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Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura


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Vecchio 21-October-2004
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Data Registrazione: Oct 2003
Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito Tirseno anatolico

Presento due bilingui, scelte dal mio libro "La lingua degli Etruschi", ALBERTI & C. Editori; prendo quelle più chiare per la comunanza e struttura anatolica:
p. 28, I: (L. CA)fatius L. f. Ste. haruspe(x) fulguriator
(Lucio Ca)fazio di L(ucio) f(iglio); (tribù) Ste(llatina), aruspice (e) fulguriatore."

(C)afates Lr Lr Nethsvis trutnut frontac
"(Ca)fatie Laris di Laris (figlio); (tribù) celeste; aruspice e fulguriatore."
Qui confrontiamo solo Stellatina/ Nethsvis.
Stellatina deriva, ovviamente, da stella, ma stella conclude un lungo, antico cammino: dalla radice KAS/ KES/ KIS, ecco KAS-tor 'dio della luce' , che diviene *KIS-tar > HIS-tar/ IS-thar, VES-per, AS-t-rum,... *ES-te-re-cu-la 'piccolo fuoco/ luce', spa. ()es-t-re-l-la ; il tirseno Nethsvis invece si accomuna all'eteo NE-pis 'cielo', tutti quei nomi con NE (NE-ve, NU-be, NA-ve... , tirs. NE-thu-n()s) indicano il cielo, ma visto con gli occhi di allora, guidato da divinità, composto di luce/ aria/ acqua...; la parola presenta uno sviluppo ben visibile in eteo: Anitta DUMU pi-Thana LUGAL uru-Kussara QIBIMA: nepiszasta d-ISKURunni assus esta... "Anitta, FIGLIO del dio-Thana, RE della città di-Kussara, DICE: al celeste dio-TARHUnni è caro..."
Nepiszasta, già corrotto, proviene dalla forma originaria luvia *NE-pi-s-sa-s-sa; il tirseno è contratto, con l'infisso V/F: *NE-F-th-sFi-s-sa.

p. 29, III: Cn. Laberius A. f. Pom
"CN(eo/ Gneo) Laberio (lavoro) di A(ulo) f(iglio); (tribù) Pontinia."

A. Haprni A. Achratinalisa
"Aule Operini (opera) di A(ule figlio); (tribù) dell'acquitrino."

Confronto tra POmtinia/ ACHratinalisa: PO-m. deriva da PO 'acqua', PO-sis, PO-to...*poFtinia 'del ponto/ acqua = mare'; mentre ACH dà subito l'idea dell'ACQua, paragonabile al gr. UG-ros; ma ACH-ra-ti-na-li-sa va fatta risalire all'anatolico, mediante la restituzione delle desinenze originarie luvie: *ACH-ra-ti-sa-s-sa.

Questo suggerisce la via per raggiungere una parte della lingua etrusca, quella che io chiamo tirsena/ tirrena.

Grazie dell'attenzione.
Angelo Di Mario
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Vecchio 26-October-2004
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2004
Luogo: roma-bolsena
Messaggi: 20
Predefinito

Mi permetto di rispondere a questo topic pur non essendo un'esperta, perchè, navigando in internet, ho letto qualcosa da lei scritto che mi ha molto interessato: sono una nuova iscritta a questo forum e in materia di archeologia non vado al di là di un entusiastico interesse. La mia famiglia paterna è originaria di Bolsena, un luogo a cui mi sento molto legata e che ha fatto nascere in me una grande passione per tutto ciò che riguarda gli Etruschi. La questione che più mi sta a cuore è la localizzazione di Velzna, che, a quanto pare, è opinione diffusa collocare a Orvieto, mentre l'attuale Bolsena sarebbe solo il luogo dove vennero trasferiti i superstiti alla distruzione della città da parte dei Romani.
Oggi, in un paragrafo tratto da un suo libro, ho letto che lei è convinto che invece gli Etruschi potrebbero aver fondato la città proprio sulle rive del Lago, in corrispondenza della stessa Bolsena o dell'attuale Montefiascone. Mi sono sempre chiesta, nel caso in cui fosse vera l'ipotesi di Velzna-Orvieto, come spiegano gli archeologi l'esistenza a Bolsena, nel sito degli scavi di Volsinii, di resti di un'imponente cinta muraria con incise lettere etrusche, che se non sbaglio risalgono al II secolo a.c.? (Nelle immediate vicinanze di Bolsena, inoltre, sono presenti resti villanoviani). Vorrei chiederle cosa ne pensa lei di questo e qual è attualmente la teoria "ufficiale" dell'archeologia, se ce n'è una, o quali sono le più recenti scoperte. Scusi per l'intromissione e cordiali saluti.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 28-October-2004
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2003
Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito Bolsena

Gentile Thancvil 'Luciana' (THA-na 'Lucia', TA-na=chi-la 'Luciana', da THA/ THE/ DE 'Luce > THE-o-s/ DI-o/ ZE-u-s), fa bene a fare domande; se ha cliccato l'indirizzo del mio nuovo sito sul rigo di Internet, avrà certamente conosciuto molte mie opinioni; quasi tutte contrarie alle affermazioni correnti.
La ragione sta in molte mie posizioni diverse; la principale, che qui può essere accennata, riconduce all'origine del nome BOL-se-na, varianza di VEL-a-s-na, VEL-z-na..., tutte parole derivate dal dio etrusco VEL 'Sole', seguito da decine di derivati: VEL-u-s, VEL-u-sa, VEL-u-s-la < *VEL-u-s-sa... VEL-thi-na-thu-ras < *VEL-ti-na-s-sas 'dei VEL-ti-na'; ora questo VEL ha radici in Anatolia; dove Muwatallis (tirs. Metele), re degli Ittiti, ci riferisce di aver imposto un patto di vassallaggio ad una città chiamata, allora, UIL-ui-siia/ VIL-u-sija, VIL-u-(s)-sa (v. O. R. Gurney, Gli Ittiti); le sembrano troppo diverse queste parole dalla radice VEL? Significa, per dirla in breve, che fuggiaschi provenienti da VEL-u-s-sa/ VIL-u-s-sa, cioè gente della città di FIL-ios ' ILio', emigrarono in Italia; qui fondarono Ruma/ Numa (v. SMEA, F. V, 31/41), ed altre città, compresa quella che ricordava loro il dio VEL/ VIL 'Sole'....; dopo un certo tempo fu introdotto la O inesistente presso vari popoli, compreso gli Etruschi/ Tirseni/ Velsini, e così comparve la città di POL-io-ch-ni < *FEL-i-ch-ni, a Lemno, POL-i-ch-na < *FEL-i-ch-na, vicino al fiume AES-e-pus (Turchia) 'quello del cavallo' (eteo AS-u-wa 'cavallo', P. Meriggi, MEG); da noi la O formò VOLsinium, BOLogna, BOL-se-na....
Orvieto, più forte e popoloso, abitato da persone forse meglio preparate, ha avuto la presunzione di arrogarsi il possesso della civiltà del Lago; invece giù esisteva il luogo di riunione delle dodici città, nonché le carceri, come ho dimostrato in un recente articolo...
Questo per accennare appena al problema, ma lei può approfondire; sicuramente capirà che i Monti VOLsini erano detti VELsini, e che anche BOLsena, senza la O, doveva per forza chiamarsi VEL-s(e)-na, ricordando che la B gli Etruschi non la pronunciavano....
Cosa c'entra mai OR-wie-to, come leggo qua e là; che, insieme ad Arezzo, sembrano varianze, accostabili al nome della Confederazione di AR-za-wa (< *AR-eFje-ta, e *AR-ta-wa), nel paese di Lukka (in Anatolia, s'intende).
Va tenuto presente che i Iirseni/ TIrreni e i VELsini/ VILsini, venendo in Italia, non solo portarono dietro la civiltà, la religione, ma anche i nomi di alcune città, come, appunto, ARzawa/ ARezzo, *ORFieto; Cerveteri, Tarquinia, e molte altre.
Voi giovani dovete riappropriarvi della vostra storia locale, cercando le testimonianze ancora presenti.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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Vecchio 29-October-2004
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Data Registrazione: Oct 2004
Luogo: roma-bolsena
Messaggi: 20
Predefinito

La ringrazio moltissimo per la sua risposta...Innanzi tutto devo chiarire, per correttezza, che non sono più, purtroppo, così giovane come pensa: ho quasi cinquant'anni! Tuttavia, tra gli innumerevoli impegni lavorativi e familiari, trovo il tempo e il modo di coltivare anche qualche interesse.
Purtroppo non ho ancora potuto accedere al suo sito internet, almeno dal PC del mio ufficio, perchè ho avuto problemi ad aprire il sito, sicuramente proverò da casa non appena potrò.
Una cosa vorrei chiederle: lei accenna all'esistenza di un luogo di riunione dei rappresentanti della Dodecapoli (il Fanum Voltumnae, forse?) e delle carceri; dal momento che non ho potuto leggere il suo articolo a cui fa riferimento, non ho capito se riguardava l'ubicazione di questi siti proprio nella zona di Bolsena e in che modo ciò era dimostrabile.
E' molto interessante la sua esposizione delle varie etimologie dei toponimi etruschi, anatolici ecc., ma mi sembra che i sostenitori di Velzna a Orvieto non contestino la derivazione del nome Bolsena da Velzna, ma sostengano che tale nome è stato dato al luogo del nuovo insediamento, dopo la distruzione dell'antica città, (Volsinii novi), mentre al sito originario sarebbe rimasto il nome Orvieto da Urbis vetus, la città vecchia, cioè la Velzna originaria. Personalmente , comunque, sono portata a dare il massimo credito alle sue convinzioni, anche perchè sono infastidita dalla "presunzione", a cui lei stesso accenna, degli orvietani di arrogarsi il possesso di una storia che non gli appartiene (cosa che si è verificata anche in occasione del cosiddetto Miracolo Eucaristico, quando il Corporale fu tolto a Bolsena, città cui apparteneva, e trasferito nel, pur meraviglioso, Duomo di Orvieto).
Un'altra osservazione che ho fatto riguarda la Via Cassia: se accettiamo che Velzna era a Orvieto, mi sembra inverosimile che il tracciato di una via così importante (che credo esistesse prima del trasferimento degli abitanti dalla vecchia alla nuova Volsinii) pasasse per Bolsena e ignorasse Orvieto.
Mi scusi ancora per la lunga replica, ma questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Cordiali saluti e grazie ancora per la sua attenzione.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 29-October-2004
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2003
Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito OR-vi/vi-etus

Gentile Sig. Thanchvil, spesso scrivono studentesse; cercano consigli; quanto a lei, più matura, è meglio; si può contribuire a risolvere i problemi con più tempo, costanza.
Torniamo a OR-vi vi-etus, come vede, hanno spaccato un nome, ne hanno duplicato una sillaba intermedia, per ricavarne 'UR-be' e ' ve-tus'; questo tipo di analisi si chiama omofonia; consiste nel 'sentire' somiglianze fonetiche e attribuirgli significati immaginari; OR-te, OR-vie-to, AR-e-z-zo presentano la radice AR 'luce', antica, persino gli Etei la usavano: AR-ma 'luna'; passata ai popoli vicini come arTmus, con T infisso, divenne la supposta greca 'arTermide'; quindi non accetti il giochetto dell'omofonia; potrei elencarne una fila di decine di nomi, tutti inventati, che si affollano nei Vocabolari greci, e nelle opere dei Ricercatori sensitivi.
Ma torniamo al Lago di Bolsena; anzi prima fermiamoci appena sul Fiasco di MonteFiascone; è un 'monte a Fiasco?' 'un monte per i tanti fiaschi di vino?' La ragione sta invece nel più antico *FL-a-s-co-ne; come vede, il FL risulta prossimo a FEL/ VEL, una contrazione, quindi niente 'fiasco', ma un monte con l'abitato dei '*FEL-a-s-ki'; perciò la sede della civiltà Velsinia va cercata solo tra BOL-se-na, *FEL-a-sko-nia, l'isola Bisentina, e quella chiamata Marta; dentro questi nomi va trovata la storia, recuperando i segni ancora rimasti. Ad esempio le lettere sui massi delle antiche mura visibili a Bolsena. Alcuni diranno: se si chiamava 'Bolsena Nuova' significa che quella vecchia non c'era più; certo, se l'hanno ricostruita sulle vecchie macerie, come faceva a starci. Sarebbe strano che da Orvieto, distrutta, avessero portato giù tutti quei massi, proprio su un luogo diverso, a loro estraneo, per ricostruire la loro città, che invece stava su in alto!
Veda di raccogliere tutte le notizie ancora reperibili intorno a questi centri; fotografi i reperti; raccolga testimonianze verbali; a volte nascondono antiche verità.
Si metta a lavorare intorno al Lago di Bolsena.
Cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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  #6 (permalink)  
Vecchio 04-November-2004
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Data Registrazione: Oct 2004
Luogo: roma-bolsena
Messaggi: 20
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Nuovamente grazie per la sua attenzione.
Seguirò senz'altro il suo consiglio di "esplorare" la zona di Bolsena e del suo lago alla ricerca di qualunque cosa possa in qualche modo rivelarsi interessante.
Volevo approfittare ancora della sua grande competenza per chiederle se è effettivamente documentato il fatto che furono i Romani, dopo la distruzione di Volsinii (dovunque questa fosse), a imporre ai superstiti di ricostruire la città in un altro luogo, meno difendibile (cosa che ha avvalorato la teoria di Orvieto proprio per la sua posizione arroccata su uno sperone di tufo in mezzo a una grande vallata).
Un'altra cosa che non mi è chiara è se esiste una versione (Velzna=Orvieto) riconosciuta "formalmente" fino a un'eventuale prova contraria, o se le varie ipotesi hanno tutte comunque diritto di cittadinanza in seno all'archeologia "ufficiale". Questo perchè mi sembra che ormai, anche nella stessa Bolsena, ci si stia rassegnando ad accettare passivamente l'idea di essere solo la "Nuova" Volsinii, prendendo per buono il fatto che la costruzione di quest'ultima sia stata effettuata in un luogo diverso e distante dalla originaria Velzna. Che lei sappia, c'è qualcuno a Bolsena ancora interessato a rivendicare la storia della città, che sia al corrente di quanto lei afferma al riguardo?
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  #7 (permalink)  
Vecchio 04-November-2004
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Sep 2004
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Predefinito

Gentile sig. (Prof.?) Di Mario,
innanzitutto i miei apprezzamenti per le sue ricerche. Ammetto che sono totalmente a digiuno di materia etrusca e anatolica, e confesso di perdermi nelle mille radici fonetiche che con molta perizia (e, spero, correttezza), lei elenca. Tuttavia mi balzava all'occhio la seguente sua affermazione:

Quote:
[...] qui fondarono Ruma/ Numa (v. SMEA, F. V, 31/41), ed altre città, compresa quella che ricordava loro il dio VEL/ VIL 'Sole'....; dopo un certo tempo fu introdotto la O inesistente presso vari popoli, compreso gli Etruschi/ Tirseni/ Velsini, e così comparve la città di POL-io-ch-ni < *FEL-i-ch-ni, a Lemno, POL-i-ch-na < *FEL-i-ch-na, vicino al fiume AES-e-pus (Turchia) 'quello del cavallo' (eteo AS-u-wa 'cavallo', P. Meriggi, MEG); da noi la O formò VOLsinium, BOLogna, BOL-se-na....
La mia è solo una curiosità che riguarda la città di Bologna: il nome dovrebbe derivare dal latino "Bononia" che a prima vista non pare avere molto in comune con la radice VEL. Tuttavia ricordo pure che l'area bolognese è anche detta "felsinea" e in quel FEL si ritrova il VEL famoso (perdoni lìimprecisione con cui riporto le radici). Allora, mi chiedevo, come sono arrivati i Romani al nome "Bononia"? Forse lei può rispondere a questa mia curiosità.

La saluto
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  #8 (permalink)  
Vecchio 04-November-2004
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Data Registrazione: Oct 2003
Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito Orivieto

Le due domande sono state messe assieme; prima rispondo a Tanchvilus: se Orvi-v(i)etus significa 'città vecchia', vuol dire che era da sempre vecchia, oppure ricostruita, quindi esisteva una prima città, rimasta vecchia, con il nome contratto, ma sempre vecchia; comunque si giri, è un'analisi improponibile, e un confronto arbitrario, che non condivido; che bisogno avevano di andare laggiù a chiamarla Velsna? La loro città poteva chiamarsi solo *ARwieta/ *AR-a-wie-ta, in etrusco. Bolsena, invece, viene ricordata come 'Volsinia nuova', perché il suo nome concordava con quello vecchio; Velzna/ Orvieto foneticamente è impossibile; ma poi quei massi...Perché sono andati a portarli giù e non se li sono tenuto in cima al colle? Tanta fatica, per poi rimanersene a ricordare che abitavano su una città vecchia! Quelle stavano lì dalla costruzione della città etrusca.
Quanto alle opinioni, sono sempre molte, ciò significa che non possono essere vere, tra le tante, o nessuna è vera, o solo una può esserlo.
A Bolsena non credo che esista qualcuno interessato, almeno io non ne conosco; solo una famiglia, incontrata durante un viaggio, mi mostrò interesse fornedomi qualche notizia, ma poi finì come tutte le cose che nascono da conoscenze momentanee.
Quanto a lei, mi pare sulla buona strada; ho un disegno su una parte delle mura trascritte; potrebbe studiarle, riprodurne le lettere, fotografarle; andare a vedere; se glielo permettessero, potrebbe andare a osservare le fondamenta degli edifici sull'isola Bisentina, capire a che epoca potrebbero risalire, specie i luoghi delle carceri, se per caso ne fosse rimasta traccia.....
Mi hanno invitato per sabato prossimo alla presentazione di un libro sugli Etruschi lì a Monte Fiascone, ma non posso andarci.

Rispondo alla richiesta su BOLOGNA: bisogna sapere, mi ripeto, che gli Etruschi non pronunciavano né la B, né la O; quindi Bologna non avrebbero potuto dirla, deve necessariamente aver subito variazioni; se deriva, come tutti concordano, da *FEL-s-na/ FEL-si-nja, ne è chiaro lo sviluppo fonetico medioevale: *FEL-e-s-nja > *FEL-e-n-nja > *FOL-o-n-nja > *BON-o-n-nja/ > BON-o-(n)-nja/ BOL-o-(n)-gna, tenendo presente che la gn intepreta male questo suono di N, perché non è GHN, o GIN, ma ne trascrive uno nuovo, diverso, che gli spagnoli lo rappresentano meglio con una n. Si tratta di assimilazioni E/O > O/O, L/N > N/N...
Mi auguro di aver risposto con sufficiente chiarezza.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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  #9 (permalink)  
Vecchio 05-November-2004
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Data Registrazione: Oct 2004
Luogo: roma-bolsena
Messaggi: 20
Predefinito

Bene, credo di intuire quello che intende. Facciamo l'ipotesi che Velzna fosse proprio a Orvieto: quando i Romani la radono al suolo i superstiti vengono portati sulle rive del lago dove ricostruiscono una nuova città che si chiamerà per questo Volsinia Nuova- Bolsena. OK, crediamoci per un momento. A questo punto, sulla rupe della originaria Velzna, dovrebbero esserci rimaste solo macerie. Quindi è a queste macerie che viene affibbiato il nome Urbe Vetus, perchè è quanto resta della vecchia città di Velzna. Giusto fin qui? Ma se oggi c'è una città e non solo macerie in quel posto, quando fu ricostruita? E da chi? Non certo dagli scampati alla distruzione, che, come abbiamo visto, già si erano ricostruiti la "nuova" Velzna-Volsini a Bolsena. Ma chiunque sia stato, ha costruito sulle macerie una "nuova" città, e allora perchè l'ha continuata a chiamare "città vecchia"-Urbe vetus-Orvieto?
Allora proviamo a smontare tutto il castello e immaginiamo che Velzna fosse proprio in prossimità del lago, magari in posizione piuttosto elevata e difendibile (Montefiascone potrebbe essere un'ipotesi verosimile, ma anche altre alture sopra Bolsena). Bene, quando viene distrutta, gli scampati sono trasferiti in un posto più basso e controllabile, dove appunto costruiscono un nuovo insediamento che chiameranno, logicamente, Velzna Nuova-Volsinia-Bolsena (e su questo non ci piove perchè la Volsinii etrusco-romana è ancora lì). Questa ipotesi ci convince decisamente di più ed è quella in cui voglio credere assolutamente.
Però mi resta un interrogativo: cosa c'era allora sulla rupe di Orvieto? Lei dice che quella città doveva chiamarsi Arwieta..(cosa significa in lingua etrusca?) Fu distrutta anche quella, e poi magari ricostruita con lo stesso nome? O è rimasta sempre là con quel nome? Ma in ogni caso non dovrebbe esistere qualche documento che faccia cenno a una città con questo nome? Le risulta che ci fosse una Arwieta etrusca?

Farò sicuramente come mi ha suggerito: nei miei frequenti soggiorni a Bolsena andrò a vedere (o rivedere) tutti i posti che mi interessano. Lei pensa che le carceri potrebbero essere state sulla Bisentina?
Cordiali saluti.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 06-November-2004
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Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito Arwieta

Gli Etruschi vanno considerati autoctoni, gente del luogo; quando sono arrivati i Tirseni/ Tirreni e i Velsini/ Vilsini, con la loro civiltà anatolica, hanno sopraffatto questi cavernicoli locali, e qua e là nuclei di civiltà svariate; ed hanno costruito le loro cittadelle, che a quei tempi non superavano le poche migliaia; Troia si pensa che contenesse quattromila abitanti; quindi si tratta di...paesi, rispetto al concetto che abbiamo di città. Quegli Anatolici portarono con loro una elevata cultura, vissuta e praticata nell'Asia Minore; ciò significa che possedevano svariati strumenti avanzati, rispetto agli Etruschi, di cui presero il nome; allo stesso modo che gli Achei e i loro alleati, con tutti quei gruppi greci chiamati in vari modi, i quali tutti, non si dissero Achei, Dori, Etei...ma Ellenici, cioè assunsero il nome della città di Ilio conquistata; se bada bene al nome, si accorgerà che di greco non c'è che la metà: *FEL-e-s+PO-n-tos 'di VEL+ PO/ acqua > mare = Mare del Sole'', ecco cos'è l'EL(l)es-ponto, ed ELlenico voleva indicare una qualità *FELessa > *FELenna 'di *FEL/ VEL'; era il mare davanti ad ILio; come dire che non dobbiamo meravigliarci del fatto che i Tirseni/ Velsini si dovessero indicare come Etruschi; in effetti avevano conquistato il loro territorio, e tutti gli altri italici li identificarono con il vecchio nome di *ETurussi > *ETuruski...
Ma torniamo ad *Arwieta; se non esiteva la O, come dovevano chiamarla? Ma in Oriente c'erano città simili: *ARassa > ARinna, ARnna, ARatta, specie questa, insieme alla città di Susa, fu sottoposta alle angherie dei Sumeri, che ne pretesero opere, lapislazzuli, templi, ne distrussero infine la civiltà, molto superiore alla loro, indicando che gli Europei gli cedettero le loro capacità culturali, persino la scrittura su tavolette, scopiazzata dai Sumeri su molliche di creta; dobbiamo tener presente anche il regno di Arzawa (varianze compatibili: *arezawa, *aretawa, *artawa...); per la geografia occorre ricordare anche i paesi di Lukka!
Quando gli Anatolici vennero da noi, come qualunque emigrante, portarono con loro divinità, usi e costusi, abilità costruttorie e artistiche...si pensi alla religione, alle loro pratiche schiettamente caldee!
Quindi è chiaro che dettero qualche nome ai loro paesi, diciamo.
E non è vero che, abbattuta una città, questa non veniva ricostruita sul posto; Roma, ad esempio, nei tempi gloriosi poteva vantare oltre un milione di abitanti; subì decine di devastazioni; ad un tratto ne raggiunse appena 25mila. Che avranno fatto i Velsini: sotto assedio, molti di notte se la saranno data a gambe; dei rimasti qualcuno sarà sfuggito alla decapitazione. I vincitori bruciarono subito la totalità della catapecchie che circondavano l'acropoli, le poche case dei benestanti; poi sfasciarono qualunque cosa; abbatterono parte delle mura; ma non tutto...se qualcosa ancora possiamo vederla.
Con il tempo, poco a poco la gente riprese possesso delle macerie; ricostruì capanne, abitacoli e case; ed ecco la 'Nuova Velsinia'; che non poteva essere Orvieto, avrebbe dovuto cambiarsi il nome, senza ragione.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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  #11 (permalink)  
Vecchio 08-November-2004
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Predefinito

Grazie per la spiegazione.
Gli Etruschi autoctoni cui fa riferimento, sopraffatti e assorbiti dagli Anatolici che ne presero il nome, sono forse i "Villanoviani"? Glie lo chiedo perchè, sotto il lago, nelle immediate vicinanze di Bolsena, esistono i resti sommersi di un villaggio palafitticolo che è stato identificato con un insediamento villanoviano.
Può indicarmi, per favore, se, nelle librerie di Roma (o altrove) posso trovare in vendita le sue pubblicazioni su questo argomento? Grazie.
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  #12 (permalink)  
Vecchio 08-November-2004
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Luogo: Poggio Mirteto
Messaggi: 38
Predefinito Villanoviani

L'Italia è stata sempre una terra da scoprire; da ogni parte, fin dall'antichità, da ovest, da nord, da est sono scesi, sbarcati i più disparati gruppi; ognuno con qualcosa da lasciare; quindi è difficile attribuire un aspetto con certezza. A parte quanto ne ha scritto Pallottino, che credo conosca, se va al sito cronologia.it ci troverà un'infinità di notizie di ogni genere, tra queste le consiglio un articolo, alla voce Etruschi, che accenna al viaggio verso l'Italia di questo tipo di abitazioni.
Tornando appena al nome di Aratta, le consiglierei di leggere "I sumeri" di Helmut Uhlig, Garzanti; vi troverà notizie dell'epopea di "Enmerkar e il signore di Aratta", con le richieste di troppe ricchezze e sottomissione, nonché, per la prima volta, l'uso che il signone fa della creta per scrivere: "Prese allora una zolla d'argilla il signore di Uruk,/ e vi scrisse parole come sopra una tavola./ Mai era stata scritta parola sull'argilla./ Ma ora, poiché il dio del sole così l'aveva ispirato, così accadde. E Enmerkar scrisse la tavola."
Due riflessioni: ha scritto come su una tavola; chi scriveva su questa? Scrive al signore di Aratta, perché non si fidava più dei suoi messi, pensava che non sapessero esprimersi con chiarezza, visto che le trattative si ripetevano, andavano alla lunga; se scriveva per farsi capire meglio qualcuno su in Aratta doveva essere in grado di leggere; forse era uno di quei pochi, rarissimi, che sapeva scrivere sulle tavolette, sulle pelli e sulle scorze. (materiali deperibili..; ma le zolle di creta, no, anzi le guerre le cossero per bene, e furono le sole ad informarci ...)...
Cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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  #13 (permalink)  
Vecchio 09-November-2004
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Predefinito

Molte grazie per la sua risposta. Conoscevo già in parte il sito che mi suggerisce di visitare, e approfondirò senz'altro l'argomento il più possibile. Cordiali saluti.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 13-November-2004
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Luogo: Poggio Mirteto
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Predefinito Orvieto

Gentile Sig. la informo di aver trovato in questi giorni, con certezza, la ragione per la quale gli orvietani, guidati dalla loro memoria storica, analizzano ancora il nome della loro città in modo quasi esatto; già dal tempo tirseno chiamavano il loro centro proprio con il termine veritiero di 'Città'; anche per questo, non solo per i massi inscritti delle mura da voi esistenti, non c'entrano nulla con Velzna > Bolsena.
Dovete difendere l'unicità storica che vi appartiene.
Questa notizia, dentro la replica indirizzata a G. M. Facchetti, la può leggere sul mio sito http://www.etruschi-tirseni-velsini.it, da cliccare sul rigo di Internet per trovarlo subito.
Cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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  #15 (permalink)  
Vecchio 15-November-2004
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Le sono grata per avermi reso partecipe di queste sue interessanti conclusioni. Ho letto stamattina (per ora in modo sommario, per mancanza di tempo, ma con l'intenzione di approfondire meglio non appena avrò un po' più di calma), quello che lei ha scritto. Non conosco la persona a cui era indirizzato e perchè, ma quanto Lei asserisce riguardo l'origine etimologica dei nomi di alcune città tra cui Orvieto, mi sembra quanto mai logico e condivisibile, anche se purtroppo io non possiedo la cultura che forse sarebbe necessaria per capire pienamente. Mi chiedo anche se quello che lei asserisce, oltre ad essere estremamente affascinante, sia preso concretamente in considerazione, come meriterebbe, da chi opera in ambito archeologico. Dico questo con un po' di amarezza, dopo aver avuto un colloquio con una persona a Bolsena, che mi ha descritto una situazione deprimente. Da quanto ho potuto capire anche nell'ambiente dell'archeologia ci sarebbero forzature pro o contro una certa tesi, e inspiegabili accondiscendenze. Sono piuttosto demoralizzata.
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