aspettare che Zeno proceda nella sua lettura, cos potr aggiungere la sua alle nostre opinioni. E cos nel frattempo aspetto anche di essere un po' pi libero io, anche mentalmente, perch fino a luglio sono piuttosto incasinato.

Ciao
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Vecchio 13-June-2005
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... ok aspetter... fatemi un fischio...
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lucignolo
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Vecchio 15-June-2005
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Eravamo rimasti alla terza ipotesi, quella che sostiene che <<i dati archeologici siano colmi di testimonianze fornite da manufatti cos progrediti da non poter essere stati materialmente prodotti da esseri umani>> ci ricorda ancora Feder. Questa ipotesi stata anche definita da Omunhundro l'Ipotesi degli antenati ottusi, perch sostiene appunto che i nostri antenati erano troppo primitivi per realizzare certi manufatti usando solo <<capacit creative, intelligenza e lavoro>>. Secondo von Daniken infatti dovevano aver ricevuto un aiuto esterno. Egli non sostiene che l'archeologia nasconda qualche prova, tipo tracce di tecnologie superiori scomparse, di provenienza aliena nel suo caso, altrimenti sarebbe troppo facile verificare scientificamente questa affermazione. Egli, come ci dice Feder, <<semplicemente non riesce a capire, e poich non capisce nega, che alcuni popoli preistorici siano stati in grado di compiere tali imprese da soli, senza un aiuto esterno>>. Per von Daniken questo aiuto di origine extraterrestre, per altri di origine latamente atlantidea. La logica non mi pare cambi granch, in quanto l'indimostrabilit dei due assunti alla base rimane.
Non si accorge per von Daniken, cos come non si accorgono gli altri, che una tesi di questo tipo non affatto nuova, un semplice aggiornamento di quelle teorie iperdiffusioniste che tanta fortuna hanno avuto anche in campo scientifico, come per esempio in antropologia. Cambiano solamente i luoghi dai quali gli impulsi al progresso, allo sviluppo della civilt, dell'umanit, avrebbero avuto origine, e da qui si sarebbero diffusi dappertutto (mentre sappiamo che i luoghi di origine delle stesse innovazioni possono essere molteplici e appartenere a periodi e aree differenti, senza per ci negare che alcune innovazioni possono essere e di fatto sono originate in un luogo per poi essersi diffuse nel resto del mondo, o in parte di esso): la Mesopotamia, l'Egitto, Atlantide, le civilt extraterrestri. Come accade spesso, al recupero di queste idee iperdiffusioniste oramai abbandonate perch errate o perch inutili ed inefficaci dal punto di vista esplicativo, in ogni caso superate, si accompagna anche il recupero di una bella dose di etnocentrismo europeo (potremmo quasi dire una forma di neocolonialismo), anche questo abbandonato e superato, proprio grazie a quell'antropologia che nel suo passato ha visto la presenza di teorie sia etnocentriche che diffusioniste.
Si pu far risaltare il modo di pensare e di operare di von Daniken soffermandoci, come lui fa, sull'immancabile antico Egitto. Innanzi tutto troviamo caratteristiche comuni a molti fantacosi: presunzione ed ignoranza. Con ignoranza intendo una mancanza di conoscenza sui fatti specifici di cui vorrebbero trattare, una totale mancanza di conoscenza della letteratura scientifica fino a quel momento prodotta, ed una mancanza di conoscenza o una conoscenza molto molto povera della storia delle societ e della loro cultura, delle quali vorrebbero trattare argomenti specifici, come se fosse possibile svincolarli dal contesto, considerarli in maniera astratta. Questo spesso viene fatto, e altrettanto spesso causa di errate interpretazioni. Infatti von Daniken, fregandosene altamente di quel che l'archeologia e la storia hanno prodotto, <<dopo un paio di visite turistiche in Egitto – come ci ricorda Feder – dichiara che tutti quegli archeologi sono completamente disinformati>>. E prosegue dando una chiara dimostrazione di ignoranza, cio di non conoscenza dell'argomento e dei risultati dell'archeologia che vorrebbe criticare, quando afferma: <<Se noi accettiamo supinamente il pacchetto di conoscenze che gli egittologi ci hanno confezionato, l'antico Egitto appare all'improvviso, e senza alcuna transizione, come una civilt fantastica gi bell'e pronta>>. E aggiunge che le imprese degli egizi sono <<autentici miracoli in un paese che stato all'improvviso in grado di compiere conquiste senza alcuna traccia nella preistoria>>. Ovvio che partendo da tali convinzioni si arrivi a cercare le origini “improvvise” di questa civilt <<senza alcuna traccia nella preistoria>> in altri luoghi, sulla terra ma misteriosamente scomparsi, questi s, senza lasciare alcuna traccia, come Atlantide, oppure extraterrestri. Peccato per che le convinzioni di von Daniken, che lui dice aver appreso dall'egittologia, dimostrino la totale mancanza di conoscenza dei risultati di quest'ultima, e siano del tutto errate. Il perch alla prossima volta.
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Vecchio 16-June-2005
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L'ipotesi di von Daniken sul sorgere improvviso della civilt egizia allora errata. Eppure dice di averla appresa dall'egittologia. E allora? Allora, non so bene cosa abbia letto o con chi abbia parlato, ma ne dubito fortemente. Se si fosse infatti avvicinato alla storia dell'Egitto almeno un poco, si sarebbe accorto che la civilt egizia non nasce affatto all'improvviso. A lui e a quelli come lui piace crederlo perch gli utile, peccato che non sia cos. Le prime tracce della presenza umana nella valle del Nilo risalgono infatti agli inizi del Paleolitico, e sono costituite da utensili in pietra. Tra il 25.000 ed il 10.000 a.C. abbiamo un periodo di forte siccit, che spinge gruppi di cacciatori-raccoglitori nella valle. Iniziano a svilupparsi i primi sistemi di vita semisedentari. Verso il 10.000 a.C. avviene un nuovo mutamento climatico, che rende abitabili nuovamente le zone desertiche. Cos, tra l'VIII e il VII millennio a.C. compaiono alcune caratteristiche tipiche del Neolitico. Tra il VII e il VI millennio a.C. abbiamo una nuova ondata di siccit, che spinge di nuovo i gruppi verso la valle del Nilo; ed proprio intorno alla fine del VI inizio V millennio che possiamo riconoscere le prime culture neolitiche vere e proprie. Ovviamente questa non tutta teoria, abbiamo le testimonianze materiali. Abbiamo i resti della Cultura di Merimda nel Basso Egitto (VI-V millennio), la Cultura di Maadi sempre nel Basso Egitto (IV millennio), la Cultura di Badari nell'Alto Egitto (V-IV millennio), e infine la Cultura di Naqada (IV millennio in poi), che ci porta fino all'Egitto protodinastico e alla fondazione dello stato.
Le testimonianze dunque non mancano, e chi evita di parlarne o in malafede o semplicemente disinformato, in entrambi i casi non scusabile. Tra l'altro, seguendo queste testimonianze indietro nel tempo, fino al Paleolitico, sorge spontanea la domanda: ma se abbiamo trovato utensili in pietra com' che non troviamo tracce di superiori civilt scomparse e della loro tecnologia? Le piramidi di Giza risalgono al 10.500 o gi di l secondo alcuni? Bene, dove stanno le tracce di chi le ha realizzate? Sono scomparse misteriosamente? E com' possibile? Abbiamo le tracce delle coeve culture Neolitiche, cos rozze e primitive, e non abbiamo le tracce di una civilt cos progredita? E' una domanda alla quale non ho ancora sentito una risposta soddisfacente che sia una.
Ad ogni modo, evidente come la nascita della civilt egizia non sia stata affatto improvvisa, ma abbia una lunga storia dietro di s. Cos come le piramidi hanno una storia architettonica alle spalle. Dalla mastaba, alle piramidi a gradoni, fino a quelle a facce lisce (aggiungo un libro agli altri, che forse mi ero dimenticato: Mark Lehner, The Complete Pyramids: Solving the Ancient Mysteries, Thames and Hudson, 1997).
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