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Goldeneye
Secondo la mitologia sumerica ci fu un tempo mitico in cui sette sapienti da parte anatomiche di pesce e di uomo giunsero a portare la cultura in queste terre capeggiati da un certo Oannes anche egli dall'espetto di pesce. Secondo voi cosa volevano indicare realmente gli antichi Sumeri? Si trattava di esseri ibridi oppure sono solo allegorie?
Ciao
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Allora, non si tratta di una tradizione sumerica. Il nome di Oannes, che è la corruzione greca di un nome semitico, ci è noto da Berosso (4°-3° sec. a.C.) che era un caldeo ed sacerdote di Marduk al servizio della corte seleucide.
Il testo originale di Berosso, in greco, non ci è pervenuto, ne conosciamo una parte discreta che però va depurata da tutta una serie di frammenti a carattere quasi esclusivamente astronomico ed astrologico che gli sono stati falsamente attribuiti dagli autori classici per motivi che non sto qui a dire.
Lo scopo di quest'opera in 3 libri era trasmettere ai nuovi sovrani seleuicidi la tradizione culturale babilonese-caldea (perchè la cultura mesopotamica non è del tutto omogenea né nel tempo né nello spazio) partendo dal mito della creazione del mondo che è un punto fondamentale nella spiritualità mesopotamica.
Berosso attinge fortemente e dichiaratamente da quelli che sono i poemici di epoca tardo-babilonese (L'Enumas Elish e l'Atrachasis prima di tutti), cioè di più di un millennio più antichi, ma che comunque sono successivi da quelli della tradizione sumerica (4°-3° millennio).
La narrazione dell'organizzazione del cosmo, della creazione dell'uomo ecc. segue questi testi più antichi, il racconto degli uomini-pesce invece si presenta come una novità. A quanto racconta Berosso l'uomo viveva in uno stato semi-selvaggio prima che questo essere di nome Oannes giungesse ed insegnasse al genere umano la scrittura e le altre scienze. Una volta fatto questo sareppe poi ripartito e sarebbe stato sostituito da 7 personaggi che, uno alla volta, al fianco di ognuno dei primi sovrani, li avrebbero guidati verso un governo giusto e illuminato.
Ora, ci sono (secondo me) due possibilità:
1) che Berosso (che vive in un'epoca successiva all'impero persiano, quando ormai di acqua ne è passata sotto i ponti come si suol dire) conosca una tradizione tardo-mesopotamica, magari anche estranea (persiana, indiana, ecc.) che integra nel racconto "canonico".
2) che Berosso abbia inventato questo racconto per assecondare alcune sue necessità
In entrambi i casi esiste evidentemente un'espressa volontà di Berosso nel dare questa piega al racconto, i motivi si possono facilmente immagina:
1) davanti al poco interesse mostrato dai sovrani ellenici il sacerdote di Marduk ci tiene a sottolineare un punto fondamentale: la cultura babilonese deriva direttamente da esseri divini.
2) gli uomoni-pesce sono coloro che permettono ai primi sovrani di governare in maniera corretta. E' ovvio che Berosso in qualche modo identifica con gli uomini-pesce la figura del gran sacerdote che come uomo di corte doveva aver perso, con i nuovi dinasti, molto potere decisionale. Cerca quindi di sottolineare come un buon sovrano necessiti di una spalla che abbia contatti con la sfera divina.
3)
perchè mezzo pesce? Probabilmente il motivo è banale, il dio della saggezza e della conoscenza, colui che effettivamente manda queste creature sulla terra è Ea/Enki, dio che oltre ad avere questi caratteri di sapiente è anche la divinità delle acque... diventa quindi automatico che quando Berosso, o chi per lui, inventa questa particolare leggenda dà, agli emissari del dio delle acque, la forma che tutti si aspettano debbano avere, quella di creature marine.