Radice Monosillabica
Affermare che la radice è sempre monosillabica può sorprendere; perché in troppe parole non è subito evidente; occorre anche qui togliere le incrostature dell'ignoranza; i popoli nell'inventare una propria lingua aggiungono, modificano, storpiano, contraggono i suoni: partiamo dal semplice, per continuare con qualche proposta sempre più complessa: AM-a-re, SEG-a-re...; ted. LIEB-n 'amare', LUP-a-na-re 'luogo per l'amore', ma il lat. vo-LUP-tas, già crea problemi, infatti dobbiamo sapere che davanti a certi suoni compare la F, ecco allora *F-LUP-ta, il F si vocalizza, celando meglio la radice originaria; i-gn-o-ra-nte è composto da -n-te 'quello che ignora', ma i-gn-o-ra cominicia con la negazione in/ non, che va tolta, rimane -gn-o-ra, con evidenza restituisce la prima desinenza -ra sulla radice, rimane la GN, recuperabile nel greco GIG-no-s-ko 'CO(C)-no-s-co', ma c'è un'altra soluzione, avanzata da me anni fa; consiste nel supporre anche qui un g- iniziale (g-NO-s-co), replicato, per il fittizio gruppo GIG, da considerare estraneo alla radice, si sarebbe verificato lo sviluppo *NO-s-so > NO-s-co > g-NO-s-co > gig-NO-s-ko; fermiamoci un po' ora sul gr. g-LOS-sa/ g-LOT-ta, anche la g- spesso si pone davanti ad alcuni suoni, come nel gr. g-RA-pho 'incido', va tolta, la radice che vediamo LOS/ LOT è alterata, perchè consiste di una variante del gr. LEG-o 'dico' (meglio la nostra LI(n)G-ua 'quella per dire'), con l'aggiunta di una desinenza -sa/-ta, quindi *(g-)LOG-sa/-ta; il lat. f-LU-men va suddiviso in *F- LUK 'acqua', -me-n desinenze; la radice è chiara in LAG-o, LIQ-ui-do...; possiede la stessa tmesi che riscontriamo in p-LU(G)-via, senza considerare lo spagnolo LLU(G)-via 'gljuvia/'pioggia'....; termino con una parola esagerata, ma indicativa: pre=CIP-i-te=vo-li-s-si-me-vol=ME(n)T-e; consiste di P()R-e 'giù', CIP-i-te/ CAP-u-t 'capo', seguito da sei desinenze per il superlativo, finendo con ME(n)T-e, considerato, come leggo da più parti 'mente', invece deriva da una variante del termine 'MOD-o' "(caduto) a testa in giù in modo molto precipitoso".
Grazie dell'attenzione.
Angelo Di Mario
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