Le piramidi di Akahim: Le piramidi perdute dell'Amazzonia
Nell'agosto 1979 la rivista brasiliana Veja pubblica un reportage sulla scoperta di un gruppo di piramidi interamente ricoperte dalla vegetazione tropicale nella regione dell'Alto Rio Negro, a Nord di Manaus (Brasile).
Il sito viene ribattezzato Akahim, e approssimativamente localizzato nella regione montagnosa di Parima, ai piedi dei monti Gurupira.
La stessa fonte riportava alcune immagini fotografiche riprese da una distanza di 4 kilometri di una apparente rilievo piramidale, alto tra i 100 e i 150 metri, interamente ricoperto dalla fitta vegetazione tropicale in una regione per il resto punteggiata di colline e bassi rilievi dai profili arrotondati.
Le piramidi di Akahim non devono essere confuse con le più celebri piramidi di Paratoari, scoperte per la prima volta attraverso fotografie satellitari nel 1976 e successivamente rivelatesi di origine naturale, situate nella regione del Pantiacolla, nell'Amazzonia peruviana.
Più di un dubbio è stato gettato sull'autenticità della scoperta anche in relazione alla partecipazione alla spedizione di un soggetto ben noto alle cronache, tale Tatunca Nara, il sedicente capo indigeno (al secolo Günther Hauck, nato e cresciuto in Germania) i cui racconti di città perdute e tribù amazzoniche ispirarono la molto discussa "Cronaca di Akakor" di Karl Brugger.
Diversamente dall'evanescente Akakor, di Akahim esistono tuttavia almeno due diverse immagini fotografiche, entrambe le quali ritraggono lo stesso rilievo piramidale. Rilievi piramidali plasmati dalla natura non sono certo rari in geologia. L'aspetto insolitamente regolare, in un paesaggio per il resto relativamente piatto e caratterizzato da rilievi bassi e arrotondati, rimane tuttavia un elemento insolito e meritevole di ulteriore approfondimento.
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