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Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura

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  #16 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
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Se la scheda così come è stata proposta non ti convince puoi sempre proporre tu una versione corretta . . . Così mi sembra una critica poco costruttiva, permettimelo.

Ancora! Il mio è un disaccordo sull'applicazione della scheda, non una critica ad aspetti particolari; ciò che contesto è la validità dell'experimentum dimostrativo. Non è il consiglio di apportare piccoli emendamenti, ma la richiesta di cambiare approccio. Non una critica costruttiva, ma il rifiuto di un modo di procedere.
Comunque, visto che la mia protesta è stata ignorata e si è già proceduto oltre, come dicevo, tant'è.
A verbale il mio dissenso e andiamo avanti.
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Vecchio 14-April-2007
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A Roma si dice "Famose a capì!!!".

Io ho inziato questo post dicendo che riverserò in questa discussione quello che sto imparando al corso di epigrafia latina all'Univ. di Roma La Sapienza nell'Anno Accademico 2006/2007 e quello che mi ricordo dai corsi, sempre di ep. lat. frequentati nella stessa Univ. negli anni passati. Punto.
Io non sono né Solin né Kajanto per poter dire a Gregori o Pancera & Co.: "Sei un vecio, rinnovati!", non solo perché mi giocherei la laurea ma anche e soprattutto perché io sono un pincopallo in questo campo.
Se il prof. mi dice realizziamo una scheda con questo modello, io opero. Tale modello, sia detto per inciso, viene utilizzato nella redazione di un catalogo di museo, quindi non ci giochiamo a pizza e fichi. Come ha detto Ivan ma come ho detto io fin dall'inizio, chiunque volesse integrare o proporre una alternativa, è libero di farlo, mica siamo in un lager. In altre Università di Italia si utilizzerà un altro modello base: invitiamo tutti quanti a darci notizia del loro lavoro.
Tu dici che l'approccio è sbagliato, che non è valido, o cmq fine a se stesso. Io credo che alla fine di tutto chi pensava che gli antichi perdessero tempo a scalpellare un mucchio di lettere su pezzi di marmo e quant'altro, forse si renderà conto della miniera che si cela a volte anche dietro pochissime righe di testo. Non faresti prima a dire come secondo te si dovrebbe procedere? Quale sarebbe la metodologia utile per proporre un utile experimentum dimostrativo? Sviluppandone poi di conseguenza il discorso, è ovvio... Così alla fine produrremo un bel PDF da mettere a disposizione di chiunque voglia andarsi a leggere qualcosa sull'immenso mondo dell'epigrafia latina. Credo però che hai perso un po' il punto di vista del luogo in cui siamo: se avessi voluto scrivere un manuale, non l'avrei fatto certo qui dentro, né è il luogo adatto a discorsi di erudizione (che sia detto per inciso, farebbero solo scappare i lettori, invece di invogliarli a conoscere qualcosa di più di tale mondo). È un FORUM, e come tale ognuno offre quello che può offrire: forse sarebbe stato più opportuno intitolare il post "appunti di epigrafia latina", o "elementi di epigrafia latina", magari avresti fatto meno storie. Ma mi sembrava un titolo più accattivante quello dato!!!
Chi vuole fare l'epigrafista, mica viene a leggere questa discussione...

Io quello che posso offrire lo offro volentieri al pubblico del forum: tutti liberi di esprimere i vostri pensieri in assoluta libertà, ma mi sembra che fin qui si sia fatto soltanto un pour parlè e basta... Critiche costruttive per favore, non critiche tanto per dire qualcosa... Ricordati che stai parlando con un fautore del cosiddetto "metodo": dovresti averlo capito da altre discussioni. Ma se il mio metodo deve essere criticato, lo si deve fare avendo in mano una alternativa. Così si mette soltanto confusione nella testa del lettore, che già capisce poco di quello di cui si parla...

A domani per la terza lezione...
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  #18 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
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Io non mi sento un esperto, anche se ho dovuto lavorare, mio malgrado, quasi esclusivamente su fonti epigrafiche. Per quanto ho avuto modo di vedere non esistono norme universalmente accettate da tutti sui segni diacritici. Mi sono trovato spesso a chiedermi se tre punti stavano per tre lettere mancanti o per un numero imprecisato di caratteri mancanti. Poi le foto, queste sconosciute! Per chi come me ha fatto un lavoro prosopografico è praticamente impossibile riportare decine di foto in appendice, poi abbiate pietà: sono un dottorando senza borsa. In Africa ci sarei andato a piedi, ma avrei gradito un contributo.
Scusate, come al solito sono uscito dal seminato: sono molto curioso di seguire quello che dirà Simone, sopratutto se ciò innescherà una discussione. Quello che credo vada tenuto presente è che la schedatura è solo un mezzo, finalizzato all'interpretazione dei dati. Il dato rimane l'iscrizione, la schedatura rappresente, invece, un mero strumento per interpretare le fonti. Per quanto spesso gli storici e gli archeologi parlino di criteri scientifici di analisi, la nostra è sempre una disciplina umanistica.
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  #19 (permalink)  
Vecchio 15-April-2007
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Cool Terza lezione

Repertori epigrafici

Come sempre, ogni volta che si intraprende un qualsiasi studio, il primo passo da compiere è aggiornarsi sulle conoscenze e sugli studi già realizzati sullo stesso argomento. Una buona capacità di ricerca bibliografica è uno degli elementi essenziali per ogni studioso di antichità. Lungi da me il voler proporre una lista completa e dettagliata della sconfinata bibliografia esistente sull'epigrafia latina, è opportuno parlare brevemente di quali sono i principali repertori epigrafici ad oggi disponibili.

C.I.L.
Il punto di partenza primo ed assolutamente fondamentale è il cosiddetto C.I.L., ovvero il Corpus Inscriptionum Latinarum, ideato da Th. Mommsen (premio Nobel per la letteratura nel 1902) ed edito grazie all'impegno dell'Accademia di Berlino. Ad oggi consta di ben 18 volumi (17 pubblicati), organizzati su base cronologica, geografica e tipologica. Per maggiori informazioni, fate riferimento alla pagina su wikipedia, con in fondo importanti links di approfondimento, dal quale mi permetto di segnalare l'importantissimo sito del bbaw:
Corpus Inscriptionum Latinarum - Wikipedia
Das Corpus Inscriptionum Latinarum - Homepage

Supplementi al CIL
Al CIL si aggiungono numerosi "supplementi", a cominciare dagli Ephemeris epigraphica (9 volumi), per continuare con i Supplementa Italica (raccolta che dovrebbe viaggiare verso i 20 volumi), finendo con i singoli contributi di studiosi che nel tempo hanno pubblicato in maniera organica le successive scoperte.

Al CIL si affiancano poi le numerosissime raccolte nazionali, regionali, cittadine e museali provenienti da ogni luogo nel quale è stata rinvenuta almeno una epigrafe in lingua latina. Per l'Italia, vanno segnalati i 13 volumi delle Inscriptiones Italiae, edite dall'Unione Accademica Nazionale. Sarebbe troppo lungo censire qui lo scibile esistente sui Paesi esteri e le regioni italiane: rimando dunque direttamente al manuale della Calabi Limentani (Epigrafia latina) e all'appendice bibliografica in fondo al volume, anche per quanto riguarda i successivi punti che qui tratteremo.
Non posso tuttavia tralasciare di citare qualcosa sulla città di Roma, perché parlando di epigrafia latina è troppo ovvio dire che dalla sola Roma proviene un numero di iscrizioni che c'è bisogno di mettere insieme quelle provenienti da numerose regioni per raggiungere la stessa cifra. Si parte dal De Ruggero, Catalogo del Museo Kircheriano, Roma 1878; poi abbiamo i numerosi contributi sulla collezione epigrafica del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e di quella dei Musei Capitolini.

Sillogi
Le "sillogi", come dice la parola, sono raccolte di iscrizioni in forma antologica. Immancabili sono le seguenti:
H. Dessau: Inscriptiones latinae selectae (ultima ristampa 1962) > ILS
A. Degrassi: Inscriptiones Latinae liberae reipublicae I (1965), II (1963) > ILLR
F. Bücheler: Carmina latina epigraphica, Lipsia 1895
E. Gabba: Iscrizioni greche e latine per lo studio della Bibbia, Firenze 1958 (e il volume omonimo di L. Boffo, Brescia 1994).
I 6 volumi dell'EAOR, ovvero Epigrafia anfiteatrale dell'Occidente romano.

Le abbreviazioni indicate sono quelle convenzionali. Per i Corpora e le Sillogi si segue la convenzione stabilita qualche anno fa e riportata in questo documento:
Abbreviazioni di Corpora e Sillogi.pdf
Mentre per le abbreviazioni di Periodici si può fare riferimento a quanto segue:
Abbreviazioni di Periodici.doc

Raccolta di iscrizioni cristiane
Sebbene non tratteremo di tale ambito dell'epigrafia, mi sembra opportuno segnalare le principali raccolte:
E. Diehl: Inscriptiones Latinae Christinae veteres, in 3 voll.
Inscriptiones christianae urbis Romae saec. VII antiquiores, in 9 voll. > ICUR
Inscriptiones Christianae Italiae VII saec. antiquiores, in 9 voll. > ICI

Inutile aggiungere ogni raccolta pertinente alle varie collezioni dei Musei Vaticani, in particolare la Galleria Lapidaria, e quelle pertinenti a singole chiese, tra le quali mi vengono adesso in mente S. Agnese sulla Nomentana e SS. Quattro Coronati sul Celio (quest'ultima attualmente in fase di restauro e non visitabile). Fondamentali poi le opere del P. Antonio Ferrua, fra le quali cito quella sugli Epigrammata Damasiana, Città del Vaticano 1942.

Periodici e miscellanee
Dal momento che queste raccolte sono monografiche, esistono molti strumenti che recensiscono le nuove scoperte. Fra tutti per il primo gruppo:
L'Année épigraphique (dal 1888, Parigi) > AE
Epigraphica (dal 1939, Milano), che cura anche la pubblicazione di un importante strumento come le Nouvelles de l'A(ssociation) I(nternationale d')E(pigraphie) G(reque et) L(atine) > AIEGL
Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik (dal 1967, Bonn) > ZPE

Fra tutti per il secondo gruppo:
Tituli, pubblicazione dell'Ist. di Epigrafia e Antichità Greche e Romane dell'Univ. di Roma «La Sapienza», a cura di Silvio Panciera, in 6 voll.

Infine, segnalo che ogni cinque anni si tengono i congressi internazionali di epigrafia greca e latina. Quest'anno si terrà, ad Oxford, il XIII congresso.

Manuali di epigrafia latina
Chiunque voglia approfondire il discorso che viene affrontato brevemente in questo mini-corso, potrà far riferimento ai seguenti volumi:
I. Calabi Limentani: Epigrafia latina, Bologna 1991 (4ª ed.)
I. Di Stefano Manzella: Mestiere di epigrafista. Guida alla schedatura del materiale epigrafico lapideo, Roma 1987
G.C. Susini: Epigrafia romana, Roma 1982

Dizionari
Alla base di ogni studio epigrafico v'è la conoscenza delle istituzioni e degli usi e costumi delle antichità romane. A tal proposito, non è possibile non consultare il De Ruggiero, Dizionario epigrafico di antichità romane, opera tuttavia ancora incompleta (mi sembra si sia fermi a prima della lettera P). E poi l'Olcott, Thesaurus linguae Latinae epigraphicae, e il Cappelli, Dizionario delle abbreviature latine e italiane, Milano 1948.

Onomastica
Sull'onomastica svolgeremo una lezione a parte. Le seguenti raccolte sono fondamentali per cogliere confronti, visioni d'insieme, datazioni sui singoli nomi:
A.E. Gordon: Album of dated latin inscriptions
H. Solin: Die Griechischen Personennamen in Rom. Ein Namenbuch, in 3 voll.
J. Kajanto: The Latin Cognomina (rist. Roma 1982).
I. Kajanto: Supernomina
M. Kajava: Roman Female Praenomina, Roma 1994
J. Baumgart: Die römischen Sklavennamen, Dessau 1936
P. Kneissl: Die Siegenstitulatur der römischen Kaiser, Gottinga 1969
G. Forni: Le tribù romane, Roma 1985
Prosopographia Imperii Romani > PIR

Trascrizione e Informatica
Come detto in precedenza, il punto di riferimento per i segni diacritici nelle trascrizioni è il seguente articolo:
H. Krummery-S. Panciera: Criteri di edizione e segni diacritici, in "Tituli", 2, 1980, pp. 205-215. (con questo mi scuso della errata dizione con la quale ho pronunciato i due nomi nei posts precedenti)

Gli strumenti messi a disposizione su internet sono davvero tantissimi. Vorrei citare qualche raccolta e qualche sito che ritengo davvero utile e importante.
Clauss-Slaby/Inschriften
Concordanze volumi del CIL
Repertorio dei servi e liberti imperiali
Epigraphia
The Ancient Library
Corpus Scriptorum Latinarum
Perseus Project
Rassegna degli Strumenti Informatici per lo Studio dell'Antichità Classica
Selezione di altre risorse telematiche ed informatiche utili
Abbreviazioni nelle iscrizioni latine
Archeologhia*
EDB - Epigraphic Database Bari
EDR - Epigraphic Database Roma
EDH - Epigraphische Datenbank Heidelberg

Roma-Bari-Heidelberg costituiscono una federazione che si occupa dell’informatizzazione dei deti. Nei links di Bari e Roma ulteriore materiale utile per capire il processo di schedatura informatica. Segnalo inoltre l'articolo pubblicato oramai un po' di tempo fa da Di Stefano Manzella: Progetto di una scheda epigrafica computerizzata (1981-1983), in "Il Museo epigrafico", Faenza 1983, p. 159.

*= un sito con una sezione (a cui rimandiamo) con quanto disponibile, sulla rete, di fonti epigrafiche; in particolare le annate dal 1888 al 1996 di «Année épigraphique» e il CIL (non completo) da I a XVII, i fasti ostiensi ed altre fonti epigrafiche.


Nella prossima chiacchierata presenterò l'applicazione pratica del modello visto in precedenza. Dall'esempio si partirà poi per sviscerare annessi e connessi dell'epigrafia latina.


p.s.: visto e considerato il tempo che ci ho messo a realizzare questo post, pregasi coloro che avranno da rimostrare sulle inevitabili mancanze che esso contiene (rimostranze del tipo "cosa dici, i voll. sono 10 e non 9", "che fai, hai dimenticato di citare tizio", etc. etc.) di colmare tali lacune senza farmelo pesare, altrimenti il "vai" conseguente sarà di proporzioni da Guinness dei primati...
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  #20 (permalink)  
Vecchio 16-April-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Parentesi, in ripresa di una importante osservazione che prima mi era sfuggita:

Quote:
Bacco Visualizza Messaggio
. . . la schedatura è solo un mezzo, finalizzato all'interpretazione dei dati. Il dato rimane l'iscrizione, la schedatura rappresente, invece, un mero strumento per interpretare le fonti. Per quanto spesso gli storici e gli archeologi parlino di criteri scientifici di analisi, la nostra è sempre una disciplina umanistica.
Giusto. Giusto.
La formulazione di schede, di indici e di lessici non sostituisce i dati.
E non deve essere fine a se stessa, ma dovrebbe avere ben chiara e dichiarata la propria finalità.
La prospettiva corretta -per schede, indici e lessici- a mio avviso dovrebbe essere figlia (ma con nuovi strumenti tecnici e con una più matura e più profonda conoscenza dell'argomento) dell'impostazione della materia come fu data nella prima metà del XIX secolo, cioè partire ed essere costantemente collegata ad un ben saldo criterio di classificazione del messaggio epigrafico (sto pensando a tituli, acta, instrumentum etc. etc., non esclusi eventuali ripensamenti metodologici -ma per davvero, non buttati là per velleità individuale- su queste tradizionali ripartizioni).
Sono proprio le potenzialità dei moderni strumenti di gestione dei dati che impongono particolare rigore in questo.

Lo scopo principale dovrebbe essere di disporre della possibilità di accesso sistematico non solo ad un gran numero di singoli documenti epigrafici, suscettibili di indagine storico-filologica uno per uno, ma della possibilità di estrarre informazioni o elementi di interpretazione, o di integrazione o di lettura, trasversalmente a documenti epigrafici differenti tenendone però contemporaneamente sotto saldo controllo la congruità di contesto storico-geografico e di categoria funzionale.
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Vecchio 16-April-2007
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Simone82 Visualizza Messaggio
È un FORUM, e come tale ognuno offre quello che può offrire: forse sarebbe stato più opportuno intitolare il post "appunti di epigrafia latina", o "elementi di epigrafia latina"
cambio il titolo della discussione in "appunti di epigrafia latina", non perchè ne voglia sminuire il senso, ma perchè mi sembra più appropriato e meno ufficiale.
Vedremo eventualmente a fine discussione che cosa ne viene fuori.
In ogni caso lo lascio in evidenza, perchè credo che meriti un'attenzione particolare all'interno del forum.

ciao
Ivan
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #22 (permalink)  
Vecchio 17-April-2007
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Aggiungo alle indicazioni fornite da Simone, un'opera prosopografica che si occupa del periodo tardo-imperiale
The prosopography of the later Roman Empire / by A.H.M. Jones, J.R. Martindale, J. Morris. - Cambridge : Cambridge University press. 4 voll.
E due importanti dizionari di carattere generale.
Dictionnaire des antiquites grecques et romaines d'apres les textes et les monuments ... / ouvrage redige par une societe d'ecrivains speciaux, d'archeologues et de professeurs sous la direction de Mm. Ch. Daremberg et Edm. Saglio. - Paris : Librairie Hachette et C., 1877-1900. - 5 t. in 9 : ill. ; 32 cm
Paulys Real-Encyclopadie der classischen Altertumswissenschaft / neue Bearbeitung unter Mitwirkung zahlreicher Fachgenossen ; herausgegeben von Georg Wissowa ; poi! Wilhelm Kroll ; poi! Karl Mittelhaus ; poi! Konrat Ziegler ; poi! Kurt Witte ; poi! Walther John. - Stuttgart : J. B. Metzler ; poi! A. Druckenmuller. - v. ; 25 cm.
Ci sono, poi, opere prosopografiche legate a particolari "categorie" sociali. Io, per esempio, occupandomi di equestri ho consultato spesso i volumi di Devijver

Prosopographia militiarum equestrium quae fuerunt ab Augusto ad Gallienum / scripsit H. Devijver. - Leuven : Universitaire pers Leuven. - v. ; 25 cm.
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  #23 (permalink)  
Vecchio 19-April-2007
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In aggiunta a quanto detto da Mdd dico: l'informatizzazione dei dati al giorno d'oggi è fondamentale nelle scienze umanistiche. Oggi, la quantità dei dati che abbiamo a nostra disposizione è assolutamente ingestibile dal punto di vista cartaceo. Né esistono più persone come Mommsen in grado di imparare a memoria migliaia di epigrafi con testo e provenienza geografica... Neanche i tedeschi di oggi arrivano a tanto.
L'informatizzazione delle schede epigrafiche ha due valenze fondamentali: posso fare ricerche per tituli, mestieri, nomi, pericopi o per soggetti particolari; oppure posso fare ricerche per carattere geografico. Quest'ultimo punto è fondamentale, perché venendo a mancare il C.I.L., che aveva alla sua base proprio una suddivisione del genere, l'informatica è l'unico strumento che permette di collazionare i dati secondo criteri di questo genere. Il Consorzio Bari-Roma-Heidelberg è finalizzato proprio a questo progetto.

Sul titolo: in effetti fu il primo che mi venne in mente, poi cambiai per ragioni "attrattive". Visto che cmq il titolo scelto l'ho dato sempre io, per me non cambia assolutamente nulla. Ti ringrazio di tenere la discussione in rilievo, e mi scuso in via formale del fatto che in questo periodo posso dedicare del tempo alla discussione soltanto nei fine settimana. So che in tal modo la cosa si fa molto lunga, ma è l'unico modo per scrivere le cose in maniera organica e sensata.

Grazie a Bacco per le sue segnalazioni, in effetti mi erano sfuggite. Ricordo inoltre che della Pauly-Wissowa esiste una versione ridotta, sempre in tedesco e di recente pubblicazione.

Aggiungo in ogni caso un altra raccolta molto importante soprattutto per quanto riguarda le datazioni delle epigrafi e le possibilità di fare confronti. L'utilità del testo è accresciuta dal fatto che la sua ultima edizione (la terza) è datata al 2004:
Kienast D.: Romische kaisertabelle : Grundzuge einer romischen Kaiserchronologie, Darmstadt : Wissenschaftliche Buchgesellschaft, 2004

A sabato allora per la quarta lezione. Buona notte
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  #24 (permalink)  
Vecchio 21-April-2007
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Cool Quarta lezione

Un esempio pratico

Eccoci giunti al momento di vedere una applicazione pratica di quanto si è detto finora. Il primo esempio che voglio fare, prima di continuare a sviscerare i miei appunti di epigrafia latina, è vedere l'attuazione pratica del modello di scheda discusso nelle prime due lezioni. Il modello ovviamente non è assolutamente univoco, se ne possono usare mille altri, ognuno rispondente a determinate problematiche e a determinati usi che se ne vogliono fare.
Per l'esempio, ho scelto una "lastra sepolcrale" conservata al Museo Nazionale Romano: il vantaggio di questa scelta consiste nel fatto che si trova la foto on-line, al sito della fototeca della SAR (Soprintendenza Archeologica di Roma):
Soprintendenza Archeologica di Roma - Archivio Iconografico -
  1. Lastra sepolcrale di un attore di commedie
  2. Lastra sepolcrale di forma parallelepipeda pseudo ansata. La lastra presenta due buchi ai lati.
  3. Marmo (se conosciute, si possono riportare le caratteristiche del marmo stesso, come tipo, provenienza, etc. etc.).
  4. Integra; leggermente sbozzata all'angolo inferiore destro.
  5. Misure del supporto (altezza, larghezza, spessore); del campo epigrafico (qui presente sia in altezza che in larghezza); misure delle lettere (sia massima che minima).
  6. Luogo, data e circostanze di ritrovamento ignote. Già nel Museo Kircheriano.
  7. Sala ...
  8. Inv. 29341.
  9. In bibliografia indicheremo il CIL, eventuali altre raccolte epigrafiche e, se presente, qualche opera specialistica sul mondo degli spettacoli che ha trattato "direttamente" della nostra epigrafe (dedicandovi magari una apposita scheda nell'opera stessa).
  10. P(ublius) Vinicius
    P(ubli) L(iberti) Laces
    Comoedu(s) a(nnis) triginta quinque.
  11. r. 3: il testo va oltre il campo epigrafico. Presenza del nesso tra il numero cinque e il numero 10: la scheda della SAR legge 31.
  12. Lastra sepolcrale del comoedus (attore comico) Publio Vinicio Laces, vissuto fino all'età di 35 anni.
  13. Datazione del pezzo
  14. Simone82

Qualche indicazione in più rispetto allo svolgimento, molto breve e sommario della scheda. Chiedo venia per il fatto di non avere i dati per i punti relativi alle misure, alla bibliografia, etc. etc. Inoltre, per comodità ho riportato i singoli punti per averne immediato riscontro con quanto detto precedentemente, ma è ovvio che in una scheda reale ciò non è necessario. Inoltre, in corsivo ho riportato le indicazioni che andrebbero sostituite con i dati reali: da non confondere questo procedimento con quello identico legato ai nomi latini e alla trascrizione del testo, entrambi sempre ed obbligatoriamente in scrittura corsiva. Per la datazione, trattandosi molto probabilmente di una tabellina di colombario (a me almeno pare tale, e non capisco perché nel sito della SAR non venga indicato), non ci dovremmo discostare molto dal I sec. d.C., in particolare la prima metà, poiché è questo il momento di maggiore esplosione della forma di sepoltura dei colombari: un esempio di tale architettura tombale è ben visibile oggi ad Ostia, e potete vederne una foto a questo link (seconda immagine):
Necropoli della via Ostiense

Nel punto 1 ho dato un titolo che prende in esame il carattere del pezzo e il mestiere del dedicante. Si potrebbe anche essere più precisi e dire "Tabella di colombario del comoedus Publio Vinicio Laces": in tal modo, con poche parole abbiamo scritto il "codice a barre" della nostra epigrafe.
Nel punto 2 ho dato una definizione esaustiva del supporto, indicando che è pseudo ansato (poiché le anse sono soltanto incise e non realmente presenti) e che ha due fori (per chiodi, per venire appeso all'ingresso della tomba, o sul suo colombario, etc. etc.).
Al punto 13 ho indicato quelli che sono i caratteri più importanti del testo dell'epigrafe, per altro abbastanza ordinata. L'epigrafe non presenta particolari problemi, anzi è molto facile, pochi scioglimenti (veramente quelli più comuni): sfida l'intelligenza capire come mai chi ha realizzato la scheda per la SAR non si sia accorto che il numero è un 35 per la presenza del nesso e non un 31...
Nel punto 14 è necessario indicare (in modo breve o meno a seconda del carattere della nostra pubblicazione) qualcosa sul mondo degli spettacoli e in particolare sul mondo dei commedianti. Trattandosi di un comoedus, parola che inizia con la "C", possiamo servirci del De Ruggiero: Dizionario epigrafico di Antichità Romane. Si può andare anche oltre, e vedere se nella PIR o in raccolte similari di nomi (Kajanto et similia) è presente qualcosa sul nome di questo liberto. Poi ovviamente nella bibliografia di aggiornamento su questo aspetto della vita romana antica: ciò che non è stato riportato nel punto 11 perché non pertinente con il pezzo, va ora citato tra parentesi (ovviamente se ci serviamo di tale pubblicazione), meglio se in fine di frase o di pensiero per non spezzare il ritmo della lettura. Insomma, in questo punto è necessario utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per dire tutto quanto sappiamo sul mestiere del commediante, su tale Vinicio, etc. etc.

Per questo primo esempio ho detto sostanzialmente tutto. Come base da tenere presente mi è sembrata idonea. Alla fine del corso farò degli altri presenti, prendendo in considerazione reperti di altra natura e magari anche un po' più complessi.
Nella prossima lezione invece parlerò delle modalità di trascrizione di un testo epigrafico così come mi sono state insegnate.
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  #25 (permalink)  
Vecchio 22-April-2007
juy juy Non in Linea
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Messaggi: 9
Smile

ciao a tutti!
ho letto qui e là la discussione sopra esposta...da epigrafista "specializzata" posso dire che simone fa sicuramente qualcosa di buono per chi è alle prime armi! in più per chi è interessato esiste un sistema di catalogazione scientifica (EDR) on line che può dare qualche esempio o aiuto a chi ne avesse bisogno!
il sito è www.edr-edr.it
un saluto a tutti!!
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  #26 (permalink)  
Vecchio 22-April-2007
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E' un sito importante, grazie di averlo messo in evidenza Juy, anche se credo che fosse stato già linkato poco fa :wink: .

A che livello lo conosci?
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  #27 (permalink)  
Vecchio 22-April-2007
juy juy Non in Linea
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ops! non me ne ero accorta!
ci lavoro in quel progetto, ma cmq il mio "specializzata" era ironico!!!
ciao ciao!
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