velsinio SAris/ dieci
Nei miei lavori spesso ho analizzato i numeri, qui mi limito al SA-ris 'le mani > dieci' ( = X, ma da leggere S); deriva da ' < *SA-s-sis > *cha-s-sis; le ragioni di questa scelta sono due: la prima è che il monosillabo SU/ SA, anche presso i Sumeri, indicava ' la mano'; la seconda deriva dalla constatazione che la S precedeva la sostituzione con la ch, o k; infatti il gr. riporta CHE-i-res 'le mani' < *SHE-i-ses, dove la CH (ma anche la K) ancora si trova prossima ad un suono sibilante; in seguito diverrà K, come nel nesico KE-s-sar 'mano', eteo (K)A-s-tar, o luvio (K)IS-s-sa-ris (P. Meriggi, Manuale di eteo geroglifico, MEG, p. 43).
Il passaggio, come detto altrove, lo riscontriamo anche con il cretese siru, siru-te 'testa, alla/ per...la testa'; il greco ci tramanda invece kara, anziché il più arcaico *sara (assiro siru 'carne > parti del corpo'); così avveniva con il cretese L. A saqe 'bronzo', miceneo kako, gr. kaLchos, L infisso, non dimenticato dai Micenei.
Quindi SA-ris presenta la radice SA 'mano', seguita dalla desinenza -sis < -s-sis > -s-tas, mutata in -ris, come in gr. con -ses > -res.
Il passaggio s > ch > k, è testiminaito dalla particella enclitica 'e': licio se > -ce, -che, -ke, lidio -k(), basta consultare Testimonia Linguae Etruscae, di M. Pallottino: Larthial-c 'e di Laerzia', Velia-k 'e Velia', Latherial-ch. 'e di Latheria'.
Angelo Di Mario
|