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| Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura |
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20-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Feb 2006
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Quote:
LASCIVA.AVG.LIB.....
VIXIT. ANNIS. XXV.
T.FLAVIVS. AVG. L. ... FRAT.
FLAVIA. AVG. L. CARINIA. MAT.
TI.CLAVDIVS. PRINCINIVS. PAT.
H.M.S.S.H.N.S.
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E questa mi sembra risolta...
Quote:
HIC.EGO.DOLORI CONSTITVI. AETERNUM.
LACHRIM ISQVE. TERMINVM
H.S.S.M.H.N.S.
MIHI ET. TIBI
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Se non sbaglio traduzione, dovrebbe leggersi: qui io ho posto il termine eterno al dolore e alle lacrime, (terza riga come la precedente sciolta da mdd), per me e per te.
Probabilmente una specie di dedica tombale.
Quote:
DIIS.MANIBVS
Q.OVIO. Q.F.GALERIO. MODESTO
VIX. A. XX.
ET. GAVIAE DOR.GAL.
SORORI. EIVS
GAVIA. LYRIS. MATER
ET SIBI
IN F.P. XXI IN AGR. P. XXI
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Agli dei mani (con la classica formula di fine I secolo)
A Quinto Ovidio Galerio Modesto figlio di Quinto
che visse 20 anni
e a sua sorella Gavia Dor. Gal.
la madre Gavia (Lyris ?)
e a se stessa
(?)
Su come sciogliere la riga finale non mi viene in mente niente. Se non ho detto castronerie sul resto, dovrebbe trattarsi di una dedica sepolcrale di una madre ai suoi due figli e a se stessa.
Comunque tutte quelle che hai postato sono dediche funerarie per figli o liberti. Il resto delle indicazioni sono state già date, più o meno si tratta delle stesse conclusioni generali.
Spero che la fame non mi abbia fatto vedere doppio...  a dopo...
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20-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Simone82
Su come sciogliere la riga finale non mi viene in mente niente...
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In F(rontem) P(edes) XXI In Agr(um) P(edes) XXI
Questo potrebbe aprire un altro possibile argomento di discussione: le varie iscrizioni che abbiamo esaminato sono tutte riferibili ad aree sepolcrali in terra, oppure alcune potrebero riferirsi a tipologie funerarie differenti ( colombaria per esempio)?
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20-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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per quanto riguarda la prima sicuramente ara singola in terra, circondata da colonne poichè essa è stata trovata, le altre 2 non vi so dire, si sul documento dell'700 parla solo delle iscrizioni...devo vedere se riesco a sapere dove sono e magari visionarle
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20-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Già il testo delle iscrizioni qualcosa dovrebbe spiegare :wink: .
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20-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Quote:
Gladivs
per quanto riguarda la prima sicuramente ara singola in terra, . . .
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. . . scusate, intendevo proprio dire "aree" nel senso di superfici di terreno destinate alle sepolture in terra.
Cioè in qualche modo l'iscrizione potrebbe raccontarci qualcosa anche della tipologia di monumento funerario.
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20-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Dec 2006
Luogo: Villa Vicentina (UD)
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Quel che se ne può dedurre è che l'area sepolcrale era posta su una strada, che era di forma quadrata con ( in fronte pedes XXI = fronte strada poco più di 6 metri ed in agro pedes XXI = altri 6 metri nel senso della profondità), una superficie per così dire standard,e che vi furono sepolte da una a tre persone.
Mi pare un pochino improbabile che le colonne rinvenute facessero parte di un monumento funerario posto su un'area di così modeste proporzioni ma bisognerebbe comsiderare il contesto antico in quanto in quel particolare punto la densità delle strutture funerarie potrebbe non aver permesso l'acquisizione di una porzione di terreno maggiore.
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20-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Forse c'è un piccolo equivoco, anche se alla fine il ragionamento potrebbe funzionare comunque: la misura di 21 piedi x 21 piedi si riferisce alla quarta iscrizione, mentre l'indicazione delle colonne intorno mi pare si riferisca alla prima.
In effetti non cambia molto perché sia la prima che la quarta mi sembrano iscrizioni attribuibili ad una superficie sepolcrale in terra con un monumentino all'interno del perimetro.
Per inciso la vecchia indicazione delle quattro colonne anche a me sembra un po' strana: è vero che in qualche fortunato caso si trova l'area sepolcrale recintata con una balaustra o semplicemente delimitata con quattro cippi ai quattro vertici del piccolo terreno, però forse le quattro colonne potrebbero anche essere elementi ornamentali facenti parte (a rilievo) della stele centrale. Chissà.
Ultima Modifica di Mdd : 20-October-2007 22:15.
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20-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Dec 2006
Luogo: Villa Vicentina (UD)
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Già, mi era sfuggito il fatto che si riferisse alla prima delle epigrafi.
Credo comunque, ammesso che le epigrafi provengano da aree sepolcrali più o meno contigue, che i testi delle stesse non permettano di ipotizzare strutture funerarie monumentali, cui, verosimilmente, le tre colonne dovevano appartenere.
Non vorrei che, come giustamente indica MDD, le presunte colonne non siano altro che tre dei cippi posti, talvolta, agli angoli del recinto funerario.
Cippi angolari anepigrafi sono abbastanza frequenti ma, personalmente, non ne ho mai visti a forma di colonna. In un solo caso ho potuto vederne uno, a sezione ottagonale, con foglie di acanto sporgenti da quattro dei lati e disposte a spirale.
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21-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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beh allora, purtroppo come già detto prima delle ultime 3 non si sa nulla poichè già nel '700 l'autore afferma di non aver avuto la fortuna di vederle, ma solo di aver ottenuto una copia delle epigrafi, la prima invece fu egli a trovarla e la descrive come ho scritto nel primo messaggio della discussione.
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21-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Ma le iscrizioni "parlano" e ci dicono spesso un sacco di cose che sulle prime non sembrerebbe.
La quarta per esempio è chiaramente pertinente ad un complesso funerario costituito da un piccolo spazio di terreno nel quale venivano scavate le sepolture e che era segnalato da un monumentino (stele, cippo o sim.) con l'epigrafe.
Ciò che ci fa capire questo è la preoccupazione (manifestata nell'ultima riga) di indicare esattamente le dimensioni del terreno (per impedire che poi altri lo occupassero parzialmente).
Insomma la tipologia funeraria in qualche modo traspare già dal testo dell'iscrizione.
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22-October-2007
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Sep 2007
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secondo voi quindi è verosimile che tali tombe sorgessero lungo una strada consolare o comunque di una certa rilevanza?
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22-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Dec 2006
Luogo: Villa Vicentina (UD)
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Non necessariamente. Per quanto riguarda Aquileia che è l'area che conosco meglio, ti dirò che, se è vero che i sepolcreti sono stati rinvenuti, per la maggior parte lungo i bordi delle principali strade, Annia, Gemina, Postumia (c.d. Iulia Augusta) e l' anonima Via per Forum Julii, quelli più imponenti, monumentali, sono posti lungo tracciati viari locali.
Per esempio il mausoleo che è stato ricostruito ed è visibile lungo l'attuale strada provinciale poco oltre il Foro, in origine era eretto lungo l' asse stradale che portava al ponte sull' Isonzo (Pons Altus)e poi verso Monfalcone e Tergeste. Questa strada che forse era la Gemina (il problema è ancora dibattuto) non era certo una delle strade consolari come l'Annia o la Postumia.
Un' altra serie di aree funerarie appartenenti, per la tipologia dei reperti, a famiglie molto abbienti, è situata lungo un asse stradale specifico, uns specie di Via Seplcrale che ad un certo punto si interrompe e che corre, per qualche chilometro, parallela alla c.d. Via Pedrata (verso Pons Sonti, Ponte sull'Isonzo in loc.Mainizza presso Gorizia).
Comunque a titolo esemplificativo ti indico un sito in cui potrai vedere la foto di uno dei sepolcreti di Aquileia, quello posto lungo la Via Annia.
Immagine:Aquileia sepolcreto.jpg - Wikipedia
I recinti funerari appartenevano alle famiglie degli Statii, dei Cestii, Iulii e Trebii e, come vedi non sono certamente aree monumentali anche se il livello di esecuzione presuppone una certa abbienza.
Osservando la foto potrai notare anche la disposizione dei cippi angolari ed a tal proposito ti dirò anche che, usualmente, le aree tombali con epigrafe riportante la pedatura,( come nel caso della tua quarta) hanno cippi anepigrafi oppure non ne hanno (se c'è il recinto), mentre le aree funerarie di maggior imponenza non hanno l'indicazione della pedatura nello specchio ma questa è riportata nei cippi, in tutti o soltanto in quelli fronte strada.
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22-October-2007
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Un quesito che mi si pone, osservando da profano la discussione sull'interpretazione delle epigrafi e sulledifficoltà che esse pongono a persone certo non sprovvedute in materia:
Al tempo in cui i monumenti furono eretti quante persone erano davvero in grado di capire il significato delle epigrafi?
Il sistema di abbreviazioni era davvero comprensibile ai normali cittadini o si trattatava di un linguaggio per "iniziati"? -Certo anche molte delle lapidi odierne non sono immediatemente comprensibili, in quanto redatte in un linguaggio aulico, pomposo, lontano dal parlato quotidiano. Come era nell'antichità. Ci sono documenti in merito?
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dott. Claudio Giorgini
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22-October-2007
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AI gens
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Data Registrazione: Sep 2004
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Beh, aulico o misterioso non direi.
Alla fine sono soprattutto nomi  .
Poi ci sono delle formule, alcune delle quali si riferiscono allo status anagrafico, e quelle dovevano essere chiare a chiunque fosse anche solo minimamente acculturato: non ho dubbi che di fronte ad un "Lasciva Aug. lib." assolutamente tutti capissero che Aug.lib. significava che era una ex schiava imperiale, o che di fronte ad un "P.Sabidio P.lib. Prisco" tutti capissero che si trattava del liberto Prisco ex schiavo di Publio Sabidio.
Sulle altre formule più "tecniche" immagino invece che (come del resto anche per certe formule del mondo d'oggi) tutti capissero grosso modo il senso, ma non necessariamente le sapessero esattamente sciogliere: voglio dire, di fronte ad un "D(is) M(anibus)" sicuramente tutti capivano che si trattava di una sepoltura, un po' come il nostro R.I.P., ma non è detto che tutti sapessero esattamente come sciogliere l'abbreviazione, a maggior ragione formule come H.M.S.S.H.N.S., che probabilmente più che lette venivano "viste".
Però sono illazioni mie, non credo che ci siano documenti dell'epoca a riguardo.
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22-October-2007
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Utente attivo
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Data Registrazione: Dec 2006
Luogo: Villa Vicentina (UD)
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Credo che una certa "dimestichezza" l'avessero tutti, o almeno quelli che erano in grado di leggere (e a quanto sembra non erano pochi).
Che poi esistesse anche il gusto e l'intenzione di creare qualcosa di criptico, per iniziati insomma, non lo sappiamo ma è abbastanza verosimile.
Bisogna però anche tener conto del fatto che le epigrafi, sopratutto quelle celebrative ma anche quelle funerarie erano fatte per essere lette per cui l'utilizzo, ad esempio dei legamenti, era dettato da un fatto puramente tecnico che era quello del risparmio, sia di spazio che di tempi di lavorazione.
L'esecuzione di un epigrafe poteva richiedere mesi di lavoro e, probabilmente aveva costi che solo pochi si potevano permettere. La sistemazione dei monumenti funerari lungo le strade di notevole percorrenza aveva un duplice scopo: il primo, quello di far conoscere a chi entrave o usciva dalla città i meriti e sopratutto il livello sociale di chi le aveva poste ed il secondo, non meno importante per l'epoca, quello di utilizzare spazi non disponibili per le coltivazioni. Sebrerebbe banale ma se consideriamo un altro tipo di necropoli, quelle rustiche, cioè quelle relative ad insediamenti abitativi posti nell'agro,potremo osservare che anche queste si pongono lungo gli assi stradali, non solo quelli principali ma anche lungo le vie interpoderali e vicinali.
Non di rado anche ai "limites" potevano essere addossate aree sepolcrali. Non si tratta, in questo caso di opere monumentali e neanche di sepolture corredate di epigrafi, ma soltanto di recinti delimitati da cippi o solo da linee di ciottoli che ne delimitavano il perimetro. D'altra parte, e lo desumiamo da Siculo Flacco ( " De condicionibus agrorum ,Cap. XIX - Inspiciendum erit et illud, quoniam sepulchra in extremis finibus facere soliti sunt et cippos ponere, ne aliquando cippi pro terminis errorem faciant:....- Bisognerà anche porre attenzione anche a che, per errore, non vengano scambiati per pietre di confine i cippi funerari, dato che è usuale seppellire i morti lungo i confini ....) ma anche dalla "LEX SEMPRONIA " ...sepulcra extremis finibus circa decumanos et kardines, .... conlocantur. (si pongono i sepolcri al limite delle proprietà e lungo i decumani ed i cardini)" oppure dalla " LEX JULIA " ...monumenta sepulchrave quae in agris divisis adsignatis constituentur, iuxta decumanos et kardines ...conlocantur. (I monumenti o i sepolcri che vengono posti nelle aree di terreno divise ed assegnate, si dispongono in adiacenza ai decumani ed ai cardini)", quando non vi fossero assi viari importanti, i confini territoriali e le strade che dividevano le accepae potevano supplire efficacemente.
E' un pochino antipatico indicarlo ma per altri dettagli è possibile consultare un mio articolo in
http://www.centrumlatinitatis.org/atti_convegni/atti_cervignano/strade.htm
è una prima stesura, non scevra da errori poi corretti in fase di stampa, ma un poco indicativa per quanto riguarda il rappporto tra strade ed aree
sepolcrali nell' agro a nord di Aquileia.
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