 |
 |
 |
 |
| Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero |
 |
|

18-June-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
"...ancora su Atlantide"
Con il nome “Lemuria”, isola situata al largo delle coste orientali dell’Africa e “Mu”, semi-continente situato al centro dell’Oceano Pacifico, nonché della Platonica Atlantide, si può facilmente intravedere l’equivoco generato dalla frammentazione d’immagine nel quale incorsero gli antichi navigatori quando scambiarono l’unico, grande continente circumpolare, l’Antartide, per più d’uno, a seconda di chi e dove lo avesse scoperto e come lo descriveva.
E’ in sintesi, il dubbio che ci ha lasciato Platone (grande filosofo del 500 AC) con la sua famosa descrizione di Atlantide quando, ponendola molto genericamente al di là delle Colonne d’Ercole (stretto di Gibilterra), ci ha lasciati liberi di fantasticare sulla sua dislocazione che può essere da per tutto e allo stesso tempo, in nessun luogo.
Unica precisazione che Platone, bontà sua, ci ha fornito per toglierci almeno dalla maggiore delle incertezze, è quella di poter escludere completamente il Mediterraneo (vedi la tesi di una Atlantide nell’Isola di Thera o Santorini collegata con la fine della civiltà Minoica, 1.500 AC).
Infatti, mentre nel dialogo fra Timeo e Crizia, Platone, ci tiene a precisare che “…Atlantide, era circondata da un vero mare (Oceano), a sua volta compreso fra una cerchia di continenti che gli Atlantidei collegavano per mezzo di grandi navi”, la definizione “…porto dall’accesso stretto” che dà del Mare Nostrum, automaticamente, lo esclude.
A restringere ancor più la cerchia delle possibilità e a consentirci di scartare la collocazione di Atlantide anche dall’omonimo Oceano (tanto cara agli inizi dell’800), c’è poi la teoria della “Deriva dei Continenti” di A.L.Wegener (1910).
Ampiamente confermata dal ritrovamento di fossili sia vegetali che animali della stessa specie e dello stesso periodo rinvenuti nei vari continenti che, se originariamente non fossero stati uniti, mai e poi mai vi si sarebbero potuti trovare (noi stessi trovammo nel sottosuolo dell’Isola King Jeorge delle Shetland, numerosi alberi fossili), questa teoria, nota anche come “Tettonica a placche”, dimostra inequivocabilmente che l’Oceano Atlantico non ha nulla a che vedere con l’omonimo introvabile continente.
Dobbiamo infatti considerare che un tempo, su una Terra probabilmente di ridotte dimensioni (rispetto all’attuale), esisteva solo un “Super continente” (Pangea), dal quale si suppone che circa 200 milioni di anni fa, a causa dei movimenti convettivi della Litosfera (primo e secondo strato della crosta terrestre), si separarono due blocchi (Laurasia: Europa, Asia e Nord America e Gondwana: Sud America, Africa e Oceania) dai quali a loro volta si distaccarono gli attuali continenti.
Per quanto riguarda la collocazione di Atlantide, si osservi che, mentre le tracce (contorni) lasciate dagli stessi continenti al momento del loro distacco sono perfettamente individuabili, quella di una eventuale Atlantide…non lo è!
I continenti cioè vi sono tutti rappresentati….. meno uno, appunto Atlantide che non trova perciò posto in quell’Oceano (salvo forse il golfo del Messico dove si potrebbe ipotizzare, ma con scarso convincimento, che potesse essere… l’Isola di…Cuba!).
Sebbene nel “Puzzle” continentale …manchi completamente ogni traccia dell’antico Continente, che non può quindi essere collocato in Atlantico, come molti asseriscono, la cosa non ha minimamente scoraggiato i suoi ricercatori che con alterna fortuna (letteraria!) l’hanno collocata un po’ da per tutto.
A partire dalle Azzorre (il luogo ritenuto il più plausibile!); Bimini (Bahamas, USA); Hawaii (USA); Africa Occidentale; Thera (Santorini), nel Mediterraneo; Mar nero; Nord Europa (Helgoland); Tartesso (Spagna); Yucatan, Tiahuanaco (Bolivia); Brasile e persino nel deserto del Gobi e nell’Atlante Marocchhino, nonché in Asia e in alcune isole dell’Oceano Pacifico (nell’Isola di Pasqua dove però è ancora irrisolto il mistero dei Mohai!), le ricerche si sono fatte via, via sempre più approfondite, ma ancora nulla è stato trovato.
Non a caso, perché l’ostinazione a voler considerare la Terra di un tempo alla stregua di quella attuale, è foriera di errori.
A quel tempo (12.000 anni fa), infatti, la Terra, doveva per forza presentare uno scenario differente da quello di oggi.
E le differenze (anche notevoli) sono dovute all’altezza della costa sul livello del mare (superiore di 150-200 metri rispetto all’odierna), all’orogenesi idrica ed eolica, alla tettonica da vulcanismo e da migrazione delle placche continentali (sebbene si muovano alla velocità di 1-20 cm all’anno, il movimento è pur sempre sensibile), all’impatto con qualche meteora o cometa, tutto ciò doveva per forza di cose alterare il paesaggio al quale noi oggi siamo abituati.
E così pure il clima che se oggi è glaciale in un sito, ieri poteva essere temperato, tropicale o torrido.
Più realisticamente, potremmo cominciare a considerare che alcune parti della Terra, oggi pressoché invivibili a causa dei ghiacci perenni, all’epoca pressappoco di Atlantide (circa 12.000 anni fa), abbiano potuto godere di un clima migliore, poi declassato da un qualche disastro.
Platone, naturalmente non accenna alla causa del declassamento (né, con le conoscenze scientifiche di allora, avrebbe potuto!), non parla della inevitabile scomparsa di animali, sebbene ci deve per forza esse stata, ma piuttosto di uomini o meglio di una civiltà (Atlantide) come a Lui è stata riportata dai saggi di Alessandria d’Egitto, civiltà che, grazie al lungo periodo di benessere goduto, può benissimo aver raggiunto gli altissimi livelli nella scala sociale, come ci è stato descritto.
A prescindere da ciò che ci è stato narrato, l’Antartide appare (vedi cartina) idealmente centrato rispetto all’insieme sia degli Oceani (Atlantico, Pacifico, Indiano) che delle masse continentali (Africa, Asia, America, Oceania, India).
Ma non basta perché l’Antartide, oltre ad essere completamente circondato dal mare, in quanto a vastità, è più grande dell’Europa (Platone la descrive grande come Libia e Asia assieme!”) e poi, fatto non trascurabile (sempre secondo il racconto di Platone nel dialogo fra Timeo e Crizia), risulta essere ricchissimo di minerali, di vaste pianure e di alte montagne, ma….é ricoperta dal ghiaccio, da una immane coltre di ghiaccio perenne con uno spessore che mediamente raggiunge qualche cosa come 3000 metri!
Nessuno vi può sopravvivere se non munito di speciali attrezzature e per pochissimi mesi all’anno (noi stessi vi sostammo ben poco e solo nelle propaggini del continente, ossia nella penisola Antartica).
Ma al tempo in cui si riferisce il racconto (trasmesso a Solone nel 590 AC da Sonchis, sacerdote della dea Neith a Sais (basso Egitto) e dal suo collega Psenofe di Elaiopoli), né Platone né nessuna altro, parlano di ghiaccio, dunque ghiaccio non c’era?
Sicuramente, altrimenti una caratteristica di questa importanza sarebbe stata riportata e dunque, se il ghiaccio non c’era vuol dire che Antartide ne era priva e quindi abitabile ergo se riuscissimo a pensare o a vedere con gli occhi di 12.000 anni fa (9500 AC), a tanto risale il racconto dei sacerdoti di Sais, tutto potrebbe apparire più chiaro.
D’altra parte se tutto ciò può sembrare incredibile e poco reale, ebbene, pensiamo a quale nuovo orizzonte di conoscenza potrebbe aprirsi la nostra cultura anche solo scoprendo il significato della grande nave a tre alberi incisa sul ventre di uno dei Mohai, (grande statua) dell’Isola di Pasqua?
E poi lasciatemi dire che, se non fosse stato per la costanza e la fiducia che Heinrich Schlieman (1872), che guardava le cose nel “giusto verso”, ebbe in Omero, forse Troia non sarebbe mai stata trovata!
[dati rimossi]
|

18-June-2008
|
 |
Amministratore AI
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
|
|
E' vietato inserire dati personali nelle discussioni, leggi con attenzione il regolamento del forum
__________________
La tua Firma per la proposta di referendum per l'abrogazione del "lodo Alfano"
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
|

18-June-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2005
|
|
Quote:
franco123
Ma al tempo in cui si riferisce il racconto (trasmesso a Solone nel 590 AC da Sonchis, sacerdote della dea Neith a Sais (basso Egitto) e dal suo collega Psenofe di Elaiopoli), né Platone né nessuna altro, parlano di ghiaccio, dunque ghiaccio non c’era?
Sicuramente, altrimenti una caratteristica di questa importanza sarebbe stata riportata e dunque, se il ghiaccio non c’era vuol dire che Antartide ne era priva e quindi abitabile ergo se riuscissimo a pensare o a vedere con gli occhi di 12.000 anni fa (9500 AC), a tanto risale il racconto dei sacerdoti di Sais, tutto potrebbe apparire più chiaro.
|
Alcuni commenti: - Secondo le attuali conoscenze scientifiche l'Antartide e' sotto i ghiacci da circa 35 milioni di anni!
- Platone descrive Atlantide come un'enorme isola dotata di un clima temperato, di tipo mediterraneo, e abitata da elefanti.
- Sempre secondo Platone, Atlantide era abitata da una civilta' del bronzo che conosceva l'arte della navigazione
- La civilta' di Atlantide avrebbe dominato l'Europa, la Libia, la Tirrenia (l'Etruria) e l'Egitto
- Questa civilta' avrebbe combattuto e perso una guerra contro la citta' di Atene!
- Non sono conosciute civilta' del bronzo in nessuna parte del mondo risalenti a 12000 anni fa
Come ho scritto in molti altri interventi su questo argomento, continuo ad essere convinto che Atlantide sia una bellissima "fiction" filosofica di Platone
Mario
|

19-June-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
"Fiction" non direi é propria del nostro tempo assai poco onesto mentre a quel tempo il falso era evidentemente punito (lo sarebbe anche nel nostro se le cose andassero nel loro giusto verso, non trovi?) e Platone é il più grande dei filosofo e certo lo doveva sapere tanto da dover sostenere la propria posizione non permettendo di inquinarla con cose fasulle... io credo , ma ciò che crediamo noi alla luce delle pochissme conoscenze che abbiamo é poco, molto poco e non si può negare nulla anche che l'Antartide abbia avuto alti e bassi di clima come un pò tutte le terre emerse. Ciao franco
|

19-June-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jul 2006
|
|
Comincio a pensare che se Troia non l'avesse trovata Schliemann, l'avrebbe trovata qualcun altro ormai.
Non si tratta di un sito così impossibile da trovare anche senza l'Iliade in mano...
|

19-June-2008
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
|
|
Sarebbe più interessante valutare l'esistenza di fonti pre-platoniche sull'argomento.
A mio avviso il mito di Atlantide non è altro che una variante del mito - questo davvero globale e certo pre-platonico - del diluvio, mito che si ritrova nei più antichi poemi sumeri e babilonesi (Atra khasis ed Enuma Elish), ma anche nelle mitologie delle popolazioni dell'Estremo oriente e delle Americhe, secondo processi che non paiono spiegabili sulla base del semplice diffusionismo o di fenomeni locali e per il resto circoscritti (vedi il "diluvio" del Mar Nero).
In altri termini, il mito di un'età dell'oro terminata innanzi a immani catastrofi naturali potrebbe costituire il vero e più autentico embrione dell'Atlantide platonica.
Anche per questa ragione, ha ben poco senso dedicare tanto interesse a quello che è quasi certamente un apologo mitico/filosofico o utilizzarlo, come molti fanno, come improbabile mappa del tesoro. In questo cercare l'Atlantide di Platone sulla base del Timeo e del Crizia non è molto diverso dal cercare la Aztlan degli aztechi, la Atala dei Purana, o la Grande Babilonia dell'Apocalisse come se si trattasse di altrettanti luoghi reali.
__________________
|

20-June-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
Quote:
franco123
"Fiction" non direi é propria del nostro tempo assai poco onesto mentre a quel tempo il falso era evidentemente punito (lo sarebbe anche nel nostro se le cose andassero nel loro giusto verso, non trovi?) e Platone é il più grande dei filosofo e certo lo doveva sapere tanto da dover sostenere la propria posizione non permettendo di inquinarla con cose fasulle...
|
scusa ma ti ricordo che in grecia circolavano cose come l'eneide e l'odissea, con sirene, mostri marini e fate in isole incantate.. senza contare che lo stesso platone ha scritto cose come il mito della caverna, che di reale hanno ben poco..
Tu pensi davvero che i greci prendesso per "Verità" tutte queste cose? Guarda che erano antichi, non stupidi.. sapevano distinguere ciò che è vero da una bella storia.. e inventare storie non era certo punito, anzi..
P.S. e platone è certamente "un" filosofo, che sia "il più grande" è questione di punti di vista.. tanto adesso quanto nell'antichità..
|

20-June-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
|
|
Quote:
lama su
scusa ma ti ricordo che in grecia circolavano cose come l'eneide e l'odissea,
|
Lama, t'ho beccato!
L'Eneide non è proprio greca, non ti pare?
Ma comunque condivido le tue considerazioni.
(Le faccine sono deliziose!)
__________________

dott. Claudio Giorgini
|

20-June-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
Quote:
dceg
Lama, t'ho beccato!
L'Eneide non è proprio greca, non ti pare? 
|
lapsus.. beh ma dai, sarà circolata anche quella in grecia, non ai tempi di platone ma cmq, e poi l'eneide era ben ispirata a storie greche, e poi..
Ok ok.. basta.. non sono bravo ad arrampicarmi sui vetri..
peto venia..
Quote:
dceg
(Le faccine sono deliziose!)
|
eh.. io con safari ho un po' di problemi a visualizzarle.. le vedo con la "scia".. 
|

20-June-2008
|
 |
Nuovo Utente
|
|
Data Registrazione: Jun 2008
|
|
Quote:
lama su
scusa ma ti ricordo che in grecia circolavano cose come l'eneide e l'odissea, con sirene, mostri marini e fate in isole incantate.. senza contare che lo stesso platone ha scritto cose come il mito della caverna, che di reale hanno ben poco..
Tu pensi davvero che i greci prendesso per "Verità" tutte queste cose? Guarda che erano antichi, non stupidi.. sapevano distinguere ciò che è vero da una bella storia.. e inventare storie non era certo punito, anzi..
P.S. e platone è certamente "un" filosofo, che sia "il più grande" è questione di punti di vista.. tanto adesso quanto nell'antichità..
|
A parte lo strafalcione del l"Eneide" Greca quando tutti sanno che é di epoca Romana, ossia di Virgilio, ma anche considerare "La caverna" di Platone alla stregua di una bella storia mi sembra assai riduttivo (per non dire di peggio) infatti se ancora oggi si studia la Filosofia e quella di Platone in particolare e quindi anche il racconto della caverna, é proprio per dimostrare che luomo (purché usi il cervello, ovvero sia istruito e non agisca come un bruto o un animale), non sia cabiato da allora ad oggi , salvo voler consiuderare la tecnoclogia come civililtà. No n dimentichiamo poi che i greci antichi (quelli moderni no perché poveretti furono completamente trasformati, in peggio, da anni ed anni di occupazione Turca!), non possedendo come noi invece possediamo una vera cultura religiosa (ossia la Fede, che consola gli afflitti e li fortifica di fronte alla morte) usavano spiegare gli avvenimenti naturali (tuoni, mareggiate, ma anche disgrazie, la morte stessa, etc) con similitudini eroiche. Gli Dei in effetti erano un pò la proiezione dell'inconscio verso una dimensione superiore agli elementi naturali stessi dai quali così traevano coraggio.
|

20-June-2008
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Feb 2008
|
|
|

20-June-2008
|
|
AI gens
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
Quote:
franco123
No n dimentichiamo poi che i greci antichi (quelli moderni no perché poveretti furono completamente trasformati, in peggio, da anni ed anni di occupazione Turca!), non possedendo come noi invece possediamo una vera cultura religiosa (ossia la Fede, che consola gli afflitti e li fortifica di fronte alla morte) usavano spiegare gli avvenimenti naturali (tuoni, mareggiate, ma anche disgrazie, la morte stessa, etc) con similitudini eroiche. Gli Dei in effetti erano un pò la proiezione dell'inconscio verso una dimensione superiore agli elementi naturali stessi dai quali così traevano coraggio.
|
a parte il fatto che non condivido il tuo giudizio negativo sulla dominazione turca, anzi, e a parte che non condivido neppure il tuo discorso sull'assenza di una "vera cultura religiosa" nell'antica grecia (ma questi sono altri discorsi), mi sembra che tu stesso ti stia contraddicendo: prima infatti affermi che i greci (e platone in primis) non dicevano cose fasulle, e che quindi quello che dice di atlandide deve essere vero e preso alla lettera, ed ora dici che quegli stessi greci (e di nuovo platone in primis, con il mito della caverna) spiegavano il mondo con "simillitudini eroiche" (io li chiamo "miti"). Ora.. come mai la storia della caverna è un "mito", mentre atlantide deve per forza essere Verità? Perché anche atlantide non può semplicemente essere un mito inventato, o per lo meno profondamente rimaneggiato (nota che questo non sottointende una "verità storica" alla base, ma solo, eventualmente, un altro "mito"), da Platone?
Tra l'altro, riguardo alla filosofia moderna, ripeto che platone è solo "uno" fra tanti filosofi, non "il" filosofo, e si studia "anche" platone, non mi sembra proprio "in particolare", e questo tra l'altro parlando solo della filosofia occidentale.. Che poi uno stimi platone o meno, ancora una volta, questione di punti di vista..
|

20-June-2008
|
 |
AI magister
|
|
Data Registrazione: Jul 2007
Luogo: Toronto, ON, Canada
|
|
Quote:
massinissa
|
Una cultura madre del tardo paleolitico non avrebbe necessariamente dovuto avere conoscenza del bronzo.
Quanto al fatto che fosse una cultura tecnologicamente avanzata, esistono poi diversi gradi con i quali è possibile descrivere l'avanzamento tecnologico, culturale o sociale di una civiltà.
Una cultura come quella che ha lasciato le raffigurazioni astronomiche di Lascaux o un retaggio nelle mitologie mondiali come quello evidenziato da Santillana e Von Dechend ( Il mulino di Amleto), deve essere sotto ogni aspetto considerata una cultura evoluta.
La scoperta che già nel tardo paleolitico l'uomo avesse concepito un modello cosmologico basato sull'osservazione delle stelle, e la capacità di codificarlo entro il mito o raffigurazioni astratte, rappresenta di per se un indicatore del fatto che ci troviamo di fronte ad una civiltà. Definirla evoluta o meno è un concetto relativo, ma si tratta comunque della prima civiltà documentata della storia.
Chi si sentirebbe di asserire che quella Maya non fu una civiltà semplicemente perchè il bronzo le rimase sempre ignoto?
La metallurgia è certo uno dei parametri della civiltà, ma sicuramente non l'unico, nè per parte mia il più importante.
L'idea di un paleolitico e primo neolitico popolati esclusivamente di tribù nomadi o seminomadi di cacciatori-raccoglitori è ormai contestata da sempre più numerosi ritrovamenti che testimoniano un precoce sviluppo urbano e la nascita dell'architettura monumentale millenni prima della presunta "rivoluzione agricola" neolitica.
Siti come Gobekly Tepe in Turchia, la prima testimonianza di architettura monumentale datata al IX-X millennio a.C. , sono la chiara evidenza dell'esistenza di comunità umane ampie e stratificate, capaci di intraprendere grandiosi progetti architettonici e sviluppare forme artistiche raffinate e simboliche in un'epoca molto antecedente rispetto ai tradizionali canoni di sviluppo della civiltà.
Non si può inoltre fare a meno di considerare l'innalzamento del livello marino nell'arco degli ultimi 15,000 anni, che ha letteralmente cancellato migliaia di kilometri di linea di costa preistorica. Per cui è ben probabile che i resti delle prime civiltà possano oggi trovarsi sommersi dal mare, presso le antiche linee di costa ( e nel luogo più naturale quindi ove avrebbe potuto sorgere una civiltà marinara). Quante Gobekly Tepe possono trovarsi ancora oggi sommerse sulle piattaforme continentali dell'Europa, dell'Asia o delle Americhe? Permettimi di dire che ignorare questa possibilità sarebbe a mio avviso quanto meno miope.
__________________
| | |