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| Linguaggio e Scrittura Forum su lingue antiche, linguaggio e tecniche di scrittura |
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28-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Simboli ed Archetipi
Ciao a tutti,
è parecchio tempo che curo una ricerca personale sulle forme archetipali dai primi segni nelle pareti rupestri alla nascita degli alfabeti medioorientali - occidentali.
Volevo sapere se ci sono altre persone che nutrono la stessa passione.
La mia è una ricerca incentrata in particolare sull'archetipo come funzione elementare di pensiero del tutto...forse chi fa lo stesso studio capisce cosa intendo...
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28-July-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Un po' di archetipi ci dovrei masticare, ma magari in un altro campo. La mia prima formazione è stata di orientamento junghiano ed ho anche frequentato per alcuni anni (si era nella prima metà degli anni '70) lo Jung-Institut di Zurigo, poi però, per diversi motivi, mi sono distanziato dalle teorie junghiane e più invecchio e pratico la psicoterapia (sono oramai almeno trentacinque anni) meno mi riferisco a teorie. Più che di archetipi preferisco parlare di strutture, di schemi, di elementi ricorrenti, perché il termine archetipo mi da l'impressione di qualcosa di immanente, di avente una qualità trascendente, e questo contrasta il mio modo di vedere le cose.
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dott. Claudio Giorgini
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28-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Se posso permettermi il tu...
Complimenti innanzitutto. Volevo sapere se sei psicoterapeuta cognitivo post razionalista.., almeno mi sintonizzo  )
Per quanto mi riguarda ho sempre un vizio di fondo per i pensieri laterali...
Ciaooo
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28-July-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
cekko angiolieri
Volevo sapere se sei psicoterapeuta cognitivo post razionalista..
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O mamma, spero di no  . Sono psicoterapeuta empirista pre-post-razionalista.
Seriamente: Mi hanno influenzato certamente Jung, ma non meno Freud e Binswanger (ho lavorato per alcuni anni nella clinica che fu sua, diretta dal figlio, sino alla sua chiusura nel 1980), ma ora ho difficoltà a identificarmi con una scuola o corrente, cerco di adattare il mio metodo al paziente e non viceversa. Inoltre da diversi anni ho ridotto la mia attività psicoterapeutica ad un minimo, dovendomi dedicare all'amministrazione della mia clinica.
E per il tu, è ovvio!

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dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 28-July-2008 00:53.
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28-July-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Quote:
dceg
Un po' di archetipi ci dovrei masticare, ma magari in un altro campo.
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Volevo sapere che ne pensi in merito alla questione dei 22 archetipi citati da Socrate e poi dagli attuali ricercatori..
Parallelamente sto facendo una ricerca "ardita" sulle 22 lettere dell'alfabeto fenicio e delle forme archetipali correlate, alcune delle quali individuate dall'uomo nelle caverne: dal mio punto di vista sono un elenco preciso di archetipi disposti con un loro senso logico , ma non solo ....
Questa convinzione , mi ha indotto a ricercare quelle funzioni elementari ( e se esistono) che influiscono o favoriscono sin dall’epoche più remote i processi di organizzazione logica di pensiero ( classificare, ragionare, elaborare, favorire una metodologia anziché un’altra) .
Inoltre sono particolarmente interessato al transfert dell'archetipo nella tecnica , un evento che secondo me precedeva sempre il transfert nella sfera emozionale: l'uomo prima deve riempire la pancia, poi comincia a pensare alla questione ergonomica e autorealizzante di se.
Ad esempio "l'archetipo pungente" è stato prima utilizzato nella lancia che nel "pensiero pungente" o "nel suono pungente"..., ma ad oggi il concetto di lunghezza d'onda svolge la stessa funzione della lancia o chiodo / o della spina che punge il palmo della mano...
Anche la medicina e/o fisica moderna utilizza la lunghezza d'onda per penetrare la materia, tessuti, cellule, atomi..., a sottolineare che aldilà delle formule fisiche l'archetipo esiste lo stesso e svolge il suo ruolo.
Nelle pareti rupestri si osservano come certi simboli siano nati prima rispetto ad altri e le esigenze primarie hanno condotto l'uomo a drizzare le antenne sulle funzioni elementari della natura......
Le punte disegnate non rappresentano solo pietre scheggiate , ma abbozzi di una certa lettera...che sarà poi K, il cui nome poi in ebraico divenne CAPH ( "PALMO" ! ) . Osservando l'attuale K notiamo che identifica un qualcosa ( <) che punge una superficie (I) ...e se questo non ci soddisfa basta verificare come la lettera fenicia sia un disegno di una spina attaccata al suo ramo..
Con i nostri 5 sensi possiamo attribuire il pungente ad un colore( vista) , ad un odore ( olfatto) , ad una puntura sulla pelle ( Tatto) , ad un sapore ( Gusto) , ad un suono di alte frequenze ( Udito) ..
Questo è sempre K nella sua matrice elementare.
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09-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Apr 2007
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Quote:
cekko angiolieri
che sarà poi K, il cui nome poi in ebraico divenne CAPH ( "PALMO" ! ) . Osservando l'attuale K notiamo che identifica un qualcosa ( <) che punge una superficie (I) ...e se questo non ci soddisfa basta verificare come la lettera fenicia sia un disegno di una spina attaccata al suo ramo..
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scusa ma non sono d'accordo, la lettera fenicia "K" ( Immagine:Phoenician kaph.png - Wikipedia) deriva dalla "kap" dell'alfabeto protosinaitico ( Immagine:Proto-Canaanite letter kap.svg - Wikipedia), e la "kap" del protosinaitico non è altro che un simbolo che rappresenta un "palmo" (kp/kf nelle lingue semitiche); proprio per questo a valore fonetico "k" e si chiama in tutte le lingue semitiche "kaf/kap", "palmo", perchè appunto il palmo della mano è ciò da cui deriva tale lettera.
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17-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2008
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buongiorno
mi inserisco nella vostra colta discussione sulgli archetipi per chiedervi se potete dirmi qual'cosa in merito ai gesti archetipi.....
io mi occupo di massaggio e cerco di migliorare la mia manualità .....quindi la domanda che mi pongo è: se in ogni gesto che compio vi sia anche un significato archetipo che produce un effetto interno (pensiero, coscienza, regressivo, psicosomatico....) oltre all'effetto fisiologico dato da una frizione uno stiramento una pressione una rotazione ecc......
mi interessa il vostro pensiero e se conoscete fonti dove ottenere informazioni...
ringrazio e attendo
cluadio micalizzi
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17-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Sinceramente dubito molto che si possa affermare un valore archetipico al gesto del fisioterapista. Un altro discorso potrebbe essere quello del valore simbolico del gesto, ma qui siamo su piani assai diversi, religione, riti, ecc.
Io sono propensoa distinguere con cura ed attenzione i livelli e diffido sempre più delle commistioni.
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dott. Claudio Giorgini
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17-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Aug 2008
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io non faccio fisioterapia ma mi occupo di shiatsu trager e altri metodi dove si è più focalizzati alle risposte soggettive del corpo e meno a ottenere una risposta preordinata sula base di statistiche...
riformulo la domanda perchè per me è molto importante...
se i miei gesti sono: contenitivi o regressivi o attivanti , riflessivi, velocizzanti, disperdenti, accoglienti, rallentanti, locanizzanti, .......ecc....
si può solo parlare di simbolismo o di strutture più antiche ( come se fossero i gesti base di tutte le possibilità di movimenti che si possono costruire) inscritte nella memoria cellulare.....
a presto
claudio micalizzi
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17-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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È un campo che non conosco, ma dubito davvero che esiste una "memoria cellulare".
Non metto in dubbio l'efficacia di queste forme di terapia ?, manipolazione ? o che dir si voglia; quello che secondo me non è valido è il modello che ne sta alla base.
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dott. Claudio Giorgini
Ultima Modifica di dceg : 17-August-2008 17:43.
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18-August-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Discussione molto interessante.... peccato che io sia particolarmente oberata in questo periodo per potermici applicare come vorrei....
Anche a me interessa come a cekko il discorso simboli- archetipi, come alcuni di voi sanno infatti la mia ricerca per la tesi di laurea si è incentrata sul simbolismo paleolitico. La prospettiva storica, dall'arte delle caverne alle prime scritture è interessante, però difficile da gestire. Bisogna sempre contestualizzare e ricordare che non è detto che un identico segno abbia un identico significato.....oltre a tener presente che se un dato archetipo contiene un dato campo semantico, esso a livello di espressione simbolica particolare ad una data cultura e a un dato momento storico pùò divenire molto ristretto, senza che necessariamente siano percepiti gli altri significati a livello conscio(qualche tempo fa si faceva l'esempio dello svastica nella nostra cultura e in quelle antiche).
Anche ciò che dice make-mica lo trovo molto interessante e, praticando un'arte come l'aikido, lo capisco al volo. Anche io mi chiedo continuamente qual'è l'origine di certi movimenti, di certi gesti, e sequenze di gesti, che attraverso il fisico agiscono sullo psichico. Per alcuni di essi abbiamo un minimo di appiglio storico archeologico( proveniente per lo più dall'oriente: posizioni yogiche, mudra, sequenze marziali - io stessa mi chiedevo, a guardare alcuni graffiti alpini se essi non si riferissero a certi esercizi di respirazione ,benchè non abbia modo di verificare-anzi ho già pronto un posto in merito che magari prossimamente vi propongo), per altri no, tuttavia io sono sicura che alla base vi sia quantomeno un profondo studio sull'istinto e sulla sua razionalizzazione( studiare l'istinto utilizzando le funzioni raziocinizanti- come ad esempio nel seitai- che è un pò lo studio che comincia durante il paleolitico con l'esternalizzazione -leggi materializzazione-dei simboli- e qui al contrario di cekko non credo che vi sia prima il materiale e poi l'emozionale o altro, dal mio punto di vista potrei credere a una contemporaneità di fatto di pensiero ed azione, poichè il pensiero già è azione ,o al limite una preponderanza dello spirituale sul materiale, dell'invisibile sul visibile, del non formato sul formato.....)
Essendoci studio vi è anche memoria..... quanto poi tale memoria sia "biologica" o "culturale" credo sia molto difficile da stabilire. Ho iniziato di recente a interessarmi alla psicologia transgenerazionale(attraverso la lettura ,al momento parziale, di "la sindrome degli antenati" di A.A. Schutzenberger) , che forse ha alcune risposte alle domande che qui ci stiamo ponendo, senza tuttavia mancare di farne sorgere di nuove. Certe memorie pare che passino, biologicamente, anche se non vi è trasmissione diretta, così alcuni uomini sanno esattemente cosa fare, dove toccare e dove no in situazioni limite e non senza che tuttavia nessuno lo abbia loro direttamente insegnato......rigurado alla "memoria cellulare" o addiritttura particellare alcune risposte potrebbero venire dalla fisica quantistica e moderna, anche se pure qui da parte mia rimango nel vago.....
Sono discorsi piuttosto complessi spero che abbiate voglia di approfondire, mi interessano parecchio 
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
Ultima Modifica di Aquamarina : 18-August-2008 13:43.
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29-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Quote:
dceg
Un po' di archetipi ci dovrei masticare, ma magari in un altro campo. La mia prima formazione è stata di orientamento junghiano ed ho anche frequentato per alcuni anni (si era nella prima metà degli anni '70) lo Jung-Institut di Zurigo, poi però, per diversi motivi, mi sono distanziato dalle teorie junghiane e più invecchio e pratico la psicoterapia (sono oramai almeno trentacinque anni) meno mi riferisco a teorie. Più che di archetipi preferisco parlare di strutture, di schemi, di elementi ricorrenti, perché il termine archetipo mi da l'impressione di qualcosa di immanente, di avente una qualità trascendente, e questo contrasta il mio modo di vedere le cose.
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Gentilissimo, è un pò che non scrivo a causa problemi di lavoro .
Mi interessa moltissimo la questione e tenterò di dare il mio parere personale anche agli altri interessati, ma prima è possibile avere un tuo parere in merito agli incontri che Jung faceva con Wolfang Pauli ( il fisico ) inerenti il legame tra archetipo e sincronicità ? Non ne voglio fare una questione "magica" però credo sia importante confrontare le intuizioni di Jung e quelle di Pauli.
Saluti.
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29-August-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Sono cose che ho letto molti anni or sono, si tratta di un lavoro sulla sincronicità come fenomeno acausale. Dovrei andare a vedere, per quanto ricordo interessante ma non del tutto convincente.
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dott. Claudio Giorgini
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29-August-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: Jul 2008
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Quote:
Aquamarina
Certe memorie pare che passino, biologicamente, anche se non vi è trasmissione diretta, così alcuni uomini sanno esattemente cosa fare, dove toccare e dove no in situazioni limite e non senza che tuttavia nessuno lo abbia loro direttamente insegnato......rigurado alla "memoria cellulare" o addiritttura particellare alcune risposte potrebbero venire dalla fisica quantistica e moderna, anche se pure qui da parte mia rimango nel vago.....
Sono discorsi piuttosto complessi spero che abbiate voglia di approfondire, mi interessano parecchio 
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Io sono molto interessato ad approfondire questo concetto , ma non conosco eventuali corrispondenze tra archetipo e movimento.
Sicuramente le funzioni di Stiramento, Pressione utilizzate nei massaggi sono considerate da molti funzioni elementari o archetipi.
Seguo molto la questione sulla fisica moderna , in particolare la meccanica quantistica e trovo invece molte relazioni tra i sistemi probabilistici della fisica atomica e quella dell'apertura stocastica delle vescicole nell'ambito neuronale tra pre sinapsi e post sinapsi, prima che venga rilasciato il neurotrasmettitore.
Mi interessano anche le teorie di PENROSE e quelle sull'EPIGENETICA...
A presto , se l'argomento vi interessa...
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29-August-2008
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AI senatus
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