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Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura

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Vecchio 13-April-2007
L'avatar di  Simone82
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Cool [Epigrafia latina] Appunti di epigrafia latina

Salve ragazzi!!! Dal momento che in questo mio anno universitario il corso di epigrafia latina è incentrato sulla realizzazione di alcune schede epigrafiche al fine della pubblicazione, ho deciso di riversare sul forum le conoscenze che pian piano sto acquisendo. Non ho alcuna pretesa né di insegnare a voi l'epigrafia latina nel suo complesso, né tanto meno ho pretesa di completezza su un argomento che dire vasto è un eufemismo. Mi limiterò pertanto a fornire le indicazioni principali per la realizzazione di una scheda epigrafica fondamentale (quindi non una scheda di scavo né una scheda scientifica), con gli strumenti necessari per approfondire il discorso e per far capire a coloro i quali ci leggeranno cosa è l'epigrafia latina e quanto possa essere utile per la conoscenza del passato romano ancora così poco conosciuto in molti suoi aspetti. Per comodità prenderò ad esempio una iscrizione breve e poco impegnativa, su marmo, anche perché in caso contrario non avrei tempo di fare un qualcosa di minimamente serio: purtroppo sul web non si trovano foto di iscrizioni, quindi vedrò di recuperare una qualche foto già pubblicata sulla quale lavorare. Sperando di fare cosa utile e gradita, direi di cominciare. \\/

Modello di scheda
Prima di partire, è necessario metterci d'accordo sulla base comune che andremo ad utilizzare/analizzare. Al seminario ci fanno esercitare su questo modello di scheda, quindi non vedo modo migliore che proporlo anche all'attenzione dei lettori.
  1. Titoletto identificativo del pezzo
  2. Definizione supporto
  3. Materiale
  4. Stato di conservazione
  5. Misure supporto (altezza, larghezza, spessore in centimetri)
  6. Misure del campo epigrafico (se esiste)
  7. Misure delle lettere (massima e minima)
  8. Provenienza
  9. Collocazione museale
  10. Numero di inventario
  11. Bibliografia principale
  12. Trascrizione del testo
  13. Apparato critico per righe, con varianti di letture e paleografia
  14. Commento storico-antiquario
  15. Datazione
  16. Firma dell'autore della scheda

Titoletto identificativo del pezzo
Deve dar conto degli aspetti più significativi del pezzo: tipologia del supporto, professione, nome. L'accento andrà posto, se possibile, sul rapporto esistente tra il pezzo e la sua attuale collocazione espositiva.

Definizione supporto
Deve dar conto di una descrizione dettagliata dell'aspetto del supporto, secondo la terminologia messa a punto nel volume di Di Stefano Manzella.

Materiale
Deve dar conto di una descrizione completa del materiale del supporto. In mancanza di conoscenze specifiche è opportuno rimanere sulle linee generali: in caso contrario, è qui che bisogna indicare le sue particolarità, come il luogo di provenienza, le venature, etc. etc.

Stato di conservazione
Deve dar conto dello stato "attuale" (cioè al momento della redazione della scheda) del pezzo. Bisogna segnalare abbastanza minuziosamente le sue mancanze, tenendo presente che un pezzo si dice mutilo quando oltre il 50% è andato perduto, frammento quando meno del 50% è andato perduto. Se vi sono soltanto delle leggere sbozzature lungo i lati, il pezzo si definisce integro e si segnalano le varie mancanze, sempre con una descrizione precisa della loro posizione.

Misure del supporto; misure del campo epigrafico; misure delle lettere
Si scrivono sulla stessa riga, ogni gruppo separato da un ";". Si esprimono sempre in centimetri, secondo l'ordine che ho indicato sopra. Ogni valore va separato dal convenzionale segno "x", che sta ad indicare appunto «altezza "per" larghezza "per" spessore», etc. etc. Ovviamente, il campo epigrafico si misura soltanto se chiaramente indicato, magari perché ribassato o perché racchiuso all'interno di un riquadro. Delle lettere si indica la misura massima e la misura minima: a volte quali siano le lettere da misurare lo si può dedurre al semplice sguardo. Per epigrafi particolarmente poco curate, come quelle della tarda antichità, si può arrivare ad esprimere tali valori per ogni riga. In determinati casi si può indicare soltanto l'altezza massima: ciò nel caso in cui la differenza tra le lettere fosse davvero irrisoria, oppure quando tale differenza non contenga particolari meriti per essere segnalata.

Provenienza
Deve dar conto della provenienza del pezzo: se proviene da vie consolari o antiche, va indicato il punto di ritrovamento espresso in miglia (ad es. Via Appia, XI miglio), altrimenti si può tranquillamente esprimere in km. Se il pezzo è di provenienza sconosciuta, l'espressione consigliata è «Luogo, data e circostanze di ritrovamento ignote». In aggiunta si possono segnalare i principali spostamenti museali (moltissime epigrafi provengono da importanti collezioni private, oppure nel tempo sono passate attraverso vari musei): non è necessario segnalare ogni singolo spostamento, l'importante è indicare almeno i più importanti. È necessario fare attenzione alle cosiddette epigrafi di riutilizzo: epigrafi pavimentali, parietali, etc. etc in chiese e monumenti di vario genere. In tal caso infatti è noto soltanto il luogo di ritrovamento (che poi non è un vero ritrovamento, ma una riscoperta), non già la data o le circostanze.

Attuale posizione / Collocazione espositiva
Bisogna dar conto dell'indicazione dell'attuale luogo di posizione espositiva. Se la scheda coincide con il catalogo del Museo, questo punto si può tralasciare.



Bene, direi che come primo approccio possiamo fermarci qui. Nel prossimo appuntamento ultimeremo l'analisi sommaria dei punti della scheda da realizzare, prima di entrare nello specifico del pezzo da analizzare.
S'intende che chiunque voglia in qualsiasi modo correggere o integrare quanto da me scritto, può farlo senza ombra di dubbio.

p.s.: guardate che alla fine del mini-corso vi interrogo a tutti quanti!!!
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Vecchio 13-April-2007
L'avatar di  ivan
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Bellissima idea Simone
Metto il thread in evidenza nel forum.

ciao
Ivan
__________________

Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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Vecchio 13-April-2007
L'avatar di  dceg
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Ottima idea e grazie, così anche un ignorante come me finalmente potrá farsi un'idea dell'epigrafia!
__________________

dott. Claudio Giorgini
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Vecchio 13-April-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Due belle domande di quelle da ridere:
- a cosa serve una scheda fatta così (se è per recensione di materiale già noto a scopo di uniformazione dell'edizione in moderni corpora, oppure per pubblicazione del rarissimo materiale inedito);
- come redigere la trascrizione (che è questione fondamentalissima nella prospettiva della successiva creazione di lessici o di indici di nomi).

Poi mi pare che questa scheda sia particolarmente sbilanciata sulle caratteristiche dei tituli romani e poco idonea alla schedatura di tutto il restante (ed enorme) panorama epigrafico latino (a cominciare dal fatto che non prevede una "classificazione" del messaggio epigrafico né del suo ambito culturale).
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  #5 (permalink)  
Vecchio 13-April-2007
Utente attivo
 
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Complimenti anche da parte mia: quando ho schedato le iscrizioni per la mia tesi di dottorato, ho fatto un lavoro più grezzo, ma era finalizzato allo studio di una figura istituzionale... Dal punto di vista della schedatura manuali come il Calabi Limentani e la guida del Susini sono molto carenti.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 13-April-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Però sia il manuale della Calabi sia il Susini sono molgo rigorosi nella classificazione del messaggio epigrafico (sulla linea della tradizione degli studi di Epigrafia che si evolve nei secoli dal CIL).
Questa proposta di schedatura invece ignora semplicemente il problema.

A meno che a monte ci sia una questione metodologica implicita e non dichiarata di scegliere di occuparsi non di Epigrafia Latina, ma solo di alcune particolari categorie di iscrizioni romane.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
L'avatar di  Simone82
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In questo post rispondo a quanto si è detto fin'ora.
Non vorrei apparire scortese, ma penso di essere stato abbastanza chiaro, a cominciare dal titolo per continuare con l'apertura del primo post, su quali siano le caratteristiche di questo mini-corso e quali indicazioni si possono trarre da esso. Non c'è il tempo, né la capacità da parte mia, di riproporre sul web il manuale di Di Stefano Manzella, anche perché se avessi le conoscenze richieste per un lavoro del genere, farei l'epigrafista... Quindi, prendere, lasciare o contribuire: non ci sono altre strade; ritengo in ogni caso che a volte sia meglio "poco" fatto bene, che nulla.
La scheda non manca assolutamente della trascrizione (se leggi bene, è il punto 12), che sarà oggetto di una lezione specifica, e sarà in linea con l'articolo di Pancera-Kramery, l'articolo che come saprai è universalmente riconosciuto come il punto base per i segni diacritici.
Molto probabilmente, qualcosa lascerò per strada: per questo invito chiunque a segnalarmi eventuali mancanze o temi di approfondimento, per i quali vedrò di attrezzarmi e sui quali in ogni caso spero che qualcuno più addentro al campo possa darmi una mano.

Alla fine di tutto, tireremo le somme, e se Ivan lo riterrà opportuno, si potrà trasformare il tutto in un bel PDF da mettere nella apposita sezione del forum.

Dimenticavo di ripetere: la scheda è a fini pubblicativi, quindi NON scientifici. È stata pensata per la realizzazione di un catalogo di museo, quindi tenendo conto della destinazione al grande pubblico, al quale interessano davvero poco tutte le innumerevoli questioni tecniche e tecnicistiche connesse. Inoltre, l'ambito sul quale ci muoviamo sarà quello dell'epigrafia latina imperiale (quindi non cristiana né repubblicana né tanto meno arcaica, che richiederebbe un manuale a parte). Ho trovato le epigrafi di cui potremo parlare, ci soffermeremo quindi al momento opportuno sui problemi legati alle varie destinazioni delle stesse.

A più tardi per proseguire la nostra chiaccherata.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
L'avatar di  Simone82
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Cool Lezione n° 2

Ripartiamo da dove ci eravamo fermati nella precedente lezione.
Numero di inventario
Come da titolo, si indica il numero di inventario del pezzo presso l'istituzione che ne cura il possesso/esposizione. Se il numero di negativo/foto coincide con l'inventario, si può tralasciare la menzione: in caso contrario, è d'uopo segnalare quali sono le fotografie esistenti del pezzo. Se alla pubblicazione è allegata una foto di nostra realizzazione, anche in tal caso non è necessario riportarlo.

Bibliografia principale
Non è necessario riportare tutta la bibliografia esistente: bisogna vagliare quella utile. Si segnala anzitutto il numero corrispondente del CIL e/o di repertorio epigrafico esistente (ILS e quant'altro); poi si segnalano tutte quelle pubblicazioni che hanno dedicato un paragrafo specifico, o una scheda, all'interno del lavoro stesso. Si tralasciano invece tutte quelle pubblicazioni che citano l'iscrizione oggetto della nostra attenzione soltanto come "cfr." oppure "vd." all'interno di un discorso più ampio: tali articoli potranno essere segnalati fra parentesi nei punti 13-14.
Le modalità di citazione della bibliografia sono quelle convenzionali, e in ogni caso andranno precedentemente concordate con l'editore del testo sulla base del carattere della pubblicazione.
Come al solito, vedremo una applicazione pratica di questo discorso più difficile da spiegare a parole che a capirsi tramite esempio.

Trascrizione del testo
È il punto focale della scheda: è il momento massimo dell'epigrafista, quello nel quale deve mettere in campo tutte le sue pregresse conoscenze per sciogliere, integrare, proporre delle letture diverse. Il testo si dovrà scrivere in carattere corsivo, seguendo l'attuale convenzione messa a punto dal prof. Pancera. Dal momento che nell'epigrafia latina non si fa uso di punteggiatura, nella trascrizione italiana si seguiranno le regole della grammatica italiana.

Apparato critico per righe, con varianti di letture e paleografia
Questo punto fa il paio con il precedente: bisognerà dar conto delle nostre scelte, dei motivi delle nostre integrazioni, delle letture passate. Non è necessario segnalare qualora concordassimo con gli studi di altri autori, mentre è fondamentale farlo quando la nostra integrazione discorda con letture precedenti, oppure se le letture precedenti sono tra loro discordanti.
Dovremo inoltre dar conto dei problemi legati all'epigrafe stessa: ogni epigrafe si svolge su più righe, quindi dovremo analizzare ogni riga alla ricerca di eventuali problemi, quali possono essere un modo diverso di scrivere una parola rispetto al suo convenzionale, la presenza di lettere legate, allungate, accentate (per mezzo dell'apex o del silicus), la presenza di segni di separazione (o interpunzione) tra le parole, di interruzione delle parole in fine di linea, di segni di abbreviazione delle parole stesse. Si segnalano inoltre anche le cosiddette "linee guida", cioè delle linee che il lapicida realizzava sul supporto appunto come guida per "scrivere" in maniera ordinata.

Commento storico-antiquario
Di una epigrafe, non si fa mai la traduzione italiana (tanto meno poi se si tratta di una pubblicazione scientifica), a meno che non espressamente richiesto dal carattere della pubblicazione stessa. Ci si limita ad una parafrasi del testo, riportandone la sostanza: si parlerà della condizione del personaggio, del suo mestiere, delle implicazioni legate alle origini del suo cognome, e così via seguitando. È in questo punto che ad ogni voce appena citata si potranno citare confronti e raffronti con l'eventuale presenza fra parentesi della bibliografia che abbiamo ritenuto non idonea alla citazione nel punto 11.

Datazione
È il momento conclusivo della scheda: tutti i discorsi fatti in precedenza dovranno portarci a determinare il più precisamente possibile il periodo di realizzazione dell'epigrafe. A volte non è necessario addentrarsi in discorsi "strani", o ripetere quanto detto precedentemente, e ci si può limitare a segnalare soltanto il periodo ritenuto pertinente. Se invece, per nostra impostazione, abbiamo deciso di rimandare ogni discussione sulla datazione ad un momento specifico della scheda, quel momento è arrivato.

Firma dell'autore della scheda
Molte semplicemente, nome e cognome...



Con questo è ultimata l'introduzione generale con breve spiegazione dei singoli punti della scheda che andremo ad utilizzare in questo nostro viaggio. Nella prossima lezione vedremo quali sono i passaggi preliminari da fare prima di addentrarsi, cioè come muoversi nel vasto ambito dei repertori epigrafici.
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Vecchio 14-April-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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Simone82 Visualizza Messaggio
. . . ritengo in ogni caso che a volte sia meglio "poco" fatto bene, che nulla. . .
Beh, questo valeva ai tempi della carta stampata.
Oggi dovrebbe valere il principio che fa più danno poco fatto male che nulla.

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Simone82 Visualizza Messaggio
La scheda non manca assolutamente della trascrizione (se leggi bene, è il punto 12), che sarà oggetto di una lezione specifica, e sarà in linea con l'articolo di Pancera-Kramery, l'articolo che come saprai è universalmente riconosciuto come il punto base per i segni diacritici.
Proprio il punto 12 mi sembra inquietante, perché presuppone scelte che non possono essere date per scontate. Le vecchie riflessioni che tu citi si riferiscono ad un mondo che ragionava ancora con la penna stilografica; ne è passata di acqua sotto i ponti e se quei principii rimangono validi (forse non proprio tutti però) non può essere lasciata all'improvvisazione (pena la sostanziale inutilità del lavoro che si sta facendo) tutta la nuova problematica legata a gestioni informatiche di lessici e di indici onomastici.
Cose che si possono fare o deliberatamente non fare, sviscerare o meno, ma non lasciare inponderate.

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Simone82 Visualizza Messaggio
Dimenticavo di ripetere: la scheda è a fini pubblicativi, quindi NON scientifici. È stata pensata per la realizzazione di un catalogo di museo, quindi tenendo conto della destinazione al grande pubblico, . . .
Non capisco la differenza. Lo spessore scientifico è il presupposto di una buona divulgazione (non che la destinazione al grande pubblico sia l'alibi per un lavoro approssimativo).
Nel caso specifico la gestione tanto in pubblicazione scientifica quanto in didascalia museale è differente fra un titulo funerario, una tavoletta militare o un marchio di fabbrica di Instrumentum Domesticum

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Simone82 Visualizza Messaggio
. . . per questo invito chiunque a segnalarmi eventuali mancanze o temi di approfondimento, per i quali vedrò di attrezzarmi e sui quali in ogni caso spero che qualcuno più addentro al campo possa darmi una mano.
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Simone82 Visualizza Messaggio
Prima di partire, è necessario metterci d'accordo sulla base comune che andremo ad utilizzare/analizzare.
Infatti mi dichiaro non d'accordo.
Non mi pare che il modello di scheda proposto sia soddisfacente.
Premettere che lo "testeremo" (mi si passi l'espressione) con una iscrizione latina su marmo mi pare solo un sistema per eludere il problema che sta alla base (introducendo tra l'altro una categoria epigrafica che mi lascia un po' perplesso): e cioè che è lasciato aperto un equivoco metodologico su ciò di cui ci si vuoe occupare: tituli romani o epigrafi latine?
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  #10 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
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Oggi dovrebbe valere il principio che fa più danno poco fatto male che nulla.
Se ritieni che il mio lavoro sia fatto male (ma mi piacerebbe sapere come fai, visto che è appena iniziato!!!), basta dirlo, ed eviterò di perdere tempo in maniera ulteriore, lasciando alla tua grande erudizione il compito di illuminare gli ignoranti... Cancelliamo la mia discussione ed invitiamo un vero epigrafista a farci un bel corso di epigrafia e paleografia latina...
Quote:
Cose che si possono fare o deliberatamente non fare, sviscerare o meno, ma non lasciare inponderate.
Stai arrestando l'assassino prima che compia l'omicidio. Minority report lasciamolo all'immaginazione per favore. Ho appena iniziato, non ti conviene esporre le tue rimostranze al termine del lavoro??? Cosa ne sai tu, come puoi dire che queste cose le tralascerò???
Quote:
Non capisco la differenza. Lo spessore scientifico è il presupposto di una buona divulgazione (non che la destinazione al grande pubblico sia l'alibi per un lavoro approssimativo).
Idem come sopra. Le varie differenze fra le diverse destinazioni verranno evidenziate al momento opportuno, non certo al momento di esporre i punti di una scheda!!! È ovvio che una tabellina di colombario è diversa da una iscrizione monumentale, ma quando prepari un dolce, la panna la metti dopo che hai preparato il pan di spagna, non certo al momento di infornare l'impasto!!!
Quote:
Non mi pare che il modello di scheda proposto sia soddisfacente.
Chiama Pancera e tutta la combriccola di professori dell'Istituto di Epigrafia dell'Univ. La Sapienza, oltreché il Museo Nazionale Romano di Roma, ed esprimi le tue rimostranze, dicendo loro che stanno facendo un lavoro perfettamente inutile, dannoso e da perfetti ignoranti della materia.
Io riporto le conoscenze che sto acquisendo, non mi invento nulla e non voglio insegnare nulla a nessuno: per questo lavoro ci sono i Dipartimenti universitari e i manuali appositi...
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Vecchio 14-April-2007
Mdd Mdd Non in Linea
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. . . Chiama Pancera e tutta la combriccola di professori dell'Istituto di Epigrafia dell'Univ. La Sapienza, oltreché il Museo Nazionale Romano di Roma, ed esprimi le tue rimostranze, dicendo loro che stanno facendo un lavoro perfettamente inutile, dannoso e da perfetti ignoranti della materia...
Quel lavoro ha i suoi pregi e i suoi difetti.

Ma un conto è saperli riconoscere (apprezzando il buono e capendo i limiti del meno buono), un altro è "esportare" i difetti i di un (vecchio) progetto ripetendoli acriticamente.

Se ragioniamo col "principio di autorità" (l'ha fatto "Lui", modello inarrivabile della passata generazione, io devo sforzarmi di arrivarci un po' vicino) produciamo solo una penosa involuzione nella materia.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 14-April-2007
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Se ritieni che il mio lavoro sia fatto male (ma mi piacerebbe sapere come fai, visto che è appena iniziato!!!), basta dirlo, ed eviterò di perdere tempo in maniera ulteriore, lasciando alla tua grande erudizione il compito di illuminare gli ignoranti... Cancelliamo la mia discussione ed invitiamo un vero epigrafista a farci un bel corso di epigrafia e paleografia latina...
Simone procedi pure e ti ringrazio fin d'ora, credo a nome di tutti per quello che scriverai.

Quando avremo il lavoro già svolto allora (ma anche durante, senza esagerare però, e documentando quello che si vuole criticare) vedremo di criticarlo nei suoi eventuali punti di debolezza, con l'intento di migliorarlo e arricchire le conoscenze di tutti.

Mdd qui non siamo tutti archeologi e credo che ad un appassionato faccia piacere avere un approfondimento su qualche materia specifica. Se ritieni che un modo di procedere non sia metodologicamente corretto ti prego di proporre tu delle alternative, altrimenti è del tutto inutile bloccare le discussioni sul nascere.

ciao
Ivan
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