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| Fotografia. Storia e pratica della fotografia Le tecniche fotografiche, gli strumenti e i consigli pratici per chi intende approfondire la pratica della fotografia e ottenere buoni risultati |
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07-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Fotografie di fine '800
salve a tutti!
qualche tempo fa, ho trovato nella mia cantina, mentre la ripulivo, un ritratto femminile di fine '800... si tratta della mia bisnonna. Ad una prima occhiata sembra essere una fotografia, perchè il viso e i particolari sono perfetti, si riesce a percepire anche la setosità della pelle. Però osservando meglio, mi sono accorta che i particolari del vestito, dei capelli e dell'alone circostante sembrano essere disegnati. Anche la pelle setosa è realizzata in modo particolare, ha dei micro graffietti obliqui che danno appunto l'effetto della seta.
Vi posto l'immagine!

Ora chiedo a voi, mi sapreste dire di che tecnica fotografica si tratta? sempre che si tratti di una fotografia! O  almeno riuscirei anche a datare all'incirca il ritratto, perchè non vi è nè firma dell'autore nè la data! :wink: evviva i vasai e ceramisti greci, che ci tenevano a far sapere chi avesse fatto questo o quel vaso!
grazie a chiunque mi risponderà!
ciao ciao Francesca
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carpe diem... perchè panta rei!
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Un tempo le fotografie, i ritratti in particolare, venivano fortemente ritoccate, spesso l'immagine fotografica era solo una base da cui il fotografo ricavava il ritratto, talvolta anche colorandolo, altre volte ridisegnando particolari o eliminando parti non ritenute necessarie. Meno consueto è che manchi il nome del fotografo, in quanto molto spessol e foto stampate su di una carta sottile venivano incollate su di un cartone più spesso che portava il nome dello studio, o inserite in una cornice pure di cartone. Raramente si trova ladata, come nel caso dei vasi greci, che a quanto so sono talora firmati ma non sono datati. Ad esempio Xy epoiesen 420 a. C. non ha a mio avviso riscontro .
Il ritocco poteva avvenire sia sulla copia su carta, in tal caso unica, che sul negativo, in questo modo era poi possibile avere un numero indeterminato di esemplari identici. Purtroppo la riproduzione che hai messo in rete non mostra la finezza dei dettagli. È comunque evidente che sia il vestito che in parte la capigliatura sono stati ridisegnati, anche gli occhi hanno subito un forte ritocco mentre il volto sembra essere stato meno modificato.
Non conosco però un nome preciso per questa tecnica. In passato esistevano tecniche fotografiche di stampa diverse da quelle oggi, o meglio ieri, utilizzate, che si servivano anche di speciali strati che si rigonfiavano e permettevano una stampa ad inchiostro. Erano possibili effetti interessanti ed era richiesta una notevole esperienza ed abilità artigianale. La datazione di fine '800 mi pare però discutibile, io penserei piuttosto ai primi decenni del secolo XX.
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dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 07-March-2008 20:10.
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Dovresti fornire qualche particolare tecnico: ad esempio le fibre della carta (quelle del supporto) sono visibili? Quelle parti disegnate di cui parli mostrano tracce di uso di pennelli? C'è un ingiallimento nelle zone più chiare o qualche sbiaditura? Sarebbe utile sapere anche se c'è un supporto plastificato: se versi qualche goccia su un angolo del verso e asciughi con tampone e la parte rimane completamente asciutta, allora è plastificato e quindi ha ragione Claudio nel dire che siamo già agli inizi del '900. Vedi anche se ci sono delle crepe molto piccole (con la lente).
Fammi sapere e forse posso trovare qualche risposta (sto preparando un esame sulla fotografia archeologica e ho delle dispense sulle tecniche).
Qui puoi trovare degli accenni sulle tecniche fotografiche antiche:
Fondo Fotografico Pierluigi Manzone - italian non profit web site of photography : Sulla fotografia, i procedimenti fotografici storici e loro identificazione
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Ultima Modifica di leda : 07-March-2008 20:48.
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Molto interessante il sito che hai segnalato. Grazie Leda!
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dott. Claudio Giorgini
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07-March-2008
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AI gens
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Data Registrazione: May 2007
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Grazie ad entrambi!
allora ora rispondo alle vostre domande! 
Sulla datazione posso dirvi che ho una data oltre la quale il ritratto non può essere stato fatto... il 1905,la mia bisnonna morì nel '05 a 40 anni e la persona ritratta sembra essere molto giovane, quindi potrebbe rapprensentare lei da ragazza.
Il supporto è carta, un bel cartoncino spesso (ma non troppo... si riesce ad arrotolare) e liscio-setoso, di colore chiaro e opaco. Mi dispiace ma non posso fare la prova della plastificazione perchè il ritratto sta in una cornice e a quanto sembra non ci sono sbiaditure o ingiallimenti! :wink:
L'uso dei pennelli potrebbe essere plausibile, perchè a giudicare dai particolari del vestito, quelli sembrano proprio delle pennellate!
Per aiutarvi vi posso mostrare una parte del ritratto del marito sempre sullo stesso supporto.

Ne ho due e penso che si tratti di 'schizzi' preparatori perchè sono presenti numerosi ritocchi e apparentemente anche cancellature (ma non su questo che vi mostro... l'altro non l'ho scanzionato!). Se dovessi vedere solo questo penserei che si tratta di un disegno!
Da questo si può vedere la fibra della carta ai bordi, perchè sono conservati molto male: si tratta di fibre molto spesse e sembrano di un cotone spumoso. Inoltre sono piegati in mezzo ma la carta non si è spezzata, ma solo crepata.
spero di aver risposto alle vostre domande! ;-)
ciao ciao
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carpe diem... perchè panta rei!
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
leda
Sarebbe utile sapere anche se c'è un supporto plastificato: se versi qualche goccia su un angolo del verso e asciughi con tampone e la parte rimane completamente asciutta, allora è plastificato e quindi ha ragione Claudio nel dire che siamo già agli inizi del '900.
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Per quanto ne so le carte plastificate compaiono sul mercato negli anni '70 o forse un po' prima, ma comunque non all'inizio del '900 - Negli anni '50 e '60 usavo, allora "assistivo" mio padre nella stampa di foto carta, o meglio caroncino, al bromuro che non essendo plastificata asciugando tendeva a formare ondulazioni, per cui eranonecessari accorgimenti e tecniche particolari per ottenere foto piane. Negli anni '70 ho cominciato ad usare la carta plastificata, che non assorbe l'acqua, asciuga rapidamente e resta piana senza accorgimenti particolari.
Un'indicazione sull'epoca dellafoto potrebbe essere dedotta dalla foggia delvestito e dell'acconciatura,ma è da tener conto che, diversamente da oggi, vi era una maggior costanza nel tempo ed anche il luogo e lo stato sociale avevano un'importanza non indifferente.
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dott. Claudio Giorgini
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Dunque, ad occhio e croce la tua bisnonna sembra avere non più di una venticinquina d'anni. Dunque siamo all'incirca nel 1885-1890. In quel periodo compaiono molte nuove tecniche di stampa e non è facile raccapezzarsi se non si è esperti. Il fatto che non ci sia ingiallimento però dà qualche indicazione. Infatti la datazione fa pensare che si tratti di un procedimento di stampa o a due o a tre strati, ma la mancanza di ingiallimenti esclude per i primi l'albumina, per i secondi le carte alla gelatina a sviluppo baritate. Hai detto che il fatto che si vedano le fibre della carta è dovuto alla cattiva conservazione, ma comunque c'erano dei procedimenti che per loro portavano a far intravedere tali fibre, come quello agli inchiostri grassi. In quest'ultimo, tra l'altro, l'inchiostro veniva spalmato con un rullo oppure con un pennello e in tal caso le tracce del pennello erano abbastanza evidenti. Però dovresti capire se il pennello è solo un'aggiunta usato a fine procedimento, nel qual caso le tracce di pennello sono presenti solo in alcuni punti, oppure no. Se si tratta di inchiostri grassi poi, sulla foto è presente un evidente strato di gelatina, visibile con una lente di ingrandimento.
Fammi sapere se queste ultime due cose trovano riscontro, così vediamo di restringere il campo.
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07-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Ops, mi accorgo ora che il procedimento agli inchiostri grassi fu usato a partire dal 1900, quindi fuori data. Vedrò di consultare meglio le dispense in mio possesso! Guarda comunque se riesci a vedere la gelatina, così posso eliminare anche qualche altra cosa.
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08-March-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Il ritratto di tuo bisnonno mostra chiaramente che il vestito, la camicia e la cravatta sono, come il vestito di tua bisnonna, diesegnati, ricostruiti. Anche molti tratti del viso sono evidentemente ritoccati.
A questo punto mi viene il dubbio che si tratti di una copia più recente di una foto più vecchia, provabilmente danneggiata, o con uno sfondo non confacente, rifotografata e poi corretta adattandola a ritratto. Si tratta di un procedimento che conosco da altri esempi e le analogie sono molte.
Spesso tali lavori venivano eseguiti per stampare poi le foto su porcellana, in genere di forma ovale, usata per le tombe.
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dott. Claudio Giorgini
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08-March-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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Quote:
dceg
Per quanto ne so le carte plastificate compaiono sul mercato negli anni '70 o forse un po' prima, ma comunque non all'inizio del '900 - Negli anni '50 e '60 usavo, allora "assistivo" mio padre nella stampa di foto carta, o meglio caroncino, al bromuro che non essendo plastificata asciugando tendeva a formare ondulazioni, per cui eranonecessari accorgimenti e tecniche particolari per ottenere foto piane. Negli anni '70 ho cominciato ad usare la carta plastificata, che non assorbe l'acqua, asciuga rapidamente e resta piana senza accorgimenti particolari.
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Verissimo, in commercio si trovano comunque ancora le carte baritate (utilizzano un sottile strato di solfato di bario) e in passato le utilizzavo, sono diversi anni che non stampo più in camera oscura  , per quelle fotografie più significative.
Il processo di stampa è analogo, i problemi, come hai giustamente sottolineato, vengono fuori in fase di lavaggio e di asciugatura, richiedendo tempi lunghi e il rischio di danni.
Le carte politenate sono senz'altro più pratiche e a buon mercato.
Il problema è che mentre delle baritate conosciamo pregi e limiti alla perfezione, si usano da oltre un secolo, e ci si può aspettare una elevata longevità, lo stesso discorso non vale per quelle politenate, le più recenti (30-40 anni).
Una buona stampa su carta baritata, magari virata per stabilizzarla meglio, è una garanzia di bellezza e durata.
Probabilmente però le fotografie di cui parla Cerebia sono state stampate su carta albuminata.
Per vedere Cerebia se si tratta di carta albuminata o baritata puoi provare con un lentino d'ingrandimento (contafili da filatelico) a vedere se noti sotto l'immagine le fibre della carta; se sì si tratta di carta albuminata, altrimenti, se noti uno strato biancastro, di carta baritata.
Una caratteristica delle carte albuminate è quella di essere sempre montate su cartoncino, perché molto sottili.
Esistono poi le stampe al palladio usate sul finire dell'800 e gli inizi del '900 (ad un solo strato, quindi con le fibre della carta visibili), ma non ne conosco le caratteristiche.
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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08-March-2008
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AI senatus
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Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Sono perfettamente d'accordo con te,Ivan, anch'io purtroppo da anni hotrascurato la camera oscura.
Conosco le carte al platino solo da descrizioni e riproduzioni: dovrebbero essere caratterizzate da toni profondi e brillanti delle ombre e delle luci , cosa che nel caso delle foto di Cerebia non mi pare sia riscontrabile. La carta al platino è stata usata per scopi artistici ancora molto a lungo, se ben ricordo Irving Penn la usava per i suoi ritratti.
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dott. Claudio Giorgini
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08-March-2008
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AI senatus
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Non credo che si tratti di albumina Ivan, perché le foto stando a quanto ha detto Cerebia non mostrano ingiallimenti, mentre l'albumina, a quanto ne so, tende ad ingiallire, e le stampe al platino ed al palladio sbiadiscono, specie visto che non sono stati usati particolari accorgimenti di conservazione. Le fibre della carta si vedono poi anche in altri procedimenti.
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08-March-2008
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Amministratore AI
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Data Registrazione: Dec 2002
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mmm... per quel che ne so la carta albuminata veniva virata in oro chimicamente (quasi sempre) e tendeva ad assumenre la colorazione rossa scura o purpurea scura (bruna), poi sinceramente non so se con il tempo tenda ad ingiallirsi, probabilmente hai ragione, non so.
Comunque tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento sono nate come dicevi giustamente anche tu, tante tecniche, e non è certo facile identificarla per i non esperti.
Da quel che so però le carte baritate non mostrano la fibra della carta, di solito si riconoscono perché non hanno la necessità di essere montate su un diverso supporto (cartoncino), se non per ragioni estetiche, cosa che invece accade sempre con quelle albuminate (di solito cartoncino più o meno spesso).
Se riesci a recuperare i tuoi appunti sarebbe interessante approfondire Leda.
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08-March-2008
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AI gens
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