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| Fantarcheologia I misteri "svelati" dell'archeologia e delle civiltà antiche. Spazio libero |
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25-June-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Basta egitto...ci sono i sag-gi-ga - Parte II
Innanzitutto grazie per la bella discussione, che mi riporta a pensare ai primi anni di Università, quelli "vicino Orientali".
Intervengo sulla questione diluvio azzardando un ipotesi e specificando che si tratta solo di una mia impressione, di una correlazione di dati raccolti qua e là che automamaticamente si forma nel cervello e che non ho ulteriormente indagato.
Come si è detto questo mito è Universalmente diffuso......per cui potrebbe ben rappresentare un modo per conservare memoria di un'evento straordinario, un evento che ha prodotto effettivamente una rivoluzione. Quest'evento non può essere altro che la deglaciazione..... Essa però non è un evento unitario, ma progressivo che inaugura l'inizio di una nuova era che noi oggi chimiamo Olocene(a partire da circa 10.000 anni fa).
Il mito ovviamente che ha regole diverse da quelle pratiche racconta un evento di tale portata come se si trattasse di un unico evento.
Insomma se pensiamo che un evento di simile portata potrebbe accadere di nuovo, dovremmo pensare a tutta una serie di eventi più o meno catastrofici che provocherebbero, ad esempio, spostamenti dell' asse terrestre(come il recente terremoto-tsunami dell'oceano indiano , inversioni del magnetismo ecc, ) che se portassero nel tempo ad un cambiamento significativo della fisionomia del pianeta potrebbero avere varia eco nelle storie e mitologie che gli uomini del fututo si racconteranno ed essere anche riassunti in un unico evento catastrofico con modalità simili a quelle che ci raccontano il mito del diluvio universale, mito che ovviamente si arrichisce anche di pensieri che trascendono qualsiasi specifico evento.
Invito anche alla riflessione per quanto riguarda la memoria e la trasmissione orale che è qualcosa di ben più forte di quanto comunemente si creda, alcune storie esperienze e tecniche si sono tramandate per millenni e ancora si raccontano( esempio molto banale: ancora oggi grotte dedicate molto verosimilmente a celebrare il principio femminile fecondo sono dedicate alla Santa Vergine...., altro esempio è la lingua vedica che pare risalga circa al 1400 1500 a c ma che fu scritta solo in epoca storica molto tarda,).
Sono convinta in pratica che un evento di una tal portata come lo scioglimento dei grandi ghiacci che dall'inizio dell'era quaternaria hanno sempre più attanagliato il pianeta sia un evento che l'umanità come entità non ha potuto non registrare, poichè è qualcosa che ha agito a livello globale, esprimendolo a livello particolare di ogni singola cultura......
Sui Sumeri posso solo aggiungere a quanto già ha ben spiegato Karl che la loro lingua era già "morta" nel 1800 ac. (se non erro con le date) anche se alcuni ideogrammi, soprattutto quelli legati alla sfera filosofoco religiosa , continuarono ad essere letti in sumerico anche in epoca posteriore. La lingua in questione ha, a quanto sembra, struttura molto arcaica, simile a quella della lingua ciukci o basca. Ciò non vuol dire che essa debba essere imparentata necessariamente con tali lingue, ma ci fa pensare alla probabilità che eistessero durante il paleolitico lingue che conosciamo poco appunto perchè si sono estine o sono sopravvissute in posti isolati( per quanto riguarda i baschi pare che essi, almeno a quanto lascia intendere il cavalli sforza , conservino anche rispetto ad altre popolazioni e in percentuali elevate un patrimonio genetico riconducibile agli uomini vissuti nel paleolitico).
Non dimentichiamo poi ,per quanto riguarda la religione che i Sumeri ci hanno tramandato anche immagini gioiose come quella del giardino dell' Eden, praticamente figura della mesopotamia irrigata dai fiumi ricca di frutteti.....
Un' ultima cosa : tempo fa divulgarono una notizia secondo la quale al largo delle coste giapponesi fu ritrovata una struttura sommersa enorme, a gradoni risalente a circa 10.000 anni fa......altro non ho saputo, anzi chi può accenda la luce.
Ciao
Milena
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25-June-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Quel che scrivi sulle lingue del paleolitico per quel che mi riguarda è interessantissimo. Per la glaciazione non lo so... Anch'io, volendo porre un evento "universale" concreto alla base dei diversi miti, andrei a parare lì. Solo c'è sempre il solito problema... Fino a che punto è "dimostrabile"? Boh... Io personalmente la tengo lì come possibilità, come spiegazione possibile. Non so se sia la migliore e non è sicuramente l'unica, però credo abbia tutto il diritto di starci.
Per quel che riguarda il ritrovamento al largo del Giappone, ho letto che per molti geologi trattasi di formazione naturale, come ce ne sono altre simili per esempio al largo delle Baleari se non ricordo male (dovrei controllare...). Per i fantacosi continuano ad essere possibili strutture frutto del lavoro umano, però...
Ciao
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25-June-2006
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Nuovo Utente
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Karl
(la decorazione di alcuni manufatti - manici di coltello se non ricordo male - predinastici per esempio è tipicamente mesopotamica, anche proprio nell'esecuzione, tanto da far pensare ad artigiani di origine mesopotamica trasferiti).
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le influenze sarebbero confermate anche nella lavorazione di vasi di terracotta, decorati in rosso e nero, stile che richiamava proprio quello tipico della cultura Mesopotamica.
Presso il Museo Egizio di Torino, nella prima sala, dedicata anche all'epoca predinastica, è possibile ammirare numerosi manufatti di questo tipo
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"Nut, madre mia! Distenditi su di me, fai di me una delle tue stelle perenni, così che io possa non morire mai"
Iscrizione ritrovata nella tomba di Tutankhamon
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25-June-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ecco... Andateveli a vedere 
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25-June-2006
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Apr 2006
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scherzi a parte, io ci vado sabato ad accompagnare un amico di Roma, qualcuno vuole aggregarsi? 
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Iscrizione ritrovata nella tomba di Tutankhamon
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25-June-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Suppongo che per lingua vedica tu non parli del sanscrito, i cui primi scritti risalgono al 3000 ac o forse prima, di cosa parli? A me se parlano di lingua vedica penso subito ai veda che però sono in sanscrito...mi puoi spiegare meglio.
Caro Red, non vorrei dire cavolate(non ho mai studiato il sancrito e tali informazioni mi vengono essenzialmente dai corsi di Archeologia dell' India e dell'Asia Centrale che ho a suo tempo frequentato), però, a quanto ne so, il testo più antico composto in sanscrito è il Rg Veda, databile al II millennio A C. Non abbiamo però copie di tale scritto così antiche. Infatti le prime attestazioni scritte in india(a parte le scritture delle culture della Valle dell'Indo del III Millennio, non ancore decifrate) risalgono al III sec. Ac e sono le iscrizioni del re Buddhista Asoka(ciò non significa necessariamente che prima non si scrivesse, ma solo che non vi sono attrestazioni). La lingua vedica venne scritta solamente quando si cominciò a perderne il senso e cioè in epoca storica, non vorrei sbagliarmi ,dopo il 1000 dc. Che invece il rgveda sia in realtà tanto antico si ricostruisce in base alle genearazioni di monaci che lo hanno tramandato sempre uguale osservando regole ferree di studio e per la stessa struttura della lingua usata. A quanto mi risulta la lingua indoeuropea di cui abbiamo le attestazioni scritte più antiche è l'Hittita.
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Si, si, ok! Devo sostituire i Sumeri con gli Ari.
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:?: :?:
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Si ho visto le raffigurazioni dell'Eden, ma in complesso non hanno certo una teologia ottimistica. Non credi?
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Questo è ciò che si dice. io ,ora come ora, quando guardo alla religione e ai miti sumerici cerco di vedere se è possibile riconoscere una delle prime attestazioni di storie e visioni del mondo già formatesi neui millenni precedentei, a volte mi riesce, come nel caso della Dea Montagna Ninhursaf, del signore degli animali, del mito di Etana e simili.
Poi sul pessimismo ricordiamoci sempre che la visione globale che noi abbiamo della religione sumerica è filtrata da quella degli accadi
Ciao
Milena
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25-June-2006
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Utente attivo
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Aquamarina
Che invece il rgveda sia in realtà tanto antico si ricostruisce in base alle genearazioni di monaci che lo hanno tramandato sempre uguale osservando regole ferree di studio e per la stessa struttura della lingua usata. A quanto mi risulta la lingua indoeuropea di cui abbiamo le attestazioni scritte più antiche è l'Hittita.
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Concetto tremendamente interessante.
Cioè i monaci ricopiavano un testo danneggiato e tenevano la copia? Oppure lo tramandavano oralmente?
Ho una mia teoria generale, ma per evitare di essere etichettato come "fantacoso" e magari non avere risposte, la sto mettendo alla prova partendo dai singoli mattoni che la costituiscono. Uno di questi, quello sui Sumeri, ho appena verificato che non regge, dunque lo devo sostituire. Chiaro ora?
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Aquamarina
guardo alla religione e ai miti sumerici cerco di vedere se è possibile riconoscere una delle prime attestazioni di storie e visioni del mondo già formatesi neui millenni precedentei, a volte mi riesce, come nel caso della Dea Montagna Ninhursaf, del signore degli animali, del mito di Etana e simili.
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Mi piacerebbe conoscere questi tuoi ragionamenti. Dico davvero.
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25-June-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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un mito non avrebbe potuto reggere migliaia di anni, solo con la tradizione orale. questo perché la scrittura si fa risalire "solo" al 4000 ac (scrittura europea), ed anche quella viene ritenuta non una scrittura vera e propria, ma dei simboli usati a livello liturgico.
Concetto tremendamente interessante.
Cioè i monaci ricopiavano un testo danneggiato e tenevano la copia? Oppure lo tramandavano oralmente?
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Perchè un mito regga, non c'è bisogno di scrittura come normalmente la intendiamo...... basta un certo tipo di simbolismo grafico già ampiamente sviluppato durante il paleolitico superiore, che il Leroi-Gourhan, come si diceva in altri post, definisce appunto "mitogramma" .
I monaci indù il Rgveda lo hanno tramandato oralmente naturalmente, fino a quando, molto tardi, non si è aquistata maggiore fiducia nel mezzo scritto.
é bene secondo me rifllettere sul fatto che in molti casi la tradizione orale è più forte e radicata di quella scritta, ed usa mezzi diversi, come appunto la poesia, la rima, la metrica che aiutano a ricordare esattamente le frasi.
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Ho una mia teoria generale, ma per evitare di essere etichettato come "fantacoso" e magari non avere risposte, la sto mettendo alla prova partendo dai singoli mattoni che la costituiscono. Uno di questi, quello sui Sumeri, ho appena verificato che non regge, dunque lo devo sostituire. Chiaro ora?
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Il mio consiglio è di cercare un confronto sempre con quanto viene prima... non possiamo credere veramente che improvvisamente esplode una tale o talaltra civiltà che arriva dove prima non c'era nulla.....
Almeno se si è interessati ad un discorso riguardo alle origini e si vuole adottare in ogni modo un punto di vista storico. Altrimenti se ci focalizza su una determinata area o/e periodo non c'è bisogno di sapere, anche perchè spesso risulta impossibile, come ti diceva Karl, chi viene da dove, ma basta studiare il risultato, consci che esso si è creato ed è partice di processi sì lenti, ma comunque dinamici.
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Mi piacerebbe conoscere questi tuoi ragionamenti. Dico davvero
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Certo non è facile dirlo qui in due parole, perciò ti do solo qualche accenno. Vi sono validi motivi di ritenere che durante il paleolitico superiore la spiritualità umana fosse molto vicina a quello che oggi definiamo sciamanesimo. Essa doveva essere incentrata su un principio femminile dispensatore di vita, immanente nella terra/roccia/montagna/caverna. Tale principio era responsabile della vita degli uomini e degli animali. Qui dunque ci si può riallacciare Ninhursag, "Signora Montagna" e Ningirsu/Ninurta, il vento primaverile del Sud, il Signore degli animali, colui che popola con la vita animale le montagne. In realtà è però probabile che in origine questi due principi fossero dominio della sola divinità femminile come risulta da alcuni indizi estrapolati da certe culture sciamaniche turco-tartare e dal fatto che il determinativo Nin che compare sia davanti a Ningirsu che a Ninhursag indica divinità femminili. Dunque vi sarebbe stata una successiva divisione
nella cultura mesopotamica del primo principio femminile in due principi di cui uno assume carattere maschile.
Il cosmo sciamanico è di solito formato da più livelli o mondi, spesso tre ; è prerogativa dello sciamano viaggiare tra tali livelli in stato di trance partendo da un centro del mondo, Montagna Cosmica o Albero Universale. Qui ci riallacci il mito di Inanna e l'albero . Naturalmente è chiaro dalle decorazioni delle caverne paleolitiche, nonchè dalla loro struttura(spesso a piani come a Rouffignac) che esse venivano considerate porte tra il mondo umano e quello spirituale. Alcune pitture sono state anche confrontate a visioni(esperimenti neuropsicologici) comuni in stato di trance.
Il mito di Etana è chiaramente il racconto di un viaggio sciamanico, per la presenza di vari elementi: albero, animali simbolici(nel caso aquile ,leone o serpente) ascesa al cielo, ritorno con una pianta magica.
Ecc, ecc
Milena
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25-June-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Red, non so tu che cosa abbia letto, però in questo caso davvero mi ricordi l'atteggiamento dei "fantacosi". Io non ho mai sentito alcuno studioso dire che si sapeva esattamente da cosa derivassero i miti dei vari diluvi, che c'era una dimostrazione ultima e insindacablie. A dire il vero non l'ho mai sentito praticamente a proposito di alcun argomento. Chi è a caccia di verità ultime mi pare stia più tra le fila della fantarcheologia (a tal proposito ricordo Bruce Trigger, Storia del pensiero archeologico, La Nuova Italia; l'immancabile Colin Renfrew, Paul Bahn, Archeologia. Teorie metodi pratica, Zanichelli; Paul Jordan, La sindrome di Atlantide, Newton & Compton; Kenneth Feder, Frodi, miti e misteri. Scienza e pseudoscienza in archeologia, Avverbi). Per quel che riguarda me, ho scritto appunto che è indimostrabile, così come difficilmente lo sono le altre spiegazioni, per cui la tengo lì nel rispostiglio. Come vedi scelgo la possibilità e il dubbio, piuttosto che la religiosa e fanatica certezza. In ogni caso, in linea generale, e "scientificamente" parlando, anch'io come te uso la logica, e il rasoio di Occam. La venuta degli alieni è indimostrabile, così come è indimostrabile il contrario. Ma tendo ad escluderla dal novero delle spiegazioni possibili e soprattutto probabili, almeno per ora. Non c'è alcun bisogno di ricorrervi per spiegare qualcosa che è spiegabile più semplicemente.
Per quanto riguarda le "strutture" al largo del Giappone, tenendo conto del granchio preso per quelle nei Caraibi, per quel che mi riguarda le due "ipotesi" non stanno affatto sullo stesso piano. Però sul Giappone ho alcuni dati su un libro che devo recuperare, per cui ci torno appena riesco a farlo. (Il Giappone tra l'altro non è nuovo a bufale archeologiche, qualche tempo fa fece scalpore l'annuncio fatto da un archeologo giapponese, poi costretto a confessare che non era vero niente... Anche gli archeologi professionisti soffrono della stessa sindrome dei fantarcheologi...).
Non capisco poi cosa tu abbia contro il modo di fare di quelli che definisci "sepolcri imbiancati", forse perchè mettono in dubbio quello in cui tu credi? Vale per te e non per gli altri? Credo sia del tutto legittimo, dato quel che sappiamo sulle tradizioni orali, porsi il problema se fosse possibile o meno tramandare un mito, il ricordo eventualmente di un evento, per così tanto tempo in mancanza di cultura scritta. Si tratta semplicemente di porsi un problema, una domanda, consapevoli anche del fatto che essa potrà restare senza risposta convincente per un bel po'. Ce l'hai contro l'ortodossia, e poi se uno preferisce il dubbio alla monolitica certezza, e anzi peggio ancora alla credenza per fede, non ti sta più bene? Bisogna fer forza dare una risposta certa anche quando non se ne ha la possibilità? Non è forse meglio la sospensione del giudizio piuttosto che intraprendere una zelante caccia... alle mosche? Del resto anche in questo campo ci sono opinioni diverse e sviluppi continui. Il mitogramma di cui parla Milena a questo proposito è fondamentale. Tenendo conto di questo l'ipotesi per esempio potrebbe farsi più possibile. Non so cosa ne pensino coloro i quali si occupano professionalmente di questi problemi...
Poi ancora un'altra piccola cosa. A te interessa il discorso dei diluvi, sarà funzionale alla tua teoria, e nessuno ti impedisce di approfondire la cosa. Il fatto però che per te sia una questione fondamentale non è detto che lo sia anche per altri. Un archeologo per esempio, molto più umilmente, si occupa nella maggior parte dei casi di cose molto più piccole (ma non per questo meno importanti o meno illuminanti sul "generale") che non tali questioni di "massimi sistemi". Solitamente questo è un privilegio di chi può permetterselo, o di chi non conosce altro che non le questioni più "di moda" (e non dico affatto che questo sia il tuo caso), ignorando completamente la miriade di problemi molto più piccoli e concreti, le migliaia di domande magari più "prosaiche", che vagano nella testa di un archeologo (io non lo sono, eppure mi vagano ugualmente, e di fronte all'infinità dei problemi da risolvere e delle domande a cui rispondere, quello del diluvio è per me solo uno fra i tanti, e neanche quello che mi appassiona di più). Voglio dire che, magari, prendi anche atto del fatto che la maggior parte degli archeologi, antropologi, storici, ecc., non sono ugualmente eccitati dal problema del diluvio quanto lo sei tu, e non lo ritengono altrettanto fondamentale, preferendo magari dedicare il loro tempo, il loro lavoro e le loro energie, alla risoluzione di altri problemi, magari meno romantici e più volgari, ma che non è detto che, alla lunga, non contribuiscano a chiarire anche quello del diluvio.
P.S. Sabato prossimo Kiya? Quasi quasi...
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25-June-2006
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Utente attivo
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Data Registrazione: Apr 2006
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Karl, hai proprio la tendeza alle crociate
Non è che mi ecciti particolarmente il come andò il diluvio, ritengo che la versione dello scongelamento dei ghiacci abbia le maggiori probabilità di essere vera rispetto a tanti dilivi piccolini localizzati in epoche diverse. Punto.
Così come ho una mia teoria generale, come, a sentir loro, molti archeologi, una teoria che aiuta a risolvere i piccoli e prosaici problemi.
Non mi balocco solo con problemi riguardanti i massimi sistemi, anche se, ovviamente, pure.
Ovvio che, in questa sede, escano più facilmente discorsi sui massimi sistemi che quelli di altro tipo (non scavo, non sono archeologo, studio da dilettante e basta), per cui non mi metterò a cercare di risolvere come incastonare una certo frammento di mosaico in un pavimento più grande.
A volte però il correr dietro solamente a problemi del piccolo fa perdere di vista il disegno generale.
C'è un archeologo polacco (se non ricordo male) che sta inseguendo da tempo la tomba di Imhotep, senza trovarla. Lo fa perché è convinto che possa aprire spiragli sull'egittologia. Magari ha ragione, magari no (non è detto che nella tomba, sempre che esista, ci siano parti dell'immensa conoscienza di Imhotep.) Sentendolo in un intervista, lui ha una teoria generale, per cui si è fatto i problemi dei massimi sistemi, prima.
Se leggi bene, non ho affermato che esiste una città al largo del giappone, ma che ambedue le teorie restano aperte in quanto (per quel che so) non c'è stata una verificia in loco. Per cui resto nel dubbio.
Ti parrà strano, ma quel che ha scritto Milena mi ha aiutato parecchio, risolvendo parecchi dubbi che avevo. Ed ora cercherò di risolverne altri :wink:
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Essa doveva essere incentrata su un principio femminile dispensatore di vita, immanente nella terra/roccia/montagna/caverna.
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In pratica una credenza simile a quella della Grande Madre? Però, avevo letto, in ambiti scientifici, che tale teoria era stata abbandonata e che si ritenesse fosse frutto del femminismo della sua creatrice. Tu che dici?
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Il cosmo sciamanico è di solito formato da più livelli o mondi, spesso tre ; è prerogativa dello sciamano viaggiare
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Conosco e ben conosco lo sciamanesimo siberiano. Credi che fosse assimilabile il momento sciamanico (sempre che così lo si possa definire) mesopotamico con quello siberiano?
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Montagna Cosmica o Albero Universale
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Si e si ritrovano in diverse culture, vedi Sigtrasid (non ricordo come si scrive). Se facessimo un parallelo tra l'Albero Universale e l'Albero della Vita ebraico, il secondo potrebbe essere un raffinamento del primo?
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Naturalmente è chiaro dalle decorazioni delle caverne paleolitiche, nonchè dalla loro struttura(spesso a piani come a Rouffignac) che esse venivano considerate porte tra il mondo umano e quello spirituale. Alcune pitture sono state anche confrontate a visioni(esperimenti neuropsicologici) comuni in stato di trance.
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Anche Altamira? Che mi dici di Kapova? Visto dove si trova potrebbe essere stata influenzata dalla cultura mesopotamica?
Io ho sempre considerato le grotte come luoghi di culto, ma alcuni le considerano anche abitazioni, perlomeno ripari. Tu che ne pensi?
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mito di Inanna e l'albero...cut...mito di Etana
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Li conosco poco, mi puoi far memoria?
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25-June-2006
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AI senatus
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Data Registrazione: May 2005
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Ognuno ha le sue crociate... C'è per esempio chi ha quella contro presunte ortodossie archeologiche e simili... Se vuoi ti spiego la natura della mia. Tesi archeologiche e tesi fantarcheologiche per me non sono sullo stesso piano, così come non lo sono pseudorevisionismi vari e negazionismi. Innanzi tutto per il metodo. Nei testi fantarcheologici non ce n'è traccia alcuna, assenza totale di bibliografia scientifica e verificabile, disinformazione, spesso totale ignoranza dell'argomento di cui si pretende di trattare, con errori piuttosto grossolani, e via discorrendo. Il più delle volte si risolvono in un filosofeggiare inutile, in un rimando di teorie indismotrabili (spesso vecchie e reazionarie), in un meccanismo tautologico, in un soggettivismo esasperato, per cui l'opinione è tutto e regna sovrana, la mia è uguale alla tua, non debbo dimostrare niente a nessuno, basta che affermi. Alcune volte questo lo si chiarisce anche esplicitamente, dicendo che non importa cosa la ricerca archeologica o storica dica, tanto la "verità" risiede dentro di sè, basta chiudere gli occhi e guardarsi dentro, "sentire". Magari con l'aiuto dell'"ipnosi regressiva" che ci riporta alle vite passate, o con l'aiuto di profezie varie e preveggenti. Tutto ciò ha molto più a che fare con la New/Next Age che non con l'archeologia. E' una forma di religione come un'altra, nel migliore dei casi. Nel peggiore è semplicemente voglia di far soldi o di "spacciare" un'ideologia pseudoreligiosa. In qualsiasi caso è un bistrattare discipline che amo (a cui tanti hanno dedicato un lavoro rigoroso e la vita intera), una forma di disinformazione totale, un pessimo uso pubblico (con l'aiuto della banalizzazione dei mass-media) e "politico" della storia e dell'archeologia. E questo è qualcosa che non tollero.
Per quel che riguarda il "piccolo". Ho chiarito che il particolare non esiste senza il generale, e viceversa. Un discorso simile si fa e si è fatto anche per le teorie archeologiche, con la questione delle teorie di medio raggio ecc. Inoltre, essendo appassionato di miti, religioni, e via discorrendo, suppongo avrai avuto a che fare con la letteratura antropologica e coi suoi metodi. Magari ti sarai imbattuto nella microstoria per esempio, o quantomeno in lavori di antropologia storica, che spesso si sono occupati di fonti orali, di storia delle credenze, di "invenzione della tradizione" come recita un titolo di Hobsbawm e Ranger. E proprio parafrasando uno studioso italiano che tra i primi si è occupato di antropologia storica e di microstoria - che a sua volta parafrasava una frase dell'antropologo Clifford Geertz, per altro proprio in polemica con quest'ultimo - Giovanni Levi (che ebbe a dire a proposito della microstoria, per ricordare che piccolo non significa perdere di vista il generale, che <<gli storici non studiano i villaggi, studiano nei villaggi>>), si potrebbe dire, al limite, che gli archeologi non studiano i villaggi - non solo -, studiano nei villaggi. Piccolo non significa infatti solo quello a cui tu ti riferisci, significa studiare la topografia di un insediamento, il suo rapporto con l'ambiente, la sua economica, la sua "urbanistica", dall'occupazione dello spazio pubblico e lo spazio privato all'interno di una città, all'uso dello spazio all'interno di un edificio, dell'architettura dello stesso, dalla tecnica di costruzione e materiale utilizzato, alla decorazione e alle forme artistiche, al simbolismo religioso o di altra natura, al messaggio politico e sociale, alla forma di potere e di organizzazione economico-sociale e politica, e via discorrendo. Come vedi già qui le domande sarebbero migliaia.
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25-June-2006
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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In pratica una credenza simile a quella della Grande Madre? Però, avevo letto, in ambiti scientifici, che tale teoria era stata abbandonata e che si ritenesse fosse frutto del femminismo della sua creatrice. Tu che dici?
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Non mi sembra si possa escludere una simile idea per il paleolitco, sebbene il culto della Grande madre sia di solito indicato come caratteristico del Neolitico . Ad ogni modo dai un'occhiata a un'altro tread nella sezione archeologia generico dove si parla appunto della dea madre e delle statuette femminili paleolitiche.
Ad ogni modo, poichè non abbiamo elementi sufficienti per arguire l'esistenza di una vera e propria religione codificata in un determinato modo(vedi ad esempio, per parlare di cose più vicine a noi, ed istituire un paragone abbastanza pertinente, lo Shintoismo che non può essere propriamente definito una religione,nè una filosofia e conserva pienamente alcuni caratteri di una spiritualità molto molto antica ), ma possiamo parlare solo di spiritualità e di idee cosmologiche generali preferisco parlare di Principio Femminile (Fecondo).
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Conosco e ben conosco lo sciamanesimo siberiano. Credi che fosse assimilabile il momento sciamanico (sempre che così lo si possa definire) mesopotamico con quello siberiano?
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In senso stretto dovremmo usare la parola sciamanesimo solo quando ci riferiamo alle culture siberiane, poichè presso la maggior parte di esse, la spiritualità sciamanica ha un ruolo centrale nella religione, pur non essendo, spesso, la religione stessa....
In senso lato ne parliamo quando si riscontrano un certo numero di elementi caratterizzanti.
nella cultura mesopotamica, come pure in altre sia contemporanee che successive sussistono alcuni elementi tipicamente sciamanici. Inanna, in particolare oltre ad avere una chiara correlazione con l'albero cosmico, ce l'ha pure con due oggetti, pukku e mukku, il tamburo e le bacchette; esisteva persino un rituale del confezionamento del tamburo con una pelle di bovide e diconsacrazione dello stesso, durante la quale si evocava l'anima dell'animale perchè entrasse nel tamburo.....
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Si e si ritrovano in diverse culture, vedi Sigtrasid (non ricordo come si scrive). Se facessimo un parallelo tra l'Albero Universale e l'Albero della Vita ebraico, il secondo potrebbe essere un raffinamento del primo?
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Certe simbologie in verità si ritrovano in Tutte le culture ed è per questo che è stato possibile creare teorie come quella degli archetipi... probabilmente esse hanno a che fare in qualche modo con la nostra struttura cerebrale. Dunque dire Albero Universale o Albero della Vita è fondamentalmente la stessa cosa. Tutto il simbolismo assiale si equivale in un certo qual modo, la specificità culturale di ciascuno forse sta propriao nel dare maggiore importanza all' uno o all'altro aspetto di un principio universale ,come quello dell' Axis Mundi.
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Anche Altamira? Che mi dici di Kapova? Visto dove si trova potrebbe essere stata influenzata dalla cultura mesopotamica?
Io ho sempre considerato le grotte come luoghi di culto, ma alcuni le considerano anche abitazioni, perlomeno ripari. Tu che ne pensi?
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In epoche molto remote è spesso difficile distinguere lo spazio sacro da quello profano..... e probabilmente tale distinzione non fu neanche sentita nello stesso modo in cui la sentisamo oggi ;tuttavia si può ben dire che la maggior parte delle grotte dipinte non furono abitate, almeno nello stesso periodo in cui servirono da santuario. A volte però si riscontrano resti di permanenza umana soprattutto nella parte più vicina all'ingresso che potrebbero anche corrispondere a periodi di frequentazione particolari legati alle pratiche cultuali stesse e che magari riunivano più "tribù". La scuola anglosassone ad esempio, parla proprio a proposito di Altamira di "aggregation site".
Per il resto sono tipici insediamenti sotto riparo o in grotte non troppo profonde, oppure in capanne all'aria aperta, sulle terrazze fluviali, nelle grandi pianure o sulle spiagge.
La grotta Kapova si trova negli Urali e risale a circa 17.000-16.000 anni fa,periodo in cui non credo si possa ancora parlare di cultura mesopotamica come comunemente intendiamo tale definizione. Riusciamo, dai resti, a ricostruire una certa comunanza di espressioni dalla Siberia all'Atlantico durante tutto il paleolitico superiore, con una differenziazione culturale crescente nel tempo. per l'aria mesopotamica e Africana in generale abbiamo poco e,a parte qualche controverso ritrovamento di "protofigure" attribuibili al Paleolitico inferiore, le espressioni grafiche sono scarse e iniziano a definirsi chiaramente a partire dalla cultura natufiana, dai ritrovamenti di catal huyuk (a proposito , particolarmente interessanti per un discorso sciamanico sono le raffigurazioni degli avvoltoi e gli uomini senza testa...) e per l' Africa con la fase di arte rupestre detta bovidiana, per alcuni studiosi immediatamente preolocenica, che ricorda un pò i modi caratteristici del naturalismo paleolitico.
Per quanto riguarda inanna e l'albero ed Etana te li racconto la prossima volta
Mi
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