Mah, secondo me la (I) potrebbe essere benissimo un modo antiquato di trascrivere la presenza della lettera "i" legata con la precedente "n" o ancora più semplicemente di registrare la proposta di integrazione di un presunto errore o di una lacuna.
In ogni caso non mi sembra fondamentale perché non mi pare che ci sia il modo di leggere diversamente (secondo me quella "i" ci vuole in tutti i casi).
Se la prima segnalazione è del XVIII sec. ci sono buone probabilità che l'iscrizione sia rientrata nel
Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), che in linea di massima trovi da consultare in qualche biblioteca universitaria o in qualche Nazionale. La località di rinvenimento potrebbe essere sufficiente per l'individuazione dell'iscrizione nel repertorio, altrimenti bisognerà provare con gli indici onomastici:
P.Sabidius Priscus immagino che non sia poi così ricorrente, quindi si dovrebbe inquadrare con relativa facilità.
Sarebbe meglio che ti facessi aiutare da qualcuno che è pratico, altrimenti preparati a perderci un bel paio di ore prima di capire come funziona il CIL (certo che poi, una volta capito ...

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