Il mio sistema di analisi consiste nel depurare ogni parola; per far questo debbo individuare tutti gli affissi/ infissi, di qualunque tipo; scoprire le varianti, cogliere la radice SEMPRE monosillabica, le desinenze SEMPRE monosillabiche; l'ho scritto cento volte; qui presento un solo esempio: osco NER 'uomo > principe' (LIA, Indice); in greco deiventa a-NER, con una a- di troppo, ma peggiora al genitivo con a-n(e)Dr-o-s, ecco dunque una D infissa; se poi consideriamo un suo derivato, a-n(e)THr-o-phos, l'insieme peggiora ulteriormente, rendendo difficile l'individuazione, perché a- resiste, ma D passa TH, la desinenza finale ingloba la F, variata in PH: quindi discende da un *a-ner-o-Fos; niente aner + ops; la F > PH entra in molte parole, come ad esempio in delPHus, da thelus > *delFus 'organo femminile'.
Altra osservazione; gli antichi possedevano poche parole; quella fondamentale serviva a produrne altre mediante piccole variazioni: CEC-e, CHICC-o; COCC-o, CIC-lo, SUK-o-s > *KUK-o-s > 'FIC-o', ()AC-i-no...; l'idea NOC-e 'frutto', un 'granello' che penetra nell'occhio, genera il NUC-leo...; in minoico i 'fichi' venivano indicati con NI, dove va subito immaginata la cosa a forma di NUC-le-o.
Raccomando di seguire le numerose analisi, ad ogni passo spiegate nei miei lavori; per condividerle. Qui di seguito analizzo l'iscrizione HT 11b, tratta da "TESTI MINOICI TRASCRITTI", a cura di Carlo Consani:
.1 ) de-nu , ru-ra ,
.2 *86 *77/KA 40 *77/KA 30
.3 *77/KA 50 ru*79-na
.4 *77/KA 30 sa-qe-ri ,
.5 77/KA 30 kuro
.& 180
.1 ) bottino di guerra:
.2 (86 > ) un carro; (KA >) ruote 40, ruote 30
.3 ruore 50 di radice
.4 ruote 30 di bronzo
.5 ruote 30. Quanto:
.6 180
Se torniamo al verbo urarteo qaBq-a-r-su-u-la-la-ni < *QAQ-a-ru=su-u-sa-sa-si "*CIC-lo=sa-ve-ro-no/ CIRcondarono"; la radice KA < KA(K) per ruota è palese; saqeri 'di bronzo', da saq-e (sviluppo s > k), anticipa il kako miceneo, senza contare la distanza con il greco chaLkos, L infisso, altro che mancante alla lingua dei micenei.
Ma la parola che mi interessa in particolare la trovo in kuro, perché indica 'quanto/ quantità'; la radice consiste nel monosillabo KU, da qui un primo *KU-so, con tutti i QU-o-t, i 'QU-a-Nto'...e con le varianti greche riconducibili a PO-sos (k/q/p).
In altra iscrizione il conto totale è definito dalla parole potokuro 'tutto-quanto', con poto, dal gr. pas/ paNtos.
Mi auguro di essere stato semplice e chiaro.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
Angelo Di Mario
Sito:
http://www.etruschi-tirseni-velsini.it; da digitare sul rigo di Internet.