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| Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura |
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15-November-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2003
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ARnna
Gentile Thanchvilus (era quella signora che condusse il suo Lucumone a Roma), non sono io ad attribuire quel significato ad ARnna; sul suo "Manuale di eteo geroglifico" P. Meriggi, a pagina 36, & 33, afferma che HAR-na-si significava "città"; quando compare la H questa nasconde un indizio, quello che corrisponda ad una degradazione, ossia venga a sostituire un altro suono; qui ci collima PAR-na 'casa', leggibile nel libro citato, ma anche in etrusco con PAR-nich 'di casa'; come dire che le città derivavano il loro nome primitivo dalla semplice indicazione di 'casa', 'le case'; ora se lei pone in fila una serie di varianze, si accorge che lo sviluppo è coerente: PAR-na > HAR-na > ARinna 'case > città' ; conoscendo ciò che accade ad ogni parola, cioè che cambia a seconda del tempo e del luogo, ecco che scopriamo le varianze ottenibili: * > AR-a-s-sa > AR-a-n-na > AR-a-t-ta... *ARiFetta/ ARiFezza...
Ma il termine è inconfutabile sulla "Trilingue di Xanthos", dove la parola ARNNA viene tradotta nel testo greco con POLIS (riga 20/ Arnna, r. 18/ pòleos, più sù interpretata invece da Xanthos; come dire Urbe o Roma). Potevano sbagliare quei contemporanei nel tradurre un testo faccia a faccia? Specialmente di fronte a cariche pubbliche così importanti? Si trattava di re, pritani, governatori, signori..
Quanto al mondo etrusco, è da decenni che scrivono sciocchezze, ma sotto frigge l'orgoglio personale, la cattedra, l'editore che vuole guadagnare, qualsiasi cosa venga scritta...
A Volterra, trent'anni fa, uno del museo di Volterra, mi pare chi dirigeva il Museo di Volterra, mi si avvicinò e mi disse sottovoce: " Si ricordi, non la faranno passare..."
La verità è che ho anticipato tutte le grandi traduzioni etrusche, compresa l'ultima, quella di Cortona; quelli, i Mnemonici, non hanno dato segni di conoscerle, ma poi le ho ritrovate nei loro libri! Devo fare qualcosa per sradicare questa terribile omertà cattedratica; sto cominciando; vorrei che cadessero nella trappola della polemica; ho il chiodo per tutti; ho letto tutti i loro libri, so dove buttar sopra benzina.
Per questo in Italia non si riesce ad andare avanti in nessun campo scientifico; la cultura è in mano, da secoli, a gente che sa solo ricordare; posside la mente ferma su quanto ha appreso; costoro non riescono a pensare nemmeno una virgola, al di fuori della sola cultura mnemonica; il nuovo non sanno mai immaginarlo, né condividerlo, non lo capiscono; per questo sono soliti combattere chiunque non appartenga alla cricca dei dominanti immeritevoli. Non si vergognano di arrestare continuamente il progresso. Per fortuna il mondo è grande, altre nazioni sono più disponibili; così da altre sponde nasce spesso la novità.
La saluto cordialmente.
Angelo Di Mario
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16-November-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2004
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Quello che lei mi dice, caro Tirse, non fa che confermare - alla lettera, direi - quanto già confidatomi a Bolsena da quella persona (non bolsenese, tra l'altro, quindi "super partes", che, per definire la gran parte degli etruscologi, ha usato il termine "isterici").
E qualcosa di analogo a ciò che successe a lei trent'anni fa a Volterra era già accaduto una quindicina di anni prima all'archeologo francese Raymond Bloch, che con la sua scuola stava conducendo gli scavi a Bolsena, dove uno smottamento del terreno aveva fatto emergere alla luce un tratto di cinta muraria di proporzioni imponenti di cui fu individuato un tracciato di più di quattro chilometri che comprendeva quattro colli! Da quanto ho capito, sembra che, dopo un po', non abbiano "fatto passare" neanche lui!
A quanto so, non è mai stata fatta una datazione precisa di queste mura (intendo con i sofisticati mezzi attualmente a disposizione degli scienziati), e da qualche parte qualcuno ha scritto perfino che sarebbero state le mura della "Nuova Volsini"! Ma che logica c'è in questo? I superstiti di Velzna, i rivoltosi, quelli che avevano resistito fino allo stremo all'assedio romano, una volta sconfitti sarebbero stati fatti sloggiare dalla loro città (sulla rupe di Orvieto, dicono) proprio per spostarli in un sito meno difendibile (Bolsena), e poi gli fanno costruire una cinta muraria di quel genere? E se invece quelle mura erano precedenti alla distruzione di Velzna, che motivo avranno avuto di piazzare quel po-po' di macigni, se lì non c'era niente da proteggere, se non piccoli insediamenti senza importanza?
Tra l'altro, e di questo chiedo a lei una conferma, non ci sarebbe un solo documento antico in cui si legga il nome "Volsinii Novii", come invece tutti ormai definiscono l'antica Bolsena.
Un altro particolare su cui mi ha fatto riflettere la persona con cui ho parlato, è che lo stesso Tito Livio, scrivendo in un tempo in cui ormai come "Volsinii" tutti conoscevano quella situata sull'omonimo lago, non si è mai preoccupato di chiarire, nessuna delle innumerevoli volte in cui nomina Volsinii riferendosi a periodi precedenti la sua distruzione, che quella di cui stava scrivendo non era lì ma da tutt'altra parte? Peccato che dei suoi scritti mancano proprio quelli relativi al periodo in cui Velzna fu distrutta!
La prego, non si stanchi di combattere contro questi strani "poteri", lo faccia anche per chi, come me e tanti altri, non ne ha la capacità e i mezzi!
Grazie ancora e cordiali saluti.
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16-November-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2003
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Volsinium
Gentile Thanchvilus, qualche anno fa incontrai un bolsenese su un traghetto per la Grecia, parlando spesso di Bolsena, ci trovammo a considerare spesso gli Etruschi; io chiedevo informazioni; proponevo indagini....dopo giorni mi rispose che c'era gente contraria, che non avrei potuto chiedere nulla!
Io capii subito cosa pensava: sono zone ricche...
La cultura non importa....rischierebbe di porre lo sguardo...
Io pensavo e penso invece che non sia così; con discrezione, senza urtare nessuno, senza vedere l'impossibile, si dovrebbe riuscire a coordinare una base di studio seria, ma non invasiva, rispettosa dell'ambiente.
Intanto Orvieto andrebbe affrontato con lo stesso suo nome; se l'è portato dietro da secoli prima di Cristo; se lo ricorda bene fino ai nostri giorni; si accontenti di quella verità; dove è nata, è rimasta l'*urbieta.
Bolsena invece possiede testimoni di robusti massi, inscritti con lettere etrusche; saranno stati i Romani a portare quei pesi così poderosi per amore degli sconfitti? Si sono gentilmente profferti a ricondurre, innalzare, e scriverci sopra persino lettere etrusche? Che bravi, sembrerebbe gente pia, estranea alla guerra.
Io penso che siano invece i testimoni di pietra di ciò che era rimasto in piedi, roba troppo pesante, anche per i Romani vincitori; e che, capanna dopo capanna, casa dopo casa, i fuggiaschi rimasti sparsi per i 'Monti Velsini', abbiano ricostruito 'Velsina nuova'; questa sì che lo era; invece Orvieto conserva il suo secolare nome; lo dicono loro, anche se duplicano l'analisi.
Piuttosto create un gruppo di studio, recuperate più notizie possibili, in particolare sull'isola Bisentina, sull'età delle fondamenta...; è il luogo dove si radunavano le 'Dodici città', dove 'giudicavno'. Per avere una visione più ampia, se clicca la 'Diaspora etrusca', s'imbatterà in un pelago di ipotesi, a volte tendenziose, stravaganti; ma servono per acquisire idee; poi i tanti libri che parlano degli Etruschi, di preferenza vanno letti quelli stranieri, specie dell'autore da lei citato, se non lo ha fatto, lo legga, scoprirà che guardava troppo ad Oriente; ma è certamente utile sentire tutte le campane, come si dice; io ho comprato libri anche di gente strampalata, dalle teorie impossibili; tutto sveglia la nostra attenzione.
Ero stato invitato per il 6 Novembre alla presentazione del libro di Giovanni Feo, presso le Officine Malatesta di Montefiascone; non ho potuto essere presente; certamente avrei guadagnato qualcosa, sentendo le opinioni degli altri; o conosciuto qualcuno disposto a cercare, anche dove c'è rimasta solo qualche briciola del passarto. Montefiascone dovrebbe recuperare il nome etrusco, separando Monte e rispristinando una variante etrusca consistente nella genuina forma *FELaskone 'Monte dei VEL-a-schi'.
Altro consiglio: su archeonews.it troverà un folto elenco di Associasione, Archeoclub; qualcuno potrebbe trovarsi nelle sue vicinanze; vi associate; sapranno dirigervi.
Tutti insieme vedrete che riuscirete a promuovere Bolsena, sottraendola ai furbi denigratori.
Cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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18-November-2004
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Oct 2004
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Caro Prof. Di Mario, non immagina quanto le sono grata per il suo interessamento. Le confesso che mi sento molto piccola di fronte a questa cosa, priva di cultura, tempo e mezzi per affrontarla, ma le sue parole stanno suscitando in me uno spirito di sfida anche sulle mie stesse capacità. Sto cercando di arrivare a contattare qualcuno a Bolsena (io purtroppo abito e lavoro a Roma e vado lì solo un paio di volte al mese per il fine settimana), qualcuno possibilmente un po' più competente di me, con maggiore disponibilità di tempo e che sappia come muoversi. Mi permetterò di considerarla un importante punto di riferimento e di rivolgermi nuovamente a lei per consigli e pareri.
Cordiali saluti.
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