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Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero

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Vecchio 19-March-2010
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Lightbulb L'elettricità nel mondo antico

Girando sul forum ho letto in un commento un riferimento a una certa Pila di Bagdad e sono andato a informarmi per capire di cosa si trattasse. Purtroppo la fisica è sempre stata uno dei miei talloni d’Achille, quindi non sento di potermi mettere qui oggi a fare lezioni introduttive sull’elettricità e i fenomeni a essa legati. Però noto che - da diversi siti - traspare una certa propensione a non screditare questo reperto (senza per questo pensare agli antichi in un’ottica troppo moderna).

A quanto ho capito, la Pila di Bagdad avrebbe in teoria la potenzialità di sviluppare la stessa energia elettrica prodotta da una moderna cella galvanica; una quantità poco potente (se sfruttata singolarmente), ma comunque bastevole per produrre fenomeni elettrici di ridotta entità. Pare che questa singola pila - se di pila elettrica si trattasse veramente - avrebbe permesso, in unione con altre, di generare notevoli scariche elettriche, che secondo alcuni sarebbero state usate per placcare oggetti in oro. Ma molti studiosi rigettano questa ipotesi, poiché non sembrerebbero esserci buchi per fili di collegamento, quindi si escludono unioni di più pile (e soprattutto le fantastiche “illuminazioni elettriche” ante litteram). Io personalmente, anche rifacendomi a esempi del mondo greco ellenistico, concordo con chi sostiene che questo artefatto potesse essere impiegato in ambito cultuale per elettrificare idoli in metallo, con cui far sentire ai fedeli la “presenza del dio”. Anche perché sarebbe un po’ strano pensare (come qualcuno sostiene) a una qualche forma di illuminazione elettrica in età antica.

Per esempio, mi viene in mente il caso già citato delle cosiddette Lampade di Dendera, rilievi di una cripta d’età tolemaica che sono stati interpretati come rappresentazioni di gigantesche lampadine elettriche. A parte il fatto che la datazione della Pila di Bagdad è stata posticipata all’età Sasanide (inizi del III secolo d.C. - metà del VII secolo d.C., quindi si tratterebbe di un oggetto non relazionabile direttamente all’età ellenistica) non ho mai sentito di tracce di queste invenzioni nella letteratura greca e latina; né i geroglifici della cripta conservano misteriose allusioni alla corrente elettrica (ma si riferirebbero solo alla costruzione di un edificio sacro). E’ vero che i Greci conoscevano da tempo le proprietà elettriche di materiali quali l’ambra; ma che sotto i Tolomei sia stata realizzata una così grande invenzione, senza che nessun poeta di corte l’abbia mai elogiata, e senza trattati di studio da parte degli scienziati alessandrini, mi pare molto poco probabile. Anche il più noto studio di Erone sul vapore e l’energia termica sarebbe stato impiegato comunque nella creazione di mirabilia, e non per usi civili (magari teoricamente anche più utili).

Quindi credo più probabile l’impiego di questa pila - se davvero era stata concepita per produrre elettricità - in un ambito sacrale (o comunque non legato al miglioramento della vita quotidiana dei cittadini). Viceversa, trovo un po’ riduttivo il definirla un semplice “contenitore per pergamene” (una teoria che ricollegherebbe le tracce di sostanze acide al suo interno come derivate dalla decomposizione di questi antichi rotoli). Ma ripeto, non essendo io per primo un conoscitore delle leggi fisiche che regolano i fenomeni elettrici, preferisco condividere questa discussione con persone che magari possono illustrare meglio le potenzialità e i difetti funzionali di questo singolare reperto.
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Perseo
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Vecchio 19-March-2010
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io ho sempre creduto che fosse effettivamente una pila. Ma che fosse usata per scopi medici o magici. Poi non so.
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Vecchio 19-March-2010
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Ma che fosse usata per scopi medici o magici. Poi non so.
E' vero: io ho riportato la teoria che mi sembrava più probabile, ma c'è anche chi avrebbe proposto una sorta di strumento per agopuntura.
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Perseo
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Vecchio 19-March-2010
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Dato e non concesso che la "pila" sia davvero una pila, la correntre prodotta non potrebbe "elettrizzare" nulla in maniera apprezzabile. Per farlo occorrono voltraggi alti (e amperaggi minimi, sennò ciao per sempre) per cui servirebbero centinaia di elementi!
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dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 19-March-2010
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e ammesso e non concesso che la "pila" sia davvero una pila, c'è sempre il problema non trascurabile che il coperchio era isolato completamente con del bitume.
Quindi, da dov'è che sarebbe uscita l'elettricità?
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Vecchio 19-March-2010
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Io purtroppo non me ne intendo, quindi non posso neppure spiegare come avrebbe potuto essere usata. Secondo voi cosa potrebbe essere? Sareste più propensi a identificarlo con un vaso per pergamene?
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Perseo
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Vecchio 19-March-2010
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Quindi, da dov'è che sarebbe uscita l'elettricità?
Lama, Lama, non ricordi il mio telegrafo egizio senza fili?
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dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 19-March-2010
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Lama, Lama, non ricordi il mio telegrafo egizio senza fili?

in effetti, il bitume non è impermeabile alle onde elettromagnetiche, credo..

vuoi dire che hai finalmente svelato il mistero: si tratterebbe di una.. "pila senza fili"?
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Vecchio 20-March-2010
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E-ehm... Mi rendereste partecipe della vostra ilarità??

Seriamente, mi interessa capire: avete detto che l'ipotesi pila non è sostenibile. Che ipotesi dareste allora per l'interpfretazione di questo reperto? A cosa sarebbe potuta servire?
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Perseo
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Vecchio 20-March-2010
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Interessante riassunto dei problemi elettrochimici che pone la "batteria":

La Batteria di Bagdad
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Ultima Modifica di lama su : 20-March-2010 09:42.
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Vecchio 20-March-2010
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Dubbi simili sono espressi anche in Wikipedia, al paragrafo che parla dell'ipotesi non elettrica (Batteria di Baghdad - Wikipedia). Non so bene cosa pensare. Cioè, ora come ora anche io trovo strano pensare a una pila, per i motivi che sono elencati in tutti e due i siti (l'elettricità non poteva uscire dall'intero, non c'erano fori per collegamenti e il sigillo avrebbe creato problemi alla manutenzione). Certo, un'anfora da trasporto per una pergamena alta appena 14 cm e per giunta realizzata all'interno proprio con quegli elementi reagenti sarebbe una coincidenza assai singolare.

Poco dopo in Wikipedia si riporta un estratto delle conclusioni a cui erano arrivati alcuni tecnici dopo l'esperimento in un programma americano: Anche se le "Batterie di Baghdad" non furono utilizzate, si è dedotto che la loro bassa potenza avrebbe comunque generato nei fedeli che non avevano nessuna idea di corrente elettrica e dei suoi effetti la sensazione di una "presenza divina". Era questo a cui mi riferivo. Ma se l'elettricità non aveva modo di uscire, effettivamente non avrebbero potuto elettrificare nessun idolo metallico (se non ho capito male!).
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