Le Tane del Diavolo, che sono state oggetto della mia foto misteriosa, si trovano in Umbria, proprio sotto il borgo medioevale di Parrano, in provicia di Terni.
Esse sono costituite da un complesso di grotte che si aprono lungo le pareti scoscese del massiccio calcareo che si trova nella vallata di Parrano. Il calcare di cui è composto questo massiccio è inciso molto profondamente dal Fosso del Bagno, che lo ha scavato in meandri, cascate e grotte. Il fosso, che alla sua base è composto di acque solfuree, nasce da Montegiove (TR) e finisce la sua corsa nel fiume Chiani.
Le grotte sono circa otto e si trovano su entrambi i lati del fosso, alle quali è molto difficile accedere.
La più famose si trovano sul lato destro del fosso e si chiamano: Tana Principale Inferiore, Tana Principale Superiore, Tana del Faggio. Quest'ultima ha un andamento a labirinto molto più complesso rispetto alle altre. Sul lato sinistro invece si aprono due grotticelle a una sola camera a pianta circolare.
I primi interessi per questo complesso furono nel 1900 ma dovettero passare ben 30 anni prima che tornasse l'interesse per le Tane.
Negli anni '30, infatti, grazie all'interesse del proprietario del castello di Parrano, tal principe Ruspoli, e l'archeologo Calzoni, vi furono fatti scavi sistematici e il materiale che vi rinvenuto fu vasellame, silici lavorati e ossa animali fratturate intenzionalmente.
Nella tana "B", quella inferiore principale, furono trovate tracce di un grande focolare centrale, che con i suoi resti di ceramica testimoniava la frequentazione della grotte già nell'età del Bronzo. La frequenazione però era stata ancora più antica, dalla prima età del Rame, testimoniata da selci lavorate, punte di frecce e lame, anelloni, ossidiana. Quest'ultima testimonia i contatti con l'Italia meridionale, in particolare le Isole Eolie, Etna e Sardegna.
Nella tana "A" (la tana principale superiore), fu trovato ugualmente un focolare dell'età del Bronzo con relativa ceramica ed un muretto a secco, sotto a questo uno strato sterile e successivamente uno strato databile al Paleolitico Superiore.
Negli anni '60, fu invece indagata la Tana del Faggio della quale non si hanno ancora infomazioni ufficiali, ma che si sa essere stata selvaggiamente profanata.
Si ritiene che questo complesso di grotte sia da ricondurre ad un uso cultuale, poichè nei focolari sono stati rinvenuti resti di cereali carbonizzati e di ossa di animali probabilmente sacrificati.