eccomi di nuovo qua!
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franco123
Insisto é Aramaico, basta guardare attentamente lo scritto sulla statua di Tell Fekherye e la sua iscrizione bilingue assiro-aramaica per riconoscere il tondino con il punto, la Y etc. veder per credere (la foto la trovi sul libro "Le lingue della Bibbia" di Maurice Carrez, edizioni paoline a pag.38. Ciao a tutti e buona vacanza se non ci siete già
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facciamo un esempio:
"hjsagdfhjsgfvd uealndgsizuemasb d jhegdahlwef ndhjfgasbd"
sarai d'accordo con me che questo "testo" è scritto in caratteri latini, ma di latino non ha proprio niente.
Allo stesso modo, il "testo" della foto è si scritto in caratteri ebraici/aramaici (non c'è nessuna differenza tra i due, era ed è assolutamente lo stesso alfabeto, originariamente aramaico poi passato all'ebraico. Del resto anche inglese, italiano, francese, ecc.. sono lingue diverse ma usano lo stesso alfabeto).
Ripeto, io l'ebraico lo parlo, e l'aramaico scritto lo capisco a grandi linee, e secondo me la lingua della foto non è né uno né l'altro (pur lasciando il dubbio dovuto alla pessima qualità dell'immagine, che non permette di distinguere tutte le lettere).
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cekko angiolieri
Secondo me è più vicino all’ebraico antico, si nota l’utilizzo del punto per rafforzare la consonante e/o prolungare la vocale ....
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cekko angiolieri
Ci lavoro su e ti dico..le lettere le vedo già tutte.., ma non so poi dare un significato nella traduzione..., serve un esperto in lingua ebraica secondo me.., potrebbe essere anche in dialetto esseno.., i popoli erano svariati in una piccola zona.
CI sono anche i puntini..pertanto si tratta di vocali ebraiche...
Gli archetipi fenici sono facilmente individuabili.
E' vero però che non porta tutto..ma un 70 % credo si..
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Non son sicuro di vedere i punti di cui parli, però se ci fossero veramente sarebbe la prova definitiva che si tratta di un falso e anche di patetica qualità:
il sistema di notazione masoretico (cioè quell'insieme di simboli diacritici, punti e lineette, usati per indicare vocali, accenti e mutazioni consonantiche -tra cui anche il dagesh, il punto che come hai detto serve a rinforzare una consonante o a modificarne la pronuncia-) sono stati inventati solo tra il 7 e l'11 sec. d.C.
È dunque impossibile che tale notazione medievale possa comparire in un testo dei primi secoli d.C.
Per quanto riguarda i "dialetti" poi, mi permetto una precisazione: non esiste un dialetto esseno. Gli esseni erano un gruppo religioso, non un gruppo o un sottogruppo etnico. La loro lingua era quella di tutti gli altri giudei del tempo, cioè l'aramaico, scrivevano però (se si considerano i rotoli del mar morto come testi esseni, ipotesi che mi sembra decisamente plausibile) scrivevano dicevo in ebraico, e il loro ebraico era del tutto "normale" (cioè non era un dialetto). Le uniche particolarità dell'ebraico dei rotoli del mar morto sono da un lato di essere infarcito all'inverosimile di citazioni bibliche, dall'altro l'uso relativamente abbondante di "matres lectionis", lettere cioè usate non per il loro valore consonantico ma piuttosto per indicare la presenza di una vocale. La presenza di queste matres lectionis però non indica assolutamente un dialetto diverso ma semplicemente un tentativo di indicare la vocalizzazione, e del resto anche oggi l'uso di queste lettere con la funzione di marcatori di vocale non è ancora del tutto regolarizzato e non è raro trovare degli israeliani di oggi che scrivono da cani, riempiendo le loro parole di matres lectionis del tutto inutili e superflue (e questo anche nelle riviste e persino nei quotidiani).
ciao!