Lingua micenea, lineare B
Ho presentato più volte iscrizioni in lineare B (anche in A); questa la traggo da "Symposiacus", Anno XXXIV - N. 3 - Luglio- Settembre 2004; la preferenza sta nel fatto che offre indizi chiari, come vedremo; intanto dobbiamo modificarla, togliere la O, prima inesistente, anche presso gli Etruschi, poi occorre restituire l'uscita in -jo alla vera forma iniziale, ossia deriva da -sja < -sa, da -s-sja < -s-sa; quelle desinenze arcaiche che sono riscontrabili principalmente in luvio, la lingua fondamentale, appena variata, ma ancora leggibile; le desinenze accennate, oltre alla forma arcaica, rendono evidente l'aggettivazione; chiarendo che le parti del discorso concordano aggettivamente.
L'iscrizione era stata presa da "Studi Micenei ed Egeo-Anatolici", F. I, pag. 54:
ta-ra-nu a-ja-me-no e-re-pa-te-jo ka-ra-a-pi re-wo-te-jo so-we-na-qe
Era stata tradotta in tedesco in questo modo:
"Ein Schemel (thranos), einglegt mit elfenbeinernen Lowenkopfen (leFonteiois) und soweno."
Ora restituiamola all'Anatolia, come sopra è stato spiegato:
* > tasasu ajamesa erepatesja karaapi rewatesja sawenaqe
Questo tipo di scrittura arcaica, luvia, non deve meravigliare, o suscitare il sospetto di una arbitrarietà; questo tipo di scrittura era sbarcato anche...in Italia; sul LAPIS SATRICANUS c'è scritto: *(di)uiei steterai POP-lio=sio VAL-e-sio=sio suodales Mamertei "Al dio (Iovila). (La) posero di Publio Valerio i compagni per Marte (*FaFer-te-si)"; senza contare i toponimi, come ICH-nou-s-sa 'ICH/ isola' e PI-the-kou-s-sa 'PI/ isola'; termini ampiamente spiegati, diversamente dalle ben note illazioni, sui miei articoli; e sono parenti stretti di AL-i-kar-na-s-sos, PAR-na-s-sos...
La traduco come segue:
"Uno sgabello (sedia) fatto di cedro con teste leonine e un cane"
Di greco ce n'è ben poco: taranu e kara.
La traduzione tedesca immagina altri significati: erepatejo, trasformato, per omofonia, in *eleFantejo, suggerisce agli interpreti l'erroneo 'avorio'; soweno- non viene compreso.
Analisi: "Una sedia/ trono (gr. thasso 'siedo'), fatta (MEG, eteo aia 'fare') di cedro (AGI, V. XLI, F. I, p. 34: eripi-, ittita irimpi-, accadico erenu- 'cedro') con teste (gr. kara, ma prima veniva detta in min. siru, in av. sarah-, in aind. siras- 'testa'; sviluppo s > k) leonine e un cane (MEG, eteo suwana 'cane', con s che diverrà k, come per l'eteo surna 'corno')."
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
Angelo Di Mario
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