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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero


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Vecchio 11-June-2006
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Eccomi tornato dopo la mia prima uscita, dopo essermi letto ben bene i libro sui materiali da costruzione, dopo aver verificato, riletto e ragionato sui risultati dell'astrofisico Castellani.
Restanp comunque diversi perché, diversi dubbi, sicuramente non conosco bene l'archeologia e non riesco a trovare spiegazioni. Vediamo se qui riuscite a dissolverli come neve al sole.

Perché furono costruite le piramidi?
Erano tombe dei faraoni.
Chi lo dice?
Erodoto
Quando?
V° secolo A.C.
Cioè 2000 anni dopo, citando Vittorio Castellani, la loro edificazione. La "Stele dell'Inventario" dice altro, dice che il complesso fosse già presente quando Medjedu (Cheope) regnò, ma è un falso...perché la si ritiene un falso? Che cosa hanno scoperto, che non riesco a trovare, che ne denota la falsità?
E' stata trovata la sepoltura? No, fu rubato tutta dai ladri, tranne il sarcofago di Medjedu. Non esistono geroglifici e disegni tipici delle sepolture, non esiste altro che l'affermazione di Erodoto, ma posteriore di 2000 anni. Nel frattempo sono passati i re pastori...non è possibile che si fosse perso il vero significato delle piramidi?
Come fu possibile modellare il granito? Con la diorite, pietra più dura. E come furono fatti gli strumenti di diorite? Con quale materiali?
Dov'è che sbagliava sir Petrie? Perché sicuramente sbagliava nel ritenere che il granito del sarcofago della grande piramide fosse stato scavato con trivelle aventi diametri da 6 a 12,7mm ed uno spessore variante fra gli 0,8 e i 7mm, trivelle che avevano una pressione di 1 tonnellata (sempre secondo Petrie) ed una velocità di penetrazione estremamente elevata. Dove sbagliava?
Ho letto anche il libro del dott. Schoch, geologo dell'università di Boston, specializzato nell'erosione delle rocce. Afferma che l'erosione della sfinge è dovuta a piogge atmosferiche, continue e violente. Peccato che avvennero in egitto intorno al 7.000 AC.
Dove sbaglia Schoch? Si è inventato tutto per avere pubblicità? Eppure afferma di aver presentato lo studio al Congesso annuale della Società Geologica Americana. Perché non l'hanno cacciato? Oppure i geologi americani sono incompetenti?
Io non ho verità predefinite, solo ragionevoli dubbi. Qualcuno mi può aiutare?
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Vecchio 14-June-2006
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Mi limito a rispondere alla parte sulla tesi di Robert Schoch, perché è l'unica su cui so dirti qualcosa. Egli fa derivare la sua teoria della retrodatazione della sfinge su segni di erosione da scolo di acqua piovana (karren) tali da dover risalire a epoche in cui la piovosità era assai superiore a quella attuale e anche a quella dell'Antico Regno, in pratica coincidenti con l'optimum climatico olocenico (circa 4000 a.C.). Alcune tombe di mattoni di fango di Saqqara (I e II Dinastia) non mostrano alcun segno di erosione causata da un'esposizione alle piogge: la Sfinge doveva quindi essere più antica degli inizi della civiltà egiziana. Il faraone Chefren si sarebbe limitato a restaurare la Sfinge e lui stesso o qualcuno della stessa IV dinastia si sarebbe fatto ritrarre nel monumento restaurato.
Alla teoria di Schoch fecero seguito diverse ipotesi, da parte degli appassionati di archeologia "eretica", anche più estreme (come la retrodatazione all'inizio dell'Olocene, 10.000 a.C.) tutte affini alle solite menate su Atlantide e roba simile.

Alla teoria di Schoch mossero obiezioni altri studiosi. Harrell, un geomorfologo statunitense (Schoch, al contrario, non è un vero esperto di erosione), ha fatto notare che l'erosione sulla Sfinge può essere causata dall'acqua piovana, ma anche dal fatto che la pietra calcarea si è bagnata nel corso dei secoli non con acqua piovana, ma per effetto della copertura di sabbia satura di umidità.
La Sfinge, con la fine dell'Antico Regno venne abbandonata e finì presto sotto la sabbia trasportata dai venti, e così è rimasta fino al XIX sec.
Harrell ha ipotizzato che siano state la pioggia dei periodi più umidi dell'Antico Regno (fino al 2.300 a. C.) e quelle più rare dei periodi successivi, assieme alle inondazioni del Nilo, a bagnare la sabbia e, per capillarità, la roccia calcarea sovrastante. Nell'ultimo secolo l'acqua delle inondazioni ha quasi raggiunto il recinto della Sfinge in più occasioni e l'azione capillare è in grado di portare l'umidità fino a due metri verso l'alto nella sabbia e nella pietra calcarea. Le tombe poco erose dell'Antico Regno si trovavano più in alto (e quindi in posizione più arida) sull'altopiano di Giza, lontano dalle inondazioni del Nilo e dalla sabbia bagnata in profondità. La sabbia racchiusa nel recinto della Sfinge e sulla terrazza dove si trovano i templi è possibile che che sia rimasta bagnata per mesi dopo una forte pioggia o un'inondazione, con la pietra calcarea che si bagnavaa sua volta per capillarità, con in più la condensa notturna ad aggravare la situazione. L'erosione verticale ondulata del corpo della Sfinge e delle pareti del recinto, identificata da Schoch come un classico prodotto dell'acqua piovana, viene attribuita da Harrell a un deterioramento accelerato (a volte sotto lo strato sabbioso) degli strati marnosi, in particolare dello strato mediano. Sempre secondo Harrell, questo deterioramento sarebbe da attribuire all'espansione dell'argilla durante i periodi più umidi e alla precipitazione dei sali durante i periodi più secchi.
Particolare interessante, nell'odierno clima secco dell'Egitto le forti piogge penetrano le sabbie di Giza più velocemente di quanto possano evaporare. La disposizione del territorio, inoltre, dirige il deflusso delle acque piovane dall'area della Grande Piramide di Chefren verso la Sfinge.

Insomma per spiegare il degrado della Sfinge non sarebbe necessario retrodatarla.
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Marco Astracedi
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Vecchio 18-June-2006
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Quote:
astracedi

Alla teoria di Schoch mossero obiezioni altri studiosi. Harrell, un geomorfologo statunitense (Schoch, al contrario, non è un vero esperto di erosione), ha fatto notare che l'erosione sulla Sfinge può essere causata dall'acqua piovana, ma anche dal fatto che la pietra calcarea si è bagnata nel corso dei secoli non con acqua piovana, ma per effetto della copertura di sabbia satura di umidità.
La Sfinge, con la fine dell'Antico Regno venne abbandonata e finì presto sotto la sabbia trasportata dai venti, e così è rimasta fino al XIX sec.
Harrell ha ipotizzato che siano state la pioggia dei periodi più umidi dell'Antico Regno (fino al 2.300 a. C.) e quelle più rare dei periodi successivi, assieme alle inondazioni del Nilo, a bagnare la sabbia e, per capillarità, la roccia calcarea sovrastante.
Nel 2300, presumibilmente, non era sotto la sabbia. L'avevano appena fatta
Si conosco quella teoria, ma, a parte il fatto che fu ricoperta dalle sabbie successivamente al 2.300 AC, resta anche il dubbio che l'unidità fosse troppo poca (le inondazioni non arrivavano fin sopra al recinto della sfinge).
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Vecchio 19-June-2006
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Evidentemente non mi sono spiegato molto bene... Provo a chiarire. Fino al 2.300 a.C. le piogge, sia pure più rare dell'Optimum climatico olocenico di 2.000 anni prima, erano comunque più abbondanti di adesso; considerando che l'area funge da bacino di raccolta di tutta l'area circostante, l'umidità c'era, sia sotto forma di acqua che risaliva per capillarità dalla sabbia alla base alle pareti calcaree della Sfinge, sia per la condensa notturna (mio nonno, che ha fatto la campagna d'Africa, mi raccontava come il deserto libico, di notte fosse molto umido, contrariamente a quanto ci si immagina).
L'esondazione del Nilo, nell'ultimo secolo, ha lambito più volte il recinto; in un periodo di maggiore piovosità è forse possibile che si sia spinto più in là. In ogni caso, la presenza di acqua nelle vicinanze, impedisce ancora di più che la falda acquifera da precipitazione si spinga in profondità o che l'acqua migri ancora più a valle.

Quanto alla sabbia, nel 2.300, la Sfinge non era ancora sepolta, ma diversi faraoni (a partire dalla fine dell'Antico Regno fino a tutto il Medio Regno) hanno restaurato il monumento, disseppellendolo, come attestato da varie iscrizioni. Adesso non mi ricordo i particolari, ma se ti interessa posso essere più preciso.
Insomma, già in antichità, la Sfinge è stata molto tempo sotto la sabbia umida. Sicuramente lo è stata negli ultimi 3.000 anni. Le piogge sono relativamente scarse in Egitto, ma ci sono, considerato che si trova in un bacino di raccolta idrico, immagina quanta acqua può aver preso...
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Marco Astracedi
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Vecchio 19-June-2006
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Ti eri spiegato molto bene, solo che io ieri sera avevo risposto troppo velocemente.
Intanto partiamo da un presupposto: Harrel non nega i risultati di Schoch (che non sarà un esperto di erosione, ma evidentemente aveva condotto uno studio accurato), semplicemente afferma che potrebbe essere stato altro.
Mi può anche andare bene, dunque facciamo l'ipotesi: la sfinge è ricoperta dalla sabbia, le poche piogge (e l'umidità del deserto, che conosco bene essendoci stato) bagnano la sabbia sovrastante la sfinge, l'umidità, la precipitazioni di sali, l'espansione dell'argilla ect hanno provocato quei segni di deterioramento.
Su questo punto mi piace citare il CICAP:

"La conclusione è che, per quanto la teoria di Schoch presenti molti aspetti di verosimiglianza anche scientifica, la teoria di Harrell si fa preferire perché prefigura un meccanismo di erosione comunque plausibile, che, per di più, è compatibile con quella che appare essere l'evoluzione della cultura e della civiltà in Egitto." (fonte CICAP, Davide Guidetti).

Traducendo quanto afferma: Schoch non è confutabile, ma dato che si ritiene che la sfinge sia stata fatta in quella data è più credibile la teoria di Harrell. Che, detto fra noi, è un gatto che si morde la coda o meglio una teoria che sorregge l'altra.

Perché non è possibile che la sfinge sia stata fatta prima? Cito sempre l'emerito Guidetti dal sito CICAP:

"Resta il fatto che non è mai stata trovata traccia di un neolitico egizio. Non ci sono prove che l'agricoltura sia stata praticata prima del 5.000 a. C. . Non vi erano siti abitativi come Gerico, con una popolazione consistente in grado di intraprendere la realizzazione di opere comuni ."

Dunque non avendo trovato una Gerico egizia, non ci poteva essere una civiltà che scolpisse la sfinge.
Un ragionamento da veri scenziati, dato che non conosco, preferisco pensare che sia andata così piuttosto che in altra maniera.
Evitando il sarcasmo: noi sappiamo molto poco del periodo predinastico, causa mancanza di ritrovamenti, però gli ultimi ritrovamenti fatti hanno costretto ad una retrodatazione. Dunque non è impossibile che si debba retrodatare ancora...però non è possibile che la sfinge fosse stata fatta prima! E la stele dell'inventario ò un falso (a chi sarebbe giovato quel falso? Insomma perché gli antichi egizi erano interessati a retrodatare la costruzione della sfinge?).

Sto sbagliando?
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Vecchio 19-June-2006
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Guarda, non sono un egittologo e le mie conoscenze in materia sono abbastanza superficiali. Non sono quindi la persona più adatta a dare una risposta definitiva, se questa possa mai essere data.

Provo comunque a fare alcune considerazioni. Personalmente la retrodatazione della Sfinge al 4-5.000 a.C. non mi darebbe fastidio più di tanto, mentre trovo veramente campate per aria le datazione filoatlantidee al 10.000 a.C. che girano in ambiente fantarcheologico.
Quello che era l'Egitto del Mesolitico è abbastanza conosciuto ed è decisamente inconciliabile con costruzioni di quell'impegno.

I chiefdom europei del Neolitico-Eneolito, che furono in grado di costruire opere impegnative come Stonehenge o Newgrange, sono archeologicamente per individuabili.
Per quanto ne so io, da quel po' che si sa dell'Egitto meso-neolitico, non sembrano individuabili quei caratteri insediativi dei chiefdom. Mi sembra piuttosto impensabile che strutture sociali più primitive, non-centralizzate, siano in grado di organizzare un'attività lavorativa così complessa.
I reperti neolitici da Faiyum o Merimde (4.200 a.C. circa) mostrano una capacità tecnologica non molto diversa dal mesolitico del Capsiano o adirittura del Natufiano. L'assenza di abitazioni fisse (forse però erano di legno), l'assenza di simboli religiosi e una apperente assenza di differenzazione sociale, confermano quanto detto: l'Egitto neolitico era piutosto primitivo.
Nel predinastico antico (ad es. il sito di Naqada, circa 3.700 a.C.) non sembra che le cose cambino sostanzialmente: l'unità sociale sembra essere il clan totemico allargato.

Forse quello che si sa dell'Egitto neolitico o predinastico antico è solo una minima parte di una realtà più complessa ed evoluta, ma se dobbiamo basarci sui dati archeologici (ed è questo che scientificamente ha valore) allora si dovrebbe ritenere piuttosto improbabile che bande di cacciatori-raccoglitori, clan di agricoltori primitivi o piccole tribù agricole abbiano avuto così tanto tempo da poter dedicare ad un lavoro non direttamente diretto alla sussistenza, tale da far sopravvivere anche una classe "aristocratica" o sacerdotale in grado di dirigere i lavori.

Per quanto ne so, solo con il Predinastico recente, con la Cultura Gerzeana (intorno al 3.300 a.C.) si cominciano a vedere le prime forme embrionali di strutture sociali più complesse. Anche le più tarde strutture abitative e templari, al tempo dell'unificazione tra Alto e Basso Egitto, non presentano niente delle forme ciclopiche della Sfinge.

Queste sono considerazioni che qualsiasi egittolo fa prima di arrischiarsi ad avvalorare tesi che, come quella di Schoch, possono avere una spiegazione coerente con i dati archeologici attualmente in possesso.

In futuro si scoprirà qualcosa di rivoluzionario? Può essere; nel frattempo però preferisco attenermi alle conoscenze attuali e, a naso, opto per l'ipotesi meno rivoluzionaria di Harrel.
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Marco Astracedi
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Vecchio 19-June-2006
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astracedi
Guarda, non sono un egittologo e le mie conoscenze in materia sono abbastanza superficiali. Non sono quindi la persona più adatta a dare una risposta definitiva, se questa possa mai essere data.
Meno male che lo sono.

Quote:
astracedi
Provo comunque a fare alcune considerazioni. Personalmente la retrodatazione della Sfinge al 4-5.000 a.C. non mi darebbe fastidio più di tanto, mentre trovo veramente campate per aria le datazione filoatlantidee al 10.000 a.C. che girano in ambiente fantarcheologico.
Concordo con te. Credo fermamente che la sfinge fosse autoctona.

Quote:
astracedi
dell'Egitto meso-neolitico, non sembrano individuabili quei caratteri insediativi dei chiefdom. Mi sembra piuttosto impensabile che strutture sociali più primitive, non-centralizzate, siano in grado di organizzare un'attività lavorativa così complessa.
I reperti neolitici da Faiyum o Merimde (4.200 a.C. circa) mostrano una capacità tecnologica non molto diversa dal mesolitico del Capsiano o adirittura del Natufiano. L'assenza di abitazioni fisse (forse però erano di legno), l'assenza di simboli religiosi e una apperente assenza di differenzazione sociale, confermano quanto detto: l'Egitto neolitico era piutosto primitivo.
Bene, in pratica gli antichi egizi, in poco più di 1000 anni, passano da una società primitiva ad avere una medicina estremamente sofisticata, un'architettura che ancora adesso desta ammirazione ed una capacità di trattamento delle pietre che ancora adesso non riusciamo a spiegarci compiutamente.
Mi ricordo una discussione con un antropologo, che mi spiegava, con prove e riferimenti, come i passaggi da un'epoca ad un altra fossero scandite da scoperte (fuoco, ruota ect) che queste fossero estremamente lente in quanto casuali e difficilmente, almeno all'inizio, elaborabili dalla mente umana.
Evidentemente non teneva conto degli egizi che passarono da uno stadio più primitivo rispetto a Stonehenge ad uno stadio di civiltà molto evoluta in poco più di 1000 anni.
Concordo con te che bisogna provare le affermazioni e che i ritrovamente sono quel che sono....ma un sospetto che qualcosa non quadri? Possibile che nessuno ci abbia mai pensato?
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Vecchio 20-June-2006
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Non mi sono spiegato: nell'Egitto neolitico di Faiyum non ci sono evidenze archeologiche di una società numerosa e gerarchizzata. 1000 anni dopo la società è più numerosa e su base gerarchica, con un sovrappiù nella produzione alimentare in grado di sostentare la classe dirigente-sacerdotale e tempo disponibile per ovvero quella che sarebbe stata in grado di dirigere il lavoro di centinaia o migliaia di persone.

La differenza è nella struttura sociale, non tecnologica. P. es. l'Egitto del Predinastico recente o della prima dinastia ancora ancora usa soprattutto la selce per gli strumenti. Le differenze riguardano la società (e quindi anche gli insediamenti) e il modo di lavorare, nel senso che l'agricoltura, dalle prime forme embrionali prende decisamente il sopravvento.
L'Egitto del Re Scorpione (l'insediamento di Naqada risale a circa il 3.200 a.C.) è comunque ben diverso da quello civilissimo ed evoluto di Cheope e periodi seguenti (insomma, tra il neolitico e la civiltà egizia classica passano non 1000 ma 1700 anni).
1000 anni per formare una società più organizzata non mi sembrano pochi. Gli esempi sono numerosi: anche in Europa, ad esempio in Grecia, in 1000 anni si passa dal neolitico agli splendori della gracia micenea.
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Marco Astracedi
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Vecchio 20-June-2006
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Io mi chiedo come mai invece si giri e rigiri all'infinito sempre intorno all'Egitto, e cambiamo disco ogni tanto...
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Vecchio 20-June-2006
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In cent'anni siamo passati dalla maggioranza delle persone impiegate nella produzione di cibo, ai missili sulla luna... Erano homo sapiens sapiens pure loro, mica erano idioti.
Per quel che riguarda il neolitico... possiamo retrodatare quanto ci pare, ma non necessariamente questo ha a che fare con la sfinge. L'attribuzione della sfinge si avvale anche di altri strumenti: la topografia del sito, i particolari stilistici, ecc. Sono ipotesi, certo, e chi ha mai detto il contrario? E chi lo dice sbaglia, ragiona grosso modo come i "critici" delle "verità ufficiali" a tutti i costi e i cacciatori di misteri. Forse ci si dovrebbe abituare a ragionare in maniera meno "religiosa", senza andare a cercare Verità ultime e definitive, ma arrendendosi all'idea che anche la scienza - che fallisce, come tutte le attività umane - procede per "ipotesi" - diciamo così per semplificare -, più o meno attendibili, figuriamoci l'egittologia... Ciò non significa, per quanto mi riguarda, che non si possa distinguere tra ipotesi che poggiano su certi elementi e ipotesi che poggiano unicamente sulla fantasia di chi le propone. Fatto sta che, con buona pace dei fantarcheologi e simili, ancora non mi è capitato di leggere un'ipotesi alternativa a quelle "ufficiali" che mi convinca più di quest'ultime, che poggi su qualcosa di più di un volo di fantasia o di argomenti del tipo "tutto può essere". Tutto può essere sì. Può essere anche che siano scesi gli alieni e ce l'abbiano donata. Secondo questo ragionamento, siccome non ci sono prove della discesa degli alieni, ma neanche ce ne sono che dimostrano il contrario - e come potrebbero esserci prove di qualche cosa, se questa cosa non è avvenuta? -, allora è un'ipotesi equivalente alle altre, ugualmente attendibile e degna di essere presa in considerazione? Al bar dello sport - come ha scritto Ivan in altro post - può darsi, ma in campo "scientifico" spero proprio di no. Anche perchè le ricerche e gli scavi costano soldi, e ci sono modi migliori per spenderli e ampliare le nostre conoscenze del passato e di noi stessi.
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Vecchio 21-June-2006
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X Astracedi:

Vero che in grecia si passa da un neolitico alla civiltà micenea in 1000 anni, ma si trattava di una civiltà indoeuropea e non mediterranea (dunque non autoctona, presumibilmente nata da invasione), stiamo già parlando del 1700 AC, dunque di un'epoca dove le civiltà della mezzaluna fertile erano già parecchio avanti (ed è credibile pensare che gli indoeuropei avessero avuto contatti con loro durante la migrazione).
Tu dici che tra il 3200 ac ed il 2605 ac (anno d'insediamento di Cheope) c'è un abisso. Le teorie ufficiali dicono che la progressione della civiltà dalla preistoria ad un'epoca civile è più lunga che tra due epoche civili (diverso background).
Invece gli egiziani passano da una civiltà ancora molto primitiva ad una civilissima ed evoluta in poco tempo, stando a quanto affermi. Erano forse più intelligenti? Più bravi? Insomma, anche stando alle tue affermazioni, manca qualcosa. O forse ho capito male io?

X Karl

Che io sia appassionato di Egitto antico non credo debba essere una colpa. Io ho fatto semplicemente delle domande a cui speravo di avere risposte, tutto qua.
Non solo, si è avanzata l'ipotesi che la culla della civiltà occidentale non sia l'antica grecia, ma l'antico egitto. Ora io non ho letto "Atene Nera" e non so se si basi su dati affidabili o sia l'invenzione di qualche mitomane (cosa possibile direi). Resta il fatto che diversi greci che hanno una certa importanza nello sviluppo della nostra civiltà (per es. Pitagora) studiarono in Egitto. Direi che questo possa bastare per dare una certa importanza all'Egitto.
Ora io non penso ad alieni od altre fantasie alla Hanckock, ho semplicemente chiesto, in un forum specializzato, il motivo per cui una certa stele (che darebbe credito all'ipotesi di Schoch) sia considerato un falso, ho chiesto come mai una certa pietra fosse stata lavorata in maniera così perfetta (non si trattava di asce, ma di punte anche piccole, per cui le affermazioni di Astracedi in un altro trhead non mi hanno pienamente convinto), ho chiesto se per determinare le piramidi come tombe ci si basi esclusivamente sulle affermazioni di uno straniero che lo ha scritto 2.000 anni dopo.
Nè, mi pare, ho scritto che tutto può essere, ma ho affermato che Harrell ha scritto questa cosa (non ha confutato, ha semplicemente presentato un'altra ipotesi), la teoria di Schoch ha fondamenti scientifici (lo afferma anche il CICAP), esiste una stele che conferma la teoria di Schoch. Ora se la "stele dell'inventario" la si ritiene un falso in quanto fa affermazioni che vanno contro alla teoria corrente, ci ritroveremmo nel caso in cui la teoria "ufficiale" per evitare di ripensare se stessa bolla come falso ciò che va contro.
Se invece la stele in questione è ritenuta falsa per motivi seri, razionali e scientifici, ditemi quali sono...per favore.
Il punto direi è il seguente: io vorrei verificare, scinetificamente, una certa ipotesi. Nessun volo di fantasia, nessuna teoria preconfezionata.
Se parlare ancora di antico egitto vi è venuto a noia, in quanto troppi ne hanno parlato, ed in maniera fantasiosa, me ne dispiace, ma mi sono iscritto da poco e non ho trovato argomenti (nei post precedenti) che chiarissero i miei dubbi.
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Caro Red,
per chiarire, ho detto che tra il 3.200 e il 2.600 a.C. c'è più o meno la stessa distanza culturale e tecnologica che distingue il 2.200 dal 1.600 a.C. in Grecia o, lo stesso lasso di tempo, in altre parti del mondo (Italia, Cina, Maya, ecc.).
Insomma, 1000-1500 anni non sono pochi per passare dal Neolitico alla civiltà, semplicemente perché questo è quanto è avvenuto più o meno per tutte le antiche civiltà conosciute.


Rispondendo a Karl scrivi: "Se invece la stele in questione è ritenuta falsa per motivi seri, razionali e scientifici, ditemi quali sono...per favore."

Penso di aver già risposto: immagino che la stele che sia ritenuta un falso perché una retrodatazione così spinta come quella proposta da Schoch contrasta con i dati archeologici in nostro possesso. Una mole non massiccia di dati, forse, ma ci sono; e l'archeologia si basa sui reperti che si hanno ORA, non su quelli che si possono, forse sì e forse no, trovare in futuro.
Se mai dovessero venir fuori una serie di reperti "rivoluzionari", le attuali teorie andranno accanotonate. Tieni però conto che reperti di questo tipo potrebbero anche non venir fuori mai (magari non esistono) o, come sta avvenendo in questi anni, potrebbero invece saltar fuori altre prove di una distanza culturale notevole tra il 4-5000 a.C. e l'Egitto dell'Antico Regno.
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Marco Astracedi
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Credo sia ritenuta falsa anche per motivi filologici. Ma ho fatto solo un esame di egittologia. C'è qui chi si sta laureando in egittologia, ma è piuttosto occupata per cui non credo interverrà.
Black Athena è sicuramente suggestivo, ma piuttosto azzardato, e in definitiva molto poco fondato. Ulteriore dimostrazione che anche le teorie proposte dagli scienziati (se non ricordo male lo scrittore è un antropologo) non sono tutte dello stesso "livello".
Ora, tu scrivi che la tesi di Harrell non ha confutato ha solo proposto un'altra ipotesi. Io la vedo al contrario, e solitamente nel "metodo scientifico" così si procede. E' Schock che ha solo presentato un'altra ipotesi, e non ha confutato nè dimostrato alcunchè. Ora, poichè non credo, pur trattandosi di geologia, che ci possa essere su questo problema una dimostrazione "definitiva" che lo risolva, possono solo esserci ipotesi più o meno attendibili e fondate. E una ipotesi che ben si incastra col quadro più probabile e ragionevole, è sicuramente più "scientifica" di una che retrodata la sfinge in mezzo al nulla. All'interno del primo quadro di ipotesi, la sfinge viene a collocarsi sulla base di spiegazioni molteplici: archeologiche, stilistiche, topografiche, geologiche, ecc. Nel quadro della seconda l'unica cosa resta la suggestione di Schock, peraltro geologicamente interpretabile e interpretata in modo diverso, appunto più probabile e ragionevole. Per cui allo stato attuale delle conoscenze, l'ipotesi di Schock e simili non può di certo convincere. Può far fantasticare magari, e va benissimo, può esser tenuta lì in attesa che si riveli più utile, perchè no, ma niente di più...

P.S. L'egittocentrismo non è affatto una cosa nuova, è solo un'altra forma di iperdiffusionismo, e non è nuovo neanche sotto queste vesti. Il diffusionismo penso che si sappia cosa sia: teoria per lo più antropologica secondo la quale i "tratti culturali" si distribuiscono per diffusione da un centro originario. Come corollario possibile la "cultura" quindi si diffonderebbe solamente da un centro originario verso l'esterno, e l'esterno non sarebbe nè creatore di cultura a propria volta nè altro, sarebbe solo un ricettore passivo della "superiore" cultura originaria (Atlantide è un'altra teoria iperdiffusionista). L'iperdiffusionismo è ancora più estremo, poichè postula un solo e unico centro di diffusione per tutta/e la/e "cultura/culture" del mondo. Smith e Perry a cavallo tra '800 e '900 proposero appunto una teoria iperdiffusionista seconda la quale l'unico centro di diffusione era l'Egitto. Da qui la "cultura" e la "civiltà" si sarebbero diffuse per tutto il pianeta. Ma le altre popolazioni non sarebbero state in grado di conservare la cultura nel suo stato originario, per cui tutte le culture del pianeta sarebbero in realtà una forma degradata dell'originaria cultura di origine, quella egizia. Per cui non è solo iperdiffusionista, ma è anche degenerazionista. Sostiene cioè che allontanandosi dal centro originario, nel tempo e nello spazio, la cultura ha una degenerazione. Facile notare le assonanze con chi oggi va alla caccia di un sapere e di una conoscenza superiori possedute dall'Egitto del passato, sapere che da qui si sarebbe diffuso in tutto il pianeta, ma sapere che diffondendosi nello spazio e trasmettendosi nel tempo, sia andato in realtà perduto, o conservato nelle sole mani di pochissimi iniziati (templari, massoni, e chi più ne ha più ne metta). Facile anche notare le assonanze con il pensiero reazionario (quando ci si allontana dall"origine" si può solo degenerare), e con teorie di superiorità razziale e simili. Non a caso Hitler era interessato ad Atlantide, e il nazismo è pervaso di tutto un filone esoterico, magico, misterioso, ecc. (si veda Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico; ma anche La magia e il potere. L'esoterismo nella politica occidentale, sempre dello stesso autore).
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